La certificazione degli impianti idrici è fondamentale perché assicura che il sistema idraulico rispetti rigorosi standard di sicurezza, qualità e conformità alle normative vigenti, proteggendo sia la salute degli utenti che l’integrità dell’edificio in cui l’impianto è installato. Un impianto idrico certificato è un sistema di distribuzione e gestione dell’acqua che ha ottenuto una dichiarazione ufficiale di conformità, rilasciata da un tecnico abilitato, la quale attesta che l’impianto è stato progettato, installato e collaudato rispettando tutti i requisiti tecnici e le normative vigenti. Questa certificazione è il risultato di una serie di verifiche che garantiscono il corretto funzionamento dell’impianto, la sicurezza dell’acqua per il consumo umano e la protezione dell’edificio in cui è installato.

Questa certificazione attesta che ogni componente dell’impianto, dalle tubature ai raccordi fino ai rubinetti, è stato selezionato e installato seguendo precisi criteri tecnici e igienico-sanitari, prevenendo così il rischio di contaminazioni, perdite o malfunzionamenti che potrebbero compromettere la qualità dell’acqua e la sicurezza dell’intera struttura. La conformità di un impianto idrico è fondamentale perché certifica che le tubature, i rubinetti, i raccordi e tutti gli elementi dell’impianto sono stati scelti e assemblati in modo da prevenire contaminazioni, perdite o malfunzionamenti, con una particolare attenzione agli standard igienico-sanitari e alla durabilità dei materiali.

Obblighi e Normativa sulla Certificazione degli Impianti Idrici

Gli obblighi legati alla certificazione degli impianti idrici sono stabiliti dalla normativa italiana, che richiede che ogni impianto idraulico, sia nuovo che modificato, sia installato e collaudato da un professionista abilitato. La certificazione, che si concretizza nella dichiarazione di conformità, è necessaria per garantire che l’impianto rispetti tutte le normative in materia di sicurezza, igiene e qualità dell’acqua.

La dichiarazione di conformità deve essere rilasciata dopo aver verificato che l’impianto soddisfi le disposizioni previste dalle normative tecniche e igienico-sanitarie, che regolano, tra l’altro, l’installazione delle tubature, la protezione contro la contaminazione dell’acqua e la prevenzione di eventuali perdite.

Dichiarazione di Conformità (DiCo) e Dichiarazione di Rispondenza (DiRi)

La legge n°46 del 1990 poi sostituita con il Decreto Ministeriale n.37 del 22 Gennaio 2008 decreta la nascita della dichiarazione di conformità degli impianti, altrimenti detta certificazione di conformità. Il fine del decreto è quello di riunire sotto un unico provvedimento diverse norme che concernono la sicurezza degli impianti atte a prevenire il verificarsi di incidenti domestici dovuti al cattivo funzionamento di questo o di quell’impianto.

Il decreto DM 37/08 ha introdotto la dichiarazione di rispondenza (DIRI) per gli impianti realizzati precedentemente all’entrata in vigore della legge ma questa certificazione differisce dalla dichiarazione di conformità (DICO). La dichiarazione di conformità può essere sostituita con la dichiarzione di rispondenza esclusivamente quando la data di realizzazione dell’impianto è antecedente all’entrata in vigore del DM 37/08.

La dichiarazione di rispondenza ha valenza soltanto se rilasciata da un impiantista abilitato o, in alternativa, se il rilascio avviene a firma del responsabile tecnico di un’impresa abilitata che opera nel settore da almeno cinque anni. Per il rilascio della dichiarazione è comunque necessario, da parte del professionista certificatore, compiere accertamenti e sopralluoghi per la verifica della rispondenza dei lavori alla normativa impianto idraulico. Diversamente, l’unico certificato di conformità degli impianti possibile nel caso di un impianto realizzato dal 2008 in poi è la dichiarazione di conformità.

