L’alaggio della barca, ovvero il tirare a secco un’imbarcazione, è un’operazione estremamente delicata ma necessaria per la sua manutenzione. Infatti, è funzionale al rimessaggio invernale, consente una pulizia profonda dell’imbarcazione e la risoluzione definitiva di eventuali problemi alla parte immersa dello scafo.

Che cosa significa Alare una Barca?

Alare è una parola di origine tedesca; deriva dal verbo "halon", che significa propriamente “tirare”. Il significato di alaggio barca è propriamente tirare in secco un’imbarcazione, attraverso manovre meccaniche e/o manuali. La manovra si esegue da fiumi, laghi, mari o bacini verso la terraferma. Le manovre di alaggio venivano effettuate già nell’antica Roma, dove esistevano delle vie d’alaggio accanto al fiume Tevere.

Sistemi di Alaggio: Quale Scegliere?

Esistono diversi sistemi per alare la barca (alaggio con carrello, alaggio con travel lift, alaggio con gru) che vanno scelti a seconda delle dimensioni del natante, del peso, della sua collocazione e delle risorse che si hanno a disposizione nella specifica area portuale. Per far sì che durante le manovre di alaggio la barca non subisca colpi è consigliabile programmare l’alaggio in una giornata di bel tempo. Per mantenerne le corrette funzionalità, la barca va alata almeno una volta all’anno idealmente verso la fine dell’autunno. Pulire a fondo lo scafo è un'operazione fondamentale.

Alaggio con Carrello: Ideale per Piccole Imbarcazioni

L’alaggio della barca con carrello è estremamente comune e funzionale nel caso di piccole imbarcazioni o gommoni. Chiaramente si può gestire il tutto in autonomia, occupandosi personalmente dell’alaggio direttamente da spiaggia o dagli appositi scivoli portuali.

Per mettere il carrello in posizione corretta bisogna scendere lentamente in retromarcia, in modo che il carrello sia ben allineato alla rampa. Per trainare la barca sul carrello si può utilizzare sia l’argano manuale che l’argano elettrico, utile soprattutto per le imbarcazioni più pesanti. Durante l’alaggio è bene avere a disposizione una cima di sicurezza per assicurarsi che la barca non si muova o cada lateralmente.

Per concludere l’alaggio della barca, bisogna fissare il natante in maniera provvisoria e trasferire l’automobile e il carrello su un piano. Quando si utilizza il carrello è molto importante verificare che l’automobile non abbia difficoltà a uscire dallo scivolo.

Alaggio con Travel Lift: Sicuro ma Costoso

Il travel lift marino è una specie di grande carrello, un sollevatore che si utilizza per portare le barche fuori dall’acqua e alloggiarle nei pressi del molo su specifici invasi o selle. A occhio può sembrare un vero e proprio elevatore per natanti, a cui la barca viene fissata tramite fasce di sollevamento resistenti e stabili, posizionate su almeno due punti. Si gestisce dall’esterno e si sposta su ruote, è progettato per ruotare fino a creare un angolo retto.

La barca viene sistemata nel bacino di alaggio, sopra il quale è collocato il travel lift. Dall’elevatore si fanno scendere le fasce di posizionamento, che vanno infilate sotto allo scafo. Quando la barca è assicurata alle fasce si aziona il travel lift che, dapprima solleva l’imbarcazione e poi la traina verso il molo. Per disporre le fasce in posizione corretta, in modo che la barca non oscilli durante le operazioni di alaggio e varo, alcune imbarcazioni sono dotate di indicatori appositi.

Il travel lift è assolutamente il sistema di alaggio più sicuro, tuttavia non è disponibile in tutti i porti poiché richiede spazi importanti e ha costi di gestione piuttosto alti.

Alaggio con Gru: Economico per Imbarcazioni Medie

Per imbarcazioni fino a quindici tonnellate il sistema più diffuso per tirare la barca in secco è la gru. Uno dei punti a favore dell’alaggio della barca con gru riguarda i costi, decisamente inferiori rispetto al travel lift.

A differenza dei travel lift, la barca viene sollevata da un solo gancio, sul quale ricade tutto il peso. Fonte di intensa preoccupazione per i diportisti, alaggio e varo della barca sono operazioni che metteno sicuramente a rischio l’imbarcazione. In effetti, i natanti sono concepiti per l’acqua e la mancanza della spinta idrostatica esercitata dall’acqua sulla barca, di per sé, rappresenta già un problema. Durante le manovre di alaggio e varo c’è il rischio che si graffi lo scafo, che si eroda il gelcoat o che la carena subisca colpi.

