Bagno di Romagna, situato nella provincia di Forlì-Cesena, è un borgo antichissimo sospeso tra Romagna e Toscana.
Adagiata sull’Appennino tosco-romagnolo, Bagno di Romagna possiede origini e storie antiche che ne hanno determinato la conformazione di comune “sparso” estendendosi per diversi chilometri e comprendendo numerose frazioni ricche di storia, tra le quali San Piero, quella che negli anni ha visto il maggiore afflusso demografico della zona.
Bagno di Romagna è il tempio del vivere lento e del benessere del corpo e della mente grazie al calore naturale delle acque termali, alla qualità dei servizi e, perché no, alla storia di un lungo legame con Firenze e, ancora, alla natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi con la sua rete di borghi e sentieri, alla gastronomia dei grandi chef o delle piccole locande. Bagno di Romagna è il luogo del benessere per tutte le stagioni.
La località è famosa, da tempo immemore, per i suoi stabilimenti termali.
Cenni Storici
Nel borgo di Bagno è attestata la presenza dell’uomo sin dall’Età del bronzo, grazie ad alcuni reperti archeologici lì ritrovati.
I primi stanziamenti risalgono all’epoca preistorica e fu proprio la presenza delle acque termali a spingere le genti a stanziarsi in questa vallata.
La storia dell’evoluzione del luogo è legata a quella di Sarsina, centro abitato non distante in cui, in epoca romana, risiede gran parte della popolazione latina legata al borgo.
Le acque termali erano conosciute già ai tempi dei Romani, che qui realizzarono un vasto impianto termale, apprezzato luogo di sosta tra Roma e Ravenna. Nel II sec. d.C. il toponimo deriva dal latino balneum, ‘bagno’, legato alle acque termali già note ai Romani.
Dopo la caduta dell’Impero e la devastazione operata dai Goti nel 540, il piccolo borgo subisce una crisi da cui si riprende soltanto nel IX secolo, fino a quando ritorna a splendere e fiorire sotto il governo della famiglia dei Guidi nel 1300.
Territorio della Repubblica di Firenze, Bagno rimarrà dominio del Granducato di Toscana fino al 1860: sotto la famiglia dei Medici, le sue terme vengono frequentate anche da uno dei figli di Lorenzo il Magnifico e dallo scultore Benvenuto Cellini.
Nel 1527 Bagno di Romagna non sfugge al celebre Sacco dei Lanzichenecchi, i soldati che dirigendosi verso Roma si “intrattengono” a Bagno con efferati atti di devastazione ambientale e violenza.
Tra il 1918 e il 1920 l’Appennino forlivese è interessato da sciami sismici di alta intensità.
Nel 1943 il Comune di Bagno di Romagna si ritrova sulla Linea Gotica, e diventa sede di una lotta di liberazione riconosciuta anche con Medaglia d’Argento al Merito Civile: il territorio vide contrapporsi i partigiani della 8ª Brigata Garibaldi ai nazisti e ai fascisti, e subì una feroce rappresaglia nell’eccidio del Carnaio, il 25 luglio 1944, quando i nazifascisti uccisero 27 civili.
Durante la Seconda guerra mondiale il comune di Bagno si trova attraversato dalla “Linea Gotica”, lo spazio fortificato che Hitler ordina di costruire per fermare l’avanzata degli Alleati nel nord Italia. L’esercito britannico e i partigiani italiani dell’8^ Brigata Garibaldi occupano il paese soltanto dopo scontri durissimi con i tedeschi.
Le Acque Termali: Un Dono della Natura
Le virtù terapeutiche delle acque del luogo sono elogiate sin dall’antichità. Già gli antichi romani le consideravano un dono delle divinità terrestri; oggi i geologi sottolineano ugualmente la storia dell’acqua alla stregua di un piccolo miracolo naturale: “quell’acqua calda è infatti la pioggia caduta 10.000 anni fa nella parte centrale dell’Appennino tosco-romagnolo (Monte Penna, Poggio allo Spillo, Passo dei Mandrioli).
Durante questi millenni è penetrata nel sottosuolo, si è riscaldata per effetto geotermico e arricchita di benefiche virtù.
