Gli stabilimenti balneari storici italiani continuano a stupire, rinnovandosi costantemente.
A Forte dei Marmi, il Bagno Trieste si distingue come uno dei simboli della scuola razionalista italiana.
Un'Architettura Iconica
Costruito nel 1938, il Bagno Trieste è accessibile attraverso una struttura a cinque archi, elemento distintivo del suo design.
L’edificio è stato sottoposto a recente restyling, mantenendo i colori storici: bianco e azzurro.
Servizi e Caratteristiche
La spiaggia ospita 132 tende, ciascuna abbinata ad una ampia cabina dotata di doccia calda e cassaforte.
In autunno, verrà aperto un moderno centro congressi con due sale da 450 e 250 posti.
Aneddoti e Curiosità
Un aneddoto curioso riguarda un episodio recente che ha visto tre giovani turisti veneti incappare in una disavventura sulla spiaggia nei pressi del bagno "Trieste".
I tre, a bordo di un'Alfa Romeo Mito scura, hanno imboccato il passo a mare che costeggia l’ex discoteca “Midhò“ e che separa i bagni “La Pace“ e “Paradiso al mare“, zigzagando tra gli ombrelloni de “La Pace“ per poi fermarsi sulla battigia per godersi la vista del mare.
L’insabbiamento è stato quasi istantaneo, e i loro tentativi di uscire sono risultati vani.
Qualcuno ha notato il trambusto e ha avvertito la polizia, arrivata in spiaggia in piena notte.
I tre giovani, che non alloggiavano da nessuna parte, hanno dormito in auto fino al mattino, quando sono stati trovati dal personale dello stabilimento.
La polizia municipale ha richiesto l’intervento del carroattrezzi, che ha rischiato di fare la stessa fine dell’Alfa Romeo.
A risolvere la situazione è stato il trattore impiegato per la pulizia dell’arenile.
L'incidente si è concluso con una sanzione di 300 euro per aver violato il Codice della navigazione e l’accesso non autorizzato sul demanio.
Franco Petroni, titolare dello stabilimento, ha raccontato di averli svegliati e di aver constatato che l’auto era piantata.
Forte dei Marmi: Un'Esperienza Balneare Unica
È come questo descritto nelle pagine di Susanna Agnelli il Forte dei Marmi che piace nell’estate appena iniziata: semplice come un abito in lino bianco allo stesso tempo molto sofisticato.
La prima forse è stata la famiglia Bocelli: il Bagno Alpemare è un lieve alternarsi di beige chiarissimo e azzurro acqua, con un punto di verde brillante all’entrata, un’oasi di verde che ci ricorda la pineta che si stende splendida alle spalle del mare.
Nessun ombrellone, solo 48 splendide tende, un bar e il ristorante.
Al Bagno Alpemare si può fare colazione, pranzo, aperitivo e, nel fine settimana anche cena.
Durante l’estate, una serie di eventi alcuni dei quali aperti al anche al pubblico.
Il Bagno Santa Maria - 6000 mq su un fronte mare di 49 metri nella zona più esclusiva di Forte dei Marmi - è stato acquistato della famiglia Pinzauti questa primavera.
Come ci spiega Leonardo Pinzauti, che si occupa da vicino della gestione, “ci è piaciuto perché è rimasto immutato negli anni, mantenendo lo stile fortemarmino dei primi anni 60 con i tradizionali tamerici e le cabine verdi in legno che proteggono i salottini interni dal vento”.
La spiaggia privilegia lo spazio con solo 30 tende e i 20 ombrelloni, che garantiscono privacy e tranquillità ai clienti.
Il ristorante offre piatti semplici ma curati per un pranzo vista mare o eventi esclusivi.
Il bar, aperto dalle 8 di mattina, prepara colazioni genuine e ottimi aperitivi la sera, per chi ama restare fino a tardi sulla spiaggia.
L’attenzione si è rivolta comunque al ristorante con un restyling del menu che privilegia ingredienti di stagione e del territorio.
Alessia Berlusconi è arrivata in Versilia più di un anno fa.
Con il suo socio hanno acquistato il Bagno Alcione, uno dei nomi storici del litorale.
Dopo una prima estate, l’anno scorso, in cui si sono concentrati sul rendere più contemporanei e ricercati i servizi - primo fra tutti il ristorante che prepara squisite colazioni, pranzi con pesce freschissimo e aperitivi al tramonto con i piedi nella sabbia e il sale ancora addosso - quest’anno la novità è la piscina.
Gli altri lavori effettuati sono un restauro mirato che ha migliorato la struttura e la funzionalità del bagno senza alterare il fascino vintage che lo rende unico.
In quest’ottica di ottimizzazione funzionale ha un ruolo di primo piano l’attenzione all’ambiente, che si concentra in primis sul risparmio energetico.
