Quando visitiamo un bar, un ristorante, un locale o una discoteca, una sosta al bagno è quasi inevitabile, e spesso le toilette con elementi originali rimangono impresse nella nostra memoria. In tutto il mondo, ci sono bagni pubblici e privati davvero singolari, ma quando l'originalità si combina con l'intelligenza, è ancora più facile notare un tipo specifico di toilette.

Spesso, entrando in un locale, non prestiamo molta attenzione al bagno, specialmente se abbiamo una certa urgenza. Tuttavia, se la toilette presenta un elemento originale o un simbolo creativo, sicuramente lascia un segno nella nostra mente. Come si suol dire, "Paese che vai, usanza che trovi", ma in questo caso, potremmo modificare il proverbio in "Bagno che vai, simbolo che trovi".

Già quando si viaggia e si cambia paese, le scritte sono diverse e spesso anche i comuni simboli femminili e maschili si differenziano. A volte, però, ci sono bar, ristoranti o locali dove i simboli dei bagni sono veri e propri elementi creativi che meritano di essere osservati. Ad esempio, si possono trovare posti dove il bagno degli uomini è indicato con un semplice "Bla" e quello delle donne con infiniti "Bla", per sottolineare che le donne sono solite parlare molto in bagno.

Oppure, il bagno maschile è indicato con una banana e quello femminile con una patata. Ma ci sono simboli ancora più originali, come quelli che utilizzano l'immagine di una birra tra le gambe maschili e di un bicchiere da martini dry tra le gambe femminili per distinguere i bagni in un bar, evidenziando la differenza di consumazioni tra uomini e donne.

A volte, certi simboli sono così originali e creativi che possono risultare difficili da comprendere, soprattutto per chi ha bevuto un po' troppo. Di certo, in giro per il mondo ci sono tanti simboli esilaranti per le toilette che vale la pena scoprire.

L'Evoluzione dei Pittogrammi e la Loro Storia

Quotidianamente, interagiamo con dozzine di pittogrammi che ci aiutano in ogni azione e ci guidano in uno spazio pubblico, in un'app mobile o su una piattaforma digitale o fisica. Un pittogramma è una delle forme più semplici e stilizzate di disegno, utilizzata convenzionalmente per veicolare un significato o un messaggio. La nascita dei pittogrammi è antichissima e viene fatta risalire addirittura al 30.000 a.C. circa, quando ogni disegno rappresentato nelle pitture rupestri aveva un preciso significato.

Agli inizi del Novecento, il filosofo Otto Neurath sviluppò il sistema Isotype, ossia il sistema codificato e universale dei moderni pittogrammi, con lo scopo di poterli applicare in tutti i contesti e a tutti gli oggetti possibili. In questo sviluppo, spiccano i due segni forse più utilizzati in assoluto: il pittogramma dell’uomo, rappresentato da una silhouette maschile stilizzata, e il pittogramma della donna, rappresentato da una silhouette femminile stilizzata.

Questi due pittogrammi, nella loro estrema semplicità, riescono a essere compresi in modo immediato da persone di ogni età e livello di alfabetizzazione. Sono simboli precisi che, nonostante l’evoluzione sociale e culturale costante, sono rimasti inalterati nel tempo.

L'ascesa dei pittogrammi internazionali iniziò a Vienna nel 1924. Il museo sociale ed economico della città cercò di comunicare i propri dati in un modo facilmente comprensibile per qualsiasi visitatore, sostituendo così i numeri con i pittogrammi. Questa nuova tecnica, chiamata Metodo di Vienna per le statistiche delle immagini, era così efficace che ha rapidamente guadagnato popolarità in tutto il mondo.

Le organizzazioni governative e altri musei hanno quindi incaricato l'istituzione di Vienna di creare ulteriori segni pittorici per loro. La popolarità dei pittogrammi è facile da spiegare: non è necessario conoscere alcuna lingua straniera per capirli, e non si doveva nemmeno essere in grado di leggere nella propria lingua.

Una delle applicazioni di maggior successo del linguaggio pittorico sono, ovviamente, i pittogrammi nelle toilette. La loro applicazione è stata in gran parte curata dall'operatore delle ferrovie statali britanniche - British Railways.

Nel 1974, il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti ha incaricato l'American Graphic Institute di progettare pittogrammi per tutti i mezzi di trasporto pubblici: stradali, ferroviari, aerei e marittimi. In collaborazione con gli specialisti di graphic design di Cook e Shanosky Associates, l'istituto creò 34 marchi che rappresentano ascensori, scale mobili, bagni pubblici o spogliatoi.

