Santa Maria al Bagno è una pittoresca località situata in Puglia, precisamente nel comune di Nardò, provincia di Lecce. Questo incantevole villaggio si affaccia sul Mar Ionio e si trova tra Gallipoli e Santa Caterina, a breve distanza dal Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio.

Le Origini e la Storia Antica

Conosciuta in passato con i nomi di Sancta Maria De Balneo, Santa Maria al Bagno è stata abitata fin dai tempi più remoti. Numerosi reperti archeologici di epoca preistorica ne testimoniano la storia. Cuspidi di frecce, lamelle, cocci di ceramica e altri utensili sono stati rinvenuti nella vicina “Grotta del Fico”. Gli studiosi convergono che si sia sviluppata inizialmente come un piccolo borgo di pescatori, abitato successivamente anche dai Messapi e Romani. Riferibili al periodo messapico sono le numerose tombe scavate nella roccia rinvenute sulle alture appena fuori il centro abitato.

Nel 272 a.C. Santa Maria al Bagno, come tutto il Salento, fu assorbita sotto il controllo dei Romani che qui realizzarono il porto “Emporium Nauna” e le vasche per i bagni per gli edifici termali.

Il Medioevo e l'Età Moderna

Nel XII secolo Santa Maria a Bagno fu scelta come dimora dei Cavalieri Teutonici. Per rendere onore a tale scelta l’ordine dei cavalieri costituì un’abbazia e un grande monastero. Nel XVI secolo, Carlo V costruì la torre del Fiume di Galatena, per difendere le sorgenti di acqua dolce presenti a Santa Maria, fonte di approvvigionamento per i pirati, nell’ambito del programma di difesa delle coste. La Torre del fiume di Galatena, oggi nota come la torre delle quattro Colonne di Santa Maria al Bagno, fu edificata nel XVI secolo da Carlo V con lo scopo non solo di controllare gli arrivi per via mare, ma anche per tutelare le sorgenti di acqua dolce presenti su quel punto della costa jonica, e su cui i pirati volevano spesso mettere le mani.

Seguirono secoli di completo abbandono. Solo all’inizio del secolo scorso, infatti, a poche centinaia di metri dal mare, cominciarono a sorgere splendide residenze signorili, che tuttavia erano utilizzate principalmente come residenze estive. La vera e propria ricostruzione inizia sul finire del XIX secolo ad opera di alcuni cittadini dalla vicina Galatone, che decisero di attrezzarla a località balneare e di villeggiatura.

Santa Maria al Bagno durante la Seconda Guerra Mondiale

Tra il 1943 e il 1947, l’esercito Alleato decise di ospitare a Santa Maria al Bagno e nei suoi paraggi oltre centomila Ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti e in viaggio verso il nascente Stato di Israele.

Pensare ai milioni di profughi scampati alla persecuzione nazifascista quando ormai erano stati strappati alle proprie case, fu negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale un problema che si pose sul banco della politica, degli alleati soprattutto. E furono proprio quegli anni Quaranta del ‘900 che videro passare i progetti della storia da un territorio antico e defilato, un nucleo poco abitato affacciato sullo Ionio dove il riverbero del sole ogni giorno sul mare al tramonto stordisce anche i meno romantici.

Era la notte di antivigilia del Natale del ’43 quando arrivarono i primi slavi, ebrei provenienti dalla Jugoslavia, e inizialmente non fu una convivenza facile, tra sgomberi e case occupate, con oltre duemila presenze sempre in crescita. Fino al ‘45 gli arrivi furono continui e tutta la zona con un grande campo profughi (con campi di addestramento e anche di calcio), vide la vita cambiare, mentre lentamente tornavano dal fronte i soldati salentini.

Qui alcuni edifici vennero “convertiti” alle nuove esigenze. In una casa nella piazzetta venne ospitata la Sinagoga e nella masseria “Mondonuovo” venne realizzato il kibbutz “Elia”. Tra i numerosi ospiti figuravano anche i nomi di Ben Gurion, Moshe Dayan, Dov Shilansky e Golda Meir. A testimonianza di quel periodo restano ancora tre murales realizzati da alcuni deportati ed in particolar modo da Zivi Miller.

