Un sistema tradizionale prevedeva la gestione di un cilindro idraulico attraverso una centralina oleodinamica in cui il fluido del circuito oleodinamico viene messo in movimento attraverso un motore asincrono a velocità costante che aziona una pompa cilindrata fissa o variabile.
Il motore asincrono è costretto a girare in continuo alla stessa velocità per mantenere il fluido in circolazione. La rotazione continua è di per sé un'enorme fonte di spreco di energia assorbita ed inoltre il fluido stesso in circolazione si riscalda e necessita di costosi sistemi di raffreddamento.
Un sistema oleodinamico tradizionale può essere semplificato e reso estremamente più efficiente introducendo un sistema elettronico di variazione della velocità del motore, ottenendo dei benefici operativi e un risparmio energetico sull'impianto in cui viene installato che può raggiungere l'80% e con un miglioramento significativo delle prestazioni.
La grande differenza rispetto al sistema tradizionale consiste nel non avere più il fluido idraulico in circolazione, né il motore e la pompa sempre alla massima velocità anche quando un cilindro oleodinamico non è in movimento. Il motore in pratica si attiva e gira solo quando vi è la reale necessità di un incremento di pressione e portata mettendo in moto la pompa ed il fluido nel circuito solo in base all'effettiva necessità operativa.
L'energia viene richiesta solo quando è realmente necessaria. L'efficienza energetica è solo uno dei molteplici benefit di cui un sistema oleodinamico dotato di controllo elettronico della velocità può godere.
HybridCylinder: Innovazione e Compattezza
L'idea di compattare ed integrare la tecnologia della servopompa su un cilindro oleodinamico aggiunge ancora ulteriori benefici. Un sistema unico, compatto, pulito, estremamente affidabile, preciso ma sopratutto facilmente montabile senza doversi preoccupare della parte oleodinamica.
Hybridcylinder è un cilindro oleodinamico con attacchi standard, con centralina oleodinamica dotata di pompa ad ingranaggi interni, motore brushless, manifold integrati per una circuitazione ad anello chiuso. Il cuore costituito da una centralina oleodinamica brushless a circuito chiuso garantisce pressione e portata al cilindro per spinte da 50 kN fino a 1100kN e velocità di 200mm/s o superiori.
Il design integrato elimina la necessità di centraline oleodinamiche esterne, tubi flessibili e valvole proporzionali normalmente richieste dalle soluzioni con cilindri tradizionali per una soluzione pulita e semplice. Cilindro, pompa, manifold e motore integrati. Lo si collega meccanicamente come un cilindro standard ISO/6020/2 - ISO6022 e lo si cabla al drive NTT460 da posizionare nel quadro elettrico.
Hybridcylinder si affida a cilindri oleodinamici CMB che rispettano lo standard della normativa ISO/6020/2 e ISO6022. Realizzato ponendo la massima attenzione al design e al peso. Hybridcylinder è privo di valvole proporzionali che gestiscono pressione e portata.
Applicazioni nel Settore dei Sollevatori Telescopici Magni
In vista del più grande appuntamento internazionale del 2015, alcune macchine di Magni Telescopic Handlers stanno lavorando alla realizzazione dei padiglioni e dei parcheggi di Expo. L’area attorno a Milano è un fermento di cantieri in cui lavorano macchine di ogni foggia, tipologia e dimensione.
Nella zona a ovest del capoluogo lombardo, nell’area che sarà la sede di Expo 2015, abbiamo avuto modo di accedere al cantiere Park Expo dove sta lavorando il consorzio Unieco-CMB, tra le cui macchine spicca un sollevatore telescopico rotativo di Magni TH, nello specifico un modello RTH5-23S noleggiato da Novital.
