La storia di Cenacolo Bagno di Romagna è strettamente legata all'arte e alla natura circostante. Questo borgo appenninico ha ispirato numerosi artisti, tra cui Giovanni Marchini, e continua ad essere un luogo di incontro tra cultura e paesaggio.

La Rassegna "Bagno d'Arte" e gli Artisti Ugo Pasini e Silvano

Gli oli di Ugo Pasini e le grafiti di Silvano, che raccontano “Il silenzio della natura”, concludono la rassegna espositiva di “Bagno d’Arte”. La mostra, curata da Francesca Caldari e promossa dal Comune, si terrà dal 7 dicembre al 6 gennaio. La mostra indaga la natura con gli occhi dei due grandi maestri cesenati: nature morte e paesaggi, scelti tra l’ultima e più recente produzione artistica, avvolte dal senso di rigore, compostezza e silenzio, seppure eseguite con tecniche diverse e risultati finali che sono ben chiari delle proprie cifre stilistiche.

Ugo Pasini: Incanto e Stupore nella Natura Morta

A Ugo Pasini interessa ottenere un senso di incanto e stupore dalla visione delle sue opere: raffigura copiose composizioni di frutta, per rappresentare le quattro stagioni, per cogliere la bellezza e l’ opulenza tipica del loro alternarsi. I suoi frutti non sono solo frutti, ma diventano oggetti di contemplazione, trasformandosi in volumi che vibrano di nuova energia, con colori che assumono vita propria. Nelle sue composizioni la luce è ferma, fissa, quasi irreale.

Nella storia dell’arte, l’ascesa della natura morta a tema floreale può essere ricondotta all’avvento del Naturalismo, intorno XV secolo. Questo genere pittorico si caratterizzava per la sua rappresentazione di mazzi di fiori e ghirlande, composti con delicatezza e arricchiti da suggestivi giochi cromatici. Spesso la selezione dei fiori e dei loro colori aveva un valore simbolico, riflettendo le diverse stagioni dell’anno o concetti religiosi.

Silvano: Emozioni e Riflessioni sulla Fragilità della Vita

Silvano pare avere un legame con l’antica tradizione e al contrario di Pasini, non è del tutto estraneo al modus operandi dei maestri del passato. Nelle sue opere si avverte una tensione, una raffigurazione del reale che ci trasmette con scene mute e silenziose emozioni e riflessioni sulla fragilità e sull’impermanenza della vita. Le sue nature morte si distinguono sì per la sua grande raffinatezza tecnica ma anche per la capacità di raccontare storie nascoste dietro la semplice apparenza degli oggetti. Il suo linguaggio si caratterizza per fermezza, con colori freschi e puliti.

Il Passo dei Mandrioli e Giovanni Marchini

Il Passo dei Mandrioli, detto all’epoca anche di Prataglia o di Badia Prataglia, fu una realizzazione ex-novo in un tratto particolarmente impervio del versante romagnolo, infatti la cartografia antica non documenta percorsi di valico in tale sito, mentre un sentiero risaliva da Badia Prataglia transitando nei pressi del podere Mandrioli per raggiungere la viabilità di crinale. L’impraticabilità originaria del sito rende pure inimmaginabile una sentieristica boschiva.

Con l’apertura del Passo dei Mandrioli (1870-1882) lungo la nuova statale vennero costruiti l’albergo-ristorante Il Raggio e l’edificio oggi noto come Casa del Pittore, in quanto abitata dal pittore macchiaiolo Giovanni Marchini, situata sul lato della strada a strapiombo sul grandioso anfiteatro roccioso delle Tavole di Mosé, gli viene attribuito come proprio anche tale toponimo.

«[…] d’estate l’Appennino era un ottimo luogo di villeggiatura anche per i pittori. Tra i tanti che, come vedremo, scelsero questi monti, ricordo il forlivese, allievo di Fattori, Giovanni Marchini (1877-1946), il quale, sulla fine degli anni Trenta, comprò casa sul versante romagnolo dei Mandrioli, e di quello che affettuosamente chiamò Il mio rifugio estivo (Raggio), ci ha lasciato un piccolo olio con la sua casa, il Raggio, immersa nel bosco, dove si coglie un ultimo legame del pittore con la stagione fattoriana […]»

Prima abitato da una guardia comunale addetta alla vigilanza boschiva, l’edificio dopo l’acquisto fu ampliato, dotato di loggetta decorata con pitture a carattere sacro e chiusa da un cancello noto come “la soglia della pace”. Sulla facciata si trova un’iscrizione tratta dalla Vita di Benvenuto Cellini, che conosceva quei luoghi, mentre di lato un’altra iscrizione recita “Rifugio alpestre del pittore Giovanni Marchini di Forlì”.

Giovanni Marchini: Un Protagonista del Cenacolo Artistico

Marchini, “l’ultimo dei Macchiaioli”, fu un pittore che si distinse in Romagna e non solo insieme a Tommaso della Volpe, Roberto Sella, Antonello Moroni e Ettore Bocchini. A Forlì fondò il Cenacolo Artistico e, nel 1922, gli Amici dell’Arte di Cesena vi organizzarono la I Mostra d’Arte relativa al Novecento Italiano. È stato ricordato a Bagno di Romagna, dove nel Palazzo del Capitano, nel 2008, si è tenuta la mostra Un pittore in Appennino, Giovanni Marchini, La strada dei Mandrioli e il suo paesaggio, e a Forlì, Palazzo Romagnoli, nel 2016, con la mostra Giovanni Marchini.

Viabilità e Storia del Passo dei Mandrioli

In epoca romana la Via Sarsinate lungo la Valle del Savio, superata Bagno di Romagna in direzione del Casentino e di Arezzo, valicava l’Appennino tramite il Passo di Serra, distante in linea d’aria circa 3 km. Con l’avvento di Leopoldo II, venne intensificato l’ammodernamento della rete stradale tanto che a metà dell’800 la Romagna toscana risultava attraversata da una rete di strade rotabili piuttosto ampia e gerarchizzata, peraltro restando perdurante l’isolamento del settore più orientale, con le due valli del Bidente e del Savio.

Nel 1870, con la direzione dell’ingegner Boschi, vennero avviati i lavori per «[…] la magnifica strada postale, che monta a zig-zac sull’Appennino centrale per attraversarlo al Passo di Prataglia o dei Mandrioli e discendere quindi nel Casentino.» L’opera venne terminata nel 1880 con il completamento degli ultimi 5 km da Badia Prataglia.

«Quanto ancora al principio del Novecento la viabilità costituisse un problema lo dimostra però, a suo modo, una foto Brogi scattata poco dopo che l’ingegnere Alcide Boschi (1830-1892) aveva aperto, dopo un cantiere durato ben dieci anni (1870-1880), il passo dei Mandrioli: vi è raffigurata una corriera proprio all’imbocco del passo. Le corriere sono cambiate, la strada è oggi asfaltata e non più ghiaiosa, ma il taglio nel profilo del crinale è rimasto pressoché lo stesso, e chi ha la consuetudine con questo e altri passi dell’Appennino, sa bene che quando c’è neve è difficile transitarvi anche ai giorni nostri.»

Tabella: Eventi e Mostre Dedicate a Giovanni Marchini

Anno Luogo Evento
2008 Bagno di Romagna, Palazzo del Capitano Un pittore in Appennino, Giovanni Marchini, La strada dei Mandrioli e il suo paesaggio
2016 Forlì, Palazzo Romagnoli Giovanni Marchini

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