I Murales di Zivi Miller

Ci fu anche un altro profugo speciale, divenuto famoso ai giorni nostri: Zvi Miller, un pittore ebreo rumeno che aveva perso la moglie e i figli nei campi di sterminio, rimanendo completamente solo ad affrontare la vita e la depressione che la guerra gli aveva regalato. Zvi trovò a Santa Maria al Bagno un vecchio casolare rosso che diventò presto compagno dei suoi momenti di solitudine. Qui, durante la sua permanenza, impresse per sempre sui muri ciò che si portava dentro: la speranza di un futuro migliore. I murales, infatti, raffigurano il viaggio degli Ebrei dai campi di concentramento e sterminio alla Terra Promessa, e non manca, come elemento di nota importanza, la stella di David.

Per l’ospitalità dimostrata, il 27 gennaio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città di Nardò, la Medaglia d’Oro al Merito Civile. La storia recente ha dato spunto alla realizzazione del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, inaugurato il 14 gennaio 2009. Qui oltre ai murales si trova tutto il materiale storico concernente il periodo proveniente dall’archivio storico dell’APME - Associazione Pro Murales Ebrici di Santa Maria al Bagno e dal Comune di Nardò, con annessa biblioteca, emeroteca e documentazione visiva e multimediale.

Le Ville Storiche di Santa Maria al Bagno

In un paesaggio quasi incantato che funge da ponte tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina e si estende fino a Porto Selvaggio, sospese nel tempo e avvolte dal mistero, sorgono le dimore storiche, antiche dimore che con la loro bellezza e il loro fascino permettono grandi emozioni a chi sa cavalcare le onde della fantasia. Molti nobili si sfidarono tra loro a costruire la villa più bella, perché una residenza imponente e ben artefatta era indice di una posizione sociale di prestigio. Queste ville sono soprannominate “ville delle Cenate“, nome che deriva da una varietà di uva che in passato veniva coltivata nel posto, l’ACENATA, appunto.

Molte di esse, racchiudono un pezzo di storia indelebile e molto importante, che può apparire lontana ma che, al contrario, è molto vicina e quasi tangibile. Per costituire il Campo n°34, molti importanti palazzi e molte ville del posto, che erano di seconda residenza, furono temporaneamente requisite ai proprietari affinché i profughi vi potessero alloggiare, in attesa di raggiungere la tanto agognata terra promessa.

Villa Cristina Personè

Villa Cristina Personè gode di una struttura dalla bellezza atipica, che lascia il visitatore senza fiato. Al centro della facciata, due sontuose scalinate ricche di trafori manifestano al massimo la magnificenza della villa, esaltando i diversi archi a fiamma in stile moresco, che acquisiscono maggiore prestigio grazie alla raffinatezza della pietra leccese, con cui la villa fu interamente costruita nei primi anni del ‘900.

Villa Vescovile

Villa Vescovile è una delle più scenografiche e imponenti dimore storiche di Nardò. Nacque all’inizio della seconda metà del ‘700 e sorse come residenza estiva di Monsignor Petruzzelli, che, purtroppo però, non poté completarla; ci riuscì, invece, Monsignor Lettieri nel 1838, quando costruì la parte superiore. Qui venivano ospitati gruppi di studio e campiscuola, e negli anni ’40 gli ebrei che si erano salvati da Auschwitz. Un meraviglioso giardino circonda la sontuosità della villa. Immersa nella pace del suo stesso giardino, alle spalle di Villa vescovile, negli anni ’50 venne costruita Oasi Tabor, quella che oggi è una struttura di ricezione turistica, dove il viaggiatore ritrova sè stesso e la sua pace interiore.

Villa Del Prete

Un elegante viale, immerso nel silenzio, sfocia in un ampio slargo dove sorge la raffinata Villa Del Prete. Fiori che si rincorrono saltellando di angolo in angolo, avvolgendo la villa nella fantasia di un sogno incantato. Sulla parte posteriore si trova una facciata molto più ricca, la quale si potrebbe erroneamente pensare che un tempo fosse utilizzata come entrata principale.

Villa Saetta

Villa Saetta fu commissionata alla fine del 1800 dal cavalier Lorenzo Saetta al nobile architetto Arditi, famoso nel Salento per aver progettato la struttura di diverse residenze di un certo calibro. Diversi elementi elogiano ed esaltano la verticalità della struttura, come le finestre in stile neogotico e le fasce verticali colorate che spiccano sulla pietra leccese e sembrano voler indicare l’imponente torrino dal fascino quasi ecclesiastico. La struttura concava anteriormente e convessa posteriormente, è peculiarità ineludibile di questa dimora storica.