Ci sono ancora molti paesi che utilizzano i propri sistemi per contrassegnare i servizi igienici (purtroppo per i visitatori stranieri). In Polonia, ad esempio, i servizi igienici delle donne sono contrassegnati da un cerchio, mentre i bagni degli uomini sono contrassegnati da un triangolo. In Lituania, usano una piramide rovesciata per i servizi igienici degli uomini e una piramide standard per le donne.

Probabilmente tutti conosciamo i simboli per uomini e donne sotto forma di una ruota con una freccia (♂) e una ruota con una croce (♀). Ma non abbastanza bene. Secondo i miti greci, Venere è il pianeta delle donne e Marte il pianeta degli uomini. Marte ha il nome greco Thourus, che inizia con la lettera Θ (theta), e Venere i greci chiamavano Phosphoros, che inizia con la lettera Φ (phi). Poiché i giovani astronomi hanno riscritto lettere per secoli, non siamo sorpresi che ci sia stata una distorsione. Dalle lettere iniziali, alla fine sono emersi i personaggi che conosciamo oggi: la ruota freccia e ruota con croce.

Alcuni designer hanno vinto e hanno inventato nuove idee per i pittogrammi. Oltre alle bambole classiche, abbiamo anche registrato segni di pesca e banana sui servizi igienici, scatole blu e rosse, décolleté da donna e scarpe basse da uomo, fiocchi e cravatte, ecc. Come potete vedere, ci sono molte alternative per contrassegnare i servizi igienici. Alcuni vi divertiranno, ma se avrete bisogno urgentemente di un bagno, a volte vi confonderanno le idee.

Criticità e Riflessioni Inclusive

Analizzando i pittogrammi da un punto di vista femminista e inclusivo, emergono delle criticità che meritano una riflessione. La struttura anatomica delle due figure è identica e non ci sono connotati sessuali che fanno capire quale pittogramma rappresenti l’uomo e quale la donna. Tuttavia, questa scelta imprime e divide le persone in una logica binaria, rappresentandole secondo uno stereotipo ben preciso: l’uomo porta i pantaloni, la donna la gonna.

Questa scelta segue fortemente il genere di una persona, ossia quell’insieme delle norme e consuetudini che definiscono il ruolo di una persona nella società. Un contesto di applicazione che conosciamo bene è la segnaletica nei bagni pubblici, oggi più che mai generatrice di barriere e disagio. In quale porta dovrebbe entrare una persona che si identifica come non-binary o transgender? Perché dovrebbe sentirsi rappresentata da un pittogramma in pantalone o in gonna? E ancora: in quale porta dovrebbe entrare una madre che accompagna un figlio maschio o un padre che accompagna una figlia femmina?

Un discorso a parte merita il bagno per persone con disabilità: è davvero inclusivo rappresentare la totalità delle persone disabili attraverso una silhouette di una persona in sedia a rotelle impressa sulla porta?

Un primo tema delicato su cui dovremmo riflettere è: sarebbe più intelligente, funzionale e inclusivo attribuire un pittogramma a ogni identità oppure progettarne uno che le racchiuda tutte? Quello che potrebbe invece essere utile è valutare la scelta in base al contesto e al messaggio che vogliamo veicolare.

Tornando al discorso sui bagni pubblici, potrebbe essere più funzionale creare un bagno genderless? Sicuramente sarebbe più inclusivo e magari accorcerebbe anche i tempi di attesa. Alcuni locali ed esercizi pubblici attenti al tema dell’inclusività o locali queer hanno già fatto questa scelta. E dal punto di vista formale ed estetico, come potremmo superare l’associazione stereotipata uomo-pantalone e donna-gonna? In rete circolano delle soluzioni curiose, come ad esempio aggiungere un terzo pittogramma di una persona che indossa una gonna e un pantalone a metà.

L'Adozione dei Bagni Gender Neutral

Negli ultimi anni, alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.

Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Come vengono indicati questi bagni? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”.

In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.

Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”. Ecco, invece la cartellonistica di un liceo di Torino.

Il Dibattito sui Bagni Pubblici e la Separazione di Genere

Il New Yorker ha pubblicato un articolo che ragiona sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine. Il dibattito su questo argomento, scrive la giornalista Jeannie Suk, è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne.

Le implicazioni di questa discussione quindi vanno ben oltre i bagni, avverte Suk. «I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e sessualità». Qualche tempo prima, occupandosi dello stesso argomento, il New York Times aveva definito il 2015 “the Year of the Toilet”. La domanda che sempre più persone si fanno è, in breve: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?

«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk. La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.

