Guido Catalano spiazza con questo incipit durante la presentazione alla Ubik di Foggia: “Non è un saggio su cosa fanno le femmine”.

Il suo ‘Cosa fanno le femmine in bagno?’ (Feltrinelli, 2024) per la terza di copertina è “una ballata tristallegra”, un “pomanzo” (un po’ poesia un po’ romanzo) aggiunge lui.

E man mano che Catalano legge alcuni spassosissimi stralci del suo pomanzo, capisci la cosa più importante: Guido è spiazzante, è un uragano - lo è sempre stato - e non puoi prevedere le sue mosse.

Sono tre, o meglio, due e mezzo dal momento che l’adulto fa da narratore e non agisce mai se non nelle ultime pagine.

Dunque, c’è il piccolo Guido che negli anni Settanta ha sette anni e mezzo e tanta voglia di sapere se le femmine (così si parlava in quegli anni) sono come i maschi.

Poi c’è il giovane Guido, ventenne degli anni Novanta che risolve goffamente gli incontri ravvicinati con il gentil sesso.

Un interrogativo senza tempo: cosa fanno le femmine?

È la domanda che si fa un bambino di sette anni e mezzo, maschio e che non ha mai avuto sorelle.

In realtà è una domanda che ne racchiude tante altre che riguardano cosa fanno le femmine in generale e che si farà il protagonista anche una volta diventato grande.

Si intuiscono. Me lo chiedo anch’io, soprattutto perché non ho figli.

Però credo che ci sia una base comune che è la curiosità propria dei più piccoli.

Certo, i bambini di oggi hanno uno smartphone mentre io avevo una televisione con due soli canali (poi è arrivato Berlusconi e ha fatto la rivoluzione).

Però mi piacerebbe approfondire l’argomento.

In base alla mia esperienza ti posso dire che le tappe sono le stesse, ma cambia l’approccio.

Si ‘svezzano’ prima e in maniera differente rispetto a noi bambini degli anni Settante e Ottanta.

Tuttavia, esistono le eccezioni (poche!).

Un viaggio nel tempo attraverso i ricordi

Questo è un libro che parla di viaggi nel tempo, anche se non è un libro di fantascienza. Dall’esigenza di fare dei viaggi nel tempo.

Mi piaceva l’idea di ricordare la mia infanzia e la mia post adolescenza in maniera più netta: ho cercato di ricordare la mia maestra delle elementari, i miei amici, le bambine che mi piacevano o meno.

Ecco, è stata quasi un’esperienza psicoanalitica perché mi ha permesso di trasformare la sofferenza in qualcosa di positivo, nella scrittura.

Rifarei assolutamente tutto quello che ho fatto da bambino perchè a quell’età sei istintivo.

E poi ho avuto una infanzia felice, degli ottimi genitori, insomma sono stato un bambino fortunato.

Perché è una cosa che non avevo mai fatto e perché avevo bisogno di raccontare tanto in poco spazio.

Dopo diversi errori, dai 50 anni in su, quelle cose lì ho cercato di farle nel modo che ritenevo essere giusto.

Un "pomanzo" che incanta e diverte

Come le ballate di Stefano Benni, come un William Blake stordito dalla prima cotta d’amore, Guido Catalano ci regala un giro di walzer derviscio.

Un canto (non del cigno), una ballad romantica, un mistero misterioso che finalmente, forse, verrà svelato.

Un racconto in versi intimo e strepitosamente divertente su un giovane uomo che, dal momento della crescita, dell’adolescenza, della vita adulta continua a interrogarsi sui misteri che albergano nel cuore delle donne.

Misteri che accompagnano il maschio fino alla vita adulta e iniziamo dalla domanda delle domande: Cosa fanno le femmine in bagno?

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