San Casciano dei Bagni, rinomato borgo termale, è caratterizzato dalla presenza di numerose sorgenti di acque sulfuree diffuse in tutto il suo territorio.

La conformazione urbanistica di San Casciano dei Bagni disegna in modo naturale un percorso che accompagna dolcemente alla scoperta degli angoli più belli. E’ un percorso circolare, così come il centro storico si pone intorno alla sommità del colle dove è posto e alla Collegiata che ne segna il vertice con il proprio campanile.

Furono gli Etruschi a fondare le prime strutture dedicate allo sfruttamento delle acque termali. Sotto la dominazione dei Romani, veri cultori del genere, le proprietà curative di queste acque iniziarono a essere utilizzate in modo sempre più massiccio, come testimoniato dalla presenza di numerosi reperti affiorati nella zona.

Lungo il corso dei secoli, le terme continuarono poi a richiamare visitatori da ogni parte d'Europa, attratti dalla possibilità di risolvere i propri malanni grazie alle proprietà delle acque di San Casciano.

La continua presenza di rappresentanti della nobiltà italiana e internazionale, dovuta alla presenza degli stabilimenti termali, ebbe come conseguenza quella di arricchire San Casciano anche dal punto di vista architettonico, qui infatti le facciate delle abitazioni sono abbellite da fini decorazioni scolpite.

A dominare la prima immagine che si ha di San Casciano dei Bagni è il castello con le sue mura e l’elegante torre, integrato così perfettamente nell’ambiente circostante che non fa supporre di essere stato costruito agli inizi del XX secolo. All’entrata del paese, in piazza Matteotti, è situato il Castello Turrito edificato nel 1911, proprietà della famiglia dei Bologna, dalle antiche origini borghesi. Con il suo aspetto imponente e medievale, caratterizza tutto il paese, ed è visibile da ogni punto del circondario.

Da piazza Matteotti, come in una terrazza si può ammirare uno dei panorami più belli della campagna toscana.

Cosa Vedere a San Casciano dei Bagni

Il dedalo di stradine del borgo storico, d’impianto medievale con resti della cinta muraria, ruota attorno alla cinquecentesca collegiata di S. Leonardo e al suo campanile.

Insigne Collegiata di San Leonardo

Fra i più importanti luoghi di culto da visitare nel borgo, il principale è quello dell’Insigne Collegiata di San Leonardo, la cui struttura e aspetto sono stati più volte modificati nel corso dei secoli.

E’ la chiesa principale di San Casciano. Nel corso dei secoli ha più volte mutato sia la struttura architettonica, sia l’organizzazione ecclesiastica che la governava. Inizialmente era retta da quattro sacerdoti detti Pensionieri di San Guglielmo, in quanto dipendevano da un convento di monaci Guglielmiti posto nei pressi della località Acerona.

La dedicazione della chiesa a San Leonardo va forse ricercata proprio alla venerazione del santo presso il convento dell’Acerona. Nel 1618 la chiesa venne elevata al rango di Insigne Collegiata, ad essa faceva capo un Capitolo da sette sacerdoti: l’Arciprete, che era la massima dignità capitolare, e sei Canonici.

La nomina dell’Arciprete e dei Canonici spettavano alla Comunità, la quale aveva lo jus padronato della chiesa di S. Leonardo. Oltre ai canonicati, ai quali si aggiunse in seguito quello della Desponsazione di Cristo, esistevano anche cinque Benefizi, questi erano di padronato di alcune illustri famiglie sancascianesi, le quali provvedevano per proprio conto a nominare i sacerdoti che ne avrebbero assunto la titolarità.

I secoli XVII e XVIII rappresentarono il periodo di massimo splendore per la Collegiata, frequentata da vescovi e cardinali sia italiani che stranieri, i quali venivano a San Casciano per le cure termali.

