Le antiche origini di Bagno a Ripoli si svelano affacciandosi dal corrimano di Piazza della Pace, dove sono visibili i resti di un edificio romano e di pavimentazioni in cocciopesto. Il cocciopesto è un materiale da costruzione composto da frammenti di terracotta ottenuti dalla frantumazione di mattoni, tegole e altri materiali di scarto.
Oggi, l'oratorio di Santa Caterina, che celebra l'elegante semplicità del gotico italiano del Trecento, è stato recuperato attraverso un meticoloso restauro. Sono stati rimossi lo sporco superficiale, ricollocati gli intonaci distaccati e ripristinate le pitture coperte dagli stucchi dei precedenti interventi. Trasformato in un vivace spazio culturale, l'oratorio ospita mostre, convegni, concerti e presentazioni.
Firenze: Vestigia Romane e Architetture Ecclesiastiche
Firenze (C.), capoluogo della Toscana, si estende su un'area pianeggiante sulle rive dell'Arno, che divide la città in due parti. Fondata come colonia romana nella seconda metà del I secolo a.C., su un preesistente insediamento villanoviano, Firenze raggiunse il suo apice nel II secolo d.C.
In quel periodo, la città fu oggetto di un'importante ristrutturazione urbanistica che portò all'ampliamento e alla monumentalizzazione del foro, situato nell'odierna Piazza della Repubblica. Nel settore sudorientale furono costruiti una serie di edifici pubblici. Le terme, scoperte nel dopoguerra vicino alla porta meridionale, l'imponente complesso termale e la fullonica (impianto industriale per la lavorazione dei tessuti) rinvenuti negli scavi di Piazza della Signoria, e l'anfiteatro, testimoniano l'espansione della città in età imperiale.
Nel III secolo, Firenze acquisì importanza amministrativa, diventando sede del governatore della Tuscia. La basilica di San Lorenzo, situata nella zona di espansione a settentrione, è la più antica basilica conosciuta della città. Consacrata da Sant'Ambrogio nel 394, non sono state ancora rintracciate testimonianze archeologiche della chiesa originaria.
Architetture Religiose Paleocristiane
Quasi contemporanea a San Lorenzo è la basilica sorta nell'area di Santo Felicita. Situata sulla riva sinistra dell'Arno, vicino a un importante nodo stradale, la basilica aveva carattere cimiteriale. A partire dal XVI secolo, sono state recuperate oltre cinquanta epigrafi cristiane pertinenti a questo edificio, risalenti a un periodo compreso tra l'inizio del V secolo e il secondo quarto del successivo. Di particolare importanza è un gruppo di iscrizioni in greco relative a personaggi di origine siriaca, tra cui l'iscrizione di Theoteknos, risalente al 405.
I recenti scavi di Piazza della Signoria hanno fornito un notevole contributo alla definizione della topografia tardoantica di Firenze. Nel settore sudoccidentale sono emerse alcune strutture pertinenti a una basilica a tre navate divise da pilastri, con la navata centrale pavimentata a mosaico e quelle laterali in cocciopesto. All'interno dell'abside sono stati rinvenuti i basamenti dei subsellia e della cattedra episcopale. La basilica, databile tra il V secolo e l'età di Teodorico (493-526), si inserì in un'area in parte occupata da edifici destinati ad attività commerciali e artigianali.
La Cattedrale di Santa Reparata e il Battistero di San Giovanni
Gli scavi condotti tra il 1965 e il 1974 all'interno dell'attuale cattedrale di Santa Maria del Fiore hanno consentito il rinvenimento di un'ampia porzione del mosaico che pavimentava la navata centrale e dei resti delle fondazioni dei colonnati della primitiva cattedrale di Santa Reparata. La chiesa fu edificata in una zona decentrata, a est del cardine maggiore, in precedenza occupata da un edificio le cui funzioni rimangono ancora da chiarire. Sulla base dell'analisi del pavimento musivo, si è proposta una datazione per la chiesa al V secolo o agli inizi del VI.
La posizione dell'attuale battistero di San Giovanni, in asse a ovest con la cattedrale, ha spesso indotto a identificarlo con l'originario edificio battesimale del V-VI secolo. Tuttavia, le caratteristiche architettoniche del monumento suggeriscono una datazione al pieno Medioevo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce le murature di fondazione dell'attuale battistero e quelle di una struttura ottagonale situata al di sotto del pavimento, al centro dell'edificio. Si è ipotizzato che il muro esterno appartenesse a un più antico battistero, anch'esso ottagonale, probabilmente di epoca tardoantica o longobarda.
Altre Testimonianze Archeologiche
Tra le altre testimonianze archeologiche della Firenze tardoantica e altomedievale, si segnala il ritrovamento di murature pertinenti a una struttura antistante l'antica cattedrale e di resti di sepolture altomedievali. All'interno di Santa Reparata è stato rinvenuto un sarcofago a baule in pietra contenente un calice in vetro databile al VII secolo. La necropoli più antica doveva estendersi anche verso ovest, nell'area del San Giovanni e del palazzo arcivescovile.
Sulla base delle notizie tramandate dal cronista medievale Ricordano Malispini e di alcuni resti di strutture rinvenuti durante gli scavi ottocenteschi, è stato ipotizzato che durante la guerra greco-gotica (535-553) la città fosse stata dotata di una nuova cerchia difensiva interna alla cerchia muraria coloniale. Tuttavia, tale restringimento non è confermato dai recenti interventi archeologici.
Un'altra area cimiteriale doveva trovarsi nel settore meridionale della città, collegata a uno o più edifici di culto. Diverse sepolture sono state rinvenute tra i resti della basilica scoperta in Piazza della Signoria e intorno alla nuova chiesa sorta sullo stesso luogo tra l'VIII e il IX secolo, identificabile con la chiesa di Santa Cecilia.
Architetture Religiose Alto Medioevali
Non lontano da Santa Cecilia si ergeva nell'Alto Medioevo un'altra chiesa, di maggiori dimensioni, i cui resti sono venuti alla luce al di sotto del pavimento del San Pier Scheraggio. Del primitivo edificio di culto, ritenuto del IX secolo, sopravvivono parte dell'emiciclo absidale, un tratto della fondazione del muro perimetrale meridionale e i fondamenti di tre pilastri delle navatelle. Tale chiesa si configura come una basilica a tre navate divise da pilastri e con cripta interrata inserita nell'abside.
Il fenomeno della diffusione del culto delle reliquie, che caratterizza i secoli centrali dell'Alto Medioevo, sembra attestato anche a Firenze dalla presenza di cripte all'interno di alcune chiese. In tale contesto si inserisce probabilmente anche la generale ristrutturazione dell'area presbiteriale di Santa Reparata. Al IX secolo si fa risalire infatti il trasferimento delle reliquie di San Zanobi dalla basilica di San Lorenzo a Santa Reparata da parte del vescovo Andrea, il quale con tale atto legittimò il proprio potere e confermò alla cittadinanza il possesso delle reliquie dell'antico precursore.
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