Quante volte abbiamo avuto bisogno dell'intervento rapido di un idraulico a qualsiasi ora del giorno e della notte? A tutti è capitato un tubo rotto, un rubinetto che perde o una perdita improvvisa. Tuttavia, non sempre è facile trovare qualcuno disponibile in tempi brevi. Se da un lato è vero che il lavoro dell'idraulico è sempre richiesto, dall'altro non sono molti i giovani che scelgono di intraprendere questa carriera. Spesso, questa decisione è presa da chi ha già un'attività di famiglia, ma è ancora possibile trovare nuovi idraulici intraprendenti.
Se hai completato gli studi relativi all'idraulica, hai già fatto il tuo apprendistato e la tua formazione pratica è terminata, potresti essere pronto per entrare nel mondo del lavoro in modo autonomo.
Come Mettersi in Proprio Come Idraulico
Per lavorare come idraulico autonomo, è necessario seguire una serie di passaggi burocratici. Se sei un idraulico e vuoi svolgere la tua attività in autonomia e in maniera continuativa e abituale nel tempo, dovrai aprire la Partita Iva. In fase di apertura, dovrai scegliere un Codice Ateco che identifichi la tua professione. Dovrai inoltre iscriverti come Artigiano alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, a cui versare contributi fissi obbligatori, e alla Camera di Commercio, pagando una volta all’anno il diritto camerale di circa 50 euro. L’apertura della partita IVA, comprensiva di iscrizione alla Camera di Commercio, si può fare con dei servizi online.
Una volta avviata l’attività, l’idraulico deve rispettare gli obblighi fiscali e contributivi.
Codice ATECO per Idraulico: Quale Scegliere?
Il codice ATECO è il codice identificativo di ogni attività lavorativa. Individuare il codice ATECO per un idraulico non è sempre semplice. Generalmente, chi installa impianti fa parte della "classe F" delle costruzioni, e la prima parte del codice è sempre 43 (lavori di costruzione specializzati), seguito dal 22 (installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento).
Al momento della compilazione della domanda di apertura della Partita Iva ti verrà richiesto di inserire il Codice ATECO, ovvero quel codice che identifica esattamente l’attività economica che andrai a svolgere.
Le tipologie di codici che possono essere scelti per l’attività idraulica, a seconda del dettaglio dell’attività svolta, sono:
- 43.22.05 - Installazione di altri impianti termo-idraulici, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- impianti idraulico-sanitari
- tubazioni per acqua e acque reflue
- pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico di edifici
- installazione di contatori dell’acqua
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- 43.22.01 - Installazione di impianti geotermici, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di impianti geotermici
- 43.22.07 - Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- sistemi di riscaldamento, ad esempio pompe di calore e collettori solari termici
- caldaie, torri di raffreddamento
- impianti e condotti di ventilazione e di condizionamento dell’aria
- costruzione o installazione di stufe in muratura
- installazione di condotti
- installazione, riparazione e manutenzione di:
Fino al 1° aprile 2025, invece, potevi utilizzare il:
- 43.22.01 - Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
- installazione in edifici o in altre opere di costruzione di: impianti di riscaldamento (elettrici, a gas e petrolio), caldaie, torri di raffreddamento, collettori di energia solare non elettrici, impianti idraulico-sanitari, impianti e condotte di ventilazione e di condizionamento dell’aria
In alternativa, in base a come svolgevi la tua attività, potevi adottare anche uno dei seguenti codici Ateco:
- 43.22.02 - Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione)
- installazione di raccordi per il gas, distributori di vapore
- 43.22.03 - Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
- installazione di sistemi di spegnimento antincendio inclusi quelli integrati
- 43.22.04 - Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione)
- 43.22.05 - Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione)
Se adotti il Regime forfettario per l’attività di idraulico, con tutti questi Codici Ateco, avrai un Coefficiente di Redditività pari all’86%.
Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario
L'idraulico che apre una partita IVA deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. Se si è in possesso di tutti i requisiti (primo fra tutti un ricavo non superiore agli 85.000 €), il regime forfettario è sicuramente il più conveniente.
- ordinario: paghi l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi di reddito e percentuali che vanno dal 23% al 43%. Le percentuali si applicano al tuo imponibile fiscale che si calcola sottraendo al totale dei tuoi ricavi i costi che hai dovuto sostenere per la tua attività e i contributi che hai versato l’anno precedente.
- forfettario: paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni di attività e non devi applicare l’IVA ai tuoi prezzi. Con questo regime fiscale non potrai scaricare le spese effettivamente sostenute per la tua attività ma solo una quota determinata forfettariamente secondo un valore detto coefficiente di redditività che per questo codice ATECO è del 86%.
Per calcolare quante imposte dovrai versare, non dovrai dimostrare le tue spese.
In mancanza dei requisiti per il regime forfettario è inevitabile la scelta del regime fiscale ordinario in contabilità semplificata. In questo caso il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi meno costi. Su questo reddito si applicherà l’IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre il lavoratore sarà soggetto ad Iva.
Come Funziona il Regime Forfettario per Idraulico?
Il Regime Forfettario si può adottare se si svolge la propria attività nel rispetto di precise limitazioni.
Con il Regime Forfettario, dovrai pagare un’unica imposta sostitutiva del 15% sul tuo reddito, a differenza del Regime Ordinario che prevede il pagamento di diverse imposte quali Irpef e addizionali. Inoltre, in alcuni casi l’aliquota di imposta forfettario può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.
Per il calcolo del reddito imponibile, il Regime Forfettario prevede che si applichi ai ricavi ottenuti il coefficiente di redditività dell’86%, quindi in caso di ricavi di 10.000 euro:
- 8.600 euro saranno soggetti ad imposta e contributi
- 1.400 euro saranno considerate le tue spese forfettarie per lo svolgimento dell’attività.
