Il 2 agosto 2006, a Roma, è stato rinnovato il Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria 1 agosto 2002 con le modifiche e le integrazioni di seguito riportate.
Premessa al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
Per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria.
Le sottoscritte Parti stipulanti il CCNL 6 marzo 1995, che si accingono al negoziato per il suo rinnovo, convengono quanto appresso: il CCNL é per definizione un accordo pattizio ed é pertanto patrimonio esclusivo di tutte le Parti.
In forza di quanto sopra, qualsiasi modifica relativa alla costituzione delle Parti di cui al CCNL o qualsiasi estensione pattuita ad altre Parti diverse da quelle stipulanti non può avvenire se non con il consenso espresso di ciascuna delle Parti medesime.
Ciascuna delle Parti si impegna altresì a non negoziare altro CCNL per le stesse attività; tale accordo ha validità per la vigenza contrattuale e si considererà automaticamente rinnovato qualora non intervenga richiesta di revisione da una delle Parti; in caso di inosservanza di quanto sopra pattuito il presente accordo si considera immediatamente decaduto.
Stato e prospettive del sistema forestale nazionale
Il bosco costituisce una preziosa risorsa di riequilibrio ambientale e un fattore importante di sviluppo economico-sociale.
Gli scarsi risultati sinora ottenuti dalle politiche settoriali impongono la necessità di superare la logica di interventi sporadici e disarticolati, dimostratisi incapaci di promuovere un reale sviluppo.
É anzitutto necessaria una reale rivalutazione, anche culturale, delle molteplici funzioni del bosco (protettiva, produttiva, ricreativa) e degli aspetti sociali ed economici legati alle attività forestali ed idraulico-agrarie in grado di collocarle nel quadro delle politiche economiche e produttive.
Salvaguardia del territorio e dell’ambiente, uso plurimo e produttivo del patrimonio boschivo, stabilità dell’occupazione e valorizzazione della professionalità degli addetti devono rappresentare gli obiettivi fondamentali di una nuova politica forestale, che deve adottare la programmazione degli interventi e l’attivazione di tutte le sinergie possibili come vincoli determinanti per la produttività sociale ed economica del settore.
Gli operai forestali che operano prevalentemente in zone montane, anche se non concorrenziali sul piano numerico, sono fondamentali sul piano dell’equilibrio territoriale perché contribuiscono a custodire vaste zone che assicurano un ruolo vitale per la sicurezza delle città e delle campagne di pianura attraverso i complessi sistemi idrogeologici ed ecologici del nostro Paese.
Fondamentale, quindi, é l’impiego di tali maestranze nella sistemazione della difesa del suolo, come l’attività di prevenzione e presidio territoriale. Il ripristino delle condizioni di agibilità del territorio montano in dipendenza di particolari eventi meteorici od altre calamità naturali.
É in atto un sostanziale ripensamento di natura organizzativa che rivaluti i lavoratori al fine di favorire il controllo ed il mantenimento degli equilibri idrogeologici del territorio nella sua componente piu` fragile e delicata: quella montana, appunto.
In questo contesto non si può prescindere dall’esame delle politiche di settore, sia comunitarie che nazionali.
Il Regolamento CE n. 1698/05 del 20 settembre 2005 che determina i lineamenti operativi e le risorse finanziarie per il periodo 2007/2013 - prevede il sostegno a metodi di gestione del territorio incoraggiando i detentori di aree forestali ad adottare criteri di utilizzazione del suolo compatibili con le esigenze di salvaguardia dell’ambiente naturale, del paesaggio e di protezione delle risorse naturali.
In questa ottica le foreste offrono molteplici vantaggi che vanno dalla fornitura di materie prime (legname) rinnovabili ed eco-compatibili alla conservazione della biodiversità, al ciclo globale del carbonio, dall’equilibrio idrogeologico, alla difesa dell’erosione oltre a rendere un servizio sociale e ricreativo alla popolazione urbana.
In questa prospettiva, i selvicoltori e detentori di aree boschive non appaiono solo come prodotto di beni materiali fondamentali, ma come custodi del territorio, nella sua identità fisica e nel suo spessore culturale, ed il territorio non può sopravvivere alle sue funzioni di utilità senza chi lo lavora.