Divenuta un concentrato di elementi naturali attivi (zolfo, bicarbonato, sodio, potassio, calcio, magnesio, fluoro, cloro, litio, manganese, ferro ammonio), è infine risalita, lungo una faglia, fino a Bagno di Romagna dove sgorga a temperature tra i 39°C e 47°C.
Certo è che la citazione delle acque calde di Baia, nei Campi Flegrei, non lascia dubbi sul parallelo che il poeta intendeva istituire con le sorgenti di Bagno, uniche in tutto il territorio per le loro qualità termali” (da Jacopo Ortalli, Bagno di Romagna nell’antichità.
Quando l'inverno diventa più rigido, il calore delle acque termali, che sgorgano a una temperatura naturale di 45 gradi, consente di vivere il piacere dei bagni all'aperto. Le piscine di tre differenti centri termali sono culle di benessere per chi ama il calore delle acque e le coccole dell'idromassaggio.
Natura e Paesaggi
Bagno di Romagna ha la fortuna di comprendere nel proprio territorio il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, unico per gli splendidi scenari che regala e meta ideale per chi ama le escursioni e le lunghe passeggiate a piedi e in bicicletta immersi nella natura.
Qui si respira la natura intatta delle Foreste Casentinesi e della Riserva di Sasso Fratino, patrimonio UNESCO, e si è avvolti dal calore delle acque termali, con proprietà curative note sin dal tempo dei Romani.
Bagno è un borgo immerso nel verde. I boschi nei dintorni si distendono lungo colline sinuose, alternati a corsi d’acqua rigogliosi e piccole cascatelle che rendono il paesaggio un luogo dalle parvenze magiche e incontaminate.
Il monte Còmero, i laghi Acquapartita, Pontini e Lago Lungo, la Diga di Ridracoli, il Sentiero degli Gnomi, i borghi fantasma di Pietrapazza: visita i luoghi incantati nella natura di Bagno di Romagna.
Quando la primavera stimola la rinascita della natura, Bagno diventa il cuore di un universo di colori, con gli alberi delle ampie distese boschive che salgono verso la Toscana o scendono verso la pianura romagnola.
La rete sentieristica della Val di Bagno Trek, estesa per oltre 200 km, è la palestra naturale di escursionisti e amanti della mountain bike.
Soprannominato dagli abitanti “Testa del Leone”, il Monte Còmero (km 12) con i suoi tre laghi - Acquapartita, Lungo e Pontini - è meta ideale per pic-nic all'area aperta, pesca sportiva o, in autunno, per due passi alla ricerca di castagne.
Sul lato opposto, a ovest del Savio, la valle abbandonata di Pietrapazza conserva alcuni dei più affascinanti esempi dell'architettura rurale in pietra arenaria nelle case, nei borghi e nelle chiese di Poggio alla Lastra (km 27), Strabatenza (km 28), Pietrapazza (km 30) e Casanova dell'Alpe (km 29).
Tradizioni e Folclore
Bagno di Romagna si distingue per le sue acque dalle rinomate virtù terapeutiche, ma custodisce con orgoglio anche numerose tradizioni di natura religiosa e folkloristica: una su tutte è la tradizione della Pasquella che prende vita nella giornata dell’Epifania e vede intonare canti benaugurali, composti da versi rurali e dalle antiche origini, da parte di gruppi di cantori chiamati “Pasqualotti”, che si muovono di casa in casa.
Un’altra ricorrenza da non perdere è la Sagra di Primavera, che anima il borgo di San Piero in Bagno, frazione di Bagno di Romagna, dove oltre a fiori e piante si possono trovare opere di artigianato locale, prodotti gastronomici tipici e spettacoli musicali.
Anche l’autunno è una stagione tutta da vivere, con il Festival del Fall Foliage a fine ottobre, quando i boschi si tingono di arancione e rosso, l’ascolto del bramito del cervo e dell’ululato del lupo, che animano le foreste del Parco, e le sagre dedicate ai tesori autunnali, come castagne, funghi e tartufi.
