La congestione è uno dei disturbi tipici dell’estate e anche tra i più pericolosi. Il blocco digestivo, spesso definito anche congestione, è un’interruzione brusca della digestione provocata da uno squilibrio nella circolazione del sangue. Si tratta di una manifestazione molto più intensa rispetto alle comuni difficoltà digestive caratterizzate da acidità gastrica e bruciore di stomaco che subentrano dopo un pasto pesante.
Cause della Congestione Digestiva
“Con la congestione avviene uno squilibrio nella circolazione del sangue. Questo perché dopo un pasto, in particolar modo se abbondante, l’afflusso di sangue verso lo stomaco aumenta notevolmente. Se durante la digestione ci si espone a uno sbalzo termico forte e improvviso, la circolazione sanguigna si modifica”, spiega il dott. Per cause diverse, principalmente dovute a sbalzi repentini di temperatura, il sangue impegnato nello stomaco per la digestione viene da qui sottratto per essere ridistribuito in tutto il corpo. Questo provoca il blocco digestivo.
Ecco perché il rischio di congestione è più alto in estate con il passaggio dal caldo dell’esposizione diretta al sole al gelo dei locali climatizzati, del bagno freddo o di una bevanda ghiacciata. Dopo mangiato, soprattutto se il pasto è stato abbondante, aumenta notevolmente l’afflusso ematico verso lo stomaco per favorire la digestione. Se ci si espone a un improvviso sbalzo termico durante questo processo, l’organismo dirotta il sangue pompato verso le aree cerebrali per mantenere l’equilibrio termico.
“Si verifica - aggiunge lo specialista - una vasocostrizione e il sangue defluisce dall’apparato gastrointestinale. Per mantenere la temperatura corporea costante ed equilibrata, il cervello “richiama” il sangue che il cuore ha pompato in maggior quantità verso l’addome. Bere una bibita ghiacciata quando si è molto accaldati, l'esposizione ad un colpo d'aria fredda o fare un bagno in mare subito dopo un pasto fa scattare una reazione di difesa da parte dell'organismo: il cervello, di fronte all'emergenza, cerca di dirottare il sangue verso di sé, allo scopo di mantenere la temperatura basale.
La congestione è un disturbo di origine gastrointestinale, che si verifica più frequentemente in estate, a causa di un brusco sbalzo di temperatura nella zona dello stomaco e, più in generale, dell'addome. In ambito medico, la parola congestione indica, in modo generico, un eccessivo accumulo di sangue in un organo o in una parte del corpo. La causa principale è attribuita all'introduzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. Immergersi o fare un tuffo in acque molto fredde (es. dopo un pasto, soprattutto se abbondante, il sangue è concentrato nella zona dello stomaco per la digestione.
La persona colpita dalla congestione digestiva improvvisamente impallidisce, trema, suda freddo e si sente spossata. Di conseguenza, gli altri organi e tessuti devono fare fronte ad una riduzione dei rifornimenti nutritivi. Se ci si espone ad un rapido abbassamento della temperatura, l’organismo cercherà di ridistribuire il sangue in tutto il corpo per mantenere la temperatura costante. Questo avviene, ad esempio, dopo un pasto seguito da un bagno in mare o accompagnato da una bibita ghiacciata.
Può capitare allora che l’organismo non riesca a trovare un equilibrio, perché il pasto è stato particolarmente abbondante oppure perché l’acqua è molto fredda o ancora per uno stato di debolezza. In questi casi, il sangue che rimane a livello dello stomaco è insufficiente per proseguire la frammentazione degli alimenti. Così si va incontro ad un blocco digestivo. Una lauta cena e la posizione ferma, che ostacola la circolazione del sangue, possono causare un blocco digestivo notturno.
Sintomi della Congestione Digestiva
“Il sintomo principale della congestione è uno stato di malessere generale che ad esempio un bambino non riesce a spiegare con precisione. I sintomi più evidenti della congestione sono sudorazione profusa e brividi, nausea, vomito, dolori addominali, senso di svenimento fino alla perdita dei sensi e di coscienza”, risponde il dott. I primi segnali d'allarme di una congestione digestiva includono un malessere generale crescente accompagnato da un senso di pesantezza e pallore.
Il graduale abbassamento della pressione arteriosa provoca un senso di svenimento che può culminare in una perdita di coscienza (lipotimia). Questa evoluzione è pericolosa poiché indica un calo drastico dell’afflusso sanguigno al cervello, conseguenza dello sbilanciamento nella distribuzione del sangue durante la digestione. Questi sintomi non devono essere sottovalutati, soprattutto quando compaiono in sequenza o con intensità crescente.