É una consapevolezza che fa vedere le cose in termini di efficacia e interdipendenza. L’aggancio della selvicoltura al piu` ampio comparto ambientale e il suo inserimento a pieno titolo nella politica di sviluppo rurale, presuppone che al piano strategico comunitario messo in atto con il nuovo regolamento 1698/2005, si affianchi il piano strategico nazionale, così come previsto dall’art. 11 del detto Regolamento, con il coinvolgimento degli enti territoriali pubblici (regioni, province, comunità montane, comuni) e delle Parti economico-sociali con impiego di mezzi finanziari in un contesto di parternariato.
La politica europea é infatti rivolta al raggiungimento di determinati obiettivi quali:- l’importanza del settore forestale quale elemento strategico per lo sviluppo rurale;- la tutela dell’ambiente attraverso la messa in opera di interventi di forestazione;- il ruolo socio economico della foresta;- l’impegno dell’Unione europea in ambito internazionale per contrastare il degrado forestale;- l’importanza dell’utilizzo delle biomasse forestali, non solo a fini energetici, per il controllo dell’inquinamento da anidride carbonica;- l’incentivazione all’utilizzo dei prodotti legnosi ed alla loro certificazione ed il sostegno alla competitività dell’industrie operanti del settore del legno.
Anche il D.L. 227/2001, riconoscendo le fondamentali necessità di legare la politica forestale da attuarsi in ambiti nazionali agli impegni sottoscritti a livello internazionale e riconducibili al principio della gestione forestale sostenibile, individua delle linee guida che hanno per riferimento i seguenti obiettivi:- tutela dell’ambiente;- rafforzamento delle competitività delle filiere foresta-legno;- miglioramento delle condizioni socio-economiche degli addetti;- rafforzamento della ricerca scientifica.
In questo quadro, la programmazione regionale in materia di forestazione assume un valore di assoluta rilevanza anche ai fini degli obbiettivi di qualificazione e tutela ambientale perseguiti dalla riforma della Politica agricola comunitaria, in particolare per quanto riguarda il cosiddetto “II Pilastro”.
Inoltre, anche le carenze della politica forestale nazionale potranno essere finalmente superate, attraverso la piena attuazione della legge sulla montagna e dalla rivisitazione di un piano forestale nazionale oltretutto da tempo disatteso, capace invece di divenire uno strumento multifunzionale in grado di valorizzare gli aspetti culturali-economici e paesaggistici del patrimonio forestale.
In questo contesto, le attività di rimboschimento dovranno orientarsi all’insediamento di pregiate essenze forestali sfruttabili industrialmente e alla riconversione del bosco ceduo per incrementare l’utilizzo da parte dell’industria cartaria e l’utilizzo delle biomasse al fine di incrementare le fonti energetiche alternative.
Il nostro Paese ha estremo bisogno di un aumento della superficie boscata e di un piano ben coordinato tra Stato e Regioni per nuovi rimboschimenti, che potrebbero assicurare oltre al consolidamento degli attuali livelli occupazionali, anche un ulteriore incremento degli stessi.
Per questo le Parti firmatarie del CCNL lavoratori forestali ritengono necessaria la realizzazione di modifiche significative all’attuale sistema di presenza istituzionale, di intervento gestionale e di uso delle risorse finanziarie, che favorisca il superamento della disarticolazione e della frammentarietà della politica di settore.
Fermo restando il ruolo del Governo centrale, in raccordo con le politiche comunitarie, di coordinatore della programmazione di concerto con le regioni, tali modifiche dovrebbero riguardare:
- l’istituzione di un Osservatorio nazionale con compiti di monitoraggio e di indirizzo costituito da rappresentanti istituzionali, scientifici, imprenditoriali e sindacali;
- la competenza delle regioni alla elaborazione delle politiche forestali nel quadro degli indirizzi nazionali e comunitari, anche in riferimento alle misure ed interventi che hanno addentellati alla valorizzazione dell’ambiente e del territorio, riconoscendo altresì lo specifico ruolo delle comunità montane;
- l’individuazione dei bacini forestali quali unità di gestione e la costituzione di strutture operative, anche a partecipazione mista, previste dalla legislazione vigente (imprese forestali, consorzi, ecc.) vale a dire la vera impresa agro-ambientale che opera e vive anche nelle aree marginali e contribuisce alla creazione di ricchezza e opportunità economiche;
- il consolidamento e lo sviluppo delle imprese esistenti e la promozione di nuova imprenditorialità anche associata capace di cogliere e valorizzare le opportunità produttive anche ai fini di un incremento dell’occupazione;
- la sollecitazione degli organi preposti regionali a ricomprendere, nell’ambito della revisione di medio termine dei POR (piani operativi regionali) e PRS (piani di sviluppo rurale) misure che sostengono le attività di particolare interesse per la gestione associata;
- la costituzione dei fondi forestali regionali, nei quali fare confluire tutte le risorse finanziarie disponibili, prevedendo tra l’altro forme di finanziamento finalizzato alla manutenzione del bosco ed aventi carattere di continuità.