A Houston, lo scorso anno, con un referendum è stato abolito a maggioranza un decreto che permetteva, tra le altre cose, alle persone transgender di utilizzare i bagni pubblici in linea con la loro identità di genere: gli oppositori della legge sostenevano che avrebbe «permesso a ogni uomo, in qualsiasi momento, di entrare in un bagno per donne semplicemente affermando di sentirsi donna quel giorno», nonostante il pericolo che corrono i o le transgender nei bagni sia visto esattamente al contrario come motivo per sostenere il libero accesso al bagno che ritengono più adeguato.

Nel 2006, per fare un esempio più vicino a noi, la deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini aveva dichiarato di essere rimasta scioccata dall’incontro nei bagni della Camera con Vladimir Luxuria. I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa. È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi.

Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni. La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima. E questa impostazione ha infatti avuto conseguenze giuridiche molto rilevanti.

Nel 1873 Myra Bradwell sfidò uno statuto dell’Illinois che limitava solo agli uomini l’applicazione della legge sul lavoro libero, incluso il diritto di scegliere la propria occupazione. La Corte Suprema respinse la richiesta di Bradwell: i principi del lavoro libero non valevano per le donne, dal momento che la loro natura le aveva assegnate alla sfera domestica. La Corte, nella stessa sentenza, precisò anche come non fosse incostituzionale per uno stato negare alle donne l’ingresso al bar, sulla base del loro sesso, spiegando la decisione con una formula che è diventata emblematica dell’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne: «L’uomo è, o dovrebbe essere, protettore e difensore della donna.

Questi stessi principi dell’età vittoriana (riassumibili nella parola “paternalismo”) hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di ambiti distinti in base al sesso e alla designazione di alcuni spazi fisici riservati alle donne, inclusi i bagni dei locali pubblici: spazi sicuri e nascosti in un mondo in cui le donne erano e continuano a essere oggetti da proteggere. «La nostra società», dice Suk, «sta vivendo una recrudescenza di questa stessa preoccupazione paternalistica che continua a considerare le donne come creature vulnerabili».

Suk dice anche di non essere a conoscenza di statistiche affidabili che indichino che i bagni pubblici siano più pericolosi per quanto riguarda le aggressioni sessuali rispetto ad altri posti. E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere? «Quando uomini, gay o etero possono stare tranquillamente fianco a fianco negli orinatoi, perché donne e uomini non possono condividere lo stesso bagno, soprattutto in luoghi chiusi che rispettino la loro privacy?», scrive il New Yorker.

Cartelli per Toilette: Funzione e Stile

Sia nel privato che nel pubblico, i cartelli della toilette sono tra i più usati. Hanno una funzione molto importante: rendono la ricerca più facile ed eliminano quella fastidiosa sensazione di incertezza che si prova quando si è alla ricerca di un bagno. La segnaletica affissa sulle porte dei bagni è parte integrante di una segnaletica complessivamente chiara ed esaustiva. Informano, forniscono chiarezza e risparmiano domande imbarazzanti.

Progettare e far realizzare online con signlabs i propri cartelli per toilette è facile. Puoi scegliere uno dei nostri modelli e adattarlo alle tue esigenze, oppure puoi dare completamente sfogo alla tua creatività. Una volta che avrai un’idea precisa di ciò che ti serve, puoi decidere di usare uno dei cartelli in legno o in plastica come base e di trasformare la tua idea in realtà. Nell'editor online, carica i tuoi file, aggiungendo il lettering se necessario. Hai a disposizione una scelta davvero ampia di design e di colori e puoi quindi adattare il tuo cartello o la tua targhetta all’aspetto dell’ambiente e alle tue idee.

I cartelli, poi, una volta pronti, potranno essere applicati in vari modi. Per esempio, si può scegliere il tipo autoadesivo, quello a vite o quello con distanziatori in grado di forare anche un muro di pietra. È anche possibile utilizzare cartelli magnetici o cartelli con funzione di scorrimento. In questo modo, hai anche la possibilità di utilizzare cartelli speciali per i momenti di pulizia o di manutenzione, per indicare che i servizi igienici sono temporaneamente fuori servizio. Alla fine di questi momenti particolari, si può usare la funzione di scorrimento per tornare ai cartelli originari.

La funzione principale dei cartelli per toilette è quella di evitare la noiosa successione continua delle stesse domande da parte di clienti, ospiti e avventori. Ma questo non significa che anche lo stile stesso dei cartelli debba essere noioso. Perché non cogliere l'occasione per mettere in gioco un po' di umorismo? Se il tuo locale o la tua azienda si presta, sono davvero molte le possibilità. Puoi ad esempio utilizzare l’immagine di personaggi divertenti. Oppure potresti disegnare dei cartelli in stile retrò che ti ricordino i bei tempi andati. Potresti anche gradire invece soluzioni in stile puramente tipografico, elegante e sobrio. Le parole "Signore" e "Signori" da sole potrebbero addirittura essere sufficienti, se realizzate nello stile più adatto. Ovviamente, anche soluzioni molto spiritose sono possibili, se lo stile complessivo del luogo è adatto.

