Gli impianti idraulici sono una parte essenziale di qualsiasi edificio in cui l’acqua o l’olio vengono spinti attraverso tubi, valvole e altri componenti. Mantenere un’adeguata manutenzione degli impianti idraulici è fondamentale per assicurare che siano funzionanti in modo efficiente ed evitare possibili danni alle strutture.

Verificare un impianto idraulico può essere un compito complesso, ma con i giusti strumenti e conoscenze, è possibile eseguire una valutazione accurata dell’impianto.

Prima di effettuare modifiche consistenti alla tua abitazione, è importante conoscere con esattezza tutte le diramazioni dell’impianto idraulico. Agire in modo frettoloso e superficiale può danneggiare l’intero sistema e causare perdite d’acqua, costringendo ad interventi di emergenza. Allora, come capire dove passano i tubi?

Una volta appurato dove passano i tubi, è anche necessario comprenderne lo stato di salute. Attraverso l’analisi delle video ispezioni e la raccolta di informazioni è possibile delle tubazioni ed individuarne le criticità. Questo tipo di interventi, che rispondono all’esigenza diffusa di capire non solo come trovare un tubo dell'acqua ma anche dove passa e in che stato si trova, sono vantaggiosi per una serie di motivi.

Strumenti Necessari per la Verifica

Per verificare un impianto idraulico, è necessario disporre di alcuni strumenti. Questi strumenti includono un manometro, un termometro, una pompa di prova, una sonda di pressione, un controllore di pressione, una sonda di temperatura e una sonda di flusso.

Ispezione Visiva: Il Primo Passo

Per verificare un impianto idraulico, è prima necessario eseguire una diagnosi visiva. Verificare se ci sono possibili perdite, se sono presenti danni alla struttura, se i componenti sono ben montati e se ci sono parti danneggiate che devono essere sostituite. L’ispezione visiva è una procedura importante che consente di rilevare eventuali problemi nell’impianto idraulico. Questo include il controllo dei tubi, delle valvole, dei rubinetti, dei raccordi e di tutti i componenti dell’impianto.

Test dell'Impianto

Una volta che l’ispezione visiva è stata completata, è possibile eseguire un test dell’impianto utilizzando un manometro, un termometro, una pompa di prova, una sonda di pressione, un controllore di pressione, una sonda di temperatura e una sonda di flusso.

Manutenzione Regolare: La Chiave per un Impianto Efficiente

Un’adeguata manutenzione degli impianti idraulici è fondamentale per garantire che funzionino in modo efficiente. La manutenzione può includere la sostituzione di pezzi usurati o difettosi, l’ispezione dei tubi, delle valvole e dei raccordi e l’utilizzo di prodotti di manutenzione adeguati.

Controllare regolarmente tubi, guarnizioni, rubinetti è la chiave per evitare inconvenienti.

È possibile effettuare periodici controlli fai da te all’impianto idraulico che possono aiutare a individuare problemi e a mantenerlo funzionante.

  • pulizia adeguata delle parti a vista: effettuare una pulizia adeguata delle parti a vista dell’impianto come miscelatori e soffioni della doccia evita che sporco e calcare si accumulino causando la proliferazione di germi e batteri.
  • ispeziona gli scarichi: controlla se l’acqua defluisce in modo veloce dagli scarichi del lavandino, della vasca e della doccia. Se scorresse via lentamente, potrebbe esserci un accumulo di capelli, sapone e altri detriti.

Manutenzione Professionale

La manutenzione preventiva professionale viene eseguita da un idraulico che offrirà un livello di controllo più approfondito e andrà a completare i controlli superficiali fatti da soli. un’ispezione completa dell’impianto: l’idraulico esaminerà l’intero impianto idraulico, comprese le tubature a vista e quelle nascoste, i raccordi, le valvole e i sanitari. La manutenzione preventiva è un investimento intelligente per assicurarsi di avere un impianto idraulico sempre performante e per scongiurare gravi malfunzionamenti.

Verificare un impianto idraulico può essere un processo complesso, ma con gli strumenti giusti e le conoscenze adeguate è possibile assicurarsi che sia funzionante in modo efficiente. Un’ispezione visiva accurata è un passo importante per identificare possibili problemi, seguito dall’utilizzo di strumenti di misurazione e test per ottenere informazioni più precise. Una manutenzione regolare degli impianti è inoltre fondamentale per assicurare un funzionamento efficiente.