La Collegiata di San Leonardo ha subito nei secoli varie modifiche nella propria struttura architettonica. Nella sua forma originaria la chiesa doveva essere disposta secondo l’asse ovest/est, in luogo dell’attuale sud/nord, con ingresso sul lato occupato oggi dall’Oratorio di S. Antonio, come testimonia il ritrovamento dell’attuale portale proprio su quel lato, lo stile utilizzato era senz’altro quello gotico, con abbondanza di elementi di travertino lavorato, come testimoniano, oltre il portale, resti di cornici e colonne.

In seguito gli fu dato l’orientamento attuale, probabilmente nel ‘500 quando fu fondata la Compagnia di S. Antonio ed edificata la relativa chiesa. Il campanile fu edificato nel 1606.

Chiesa Sant’Antonio

Tra gli altri edifici che meritano una visita vi sono la Chiesa Sant'Antonio, quella paleocristiana di Santa Maria della Colonna, edificata sui resti di un tempio pagano, e infine la Chiesa di San Michele Arcangelo, forse il monumento più suggestivo del comune.

Nella chiesa di S. Antonio, adiacente alla Collegiata, aveva la propria sede la Compagnia di S. Antonio, fondata tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. La Compagnia possedeva inoltre due Spedali, uno in paese e l’altro accanto alla Chiesa di S. Maria della Colonna alle Terme, ogni Spedale era tenuto da uno spedaliere eletto dal Consiglio della Compagnia.

Anche la chiesa di Sant’Antonio subì varie modifiche architettoniche, particolarmente nel XVIII secolo. Nel 1741 venne spostata la scalinata che la collegava alla Collegiata, la quale si trovava originariamente a lato dell’altare centrale intitolato a San Cassiano.

Nel 1748 si ebbero i maggiori lavori che modificarono l’aspetto interno della chiesa, alla quale venne dato un aspetto barocco grazie alla realizzazione dell’abside circolare e delle colonne in finto travertino. Dieci anni dopo mastro Pietro Sperone terminò gli stucchi che ornano l’abside. All’interno è conservata una statua lignea raffigurante la Madonna con Bambino.

Palazzo Comunale

Originariamente era utilizzato come Palazzo di Giustizia, sede degli organi amministrativi del Comune e residenza del Podestà. La realizzazione dell’adiacente castello ne ha modificato la struttura originale.

La facciata e l’atrio sono ornati dagli stemmi di alcuni Podestà di San Casciano. Nella parte sinistra della facciata c’è una colonna dove sono riportate le unità delle antiche misure di lunghezza sancascianesi. Nell’atrio sono conservati altri stemmi dei Podestà ed un architrave del XVI secolo con lo stemma del Comune.

Nella stanza del Sindaco è conservata un urna funeraria etrusca in terracotta.

Torre di Celle

La torre probabilmente faceva parte del cassero del castello di Celle. Il centro storico conserva una singolare struttura urbanistica a pianta quadrangolare con vie ampie perfettamente diritte e una grande piazza senza proporzione rispetto alle attuali dimensioni del paese.

Castello di Fighine

La Repubblica di Siena, avuto definitivamente Fighine, commissionò nel 1446 a Biagio De Stinis l’ampliamento del castello in modo che avesse pianta quadrangolare, delimitato ai vertici dalla torre vecchia (quella quadrangolare, adattata alle nuove esigenze militari grazie alla realizzazione del confesso o contrafforte ed alla riparazione dei merli e dei beccatelli), dalla torre maestra, dalla torre mezza tonda e dalla torre detta “saracinesca”, quest’ultima anche se non nominata nei documenti sopra riportati è documentata in altri successivi e probabilmente proteggeva l’ingresso del cassero.

Fu inoltre sbassato un rilievo di terra sulla parte occidentale, in quanto esso costituiva l’unico reale pericolo per un attacco con artiglierie. Il colpo di mano delle truppe pontificie del 1451 interruppe i lavori, anche se questi erano ormai stati ultimati nelle loro linee essenziali. Nel 1466 la Repubblica di Siena inviò il Maestro Giovanni Gori di San Quirico a Fighine per ultimare i lavori.