Laddove questo certificato mancasse è possibile contattare un professionista abilitato per la redazione di una certificazione di conformità da rilasciare dopo le dovute verifiche. Il certificato conformità impianti è obbligatorio? Lo è per legge perché descrive la modalità di realizzazione dell’impianto e le procedure messe in atto dall’installatore per la sua posa, pertanto, laddove non sia possibile contattare l’installatore originario è bene contattare un idraulico a Milano o nella zona in cui si trova l’impianto da certificare, per richiedere subito un sopralluogo e mettersi in regola. Il certificato di conformità degli impianti deve accompagnare l’impianto anche quando questo viene solo modificato.

Quando è Obbligatoria la Certificazione?

La conformità dell'impianto idrico è necessaria in diverse situazioni per assicurare che l’impianto sia sicuro, funzionante e rispetti le normative vigenti. In linea generale, la Dichiarazione di Conformità è necessaria quando:

  • Viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, sia esso di nuova o vecchia costruzione, per attestare il rispetto delle normative vigenti.
  • Si modifica o si amplia un impianto idraulico già esistente, purché le modifiche apportate siano significative.
  • Si conducono interventi di manutenzione straordinaria, affinché si possa certificare che riparazioni e restauri apportati rispettino le norme in vigore.
  • In caso di allacci di nuove utenze, con il rilascio di una specifica attestazione.
  • Vendita o affitto di un immobile: in caso di vendita o locazione di un immobile, la dichiarazione di conformità può essere richiesta per attestare lo stato di sicurezza e conformità dell’impianto idrico.

È inoltre utile sapere che una copia della certificazione dell’impianto idraulico potrebbe essere richiesta anche quando:

  • Si richiede l’allacciamento dell’edificio alla rete idrica pubblica, come nel caso delle nuove costruzioni.
  • Si ha necessità di ottenere il rilascio o il rinnovo del certificato di agibilità dell’immobile.
  • Si procede alla compravendita dell’immobile, per dimostrare che tutta l’impiantistica è a norma. In questo caso, consegnare una copia della Dichiarazione di Conformità non è obbligatorio, ma di certo utile per agevolare la compravendita stessa.

Ancora, è necessario sapere che la Dichiarazione di Conformità può essere rilasciata unicamente per gli impianti realizzati o ampliati dopo l’entrata in vigore del già citato Decreto Ministeriale 37/2008. Per le strutture antecedenti al DM, invece, è richiesta la Dichiarazione di Rispondenza, che comunque attesta la conformità degli stessi impianti alle relative normative.

Chi Rilascia la Dichiarazione di Conformità?

Ma quali soggetti rilasciano la Dichiarazione di Conformità dell’Impianto Idraulico, si tratti di una nuova installazione o della modifica di una già esistente? È necessario sottolineare che la certificazione non può essere prodotta da qualsiasi professionista idraulico, poiché il Decreto Ministeriale 37/2008 prevede che:

  • L’azienda che ha condotto i lavori sia regolarmente registrata alla Camera di Commercio.
  • La stessa azienda sia stata abilitata al rilascio delle Dichiarazioni di Conformità.

Come Ottenere la Certificazione di un Impianto Idraulico

Quale procedimento è necessario per ottenere la certificazione di un impianto idraulico? Dopo aver trovato il professionista abilitato al rilascio della Dichiarazione di Conformità, verrà verificata:

  • La conformità dei materiali, poiché tutti gli strumenti utilizzati - tubi, accessori, apparecchiature per la produzione di acqua calda sanitaria - devono rispondere ai requisiti di legge.
  • La conformità del progetto, che deve essere realizzato sempre rispettando la legge, con particolare riguardo alla sicurezza e alla corretta gestione sia delle acque sanitarie che di quelle reflue. Inoltre, è necessario che la realizzazione dell’impianto rifletta lo stesso progetto.
  • Il corretto funzionamento dell’impianto, per verificare che non vi siano perdite, malfunzionamenti o altre problematiche che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza.

Dal punto di vista pratico, il professionista si occuperà:

  • Dell’analisi del progetto e della sua effettiva implementazione.
  • Della raccolta della documentazione relativa ai materiali, comprese le relative certificazioni, se necessarie.
  • Del sopralluogo per verificare la corretta realizzazione dell’impianto, nonché la sua piena funzionalità.
  • Del rilascio della Dichiarazione di Conformità debitamente compilata.