Nel 1412 si verifica il cosiddetto “Miracolo eucaristico di Bagno di Romagna”. Lazzaro, un monaco camaldolese nell’atto di celebrare la messa e consacrare il vino, vede la bevanda ribollire e trasformarsi in sangue macchiando il proprio corporale. Si racconta che questi fosse stato appena assalito dal dubbio sull’effettiva transustanziazione, venendo quindi smentito in maniera miracolosa dall’evento. Studi degli anni ‘50 hanno analizzato le macchie sul telo e confermato che si trattava di sangue.
Cucina Tipica
La cucina di Bagno di Romagna è un mix unico di eccellenze: ristoranti stellati, trattorie e osterie della tradizione. I “Basotti” sono tagliolini cotti in un brodo ottenuto dalle ossa del maiale, disposti a strati in una teglia e gratinati.
Il Raviggiolo, oggi presidio slow food, nasce da una tradizione povera. Per realizzarlo, il latte appena munto viene fatto coagulare con caglio di vitello liquido. La cagliata viene raccolta in un canestro foderato con foglie di felci e viene salato pochissimo o addirittura per niente. Il prodotto finale si presenta con una consistenza molle e fragile e un gusto fresco e delicato. Una vera prelibatezza, è ottimo da solo o accompagnato con miele o confetture dal sapore non troppo forte. Nella cucina tradizionale viene utilizzato anche come ripieno - o “compenso” - di cappelletti e ravioli, o anche per fare dolci.
Ospitalità Romagnola e Toscana
In Romagna Toscana l’ospitalità tipica della Romagna e della Toscana si uniscono per dare vita ad un connubio fatto di tradizione, gentilezza e genuinità.
Le numerose strutture ricettive sono pronte a soddisfare le più disparate esigenze: sia che si raggiunga questa zona per trascorrere un fine settimana in famiglia, o un soggiorno all’insegna dello sport o della spiritualità. O ancora che si scelga queste terre per concedersi una giornata di relax in un centro termale, a cui far seguire una degustazione di prelibatezze gastronomiche. L’accoglienza degli operatori e del tessuto ricettivo saprà esaudire ogni singola necessità.
Bagno di Romagna è dal 2005 Borgo Bandiera Arancione del Touring Club.
Luoghi di culto
Bagno di Romagna è poi al centro di una rete di luoghi di culto.
Basilica di Santa Maria Assunta
Nel cuore di Bagno di Romagna svetta la Basilica di Santa Maria Assunta, documentata già nell’anno 861 d. C.
Basilica di San Vicinio
La Basilica di San Vicinio, situata nella Piazza Tito Maccio Plauto a Sarsina, cuore della vita sociale della città. Questo maestoso luogo di culto, costruito tra il X e l'XI secolo, è un esempio eccezionale di architettura romanica. La basilica, cattedrale della Diocesi di Cesena-Sarsina, è rinomata per custodire la catena di San Vicinio. Questo collare di ferro, che si crede fosse indossato dal santo durante i momenti di preghiera e penitenza, è oggi un simbolo di protezione dalle forze malefiche.
Dintorni di Bagno di Romagna
- Corzano: Sul colle di Corzano, si erge un antico Castello appartenuto ai Conti Guidi. Poco più a valle si trova il Santuario della Madonna di Corzano.
- Poggio alla Lastra: Una piccola e suggestiva frazione ideale per escursioni di trekking, a piedi o a cavallo.
- Rifugio Nasseto: Situato sul Pianoro di Nasseto, un luogo ricco di storia e natura, noto per il Bosco delle Fate.
- Pieve Santo Stefano: Il borgo medievale della Valtiberina, noto come la Città del Diario, con il Piccolo Museo del Diario.
- Monterchi: Un gioiello incastonato tra le colline della Valtiberina Toscana, celebre per la Madonna del Parto di Piero della Francesca.
- Perugia: Il capoluogo dell'Umbria, fondata dagli Etruschi e ricca di storia e arte.
- Diga di Ridracoli: Un capolavoro di ingegneria perfettamente integrato nella natura, con possibilità di navigazione e pesca sportiva.
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