Dovrai verificare che tale meccanismo di calcolo delle spese dell’attività non ti penalizzi, ovvero che le spese che sostieni realmente siano più alte.
È importante valutare la convenienza all’applicazione del Regime forfettario, perché tale Regime permette di avere una gestione della propria attività molto più semplice e snella.
Infatti, se adotti il Forfettario:
- Le tue fatture emesse non sono soggette ad Iva
- Non dovrai registrare le fatture
- Non dovrei inviare le Dichiarazioni Iva trimestrali
Questi sono solo alcuni dei vantaggi del Regime forfettario.
Requisiti per Accedere al Regime Forfettario
Per poter aderire al Regime forfettario, devi rispettare un unico limite, rappresentato da 85.000 euro di ricavi conseguiti nell’anno precedente, questo limite è lo stesso per tutti i tipi di attività.
Se rispetti questo limite, dovrai controllare di non rientrare nelle cause di esclusione previste nella normativa sul Regime forfettario.
Se rientri in una di queste cause di esclusione non potrai aderire al Regime forfettario anche se i tuoi ricavi risultino inferiori ai 85.000 euro.
Non potrai rientrare nel Regime forfettario:
- Se usufruisci di regimi speciali ai fini della determinazione dell’IVA o di regimi forfettari per la determinazione del reddito (ad esempio agricoltura, agriturismo, allevamento, ecc.);
- Se non sei residente in Italia, a meno che tu sia residente in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo e contemporaneamente devi produrre sul territorio italiano un ammontare di ricavi che rappresenti almeno il 75% del totale;
- Se oltre alla tua attività possiedi partecipazioni in: società di persone, imprese familiari, società a responsabilità limitata, associazioni in partecipazione;
- Se nell’anno precedente hai percepito reddito da dipendente o assimilato (ad esempio la pensione) superiore a 35.000 euro lordi;
- Se controlli direttamente o indirettamente una S.r.l. e contemporaneamente fatturi per attività economiche riconducibili;
- Se nell’anno precedente hai sostenuto spese per collaboratori o dipendenti superiori a 20.000 euro;
- Se la tua attività consiste prevalentemente o esclusivamente nello scambio di: fabbricati, porzioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
- Se hai percepito (o percepisci) redditi da lavoro dipendente o assimilati e contemporaneamente eserciti attività d’impresa prevalentemente nei confronti di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti (o soggetti a questi riconducibili).
Una volta che hai verificato di non rientrare in queste cause di esclusione, rispetti il limite dei 85.000 euro di ricavi e tutti gli altri limiti, puoi aderire al Regime forfettario.
Esempio di Calcolo delle Imposte nel Regime Forfettario
In questo paragrafo cercheremo di farti capire meglio quali sono i passaggi che dovrai seguire per il calcolo dell’imposta sostitutiva.
Esempio
| Dati | |
|---|---|
| Attività | Idraulico |
| Coefficiente di redditività | 86% |
| Ricavi conseguiti | 45.000 euro |
| Reddito imponibile | 38.700 euro (45.000 X 86%) |
| Imposta sostitutiva al 15% | 5.805 euro (38.700 X 15%) |
NB: Al Reddito imponibile determinato applicando il coefficiente di redditività dovranno essere sottratti i contributi versati nell’anno precedente, ottenendo così il reddito imponibile netto per poter calcolare l’imposta sostitutiva. Al contrario, per quanto riguarda il calcolo dei contributi che dovrai versare, dovrai prendere come riferimento il Reddito imponibile lordo.
Per semplificare questo esempio, supponiamo che il contribuente considerato non abbia versato contributi nell’anno precedente, e quindi il suo Reddito imponibile lordo coincide con quello netto.
In alcuni casi (se rispetti determinati requisiti previsti dalla normativa sul Regime forfettario) potrai usufruire di un’aliquota agevolata al 5%.
Contributi INPS per Idraulici Artigiani
Come per tutti gli artigiani e commercianti, per gli idraulici è obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 18.555€ pari a circa 4.460,64 € annui. Oltre il fisso, il 24% sull’eventuale reddito eccedente il minimale.
È possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue. Questa agevolazione è prevista per tutte le partite Iva artigiani che abbiano scelto il regime forfettario (anche in un secondo momento rispetto all’apertura). La riduzione sarà applicata sia sul minimale che sull’eccedente il minimale. La richiesta dovrà essere compilata e inoltrata online ogni anno entro il 28 febbraio.
Ma attenzione questa riduzione comporta un rischio: se il versamento finale annuale non è pari o superiore al contributo fisso, non sarà più garantita la piena annualità contributiva (ai fini del raggiungimento della pensione).
Se supererai il limite reddituale di 18.555 €, dovrai versare sia i contributi fissi con cadenza trimestrale visti prima, sia i contributi in percentuale.
Costi Iniziali e Adempimenti Burocratici
Aprire una partita IVA comporta dei costi, non tanto per la richiesta all'Agenzia delle Entrate, quanto per l'iscrizione ad altri enti. È necessaria l'iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Inoltre, per via telematica, dovrà essere compilata e inviata la Comunicazione Unica (o ComUnica): una pratica che riassume le richieste da effettuare a vari enti. Nel dettaglio con un modello unico il lavoratore si interfaccerà con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese, INPS e Inail. Per convalidare l’invio è necessaria la firma digitale (che ha un costo di attivazione).
Ricorda che l’attività che svolgi con la tua nuova Partita Iva non deve essere una mera prosecuzione di una che svolgevi in precedenza, anche se eri dipendente o all’interno di un’impresa familiare.
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