Accessori per Carrelli Barca: Un Ruolo Cruciale

Gli accessori per carrelli barca ricoprono un ruolo cruciale nel garantire sicurezza, praticità e durata al vostro mezzo di trasporto nautico, che sia un rimorchio a un asse o due assi. Una volta acquistato è importante prendersene cura per mantenerlo efficiente e sicuro con il passare del tempo, poiché sappiamo che, vista la sua funzione e la stagionalità, è particolarmente soggetto a usura e corrosioni.

Conoscere come funziona un carrello, i suoi componenti chiave e la normativa italiana che lo regola è fondamentale per navigare con serenità. Il carrello barca usato necessita di un corretto controllo prima di ogni utilizzo, non solo per la sicurezza su strada, ma anche per la cura della nostra stessa barca, che potrebbe danneggiarsi durante il trasporto o nel delicato momento di alaggio e varo qualora verricello o i rulli dovessero essere maltenuti o usurati.

Componenti Chiave del Carrello e Loro Manutenzione

  • Ruote: Le ruote del tuo carrello per barca sono tra gli accessori salienti, cioè tra i più importanti da controllare prima di ogni viaggio. Anche la ruota di scorta va scelta con attenzione poiché deve essere uguale alle ruote che montiamo, non solo per dimensione, ma anche per capacità di carico e velocità. Il ruotino pivottante invece è una ruota girevole sul proprio asse (dal termine francese pivot, perno) che serve a mobilitare il carrello quando lo stacchiamo dal nostro veicolo.
  • Gancio: L’altro accessorio fondamentale che deve sempre essere in ottimo stato è ovviamente il gancio, che è un giunto a cavità sferica che ti permette di collegare il rimorchio alla tua auto. Se temi che sia troppo usurato sarà vitale sostituirlo: in commercio ci sono molti modelli per tubo tondo o quadrato omologati per tutti i carichi. Alcuni ganci possiedono un indicatore automatico di sicurezza: dopo essere stato agganciato, se si evidenzia il cilindro verde significa che il giunto è stato agganciato correttamente.
  • Verricello e Fermo Prua: A prua del nostro carrello troviamo un verricello che utilizzeremo per l’alaggio e varo della nostra barca e può essere manuale o elettrico. Sempre a prua, un dettaglio da non trascurare per proteggere sia il tuo gommone che la tua barca in vetroresina, è il fermo prua.
  • Rulli: I rulli basculanti sono fissati a montanti e possono essere distribuiti in base alle dimensioni e all’ingombro della sagoma della tua barca. Ci sono poi quelli centrali e i rulli reggichiglia che, come dice il nome, sorreggono la parte inferiore dello scafo.
  • Freni: Una delle operazioni da fare sempre prima di mettersi alla guida con il carrello per barca a traino è la verifica del buon funzionamento dei freni del rimorchio. Una buona manutenzione passa quindi dal check di guaine e i cavi che azionano il sistema frenante dove potrebbe ristagnare l’acqua di mare causando corrosione o facendo inceppare i cavi con il rischio di surriscaldare le ganasce. Non vanno dimenticati gli ammortizzatori idraulici, dispositivi fondamentali che agendo per inerzia attivano la frenata del rimorchio azionando un sistema di leveraggi, rinvii e cavi.
  • Fanali: I fanali del tuo carrello sono davvero importanti e dovrai sempre verificare il loro funzionamento prima di metterti alla guida così come per tutto il sistema elettrico che illumina il tuo rimorchio.

Normativa e Sicurezza

Come per tutti i rimorchi, la normativa prevede delle particolarità per quanto riguarda l’immatricolazione, e rimangono comunque degli accorgimenti da rispettare a livello di sicurezza. La sicurezza prima di tutto: nessuno vuole vedere barche e gommoni spiaggiati lungo le strade!

In primo luogo, bisogna tenere conto che per il trasporto di barche sulla rete stradale, la massa dell’imbarcazione, sia essa una barca a vela o un gommone, si calcola considerando tutto ciò che contiene (quindi anche motore, vele, albero, eventuali rulli o invaso ecc.)

Dando comunque un paio di definizioni ulteriori: per “massa totale” si intendo il peso del rimorchio a pieno carico agganciato all’auto più il peso della stessa. Quando parliamo di “massa del carrello“, invece, consideriamo il peso a vuoto del rimorchio come specificato sul relativo libretto.