Palazzo Caputo-Vallone e Palazzo Leuzzi

Tuttavia, anche il centro di Santa Maria al Bagno ne è ricco. Possiamo trovare, infatti, diversi palazzi strutturalmente e storicamente importanti. Un esempio di spicco è Palazzo Caputo-Vallone, fulcro di Piazza Nardò, dove nel dopoguerra era stata istituita la sinagoga degli ebrei (oggi sede di attività commerciale) per permettere loro di ritirarsi in preghiera e per farli sentire interamente a casa: un’accoglienza calda come il cuore dei salentini. Poche decine di metri separano Palazzo Caputo - Vallone da Palazzo Leuzzi, sulla sua destra, e da Villa Degli Angeli, sulla sinistra.

Le Spiagge e il Riconoscimento della Bandiera Blu

Santa Maria al Bagno, incantevole località situata nel cuore del Salento, in Puglia, è rinomata per la sua bellezza naturale e per la qualità delle sue acque. Questa località è stata insignita della prestigiosa Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale assegnato alle spiagge che rispettano rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, pulizia e sicurezza.

La spiaggia principale di Santa Maria al Bagno è caratterizzata da sabbia chiara e fine, alternata a tratti rocciosi che offrono scenari suggestivi e perfetti per lo snorkeling. Il paesaggio che circonda la spiaggia di Santa Maria al Bagno è altrettanto affascinante. L'acqua di Santa Maria al Bagno è famosa per la sua trasparenza e purezza. Durante i mesi estivi, la temperatura dell'acqua è piacevolmente calda, ideale per lunghi bagni. La visibilità sott'acqua è eccellente, il che rende questo luogo perfetto per attività come lo snorkeling e le immersioni subacquee.

Cosa Fare a Santa Maria Al Bagno

Santa Maria al Bagno è una località affascinante che offre diverse attività per i visitatori, rendendola una meta ideale per una vacanza all'insegna del relax e della scoperta.

  1. Godersi le Spiagge: La principale attrazione di Santa Maria al Bagno sono le sue spiagge con acque cristalline e sabbia bianca.
  2. Passeggiare nel Centro Storico: Il centro di Santa Maria al Bagno è affascinante con le sue stradine, i negozi e le piazzette.
  3. Esplorare la Torre del fiume di Galatena (Le Quattro Colonne): Questa storica torre costiera è un punto di riferimento iconico.
  4. Escursioni nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio: A breve distanza da Santa Maria al Bagno si trova il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio, un'area protetta che offre sentieri escursionistici immersi nella natura.
  5. Attività Acquatiche: Le acque limpide di Santa Maria al Bagno sono perfette per varie attività acquatiche, tra cui snorkeling, immersioni e kayak.
  6. Escursioni in Barca: Diverse agenzie locali organizzano escursioni in barca che permettono di esplorare le grotte marine e le baie nascoste lungo la costa.
  7. Gustare la Cucina Locale: I ristoranti di Santa Maria al Bagno offrono una deliziosa cucina locale, con piatti a base di pesce fresco e specialità pugliesi.

Parcheggi a Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno offre diverse opzioni di parcheggio per chi visita questa affascinante località costiera.

  • Parcheggi a Pagamento: Nel centro del paese, vicino alla piazzetta principale, si trovano numerosi parcheggi a pagamento.
  • Parcheggi Gratuiti: Per chi preferisce risparmiare, è possibile parcheggiare gratuitamente lungo le stradine circostanti. Un'area consigliata è via Emanuele Filiberto, che offre un'ampia zona di sosta gratuita.

Il Museo della Memoria e dell'Accoglienza

Il Museo della Memoria e dell'Accoglienza a Santa Maria al Bagno è un luogo di grande rilevanza storica e culturale, dedicato a un periodo significativo della storia del XX secolo. Questo museo documenta l'accoglienza riservata ai sopravvissuti dell'Olocausto tra il 1943 e il 1947, che trovarono rifugio in questa località pugliese.

Il museo si articola in diverse sale espositive che raccontano la storia dei rifugiati ebrei che passarono per Santa Maria al Bagno nel loro viaggio verso una nuova vita. Tra gli oggetti esposti ci sono fotografie, documenti, video e testimonianze che illustrano la vita nei campi di accoglienza e il sostegno offerto dalla comunità locale.

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