I più comuni sintomi associati al blocco digestivo sono:
- Difficoltà digestive
- Acidità di stomaco
- Bruciore gastrico
- Nausea e vomito
- Stato di malessere diffuso e debolezza
- Pressione bassa
- Sudorazione profusa
- Senso di svenimento
- Brividi di freddo
A questi sintomi possono aggiungersi anche diarrea e dolore addominale, anche se quando durano più giorni potrebbe trattarsi di una gastroenterite virale e non di blocco digestivo.
Rimedi e Cosa Fare in Caso di Congestione
“È necessario intervenire immediatamente. Se il blocco per congestione si è verificato dopo un bagno, bisogna intervenire asciugando, coprendo e facendo distendere la persona con le gambe in su. Nel caso in cui si verifichi o si sia verificata perdita di coscienza e la persona si è ripresa, è necessario recarsi in Pronto Soccorso.
Quando si avvertono i primi sintomi di congestione, la priorità è interrompere qualsiasi attività fisica e cercare di riposare. È consigliabile sdraiarsi in un ambiente tranquillo e asciutto. Bere acqua a temperatura ambiente, se si riesce a deglutire facilmente, può aiutare a ristabilire l'equilibrio idrico e a favorire la digestione (evitare quindi bevande ghiacciate o troppo calde).
Se la congestione si verifica durante il bagno, la prima cosa da fare è fare uscire dall’acqua la persona colpita e coprirla con un asciugamano facendola distendere con le gambe sollevate e in un luogo ben ventilato e asciutto. Stare sdraiati con le gambe un po’ sollevate favorisce l’afflusso di sangue al cuore, mentre un massaggio sull’addome, riscaldando la parte magari con una coperta, ripristina più velocemente l’afflusso ematico verso lo stomaco e distende i muscoli contratti.
Al primo segnale di malessere, occorre sospendere ogni attività e distendersi con le gambe appena sollevate rispetto alla testa, in un luogo ben ventilato ed asciutto. I rimedi per il blocco digestivo devono essere rapidi e pronti. Occorre capire presto cosa fare e procedere subito coprendo la persona colpita per mantenerla al caldo. In questo modo la sua temperatura corporea aumenta e il sangue si ridistribuisce, tornando a irrorare lo stomaco e permettendo la ripresa della digestione.
Se il blocco digestivo si è verificato durante o dopo un bagno in piscina o al mare, è importante asciugare il soggetto, coprirlo e farlo stendere in modo tale che abbia le gambe sollevate. Questa posizione facilita la circolazione del sangue e favorisce la digestione. Una buona pratica è quella di offrire una bevanda calda al soggetto andato incontro a congestione. In questo modo il calore arriva direttamente allo stomaco e richiama sangue dove serve.
Prevenzione della Congestione Digestiva
Nel caso della congestione, assume particolare importanza la prevenzione. Soprattutto in estate, al mare o in piscina, evitare di tuffarsi in acqua dopo mangiato riduce il rischio che questa condizione si verifichi. Prima di fare il bagno in mare, è bene attendere almeno 3 ore dopo un pasto completo o 1-2 ore, se si è consumato uno spuntino leggero (es. panino, insalata ecc.).
Dopo un episodio di congestione, è fondamentale seguire una dieta che non stressi ulteriormente il sistema digestivo. Brodi e zuppe sono ottimi e forniscono un apporto di liquidi essenziali. Da evitare invece i cibi grassi, piccanti e acidi, così come quelli fritti e/o molto zuccherati. “Il bagno al mare o in piscina mai prima di due ore dopo il pasto”. Il vecchio diktat della nonna contro la congestione non è del tutto un falso mito.
Come sempre, sarebbe troppo bello avere una risposta definitiva: anche in questo caso dipende da diverse circostanze. In effetti, per essere una questione così diffusa, non ci sono studi scientifici e le certezze sono poche. È comunque bene tenere sotto controllo tre fattori:
- La digestione stessa, che naturalmente dipende da quanto e cosa si è mangiato. Il processo digestivo, di solito, richiede da una a tre ore, a seconda della pesantezza e della complessità del pasto. Quindi se i bambini, com’è facilmente prevedibile, vogliono tornare presto in acqua, può essere il caso di non appesantirli troppo. Date loro piatti leggeri, con più carboidrati e meno grassi e proteine, in modo da rendere più rapida la digestione e ridurre l’attesa (la tipica focaccia va bene in piccole porzioni);
- La temperatura dell’acqua: se è molto fredda rispetto a quella dell’ambiente bisogna assicurarsi di avere completamente digerito il pasto. Se è calda, si può anticipare il bagno;
- Entrare in modo graduale: se l’acqua è molto fredda è sempre meglio immergersi lentamente, in modo da abituare l’organismo al cambio di temperatura.
Insomma non ci sono certezze scientifiche ma come sempre, quando si parla di bambini, bisogna usare un atteggiamento prudente.
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