Quando si chiama un tecnico a casa per una riparazione, una delle domande più frequenti è se si debba pagare il diritto di chiamata e, in caso affermativo, quale sia l'importo corretto e chi lo stabilisce. La disciplina del diritto di chiamata varia a seconda che l'intervento riguardi un bene coperto da garanzia o meno.
Cos'è il Diritto di Chiamata?
Il diritto di chiamata è la somma che deve essere corrisposta al tecnico specializzato che si reca direttamente al domicilio del consumatore per valutare un elettrodomestico o un impianto che ha smesso di funzionare. Questo importo è dovuto indipendentemente dall'effettiva riparazione del bene. In pratica, è un corrispettivo che va pagato al tecnico per il semplice fatto di essersi recato sul posto su richiesta del cliente, anche se la riparazione non viene eseguita.
Cosa Comprende il Diritto di Chiamata?
Non esiste una legge che stabilisce in modo univoco gli importi del diritto di chiamata e le voci che lo compongono. Tuttavia, generalmente, questo importo copre diverse spese sostenute dal tecnico, tra cui:
- Il tempo impiegato per raggiungere il luogo dell'intervento.
- L'usura del mezzo di trasporto utilizzato.
- Il costo del carburante.
- I costi per l'aggiornamento professionale e la garanzia di tracciabilità dell'intervento.
Quindi, il diritto di chiamata serve a rimborsare al tecnico i costi che deve sostenere per verificare se c'è stato effettivamente un guasto oppure no.
Quando Non si Deve Pagare il Diritto di Chiamata?
Quando si acquista un elettrodomestico, la normativa di riferimento è il Codice del Consumo. Ai sensi dell'art. 130 del Codice del Consumo, il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. In caso di difetto, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, oppure ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto.
Se il bene acquistato presenta difetti entro il termine biennale di garanzia, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione senza dover sostenere alcuna spesa. Non possono gravare sul consumatore le spese per la spedizione, la manodopera del tecnico o i pezzi necessari per la riparazione.
Eccezioni alle Garanzie
La regola della garanzia biennale subisce delle eccezioni in alcuni casi specifici:
- Danno Estetico: In genere, dopo una settimana dall'acquisto, non si può chiedere la riparazione o la sostituzione per un danno puramente estetico.
- Usura Normale: Alcuni pezzi dell'elettrodomestico soggetti a normale usura, come la gomma dell'oblò della lavatrice, se sostituiti, devono essere pagati.
- Danni Provocati dal Consumatore: La garanzia non copre i danni causati dal consumatore stesso.
In tutti questi casi, il consumatore potrebbe dover pagare il diritto di chiamata e le spese di riparazione.
Quando si Deve Pagare il Diritto di Chiamata?
Il costo del diritto di chiamata deve essere sostenuto dal consumatore quando la garanzia biennale è scaduta, a meno che non si sia deciso di pagare un sovrapprezzo per estenderne la durata. Quindi, se un elettrodomestico si guasta dopo la scadenza della garanzia, il tecnico che interviene per valutare e riparare il problema deve essere pagato.
Come Conoscere le Tariffe?
Per conoscere le tariffe richieste dai tecnici per la chiamata, è possibile rivolgersi alla Camera di Commercio locale. In genere, le tariffe variano dai 30 agli 80 euro, ma possono essere più alte in caso di interventi urgenti, notturni o festivi.
Come Tutelarsi dagli Abusi?
Federconsumatori suggerisce alcune precauzioni per evitare abusi:
- Se la richiesta del diritto di chiamata non è stata anticipata, non va pagato.
- Una cifra accettabile è quella corrispondente a un'ora di lavoro (da 25 a 35 euro), come indicato nella raccolta degli Usi e consuetudini della Camera di Commercio.
- Se la cifra supera i 50 euro e non assorbe le ore lavorate, è meglio rivolgersi ad altri tecnici.
In caso di problemi, è consigliabile avvertire l'artigiano dell'intenzione di chiedere chiarimenti alle Associazioni di categoria e alla Camera di Commercio locale.
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