«La nostra RTH5-23S presenta varie peculiarità di progettazione». È con queste parole che Eugenio Magni, responsabile prodotto per la gamma rotativa, introduce la macchina impegnata nel cantiere Park Expo. «Prima di tutto - continua - abbiamo allungato il passo del sollevatore rispetto a quanto presente sul mercato: il nostro rotativo si caratterizza per un passo da 3,10 m. Ovviamente questo comporta una macchina dimensionalmente un po’ più grande, ma con una portata esponenzialmente (il doppio) superiore.
Come accade per molteplici modelli Magni, la motorizzazione è Mercedes OM 924 LA Euro 4 Interim con emissioni che rispettano lo standard 97/68/CE. Si tratta di un quattro cilindri in grado di erogare 115 kW di potenza massima a 2.200 giri/min e una coppia massima di 610 Nm a 1.200-1.600 giri/min. Ricordiamo, comunque, come molte macchine Magni TH siano equipaggiate con motori JCB. Del resto il rapporto con il costruttore britannico è decisamente solido e uno specifico accordo prevede che Magni benefici della rete vendita JCB in molti paesi europei.
Venendo alla parte aerea, il braccio dell’ RTH5-23S è ottimizzato per quanto concerne peso e funzionalità. La stabilizzazione, com’è facile intuire dalla lettera S di «scissor» presente nella denominazione, è a forbice.
“Molti nostri concorrenti, sulla maggior parte dei modelli - interviene Magni - misurano l’estensione dello stabilizzatore attraverso sistemi che danno sensibilità in tre posizioni: tutto chiuso, parzialmente aperto (circa il 50%) e completamente aperto. In questi casi, se anche un solo stabilizzatore non è completamente esteso si ha un diagramma peggiorativo di circa il 40% rispetto a quello completamente stabilizzato. Nonostante alcuni aggiungano a questo sistema dei pressostati per misurare la pressione sui cilindri degli stabilizzatori, raggiungendo una maggior proporzionalità tra stabilizzazione e diagramma, non ottengono un’accurata interpolazione.
Al contrario, le nostre macchine, grazie all’utilizzo di potenziometri posti all’interno di ogni trave e al nostro software, permettono di misurare al millimetro l’estensione esatta di ogni stabilizzatore e di dividere proporzionalmente la macchina in 4 angoli da 90°. In questo modo diamo la proporzionalità del diagramma rispetto allo sfilo della trave dello stabilizzatore. In pratica: se uno stabilizzatore su quei 90° di macchina è esteso all’80%, diamo l’80% del diagramma.
La cabina standard su tutta la gamma RTH è completamente pressurizzata, perfettamente ventilata, a tenuta stagna rispetto all’ambiente esterno, quindi consente di lavorare senza problemi, e in sicurezza, anche in galleria o in cantieri particolari, come potrebbero essere quelli per lo smaltimento di eternit.
I comandi a cruscotto sono stati inseriti all’interno di un display touch screen - comandabile anche esternamente tramite un joy-stick - che permette di gestire tutte le funzioni in sole cinque videate. «La prima pagina, quella di guida - precisa Magni - visualizza le principali informazioni relative alla trasmissione e presenta molteplici spie/allarmi per intasamento filtri, surriscaldamenti, eccetera.
La seconda schermata gestisce i servizi in cabina, quali aria condizionata o ricircolo dell’aria e permette di gestire alcune opzioni disponibili per i rotativi Magni. Molto importante la terza pagina, che concerne la stabilizzazione ed è connessa direttamente con la quarta videata. Quest’ultima propone la visualizzazione dinamica del diagramma di carico.
Quando si monta un accessorio la macchina riconosce in modo autonomo di quale accessorio si tratta e setta automaticamente il diagramma per lavorare con quel determinato attachment. Questo sistema semplifica la vita all’operatore e incrementa il livello di sicurezza eliminando il possibile errore umano nella selezione dell’accessorio».
Il diagramma dinamico è caratterizzato da un puntino rosso che rappresenta il baricentro del carico, a fianco del quale sono riportate lo sbraccio e l’altezza di lavoro. Muovendo il carico l’operatore nota come il puntino rosso si sposti nel diagramma, mentre in alto a destra è rappresentata la portata massima possibile in quella particolare configurazione di stabilizzazione e la portata reale sulla forca.
