Cosa significa stipsi? Forse la conosciamo con un altro nome: stitichezza, il termine con cui ci si riferisce a una problematica intestinale estremamente comune, associata a fattori di rischio come una dieta poco equilibrata, povera di alimenti che favoriscono la buona motilità dell’intestino, o all’assunzione di alcuni farmaci.

Definizione e Prevalenza

Si definisce stipsi la condizione in cui l’individuo presenta meno di tre evacuazioni di feci alla settimana. La stipsi è una condizione che interessa circa il 15% circa della popolazione, e in particolare il sesso femminile, per un possibile coinvolgimento ormonale nella motilità dell’intestino. In Italia soffrono di stitichezza circa 13 milioni di persone: 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini. Dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione.

Tipi di Stitichezza

Oltre alla stitichezza cronica esiste anche quella definita acuta o occasionale; questa stipsi si manifesta temporaneamente quando si verificano alcune particolari condizioni (ad esempio un intervento chirurgico che costringe per un certo tempo all'immobilità, la fase acuta di una malattia o magari anche un semplice viaggio che altera i bioritmi del nostro organismo) ma generalmente, una volta superata la fase critica che ha indotto lo stato di stress, la stitichezza regredisce in breve tempo.

Cause della Stitichezza

Nella maggior parte dei casi però si tratta di casi “idiopatici”, ovvero di cui non conosciamo la causa. In questi casi si individuano diversi meccanismi alla base della stitichezza e, talvolta, tali meccanismi possono coesistere.

Per poter affrontare e risolvere con successo la stipsi è necessario che venga esclusa l'eventualità che questo disturbo possa rappresentare solamente un sintomo conseguente alla presenza di alcune patologie. La stipsi in questo caso viene definita secondaria o sintomatica e le possibili cause che possono determinarne la comparsa sono svariate: tumore del colon, diverticolosi, disturbi infiammatori a carico dell'intestino, calcoli biliari, ipotiroidismo, vari disturbi ginecologici, neurologici e psichici.

Nella maggior parte dei casi si tratta invece di stipsi idiopatica: in questo caso la stitichezza non è un disturbo secondario dipendente dalla presenza di altre malattie ma è originata da un'inefficienza dei movimenti fisiologici dell'intestino (peristalsi) e dei meccanismi espulsivi ano-rettali. Tali circostanze vengono spesso aggravate da scorrette abitudini di vita ed in particolare da un'alimentazione disordinata e con cibi poveri di fibre, da un'insufficiente introduzione di liquidi, da ritmi di vita frettolosi, da una vita sedentaria e quindi caratterizzata da una ridotta attività fisica, dalla tensione nervosa e dall'abuso di tranquillanti e di sonniferi.

Sintomi della Stitichezza

Si definisce stipsi o stitichezza il disturbo caratterizzato da: frequenza di evacuazione inferiore a tre volte alla settimana, diminuzione della massa fecale, presenza di feci dure, espulsione difficoltosa e dolorosa (accompagnata talvolta da piccoli sanguinamenti provocati dalla rottura di capillari anali o rettali) ed infine sensazione costante di non essersi completamente liberati.

Diagnosi

Come abbiamo specificato, la stitichezza è un disturbo piuttosto comune, con cui molti convivono. Lo specialista, in questi casi, interrogherà e visiterà il paziente e valuterà il percorso diagnostico più opportuno per ciascun caso. Potrebbero essere necessari approfondimenti attraverso radiografie dell’intestino, specifiche per lo studio delle tempistiche di transito delle feci. Possono talvolta rivelarsi utili anche la manometria anorettale, per valutare la motilità della pelvi, o la defecografia, per mostrare alterazioni della coordinazione del pavimento pelvico durante l’espulsione delle feci.

Trattamento e Prevenzione

Come curare la stipsi, allora? Fondamentale, dunque, associare ai trattamenti indicati dallo specialista gastroenterologo anche una particolare attenzione alla dieta. È consigliata quindi un’alimentazione ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali, utili ad aumentare l’apporto di fibre, che dovrebbe raggiungere i 20-35 grammi al giorno. Importante anche mantenersi idratati, perché anche l’acqua facilita l’espulsione delle feci.

Per prevenire la stipsi o per il trattamento iniziale della stipsi è fondamentale un intervento di tipo dietetico: è importante aumentare il consumo di fibre alimentari, che aumentano la massa fecale, stimolano la peristalsi ed incidono sulla frequenza delle evacuazioni. Si consiglia quindi di assumere nella giornata una quantità adeguata di frutta, se possibile non sbucciata perché la buccia aiuta ad aumentare la massa fecale (in questo caso si raccomanda naturalmente di lavare la frutta con particolare attenzione) e di verdura inclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli e fave) ed inoltre di mangiare del pane integrale, di aggiungere alla prima colazione crusca di grano o fiocchi di cereali e di evitare i formaggi fermentati, i fritti ed i grassi di origine animale.

Una dieta di questo tipo risulta poi molto più efficace se si beve molta acqua non gassata durante la giornata, possibilmente anche al mattino prima di fare colazione: i liquidi infatti vengono assorbiti dalle fibre e contribuiscono a far crescere di volume le feci.

Infine il movimento: una buona e costante attività fisica favorisce la motilità intestinale e quindi l'evacuazione.

Lassativi

Nei casi di stipsi ostinata è possibile ricorrere a prodotti lassativi di automedicazione disponibili in gran numero in commercio. E' importante tenere a mente che questi prodotti da banco sono sempre e comunque dei farmaci: non bisogna quindi abusare nelle dosi e nemmeno utilizzarli regolarmente. Al contrario, andrebbero assunti in maniera episodica, anche perché questi prodotti provocano un ampio svuotamento del contenuto intestinale che inevitabilmente finisce per prolungare l'intervallo per una successiva evacuazione, che a sua volta induce il paziente ad un'altra assunzione di lassativo. In questo modo il paziente può andare incontro ad una dipendenza di tipo psicologico nei confronti del lassativo unitamente ad un'oggettiva riduzione dell'efficacia del prodotto.

L'uso dei lassativi deve essere sempre fatto con grande attenzione e possibilmente sotto il controllo del medico perché non va trascurata l'eventualità che si manifestino effetti collaterali.

Lo specialista gastroenterologo può valutare il ricorso a integratori o lassativi formanti massa che, associati ad adeguata idratazione, sono efficaci nell’aumentare la frequenza delle evacuazioni nel modo più naturale.

Altri Rimedi

Esistono molti rimedi contro la stitichezza, basta una rapida ricerca su internet per trovare le cure più disparate.

Alimento/Abitudine Quantità Raccomandata
Fibre Almeno 25-35 g al giorno (ad es. una pera = 4-5 g)
Caffè Max. quantità moderata
Vino Rosso Max. quantità moderata

La normalità della funzione ano-rettale è sconosciuta a molti che non hanno avuto modo di compararla. Per molti la stitichezza rappresenta una caratterizzazione scontata del loro essere, affermano “sono sempre stato stitico” o “sono diventato stitico” senza sapere che invece spesso non lo sono o che vi possono essere motivazioni subdole o misconosciute.

L’esperienza clinica, purtroppo, evidenzia un gravissimo fattore di rischio: la cura della stitichezza nel 50% dei casi è gestita direttamente dal paziente con auto-prescrizioni, ascoltando consigli di conoscenti (cercando di identificarsi con le cure più comode), rimedi di varia natura (magari i c.d.

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