Le Terme di San Casciano

San Casciano dei Bagni è noto per le vicine terme, le cui acque sono consigliate per la cura delle malattie reumatiche. Il monumento più antico si trova alle porte del centro termale ed è il Tempietto Pagano del IV sec. dedicato alla dea della salute Igea.

Le acque termali di San Casciano erano certamente in gran considerazione presso gli antichi, come testimoniano gli autori dei trattati sulle terme che si sono succeduti nei secoli, e come confermano gli studi contemporanei. Del resto le testimonianze archeologiche lo confermano, anche se dobbiamo per lo più affidarci alle memorie dei nostri avi per la mancanza di ricerche ai nostri giorni.

Come tutti i luoghi termali anche San Casciano affrontò il periodo di decadenza dell’Alto Medioevo, subendo una drastica riduzione demografica ed urbanistica. Ma a differenza di altre località restò saldamente ancorato alla sua identità, conservando sia importanti resti delle strutture termali antiche, sia la memoria dell’uso delle acque se si pensa che nei documenti del X secolo troviamo il toponimo “ad balneo”.

E’ logico quindi che alla ripresa della pratica delle cure idroterapiche del XIII secolo si venga a trovare in una posizione di primo piano nell’ambito termale italiano. Ai suoi “molti bagni” Ugolino da Montecatini dedicò un’ampio spazio nel suo“Tractatus de Balneis” (1417).

Dalla legge sulle attribuzioni all’Operaio delli Buttini, Fonti e Bagni del 1590 si rileva che San Casciano e San Filippo sono i Bagni principale dello Stato di Siena e quindi come tali devono essere visitati tre volte l’anno (gli altri solo due).

La vera ripresa del termalismo sancascianese si ha nel XVII secolo e per tutto il successivo. In questo periodo la nostra cittadina è meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea. Gli illustri bagnajoli sono ospitati nelle case dei sancascianesi, e si trattengono per almeno due settimane, il ciclo minino di cure indicato dalle pratiche terapeutiche dell’epoca.

Il XIX si apre con una ventata di novità in campo termale proveniente da Francia e Germania, è la stagione dei grandi stabilimenti termali, autosufficienti e con tutti i comfort, adatti all’emergente borghesia industriale. San Casciano non riesce ad adeguarsi e quindi ben presto viene tagliato fuori dal grande giro delle terme italiane.

A pochi minuti da San Casciano dei Bagni si trova Fonteverde, un elegante centro termale e resort 5 stelle, affacciato su calanchi e verdi colline.

Nei Dintorni di San Casciano dei Bagni

A nord-ovest di San Casciano si trova il borgo di Celle di Rigo, il cui nome potrebbe derivare da “celle sacre” o “celle vinarie”, in riferimento alle grotte che si trovano sotto il paese che oggi sono state adibite a cantine. Per la sua posizione strategica, questa piccola frazione è stata nel corso dei secoli un importante presidio militare e di scambi commerciali.

A separare la Valdichiana dalla Val d’Orcia si erge il Monte Cetona. Qui all'inizio del secolo sono state fatte le prime ricerche archeologiche e i numerosi ritrovamenti sono conservati nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e il Parco Archeologico Naturalistico, dove si possono visitare anche le cavità abitate nella Preistoria e nelle epoche successive da santi ed eremiti.

Ogni anno, a maggio, la piccola frazione di Celle sul Rigo ospita la Sagra dei Pici, la più antica festa dedicata a questa specialità del senese. L’antico e caratteristico borgo è situato nel punto più meridionale della provincia di Siena, dove le ultime propaggini delle colline toscane si fondono con il paesaggio dell’Umbria e del Lazio, a ridosso dei monti Cetona e Amiata.

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