Solo in tale quadro é possibile e attuabile una politica attiva del lavoro basata sulla stabilità e sulla valorizzazione della professionalità degli addetti. Professionalità sicuramente da migliorare attraverso percorsi formativi da promuovere e che non potranno che giovarsi dell’introduzione di tecnologie non piu` rinviabili per una moderna gestione delle aree boscate.
In questo contesto i percorsi formativi devono tendere anche a realizzare, in linea con le disposizioni comunitarie e gli obiettivi della programmazione PSR 2007/2013, interventi innovativi in tema di difesa del territorio e valorizzazione, economico-produttiva, delle risorse paesaggistiche e naturalistiche e quelle della produzione di biomasse forestali.
Il perseguimento della stabilizzazione occupazionale deve altresì legarsi ai processi di avanzamento e di crescita dell’intervento e strutturarsi in modo flessibile, conquistando un arco annuo lavorativo complessivo nel settore che utilizzi le diverse opportunità che si offrono.
Opportunità sempre maggiori dovute tanto all’attuazione delle norme sulla modernizzazione dell’agricoltura che alla sempre piu` diffusa consapevolezza dell’importanza del settore forestale quale fattore di presidio e tutela del territorio, valorizzazione delle risorse turistico-ambientali, anello fondamentale delle poli...
Rinnovo del CCNL nel 2021
Il 09 dicembre 2021 dopo 10 anni dalla scadenza e 2 anni di trattativa serrata è stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del CCNL per i lavoratori dipendenti che esercitano attività di sistemazione idraulico-forestale e idraulico agraria per il quadriennio gennaio 2021 dicembre 2024.
Principali novità introdotte dal rinnovo del CCNL:
- Sfera di applicazione (Art.1): In recepimento a quanto previsto dal Testo Unico in materia di foreste e filiera forestale sono state aggiunte nuove attività settoriali (arboricoltura da legno, pratiche selvicolturali, filiera bosco-legno-energia, gestione forestale sostenibile/attiva, programmazione forestale); viene inoltre inserita la legge 155/2021 che stabilisce all’art.
- Relazioni sindacali (Art. 3): Il Comitato Paritetico Bilaterale Nazionale dovrà riunirsi entro 6 mesi per confrontarsi sulla promozione e lo sviluppo delle competenze.
- Appalti e terziarizzazione (Art. 5bis): Inserito il riferimento al DLgs n.136/2016 e successive modifiche, per garantire l’applicazione dei contratti di lavoro sottoscritti dalle OO.SS. più rappresentative del settore delle aziende appaltatrici e di tutte le norme previdenziali ed infortunistiche. L’impresa committente inoltre, dovrà verificare la regolarità contributiva dell’impresa appaltatrice.
- Orario di lavoro: Nuovi articoli 12 bis 19 bis Ferie solidali: possibilità di cedere dei giorni di ferie a colleghi bisognosi per assistere figli coniuge o genitori anziani.
- Previdenza complementare (Art. 38 e Art. 51): I tre giorni di permesso per decesso sono allargati anche agli affini e potranno essere usufruiti per ogni singolo evento.
- Assunzione (Art. 46): Per i lavoratori che nei 12 mesi precedenti abbiano almeno 180 giornate di lavoro effettivo presso lo stesso datore di lavoro, diritto precedenza per le assunzioni a tempo indeterminato con garanzia di una durata minima del rapporto di 181 giornate lavorative (diritto da esercitare entro 60 gg).
- Retribuzione (Art.52): Gli aumenti salariali verranno erogati in due tranche.
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