Conoscere il Posizionamento delle Tubature

Per poter fare qualunque lavoro di riparazione sull’impianto idraulico, dovete conoscere il posizionamento delle tubature all’interno di casa, ma dovete anche conoscere com’è strutturato e come funziona il sistema di approvvigionamento dell’acqua e quello di scarico delle acque sporche. Ci possono essere delle leggere differenze di casa in casa, ma il funzionamento di carico e scarico funziona allo stesso modo.

In questa guida, con pochi e semplici passaggi, vi illustrerò come controllare un impianto idraulico.

Componenti Chiave dell'Impianto Idraulico

L’impianto di casa è collegato all’acquedotto tramite una conduttura di adduzione che convoglia l’acqua all’interno dell’abitazione. Se si tratta di un edificio, questo avviene attraverso una tubazione perpendicolare (colonna montante) e viene distribuita ai vari punti di presa dell’acqua fredda.

La conduttura di adduzione ha una serie di valvole. La prima si trova all’interno dell’edificio e può essere aperta o chiusa solo dagli incaricati dell’azienda erogatrice.

A valle del suo ingresso nell’edificio, troviamo installati: un’altra valvola d’arresto che ci permette di chiudere o aprire l’acqua a seconda delle necessità, una valvola anti-riflusso che ci permette, se la pressione nelle tubature si abbassa, di impedire all’acqua sporca di finire nella conduttura di adduzione inquinando la rete; poi c’è un rubinetto di scarico che serve a svuotare tutte le tubazioni; il contatore e un regolatore di pressione.

Altro elemento presente è il rubinetto di scarico, la cui funzione è semplicemente quella di svuotare le tubature.

Infine, gli ultimi due punti del sistema idrico dell’edificio: il regolatore di pressione e il contatore.

All’interno del nostro appartamento, invece, si trova (nella maggior parte dei casi nella cucina o nel bagno) un rubinetto di emergenza che ci consente di chiudere l’acqua nel caso ad esempio di rottura di un tubo.

Scarico delle Acque: Come Funziona

Nel caso dello scarico, il funzionamento è sempre lo stesso, anche se nelle ci possono essere delle piccole differenze di impianti.

Schema Impianto Idraulico

Gli schemi e le immagini del modello 3D dell’impianto sono state realizzate con un software BIM per impianti MEP, che ti consente di integrare il modello 3D degli impianti direttamente nel tuo progetto architettonico. In questo modo risulta più immediato verificare eventuali interferenze ed agevolare la collaborazione tra le varie discipline che entrano in gioco in un qualsiasi progetto.

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:

  • adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
  • scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).

La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.

Lo schema che segue rappresenta l’impianto idraulico di distribuzione di un bagno con doppio lavabo, wc, bidet e doccia. Sono riportate in rosso le tubature che conducono l’acqua calda sanitaria e in blu quelle dell’acqua fredda.

Impianto di Adduzione e Distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.

È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Tipi di Impianti di Scarico

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
  • lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
  • lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
  • vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
  • bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
  • vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Come trovare le perdite

Uno dei primi check up da seguire è quello volto alla ricerca di eventuali perdite dell’impianto idraulico. Le perdite d’acqua nell’impianto idraulico di bordo avvengono di solito nei tanti raccordi di tubi, quindi questi vanno esaminati bene con l’impianto in pressione. Non è facile identificare piccoli gocciolii. Il trucco è avvolgere un pezzo di carta leggera intorno al raccordo e vedere se si bagna.

I raccordi che perdono vanno quindi smontati, puliti e rimontati. L’ideale sarebbe sostituire anche tutte le fascette stringitubo dell’impianto. Se la perdita rimane, vanno sostituiti i raccordi a compressione usati per tubi rigidi e semirigidi.

Certificazione Impianto Idraulico

La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.

Cos'è la Certificazione?

La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. Da un punto di vista tecnico la conformità si riferisce al fatto che l’impianto idraulico dell’edificio è stato progettato, installato e manutenuto in modo tale da rispettare tutte le normative, le direttive e le specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti. Questo include il rispetto delle leggi locali e nazionali che regolano le installazioni idrauliche, nonché il rispetto di standard di sicurezza e funzionalità rigorosi.