Lo stesso discorso può applicarsi anche agli ambienti domestici. Si può differenziare ad esempio in maniera simpatica l’indicazione del bagno di casa e quella del bagno per gli ospiti. Nelle strutture pubbliche, di contro, c'è quasi sempre una separazione tra le toilette per donne e quelle riservate agli uomini. Senza dimenticare, naturalmente, le toilette per disabili. Molto spesso, poi, è presente anche una baby room, dove i genitori possono trovare tutto l’occorrente per cambiare il pannolino dei loro bambini. La separazione per gruppi di utenti assicura più ordine e una sensazione generale di benessere. In molte aziende, c'è anche una separazione tra le toilette per i dipendenti e quelle per gli ospiti. I cartelli possono allora essere contrassegnati dalla dicitura aggiuntiva "Solo per i clienti" o "Toilette per i clienti", oppure “riservato al personale”.

Sessismo nei Pittogrammi?

Può un’immagine stilizzata essere sessista? Basta paragonare le due figure nelle fotografie qui sopra - posizionate fuori da due toilette - per farsi una propria opinione. A sinistra c’è l’immagine semplificata di un uomo. È in cravatta, forse in giacca, abbigliamento casual ma stile ufficio. A destra, quella di una donna, in apparente vestito intero, mano sul fianco, petto in fuori, un po’ ammiccante. Sembra l’icona di quelle donnine anni 50, le pin-up tutte curve e cotonatura alla Marilyn Monroe. Lui pronto a mettersi al lavoro alla scrivania. Lei pronta per la passerella in una sfilata di moda.

Questi «reperti» di un mondo che, ci si augura sempre un po’ tutti, sia alle nostre spalle, si possono ammirare non nel «Museo archeologico del patriarcato», ma fuori dalle toilette di un ente pubblico, ovvero la mensa dell’università Sapienza, gestita da Disco Lazio, organismo regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza. È davanti a queste discutibili figure nella struttura di via del Castro Laurenziano che si separano temporaneamente le strade di studenti e studentesse in cerca di una toilette.

Non uno spazio qualunque, privato, ma pubblico, tanto più vissuto proprio da quelle nuove generazioni di donne (supportate sì anche da molti loro coetanei) che si battono contro ogni forma di maschilismo fino alla sua estremizzazione, che sfocia nella violenza di genere. Una lotta, la loro - ma che deve e dovrebbe essere di tutti - diventata più intensa e commossa dal femminicidio di Giulia Cecchettin. Una lotta che, sì, passa anche attraverso l’evidenziare una piccola stonatura visiva, una distorta rappresentazione di una donna su un cartello.

Le figure in queste immagini fanno alzare gli occhi al cielo (alle donne) e creano un certo imbarazzo consapevole (tra gli uomini). Perché, per quanto siano un «simpatico» stereotipo, non sono di certo il migliore esempio di sensibilizzazione sui temi di cultura della parità di genere. Quelle icone saranno un errore, un mancato controllo sui lavori: si potranno facilmente correggere.

Novità in Italia: Bagni Neutri nel Mondo dell'Istruzione

I tempi cambiano e in molti paesi mondiali, soprattutto occidentali, sono in diminuzione i bagni maschili e femminili. Da ormai dieci anni, infatti, è in crescita il numero di toilette 'neutre' o 'no-gender'. L'Italia non è propriamente un paese progressista, ma anche da noi c'è una novità ufficiale per supportare le persone non binarie. Nell'ipotesi di accordo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, riguardante il mondo dell'istruzione e della ricerca, c'è un capitolo dedicato alle persone transgender e alla tutela del loro benessere psicofisico.

Il personale scolastico che ne farà richiesta (docenti e Ata) avrà diritto a un bagno e a uno spogliatoio 'neutro', oltre all'identità alias per il riconoscimento, così come la targhetta sulla porta dell'ufficio. Insomma, gli attivisti e le attiviste per i diritti delle persone LGBTQ+ possono esultare per una novità che, virtualmente, tocca un milione di lavoratori, il numero di quelli del comparto pubblico dell'istruzione e della ricerca. La maggior parte degli attivisti e delle attiviste sono persone giovani, spesso studenti/studentesse universitarie.

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