L’impianto idraulico è un sistema essenziale in ogni abitazione, garantendo l’allaccio con l’acquedotto, la distribuzione di acqua potabile e calda, e il collegamento alla fognatura. Pensiamo a un sistema di tubi, reti e componenti che costituisce le arterie di ogni edificio: l’impianto idrico sanitario trasporta e distribuisce l’acqua per uso sanitario, ovvero l’acqua che usiamo tutti i giorni in cucina o in bagno.
Cos'è un Impianto Idraulico?
L'impianto idraulico di acqua sanitaria comprende le reti di distribuzione di acqua potabile e non potabile per uso domestico, in particolare quello civile per lavarsi o per accumulo. In tutta la UE, come nella maggioranza del resto del mondo, l'acqua calda si trova a sinistra e quella fredda a destra. L’acqua rifornita dagli acquedotti arriva da fonti diverse come falde, fiumi e laghi.
Organizzazione dell'Impianto Idraulico
Sostanzialmente si tratta di un insieme di tubature atte a dividere le acque chiare (pulite, utilizzabili per cucinare, lavare, sciacquare) e quelle nere (ovvero quelle di scarico). Innanzitutto, il condominio viene raggiunto da una grossa tubatura delle condutture comunali. Ogni appartamento è dotato di un rubinetto principale al quale legare il contatore dell'acqua. Si consiglia sempre di chiudere il passaggio quando non si utilizza la casa per molti giorni. Ma all'interno di ogni appartamento esistono vari rubinetti di intercettazione che, se chiusi, bloccano l'afflusso dell'acqua in una singola zona abitata.
Componenti dell'Impianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, deve essere posizionato con il bordo superiore tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Richiede tubazioni per acqua calda e fredda di almeno 1/2 pollice e un tubo di scarico di 40 mm con sifone ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie: necessitano di una presa d’acqua fredda (e talvolta anche calda), con rubinetto ad innesto a vite posizionato tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Lo scarico deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, con un pozzetto ispezionabile.
- Lavabo bagno: può essere montato su staffe, appoggiato su una colonna o incassato in un mobile. Va posizionato a circa 80 cm dal pavimento e dotato di rubinetto monocomando con rubinetti di arresto.
- Vasca e doccia: la vasca richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm. Per la doccia, è necessario un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche.
- Bidet: può essere appoggiato a terra, filo muro o sospeso. È provvisto di miscelatore monocomando e scarico da 40 mm con sifone.
- Vaso (WC): può essere con scarico a pavimento o a parete, sospeso o filo muro, con sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm fino alla colonna di scarico verticale. La cassetta per l’acqua ha una capacità di circa 10 litri.
Tubazioni Idriche
Le condutture arrivano ai bagni tramite le braghe, che sono quelle porzioni di tubi visibili dal lavandino e wc. Legato a questo viene installato il sifone che viene mantenuto mezzo pieno per evitare che i cattivi odori risalgano in superficie. i rubinetti dovrebbero essere muniti di una spirale che imprime all’acqua un movimento circolaresarebbe il caso che i miscelatori contenessero una cartuccia per limitare la portata dell’acquai rubinetti e le cassette di risciacquo a risparmio idrico. Nei primi anni del 1980 gli idraulici conoscevano esclusivamente tubazioni in ferro per la distribuzione sanitaria. Inoltre era poco chiaro anche il concetto di dimensionamento, ovvero la misura del diametro di partenza rispetto alla portata ed alla lunghezza prevista fino ai rubinetti, il concetto che si parte sempre da un diametro più grande per finire ad uno inferiore, specie quando si va verso l'alto o a un piano superiore.
Appena superata "l'era del rame" nell'installazione dei circuiti idraulici di riscaldamento, ecco spuntare il cosiddetto "multistrato" che non ha un elevato indice di conducibilità, ma che in compenso ha dei costi e tempi di installazione davvero senza precedenti e dunque bassissimi. Tanto da non dover considerare la differenza dispersione di conducibilità che si compensa con la nuova e correlata classe energetica delle nuove caldaie in commercio.
Per quanto concerne lo sfruttamento delle acque piovane, possiamo affermare che rappresenta una valida alternativa per ridurre i consumi di acqua potabile. I componenti per realizzare un impianto idraulico per il recupero delle acque piovane? L'acqua piovana viene raccolta dal tetto e avviata dalle grondaie in un condotto (viene dunque raccolta in cisterne).
Impianto di Adduzione e Distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura. In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni.
L’impianto di scarico è costituito da:
- Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
- Tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
- Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione.
- Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Tipologie di Scarico
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- A doppio tubo: realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
- Tubo singolo: nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Sifoni
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone. Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.
Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
Manutenzione dell'Impianto Idraulico
A quanti è capitato di dover intervenire in fretta per riparare le perdite dell'impianto idraulico? Ancor prima di chiamare un tecnico, è bene chiudere la chiave generale d’ingresso dell’acqua. Se il guasto ha creato una fessura nel tubo, è necessario tagliare l'area rovinata inserendo nel tubo un manicotto da fermare con due collari a vite e attendere che la sostanza inserita si asciughi.
Se la riparazione interessa il raccordo dell'impianto idraulico, è bene riscaldare il raccordo con la fiamma del cannello e lasciandovi cadere il filo di saldatura di stagno, che fondendo fila eliminando la perdita. Se il guasto riguarda una fessura nella condotta, non è possibile praticare una saldatura di riparazione.
Può capitare che i liquami non vengano correttamente scaricati e che quindi ristagnino nel wc o risalgano gli scarichi. Quando questo accade, se dell’impianto idraulico abbiamo lo schema, possiamo facilitare di molto l’intervento dell’idraulico. Anche per un professionista trovare il punto esatto di blocco può essere complicato e quindi avere lo schema dell’impianto può tornare utile. In caso di wc otturato da oggetti, da carta o da acidi, è bene chiedere subito l’intervento del pronto intervento idraulico evitando il fai da te. Manovre non competenti potrebbero causare altri guasti a catena, per questo rivolgersi sempre a personale qualificato conviene, anche economicamente.
Quando si vive in un condominio, possono verificarsi piccoli problemi e variazioni legate all'amministrazione dello stesso o ai riscaldamenti, all'acqua ecc.ecc. In questi casi va convocata l'assemblea condominiale che dovrebbe deliberare la trasformazione dell'impianto idraulico. La trasformazione dell'impianto da centralizzato ad autonomo si verifica mediante speciale maggioranza ai sensi della legge n. È ovviamente obbligatoria, secondo l'art.
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari. Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Sostituzione Sanitari e Rubinetteria
Sostituzione dei sanitari: per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra. Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario.
Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare. Consiglio: prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
Sostituzione rubinetteria: questa operazione risulterà essere la più semplice tra tutte quelle del fai da te.
Considerazioni Finali
Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, parliamo di una parte fondamentale della casa, la sua funzione è infatti quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi. Ogni sanitario possiede una tubazione di scarico che parte dalla piletta, continua nel sifone e termina in un tubo collegato al wc e inserito nel massetto.
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