Costi della Certificazione

Quanto costa la certificazione di un impianto idraulico? Non esiste un costo specifico per l’ottenimento di questa certificazione ma, solo per dare un’idea, la spesa si può quantificare tra gli 80€ ed i 290€ per gli immobili di media grandezza e tra i 140€ ed i 490€ per gli immobili più grandi. I costi della certificazione di un impianto idraulico possono variare notevolmente, a seconda della complessità del progetto da realizzare - o già realizzato - nonché di variabili locali, come il Comune di residenza e molto altro ancora. Inoltre, le tariffe possono essere molto differenti a seconda della società a cui ci si affida.

In linea generale, per gli immobili a uso residenziale, la spesa può essere compresa tra i 150 e i 500 euro. Per immobili a destinazione commerciale, invece, si possono superare anche i 1.000 euro. È necessario sapere che, in caso di mancata conformità, la dichiarazione non verrà rilasciata: vi saranno quindi altri costi di adeguamento dell’impianto, a cui si aggiungerà la spesa per una nuova certificazione.

Il costo non elevatissimo permette di mettersi al riparo da possibili sanzioni anche ben più pesanti economicamente di quanto richiesto ai fini della certificazione, offrendo al contempo la possibilità di dormire sonni tranquilli.

Cosa Fare in Caso di Mancanza del Certificato di Conformità

Laddove il certificato di conformità fosse mancante è sempre possibile richiederlo ma si deve esibire: il progetto originario dell’impianto idraulico, l’elenco dei materiali impiegati corredati dai certificati di autenticazione, una copia di una visura della CCIAA relativa all’azienda installatrice. L’intera nuova documentazione deve essere a firma del rappresentante legale e del responsabile tecnico dell’impresa che assume su di sé la responsabilità di apporre i timbri necessari affinché il documento rilasciato sia valido a termine di legge.

Sanzioni per la Mancata Certificazione

Le sanzioni per la mancata certificazione possono variare in base alla gravità della violazione, arrivando fino a multe considerevoli, che possono essere applicate sia al proprietario dell’immobile che all’installatore. Inoltre, un impianto non certificato non è coperto da garanzie legali in caso di danni, guasti o malfunzionamenti, esponendo il proprietario a rischi legali e a costi imprevisti per riparazioni e interventi. Un altro aspetto importante riguarda la difficoltà di vendere o affittare un immobile con un impianto non certificato, poiché la conformità è spesso richiesta dai compratori o dagli inquilini per motivi di sicurezza.

La mancata presentazione della Dichiarazione di Conformità, quando obbligatoria, comporta sanzioni da 100 a 1.000 euro.

Come Verificare se un Impianto Idraulico è a Norma

Ma come capire se un impianto idrico sia già a norma? In linea generale, se è disponibile una Dichiarazione di Conformità recente - o, come già visto, dell’alternativa Dichiarazione di Rispondenza - si può essere relativamente certi dell’adeguatezza dell’impianto. Se questi documenti non fossero disponibili, è possibile chiedere l’aiuto di professionisti per valutare:

  • La buona conservazione dell’impianto, che non dovrà presentare perdite, danni causati dall’usura, malfunzionamenti e ostruzioni.
  • L’utilizzo di materiali secondo i requisiti di legge, dalle tubature alle rubinetterie, passando per gli scarichi e i sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria.
  • La corretta separazione tra il sistema di trasporto dell’acqua potabile e quello di smaltimento delle acque reflue, per evitare contaminazioni.
  • La corretta pressione e portata idrica delle tubature.

Se questi controlli dovessero avere esito positivo, si può chiedere al professionista - se abilitato - di rilasciare contestualmente la Dichiarazione di Conformità.

Normativa UNI per Impianto Idrico Sanitario

Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:

  • UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”. La norma specifica i requisiti e fornisce indicazioni su: progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e sul funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici ma all’interno degli immobili.
  • UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”. Questa normativa fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano. Copre anche aspetti come il ricircolo e la distribuzione dell’acqua calda e la realizzazione di impianti per l’acqua non potabile e i relativi utilizzi.
  • UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”. La norma si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità. Si applica ai sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.

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