Importanza della Certificazione

La certificazione per l’impianto idraulico è la testimonianza tangibile che l’impianto è stato realizzato con professionalità e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. È anche una garanzia di qualità per chi acquista o affitta un immobile, poiché può essere certo che l’impianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.

Quando è Obbligatoria?

La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:

  • installazione di un nuovo impianto: ogni volta che viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, è necessaria una certificazione per garantire la conformità alle normative;
  • modifiche o ampliamenti: se si apportano modifiche significative a un impianto esistente o se si espande l’impianto, è richiesta una certificazione;
  • manutenzione straordinaria: anche gli interventi di manutenzione straordinaria richiedono una certificazione per assicurare che le riparazioni siano effettuate correttamente;
  • allacci di nuove utenze: quando si collegano nuove utenze all’impianto idraulico di un edificio, è necessaria una certificazione.

Come Ottenere la Certificazione

Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:

  • progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali;
  • materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione;
  • sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge;
  • certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.

Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione

L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.

  • rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
  • sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
  • difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
  • possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
  • problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.

Valutare l'Impianto Idraulico Prima dell'Acquisto di una Casa

Spesso, l’attenzione si concentra su elementi estetici o strutturali - la posizione, la metratura, i serramenti - ma c’è un aspetto tecnico fondamentale da non sottovalutare: lo stato dell’impianto idraulico.

Un impianto obsoleto, mal progettato o inefficiente può trasformarsi in una fonte di spese impreviste, lavori invasivi e disagi. In questo articolo, ti spieghiamo cosa controllare quando visiti una casa, come valutare l’impianto idraulico esistente e quando conviene rifarlo da zero.

Perché è Importante Valutare l’Impianto Idraulico Prima di Acquistare Casa

L’impianto idraulico è il sistema che gestisce l’approvvigionamento e lo scarico dell’acqua in cucina, in bagno, nella lavanderia e - se presenti - in impianti di climatizzazione o riscaldamento. Una sua cattiva progettazione o uno stato di usura avanzata possono generare:

  • perdite e infiltrazioni;
  • scarichi lenti o rumorosi;
  • scarsa pressione dell’acqua;
  • consumo eccessivo;
  • rotture improvvise con conseguenti danni a pareti e pavimenti.

Cosa Valutare Durante le Visite o nel Preliminare

Durante la visita di una casa che stai valutando per l’acquisto, è utile fare attenzione a questi aspetti:

  • Età dell’impianto - Chiedi da quanto tempo è stato realizzato o rifatto. Se ha più di 20-25 anni ed è in ferro zincato o piombo, probabilmente è da rifare completamente.
  • Presenza di perdite o segni d’infiltrazione - Controlla muri, angoli, soffitti e dietro i mobili per verificare tracce di umidità o aloni, soprattutto vicino a bagni e cucina.
  • Pressione e portata dell’acqua - Apri i rubinetti per verificare se l’acqua scorre con buona pressione. Una pressione troppo bassa può essere sintomo di tubature otturate, vecchie o troppo strette.
  • Rumorosità dello scarico - Uno scarico rumoroso o lento può indicare problemi di pendenze sbagliate, tubi ostruiti o sifoni mal progettati.
  • Qualità dei materiali visibili - Guarda lo stato dei sanitari, dei rubinetti e degli accessori: spesso è indicativo dello stato generale dell’impianto.

Quando Conviene Rifare l’Impianto Idraulico

Rifare l’impianto idraulico non è sempre necessario, ma ci sono situazioni in cui è fortemente consigliato:

  • l’impianto ha più di 30 anni;
  • è in ferro zincato (che tende ad arrugginire internamente);
  • hai intenzione di rifare completamente bagno e cucina;
  • ci sono già segni di perdite o malfunzionamenti;
  • vuoi installare un impianto di riscaldamento o raffrescamento radiante;
  • desideri aumentare l’efficienza energetica o ridurre gli sprechi.

In questi casi, intervenire prima del trasloco è la scelta migliore: si evitano disagi, si lavora più velocemente e si ottimizzano i costi.

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