Datcha Beach, è infine la spiaggia privata dell’esclusiva omonima guest house di Forte dei Marmi di proprietà di Oleg Tinkov, magnate russo con la passione della bicicletta e della Versilia.
A pochi metri dalla residenza, 12 tende, piscina, Jacuzzi, oasi verde, bar e ristorante riservate solo agli ospiti della Datcha.
Cosa Fare a Forte dei Marmi in 24 Ore
- Non si può iniziare la giornata senza un’energica colazione.
- In vista del caldo e della fame sotto l’ombrellone, è meglio riempire la borsa per sfamare tutte le voglie estive! Un’altra alternativa a due minuti a piedi è il panificio Antichi Sapori Panificio Rocchi, il paradiso dei prodotti versiliesi con un consistente assortimento di pane, brioche, pan di Versilia, pizza, focacce, biscotti, torte artigianali.
- Dopo aver pensato al cibo, si pensa al relax e al comfort. Andando in direzione mare, in Viale della Repubblica 1, il negozio Big Game Sport è la soluzione giusta per ogni necessità: pinne, maschere, mute, racchette, infradito, giocattoli da spiaggia ed ogni altro articolo da mare.
- Forte dei marmi è rinomata per i suoi bagni che sono diventati set di famosi film italiani come Sapore di mare, A ruota libera, Un’estate a mare. Chi vuole rilassarsi praticando vela può rivolgersi alla scuola di vela Compagnia della Vela in Viale Italico, 1 scegliendo il corso più adatto in base all’esperienza oppure lezioni singole.
- Per chi invece ama le spiagge libere dove poter stare con il proprio gruppo di amici la spiaggia Le Dune in Viale Italico, 89 è esattamente ciò che cercavate! La spiaggia è immersa nelle dune naturali e protette dal WWF, inoltre presenta anche un campo da beach volley. Accanto, il centro velico Yachting Club Versilia propone corsi di vela, windsurf, catamarani.
- In estate, post mare, l’aperitivo a tramonto è un must.
- 24 ore sono abbastanza per innamorarsi di Forte dei Marmi e per avere voglia di ritornarci.
Le Insegne degli Stabilimenti Balneari: Un Mondo da Scoprire
Sopra ad un palo bianco inclinato a quarantacinque gradi, si slancia verso l’alto la parola Florida - il blu e la grafia simile a una scritta a mano la fanno sembrare un appunto contro il cielo azzurro.
“Io vivo a Viareggio - racconta Michele Boroni - ma fino a qualche anno fa ci trascorrevo solo le vacanze. Andavo in bicicletta con mio figlio perché ero scocciato dal mare, cercavo di trascorrere il tempo in altro modo.
Sono rimasto folgorato dalle tante insegne degli stabilimenti balneari, i cosiddetti bagni, e dalla loro varietà: la Versilia ha venticinque chilometri di lungomare, ogni centro metri c’è uno stabilimento e ognuno ha la propria insegna.
Sono partito da Viareggio, poi, appassionandomi al progetto, l’ho esteso a tappe più lontane.
La prima foto in assoluto è quella dell’insegna rosa del bagno Imperia, una proiezione in formato CinemaScope immobile sopra a tre righe color pastello.
“A colpirmi sono soprattutto i contrasti, sia tra gli stili dei diversi stabilimenti, ma anche tra parola e carattere: per esempio quella del bagno Impero che, a scapito del nome, sembra scritta da un bambino.
“Il bagno in Versilia è una sorta di seconda casa, un luogo dove molte persone passano l’intera giornata.
E dove diventa interessante immaginare i vissuti dei diversi stabilimenti, i micromondi dietro a ogni insegna sulla base dell’ispirazione data solo dal nome e dal font usato.
“Credo di aver letto un articolo in cui un signore evocava una possibile storia dietro al nome del bagno, leggendo in Bemi l’abbreviazione di Belli Miei, un omaggio ai propri bei tempi andati”, mi dice al telefono Massimo Bemi, gestore dell’omonimo stabilimento a Massa.
“In realtà, è il cognome della mia famiglia. Mio padre costruì lo stabilimento nel ’58, io ci lavoro da quando ho quattordici anni.
Quando vedo l’insegna, rivedo lui mentre la costruiva, le sue mani che levigano il legno.
Nei delfini bloccati per sempre in un tuffo intorno all’insegna del Bagno Biagi di Marina di Pietrasanta, anche Michela Biagi ritrova la storia della propria famiglia: “Qui sorgeva una colonia, quando prendemmo in gestione il bagno lo ricostruimmo interamente.
A intagliare i delfini fu mio padre, che oggi ha settantasette anni.
“Gestiamo il Bagno Milena dal 2009” racconta invece Marta Stefani Marcucci.
“Negli anni, l’insegna è stata rielaborata, ma mantenendo intatto il suo stile anni ’50 nell’uso del legno e nella rievocazione dei colori.
