Carmine Buono è un idraulico che ha ricevuto recensioni positive per la sua professionalità, competenza e servizio clienti. Tuttavia, il suo nome è anche legato a un caso giudiziario che ha suscitato notevole attenzione.
Recensioni sull'azienda Termoidraulica Shop
Molti clienti hanno espresso la loro soddisfazione per i servizi offerti da aziende come Termoidraulica Shop, lodando la professionalità e la disponibilità del personale. Ecco alcuni punti chiave emersi dalle recensioni:
- Assistenza Clienti Eccellente: Il personale è descritto come cordiale, competente e veloce nel risolvere i dubbi.
- Professionalità e Attenzione al Cliente: L'azienda si distingue per la sua attenzione alle esigenze del cliente e la capacità di fornire supporto in ogni fase dell'acquisto.
- Spedizioni Veloci e Prodotti di Qualità: I clienti hanno apprezzato la rapidità delle spedizioni e la qualità dei materiali ricevuti.
- Ampia Gamma di Prodotti: La vasta gamma di prodotti disponibili e la facilità con cui si effettua un ordine sono stati menzionati come punti di forza.
- Disponibilità e Cortesia: Il personale è sempre pronto ad aiutare con il sorriso, guidando i clienti nella scelta dei prodotti giusti.
Un cliente ha scritto: "Ho ricevuto assistenza in tempo reale da un punto tecnico e commerciale, sia prima dell'acquisto che dopo, anche la spedizione è stata rapida e articolo ben imballato". Un altro ha aggiunto: "Servizio impeccabile! Ho ordinato alcune componenti per la caldaia e sono rimasto colpito dalla puntualità della consegna".
Tabella riassuntiva dei punti di forza
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Assistenza clienti | Cordiale, competente, veloce |
| Professionalità | Attenzione al cliente, supporto in ogni fase |
| Spedizioni | Veloci, puntuali |
| Qualità dei prodotti | Materiali di alta qualità |
| Gamma prodotti | Vasta scelta, facilità di ordine |
Il Caso Giudiziario di Carmine Buono
Parallelamente alle recensioni positive come idraulico, Carmine Buono è noto per un tragico evento. Il 13 febbraio 2012, Buono ha ucciso la sua ex compagna, Antonia Bianco, con stilettate a San Giuliano Milanese. Inizialmente, la morte di Antonia Bianco, 43enne, era stata attribuita a un arresto cardiaco, poiché la ferita era piccola e non subito individuata.
L'uomo si è sempre detto innocente e tuttavia è stato condannato sia in primo grado sia, a marzo 2014, in appello. Nel frattempo, però, sono scaduti i termini della custodia cautelare, pertanto Buono è stato liberato. Deve comunque sottostare all'obbligo di dimora. Ma il caso farà discutere.
La morte della ex di Buono, 43enne e residente a Milano, risale al 13 febbraio del 2012, quando la donna fu soccorsa da un'ambulanza a San Giuliano Milanese per un apparente malore dopo un litigio in strada con l'idraulico, dal quale aveva anche avuto un figlio. Poco dopo la Bianco morì nel vicino ospedale di San Donato: erano stati i medici della struttura a notare una piccola ferita sotto l'ascella sinistra, causata da un oggetto appuntito che aveva perforato il pericardio.
Il 5 marzo del 2014 per lui era arrivata la sentenza di secondo grado della corte d'assise d'appello di Milano, ora impugnata in Cassazione. Nel frattempo sono scaduti i termini massimi di custodia cautelare e l'uomo è stato liberato, rimanendo sottoposto al solo obbligo di dimora.
Carmine Buono, 55 anni, è stato formalmente accusato dalla Procura di Lodi di omicidio volontario. Sarebbe lui lassassino di Antonia Bianco, la 43enne italo argentina, sua ex compagna, uccisa la sera del 13 febbraio scorso proprio sotto casa delluomo, a San Giuliano milanese, in via Turati, con uno stiletto o uno spillone che le ha bucato il cuore.
«Dopo linterrogatorio-fiume a cui erano stati sottoposti mia madre e mio nipote sabato ci aspettavamo che stesse per succedere qualcosa di grosso - ci spiega Asuncion, 41 anni, sorella di Antonia -. Fin dal primo momento noi abbiamo detto che Antonia era stata uccisa. Del resto lei stessa il 31 ottobre 2009 aveva denunciato il suo ex compagno per aggressione e diffamazione, dopo che lui laveva insultata e poi malmenata obbligandola a farsi medicare al Niguarda. Nel maggio 2011, poi, mia sorella lo querelò per stalking: lui la perseguitava, la chiamava a tutte le ore al telefono suo e di chiunque la conoscesse, laspettava sotto casa, davanti al posto di lavoro: atti persecutori veri e propri. E pensate che la prima udienza per la denuncia del 2009 è stata fissata per il 26 giugno prossimo, quando mia sorella sarà già morta da oltre 4 mesi!».
Maria Teresa parla del suo interrogatorio in Procura a Lodi. «Ho spiegato semplicemente che quelluomo ha sempre minacciato mia figlia di morte. Sempre a dirle: Ti taglio la gola, ti ammazzo. Ha insultato me e tutta la famiglia per telefono anche il giorno della sua morte. Lei me lo diceva spesso che aveva paura di lui, anche perché, avendo lavorato come idraulico, quelluomo aveva sempre la macchina piena di ferri. Mamma, temo anche quando porta in giro il bambino. Maximiliano, che aveva accompagnato la madre a San Giuliano perché lei doveva parlare con il suo ex, era in un angolo, sul marciapiede, a conversare con la compagna delluomo e 2 dei loro figli; Antonia era dallaltra parte, sola con Carmine. Il portachiavi? Lui ce lha sempre avuto con sè. Sì, cera attaccato anche un coltellino a serramanico...».
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