Quando si richiede un intervento idraulico, che sia per una ristrutturazione completa del bagno o per un semplice rifacimento dell'impianto, è fondamentale saper leggere correttamente un preventivo. Un buon preventivo deve essere chiaro, dettagliato e trasparente. Leggere correttamente un preventivo idraulico significa evitare imprevisti, risparmiare e scegliere con consapevolezza.

Cosa si intende per impianto idraulico?

Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. Siccome dell’impianto di riscaldamento abbiamo parlato in questo articolo, e sarebbe inutile ripetere concetti già approfonditi, nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.

Quando rifare l'impianto idraulico: Fattori Determinanti

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo. Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti. In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute.

I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione. A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose.

In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.

Materiali utilizzati per gli impianti idraulici

La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.

  • Rame: Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
  • Tubi multistrato: I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
  • PVC: L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.

Tipologie di Impianti di Adduzione

Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare. Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.

  • Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
  • Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Impianto di Scarico

Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).

Relining: Un'Alternativa Innovativa

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.

Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.

Normative e Permessi

Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).

Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati. Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.

In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.

Detrazioni Fiscali

Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.

Come preparare un preventivo efficace

Diventa quindi importante come fare un preventivo, quali strumenti o software utilizzare, come fare anche una buona analisi del preventivo per controllare il rendimento economico di quel lavoro (se dovesse diventare una commessa da realizzare).

  1. Analizza le necessità del cliente: inizia sempre con un colloquio dettagliato con il cliente. È fondamentale capire esattamente di cosa ha bisogno e quali sono le sue aspettative.
  2. Fai un sopralluogo e raccogli informazioni: per realizzare un impianto tecnologico un sopralluogo iniziale è indispensabile.
  3. Scegli i materiali e calcola i costi: il preventivo, se accettato, aprirà una commessa. Fai allora il fabbisogno di quella commessa, decidi quali materiali saranno necessari per i lavori e cerca di ottenere le migliori offerte dai fornitori.
  4. Prevedi la manodopera e i tempi di installazione: stima le risorse e le ore necessarie per completare il lavoro e stabilisci il costo orario della manodopera.
  5. Utilizza software e strumenti: strumenti comuni come Excel® sono ottimi per tenere traccia dei costi e organizzare le informazioni in modo chiaro.
  6. Presenta bene il preventivo: il tuo preventivo deve essere un documento chiaro e professionale da presentare al cliente. Assicurati di descrivere dettagliatamente ogni voce di costo, così il cliente può facilmente capire per cosa sta pagando.

Elementi Essenziali di un Preventivo

  • Descrizione del lavoro: una descrizione precisa del lavoro da svolgere, specificando se si tratta di un’installazione nuova, una modifica a un impianto esistente o un intervento di manutenzione.
  • Elenco dei materiali e delle risorse: un elenco completo dei materiali necessari per l’installazione dell’impianto, inclusi tubazioni, raccordi, valvole, e altro ancora.
  • Costi associati e totale del preventivo: il dettaglio dei costi relativi a manodopera, materiali ed eventuali costi accessori (come oneri amministrativi).

Costi indicativi

Vediamo sinteticamente per ognuna di queste a quali costi potresti andare incontro. Le demolizioni in realtà riguardano tre fasi: la demolizione vera e propria, il trasporto dei materiali di risulta in discarica e gli oneri per lo smaltimento. Inoltre sappiamo che l’impianto è composto da un sotto-impianto di carico e da un sotto-impianto di scarico. Qui però dobbiamo fare un chiarimento: se finora i prezzi che ti ho dato sono comprensivi di tutti i materiali necessari, nel caso delle finiture il loro costo può variare notevolmente a seconda di quello che scegli.

Quindi nel quantificare il costo della posa delle finiture scomporremo il prezzo in due parti: il costo vivo del materiale e il costo della manodopera per la posa. Quindi anche in questo caso proverò a darti il costo dell’installazione separato da quello del sanitario, però quest’ultimo prendilo con le pinze.