Il rimorchio in sé e per sé non deve comunque superare i 12 metri di lunghezza considerando anche l’eventuale albero sporgente. Questa lunghezza fa fede in caso di modelli a due assi, mentre in caso di un carrello per barca a un solo asse scendiamo a 8,50 metri.

Ricordiamo che esiste comunque una differenza tra i tipi di carrello. Per ragioni di sicurezza, bisogna sempre e comunque assicurarsi che la propria auto sia in grado di trainare il carico posteriore designato (solitamente indicato sulla carta di circolazione al punto O.1) e che il gancio di traino non sia gravato da un peso eccessivo. Ovviamente, anche il carico deve essere propriamente assicurato con delle cinghie a cricchetto di qualità e non troppo vecchie.

Come ogni mezzo immatricolato e dotato di libretto, anche il carrello deve essere assicurato. E’ l’assicurazione del veicolo trainante a coprire il rimorchio di barche nel momento in cui uno spostamento è in atto. Se invece il carrello viene staccato dalla vettura e lasciato in un luogo pubblico, è necessario scegliere un’assicurazione a parte, specifica per il cosiddetto “rischio statico“.

Se il peso totale dovesse eccedere questa quota raggiungendo una massa totale di 4250 kg, è necessario di munirsi di una patente “B 96” in seguito ad una prova pratica adeguata.

Manutenzione del Carrello Portabarca: Un Investimento nella Sicurezza

La manutenzione del carrello portabarca si rivela necessaria in quanto questa tipologia di rimorchio è sottoposto a un certo stress meccanico durante l’utilizzo, dovuto al peso dell’imbarcazione e alle irregolarità della strada. L’inattività, come su tutti i veicoli su ruote, porta ad essiccazioni dei lubrificanti e al deterioramento dei pneumatici. Il contatto con acqua salata produce depositi di sale, ossidazioni e altri danni che possono anche risultare gravi. Per questi motivi la manutenzione deve essere attenta, prima e dopo ogni viaggio e, in particolare, prima di un lungo rimessaggio.

Il carrello porta barca è uno strumento indispensabile quando sei in possesso di un natante e non hai a disposizione un posto, in mare o lago, per l’ormeggio. In quel caso per alaggio e rimessaggio invernale della barca devi per forza ricorrere al trasporto dell’imbarcazione o del gommone su strada.

Rimorchio Leggero vs. Rimorchio Pesante

Una prima distinzione da fare è quella tra rimorchio leggero e rimorchio pesante. Si definisce leggero il carrello che ha una massa a pieno carico inferiore o uguale ai 750 kg, si definisce invece pesante se la sua massa supera i 750 kg.

Quando carichi il carrello ricorda inoltre di fare in modo che gli oggetti pesanti si trovino il più possibile vicino all’asse, vale a dire al centro del rimorchio e non in corrispondenza del gancio di traino, il quale ha una sua portata massima verticale che non deve mai essere superata e che trovi indicata su un’apposita targhetta posta sul gancio stesso. Questo perché, in caso di eccesso, potrebbe risultare alterato l’assetto del veicolo e quindi alterare la stabilità del convoglio.

Revisione del Carrello: Obbligatoria per la Sicurezza

Infine ricordati che anche per il carrello per il trasporto barca dovrai pagare il bollo di circolazione con scadenza annuale e dovrai fare la revisione. La revisione: obbligatoria ma soprattutto importante per la sicurezza del tuo carrello barca.

Dal 2018, tramite decreto ministeriale, è stato introdotto l’obbligo di revisione anche per i rimorchi che siano inclusi nella definizione di TATS (Trasporto delle Attrezzature Turistiche e Sportive). Qui la regola è identica a quella in vigore per le automobili, questo significa che dovrai revisionare per la prima volta il tuo carrello dopo quattro anni dall’acquisto e successivamente ogni due anni.

Guida all’Acquisto del Carrello Ideale

Che carrello posso trainare con la mia auto e la mia patente? Qual è il rimorchio corretto per la mia imbarcazione? Qual è la lunghezza corretta del carrello per la mia barca? Quanto può trainare la mia macchina? Queste sono le domande a cui cercheremo di rispondere con questo breve articolo dedicato a chi si sta approcciando ad acquistare un carrello per il trasporto di imbarcazioni o semplicemente per chi vuole chiarirsi le idee.

Partiamo da uno degli elementi più complessi: l’aspetto burocratico.

Come Viene Immatricolato un Rimorchio per il Trasporto delle Imbarcazioni?