“L’ultima pagina - riprende Magni - è mutuata dal mondo dei gruisti e permette di limitare la rotazione frontale e laterale della torretta e l’altezza massima di lavoro della macchina in modo molto semplice, premendo un bottone dopo aver posizionato la torretta in un determinato angolo e il braccio a una determinata altezza».
Il sistema messo a punto da Magni consente inoltre di regolare tutte le velocità idrauliche della macchina: rotazione torretta, sollevamento e abbassamento braccio, sfili e rientro, basculamento e velocità dell’optional da 0 a 100%. Un sistema di controllo facile, intuitivo e intelligente è possibile grazie a un software di proprietà Magni e sviluppato internamente (attraverso l’acquisizione della quota di maggioranza di una software house di Piacenza) che dà anche la possibilità di personalizzare determinate funzioni a seconda delle richieste del cliente.
A puro titolo di esempio Magni ha recentemente sviluppato un radiocomando speciale che, fino a 100 m di distanza, permette di gestire tutti i movimenti idraulici della macchina, compresi gli stabilizzatori e la traslazione a 5 km/h.
Per il territorio nazionale il costruttore emiliano annovera clienti del calibro di Elevo e Novital, con quest’ultimo che ha comprato il primo 523 con stabilizzazione pivotante a metà del 2014, mentre nei mesi successivi ha acquistato due 26 m stabilizzati a forbice e, nel gennaio del 2015, ha acquisito la macchina protagonista del cantiere di Milano.
A livello continentale i numeri sono certo più importanti e parlano di un noleggiatore olandese già possessore di 120 macchine, senza dimenticare notevoli vendite verso noleggiatori francesi e britannici, tra le quali spiccano una decina di sollevatori da 35 m, che rappresentano il top di gamma.
«Se oggi per i nostri concorrenti- puntualizza Magni - il mercato è orientato su macchine di piccole dimensioni, e in particolare sui modelli da 21 m, per quanto ci riguarda le richieste si stanno spostando verso l’alto. E questo per due ordini di motivi. Prima di tutto siamo riusciti a realizzare un 36 e un 30 m ottimizzati sotto il profilo del rapporto dimensioni-prestazioni (soli 30 cm di differenza sul passo rispetto al 21 m) e anche un 35 m poco più grande del 30 m. Allo stesso tempo abbiamo introdotto modelli con altezze di lavoro maggiori mantenendo le stesse dimensioni di telaio e livelli di performance molto elevati.
Due classici esempi sono i nostri 23 e 25 m Smart assemblati sul telaio del nostro 21 metri. Se la RTH5-23S lavora all’esterno dell’area Expo propriamente detta, la sorella più grande, una RTH5-26S, è invece impegnata direttamente nella realizzazione dei padiglioni. Sempre noleggiata da CMB presso Novital, è una macchina con caratteristiche tecniche notevoli, basti pensare che a 18,5 m di sbraccio porta 1.000 kg, mentre al massimo sbraccio, cioè 22 m, raggiunge i 600 kg di portata sulle forche; mentre l’altezza di sollevamento si assesta a 25,78 m. La capacità massima di sollevamento è di 4.999 kg.
La macchina Magni è equipaggiata con un motore quattro cilindri in linea Mercedes da 115 kW a 2.200 giri/min. da 4,8 l di cilindrata, raffreddato a liquido. La trasmissione Bosch-Rexroth è a circuito chiuso e prevede una pompa a cilindrata variabile e cambio Dropbox a due rapporti avanti e indietro. Entrambi gli assali sono oscillanti e sterzanti, il posteriore è a bloccaggio idraulico, mentre l’anteriore prevede il livellamento automatico ±10°. La velocità di traslazione è di 40 km/h e la macchina può superare pendenze fino al 41%. La stabilizzazione è a forbice.
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