  • Pavimenti e rivestimenti di pareti con piastrelle in gres porcellanato: posa in opera dai 30€ ai 35€ al metro quadro, fornitura materiali dai 20€ ai 50€ al metro quadro (materiali di media/buona qualità).
  • Infine la pitturazione: infatti sarà indispensabile ritinteggiare il soffitto e la parte di parete non rivestita da piastrelle.

I costi burocratici sono quelli che dovrai sostenere per presentare la pratica edilizia (la CILA) e l’agiblità. Solitamente sono dei semplici diritti di segreteria che ammontano ad una cifra variabile tra i 100€ e i 200€ (l’una).

Per fare un quadro economico complessivo dei costi di rifacimento dell’impianto idraulico gli elementi che ti ho dato negli ultimi paragrafi sono sufficienti.

Costo Impianto Idraulico Casa 80 mq

Un impianto idraulico ben funzionante è essenziale per qualsiasi abitazione. Quando si tratta di una casa di 80 metri quadrati, le esigenze idrauliche possono variare in base al numero di bagni, cucine e altri spazi che richiedono l’uso dell’acqua.

Fattori da considerare

  • Dimensione e layout della casa: Le dimensioni della casa e la disposizione degli spazi influenzeranno la lunghezza delle tubature e la quantità di materiale necessario per l’installazione dell’impianto idraulico.
  • Numero di bagni: Il numero di bagni presenti nella casa avrà un impatto significativo sul costo totale dell’impianto idraulico. Ogni bagno richiede tubature separate e apparecchiature specifiche.
  • Cucina e lavanderia: Se la casa include una cucina e una lavanderia, sarà necessario considerare gli impianti idrici aggiuntivi necessari per questi spazi.
  • Materiali e finiture: La scelta dei materiali e delle finiture per l’impianto idraulico influenzerà il costo finale. È possibile scegliere tra una vasta gamma di opzioni, dalle tubature in PVC a quelle in rame, ciascuna con i propri vantaggi e costi associati.
  • Lavoro di installazione: Oltre al materiale, è importante considerare il costo della manodopera per l’installazione dell’impianto idraulico. Questo può variare a seconda dell’area geografica e della complessità del progetto.

Stima dei costi

È importante sottolineare che i seguenti dati sono solo stime e che i costi effettivi possono variare a seconda delle circostanze specifiche.

  • Materiali e attrezzature: Il costo dei materiali e delle attrezzature necessarie per l’impianto idraulico può variare notevolmente in base alle scelte effettuate. In media, si stima che il costo dei materiali per una casa di 80 mq possa variare tra 1800 e 2400 euro.
  • Manodopera: Come accennato in precedenza, il costo della manodopera dipende dalla complessità del progetto e dall’area geografica in cui si trova la casa. In media, il costo stimato per l’installazione di un impianto idraulico in una casa di 80 mq varia circa tra 900 e i 3000 euro, salvo progetti su cui bisogna fare analisi più accurate e disporre preventivi su misura.

Consigli per risparmiare

  • Confrontate più preventivi: Prima di scegliere un professionista per l’installazione dell’impianto idraulico, cercate di ottenere preventivi da diversi esperti del settore. In questo modo potrete confrontare i costi e scegliere l’offerta più conveniente.
  • Scegliete materiali di qualità: Anche se potrebbe sembrare allettante risparmiare sui materiali, è importante investire in prodotti di qualità. Tubature e accessori di scarsa qualità potrebbero causare problemi futuri, che potrebbero costare ancora di più in termini di riparazioni e sostituzioni.
  • Valutate l’efficienza idrica: Optate per soluzioni idrauliche che favoriscano il risparmio idrico. Rubinetti e sanitari a basso consumo possono non solo ridurre le bollette dell’acqua, ma anche contribuire alla sostenibilità ambientale.
  • Programmate la manutenzione: Per prevenire problemi futuri e prolungare la durata dell’impianto idraulico, pianificate regolarmente la manutenzione. Piccoli interventi di routine possono evitare costi maggiori a lungo termine.

Conclusioni

In conclusione, il costo dell’impianto idraulico per una casa di 80 mq dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione della casa, il numero di bagni, la scelta dei materiali e il costo della manodopera.

Voce di costo Stima minima Stima massima
Materiali e attrezzature 1800€ 2400€
Manodopera 900€ 3000€

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