Il Codice della Strada definisce i carrelli per il trasporto di imbarcazioni “TATS” ovvero Trasporto Attrezzature Turistiche e Sportive. Si tratta in questo caso di rimorchi dotati di uno, due o tre assi (posti alla distanza massima di un metro) appositamente realizzati per il trasporto di specifiche attrezzature sportive e turistiche.

I TATS, dunque, sono rimorchi costruiti appositamente per trasportare barche o altre attrezzature sportive. A differenza dei carrelli appendice, questi rimorchi sono considerati dei veicoli autonomi, e come tali devono essere immatricolati.

Devo Assicurare il Carrello Nautico?

Nel momento in cui è agganciato al gancio traino dell’automobile il carrello è coperto dall’assicurazione della stessa auto. La normale assicurazione della vostra automobile vi permette quindi di circolare regolarmente per le strade pubbliche. Tuttavia è possibile assicurare il carrello con una polizza aggiuntiva che va a coprire il rischio statico ovvero la situazione in cui il carrello si trovi su suolo pubblico sganciato dall’auto.

Quando Va Fatta la Revisione di Rimorchio per il Trasporto di Imbarcazioni?

Le tempistiche delle revisioni sono le stesse delle automobili: il carrello nuovo va a revisione al quarto anno dall’acquisto, successivamente la cadenza è ogni due anni.

Rimorchio ad un Asse o Doppio Asse? Rimorchio Frenato o Non Frenato?

Una delle domande sulla quale ci si interroga più spesso riguarda il numero di assi che deve avere il proprio carrello: questo dipende direttamente dalla massa del natante da trasportare. Molto semplicemente i rimorchi che superano una certa portata totale vengono equipaggiati con un asse supplementare per aumentarne la stabilità e quindi la sicurezza.

Per quanto riguarda la presenza o meno di freni nel rimorchio per barca, prima di tutto va detto che i carrelli sprovvisti di impianto frenante sono solo quelli con basse capacità di carico e che chiaramente i rimorchi provvisti di freni consentono di trasportare barche più pesanti poiché più stabili e sicuri in movimento. Va però anche precisato che la presenza dei freni rende il carrello più pesante (alzandosi la tara diminuisce il carico utile) ed obbliga ad una particolare attenzione alla manutenzione post-uscita in acqua salata.

Che Carrello Posso Trainare con la Mia Auto e la Mia Patente? Quanto Può Trainare la Mia Macchina?

Le prime e fondamentali informazioni da verificare riguardano la patente di cui si è in possesso e la capacità di traino del proprio autoveicolo.

La patente B permette di trainare una massa complessiva (composta da mezzo trainante + rimorchio + imbarcazione trasportata) non superiore a 3500 Kg. Se quindi l’auto pesa 2000 Kg si ha la possibilità di trainare rimorchi con portata totale fino a 1500 Kg (ammettendo che la tua auto abbia tale capacità di traino). La portata totale è composta dal carico utile del rimorchio più la tara.

Nel caso in cui la massa totale da trainare superi i 3500 Kg è necessario ottenere la patente B 96 che permette di trainare masse fino a 4250 Kg oppure la patente BE che permette di trainare un rimorchio con massa massima autorizzata maggiore a 750 kg e fino a 3500 kg (la massa massima del complesso di motrice e rimorchio non deve superare 7000 kg).

La capacità di traino della tua auto è indicata nel libretto di circolazione alla voce O1. Quel dato sarà il peso massimo (composto da rimorchio ed imbarcazione) che la tua auto è in grado di trainare. Da non sottovalutare ovviamente la possibilità di installare il gancio traino nell’auto.

Qual È la Portata Corretta del Carrello per la Mia Barca?

Una volta ottenute le informazioni riguardanti la patente e la capacità di traino del proprio veicolo è necessario capire quali sono la portata e la lunghezza corrette del rimorchio per la tua barca.

Per calcolare la portata corretta del carrello bisogna sommare: i pesi di imbarcazione a secco (trovi questa informazione sul libretto della barca, dichiarato dal costruttore.

Qual È la Lunghezza Corretta del Carrello per la Mia Barca?

Per quanto riguarda la lunghezza del carrello invece, i carrelli possono essere personalizzati in base alla lunghezza della barca da trasportare offrendo tre differenti lunghezze per ogni portata.

La parte dello scafo da prendere in considerazione corrisponde alla distanza tra il golfare di prua e lo specchio di poppa ovvero la porzione che poi andrà a poggiare sui rulli del carrello, che sarà inferiore rispetto alla lunghezza fuori tutto dell’imbarcazione.

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