Quando la vedo, penso al vero mare: l’ombrellone, le cabine in legno, i colori sgargianti.
Quando abbiamo preso in gestione il bagno, non abbiamo nemmeno pensato di cambiarne il nome, un po’ come si fa con le barche.
Per il Bagno Oceano, stabilimento a Lido di Camaiore che gestisce da oltre trent’anni, Alessandro Montaresi ha invece affidato la costruzione dell’insegna a un fabbro: “Ma l’ho disegnata io, pensando ai vecchi portali.
Spesso scambiano l’insegna per un tributo alla Giamaica, ma quelli che ho scelto sono i colori dei miei ombrelloni, i colori del mio Oceano.
Nel progettare l’insegna, l’ho voluta come un tramonto sul mare.
È stato forse lo stesso fabbro a realizzare anche l’insegna del Bagno La Perla di Forte dei Marmi, un filo di metallo verde acqua piegato con maestria in un’insegna esile e calligrafica: “È lì almeno dal ’46, la commissionarono i miei genitori cercando un simbolo che, come una perla, fosse semplice ma raffinato” racconta Gianna Bramanti.
“Ce l’ho davanti da quando ho occhi per vedere.
Con una fedeltà alla tradizione sottolineata anche dallo stesso Boroni: “Pur nel cambiamento che sta vivendo il suo turismo nei modi, nei luoghi, nei riti, la Versilia resta sempre piuttosto fedele alla sua origine e alla sua storia.
Tendenze e Premi nel Mondo dei Beach Club
Presentata all‘Hotel Bernini Palace di Firenze la prima “Guida ai migliori beach club d’Italia”, una pubblicazione curata da Andrea Guolo e Tiziana Di Masi.
Molto interessante il racconto della Di Masi, attrice e, per l’occasione, consulente esperienziale, che ha rivelato i retroscena della stesura della guida.
Tutto parte, infatti, da un viaggio di un mese e mezzo, lungo le coste italiane.
Un giro variegato ed intenso, in cui i curatori hanno voluto visitare e sperimentare un totale di 300 bagni, 225 dei quali sono stati poi inseriti nella guida.
Solo quattordici strutture hanno ottenuto tre “ombrelloni gold”, il punteggio più alto.
Si tratta di beach club liguri, sardi, campani, friulani, siciliani e toscani.
Tanti gli aspetti valutati, location, cibo, design, servizi, mare e soprattutto la qualità umana, l’energia, il sorriso e la capacità di rendere accessibili i luoghi tenendo viva la tradizione pur con un occhioall’innovazione.
“Ogni beach club è differente perché sono le persone a farne la differenza” ha detto la Di Masi.
Il libro non è solo una guida, ma anche scrigno di storie, pensiamo all’antico bagno La Lanterna a Trieste, l’unico in Italia che ancora tiene separata la clientela, uomini da una parte e donne dall’altra.
Durante la serata sono stati assegnati i premi ai migliori bagni: La Dogana con la cucina di Luca Morroto a Capalbio, best beach restaurant della Toscana 2024, La Spiaggetta di Cavoli all’Isola d’Elba, best location per la privacy, e l’Isolotto Beach Club di Porto Ercole.
La Versilia si è rivelata, tuttavia, la riviera più vincente: per la ristorazione, il Bagno Gilda si è accaparrato il premio “Cà Maiol Award”, l’Alcione quello per la sostenibilità e Maitò ha superato tutti per gli arredi e le sculture, forte attrattiva per la clientela vip amante dell’arte.
Il Bagno Piero ha vinto la sezione “Heritage” per la tradizione.
Il primo premio “Best beach club Toscana 2024 “, assoluto numero uno, è andato al Beach Club Alpemare di Forte dei Marmi.
Dal 2017 di proprietà della famiglia Bocelli, si conferma uno spazio caratterizzato dall’eleganza pur nella semplicità e modello per l’alta moda e gli eventi dei brand del lusso.
Premio alla carriera a Gianni Mercatali, autore, comunicatore, giornalista, il cui amore per la Versilia sfida il tempo.
“I toscani, da Boccadimagra fino a Capalbio, pur nelle varie diversità, hanno un tipo di accoglienza peculiare.
Sanno porsi in modo positivo e amicale verso il cliente.
È vero, il mare è diverso lungo la costa - ha detto Mercatali - ma anche in Versilia è pulito, con il libeccio ci sono le alghe, ma non è inquinato.
Il bello della Versilia è che tutto cambia perché tutto rimanga uguale.
Mentre a Punta Ala nel 1969 non c’era nemmeno il porto, la Versilia già a fine ottocento aveva i bagni.
Ha una radicata tradizione di ospitalità balneare con gestioni familiari ma anche con nuovi imprenditori che hanno investito nel rispetto della tradizione.
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