Sembra una leggenda uscita da un vecchio libro di fiabe, e invece è tutto vero (o quasi): tra le carte del Corpo Forestale dello Stato è spuntato un curioso fascicolo dal titolo inequivocabile - “Gnomi e fate dei boschi”.

Ed è proprio attorno a queste storie che la zona ha costruito un turismo fiabesco, con sentieri tematici (come il Sentiero degli Gnomi o il Bosco di Gnomo Mentino), pacchetti vacanza, attività per famiglie e gadget a tema.

E non sono solo i turisti ad alimentare questa atmosfera incantata. Gli anziani del posto raccontano da sempre di fate, orchi, draghi e santi che abitano i boschi dell’Appennino.

Alla fine, che si tratti di fantasia, suggestione o di qualcosa che sfugge alla nostra razionalità, poco importa. C’è uno gnomo che ormai da tanto tempo abita i boschi di Bagno di Romagna.

Gnomo Bagnolo: Un Abitante Speciale del Bosco

Gnomo Bagnolo non è solo un semplice abitante del bosco, ma anche un vero e proprio avventuriero e protagonista di mille storie da raccontare. Da sempre impegnato ad aiutare gli amici animali e a proteggere l’ambiente, Bagnolo segue sempre gli ideali di fedeltà e rispetto reciproco.

Le sue giornate sono ricche di incontri con le creature che abitano i boschi ed è sempre pronto ad aiutarle in caso di bisogno. La sua casa, nascosta tra gli alberi, è un luogo di pace dove si possono ascoltare le tante leggende e misteri della foresta.

Bagnolo protegge tutto l’ecosistema della foresta e cerca di mantenerlo sano e pulito così che piante e animali possano crescere e vivere in tranquillità. Cerca, inoltre, di insegnare ai suoi amici umani lo stesso.

Inoltre, quando va a fare la sua solita passeggiata pomeridiana nel Sentiero, rimane meravigliato dalla natura che lo circonda e di quanto questa sia importante per tutti gli esseri viventi che popolano la terra.

Gnomo Bagnolo è anche molto goloso di tutti i prodotti tipici di Bagno di Romagna, dai tortelli alla lastra alle castagne, che spesso va a cercare nel bosco insieme ai funghi e ai tartufi.

Anche se è un grande amante della cucina locale, Bagnolo non rinuncia mai a mantenersi in forma. Adora la vita all’aria aperta e non si priva mai di una corsetta nei boschi con i daini o di una gara nel salto della corda con le lepri. Lo sport per lui è un modo di stare bene e per godersi a pieno la natura che lo circonda.

Se desiderate scoprire di più su Gnomo Bagnolo e i suoi amici, non perdetevi le attività legate a questo magico mondo, pensate per grandi e piccini. L’appuntamento per il 2025 è fissato a sabato 6 e domenica 7 settembre.

Avvistamenti e Leggende nell'Appennino Tosco-Emiliano

Le magiche creature tipiche dei Paesi del Nord Europa sono “migrate” anche da noi e pare si nascondano, prevalentemente, sull’Appennino tosco-emiliano. Alcuni sono stati anche fotografati e pare prediligano i boschi più incontaminati ma non sarebbe difficile incontrarli. Folletti, elfi e gnomi imperversano anche nei boschi italiani!

Il fatto a prima vista è sembrato, a chi ha consumato le suole delle scarpe per svolgere il lavoro di umile cronista, una bufala o una fake news come si è soliti dire oggi. In un secondo momento è sembrato poter essere il frutto di un colpo di sole molto violento. Possibile in questo inizio di agosto che più torrido non si può.

Ed invece, dopo attenta verifica delle fonti, abbiamo constatato che la notizia è vera, anche se può essere sconvolgente per gli animi più razionali. Anche nel nostro Bel Paese, chi l’avrebbe mai pensato, si possono trovare folletti e gnomi, creature magiche e leggendarie, che hanno proliferato nei racconti fantastici e che ascoltavamo a bocca aperta durante la nostra infanzia.

Quando bastava un attimo soltanto per trovarci catapultati in atmosfere oniriche e fiabesche ed in immagini perdute nel tempo. Folletti, elfi e gnomi sembrano essere molto diffusi in Irlanda, come hanno spesso raccontato gli abitanti del posto.

Fanno parte della tradizione popolare e gli irlandesi credono davvero nella presenza di questi esseri leggendari. Nell’immaginario popolare sono figure mistiche e magiche, a volte anche dispettose ma anche preziose quasi come un portafortuna.

Il fenomeno col passaparola e col web è diventato virale, tanto che sono stati molti i viaggiatori che, zaino in spalla e famigliola alle calcagna, sono partiti alla scoperta dei boschi magici d’Irlanda per avvistare le creature leggendarie tanto decantate dal folklore popolare.

Questi mitici personaggi non sono avvistabili solo nell’Isola di Smeraldo, così denominata per via delle molteplici sfumature di verde che rendono particolarmente suggestivi sia i selvaggi tratti costieri che i meravigliosi paesaggi naturalistici. Poiché non ci facciamo mancare nulla, hanno deciso di farci visita.

Quindi anche noi abbiamo i nostri elfi, folletti e gnomi. Pare che abbiano preferito collocarsi nei luoghi più belli del nostro Paese, dove più ricca e rigogliosa è la natura. In giro si mormora che ci siano stati avvistamenti nei boschi più suggestivi e fitti, attraverso i quali si sono, poi, susseguite storie e leggende.

Molti, trafitti da una grande nostalgia dell’infanzia, hanno deciso di comportarsi per un attimo come bambini e di intraprendere questo viaggio fiabesco alla ricerca della magia. Uno dei luoghi che sta suscitando interesse è il Bosco Monumentale del Sasseto di Torre Alfina in provincia di Viterbo.

Questo luogo è conosciuto come Bosco delle Fate ed è contraddistinto da alcuni sentieri incantevoli, da dove è possibile esplorare la zona. Voluti dal Marchese Cahen, proprietario del bosco alla fine dell’800, questi vialetti hanno trasformato l’area in una sorta di giardino magico che lascia basiti grandi e piccini.

Anche nel Veneto, a Montegrotto Terme, esiste un Bosco delle Fate. Qui c’è un parco alberato dove quotidianamente vengono messe in scena fantasia, magia e tradizione popolare. Non lontano da Trento c’è il Bosco degli Gnomi al Pian del Gacc, un altro luogo affascinante e seduttivo che ha dell’incredibile.

Pare che sia l’appennino italiano ad essere stato visitato nel corso degli anni da queste fantastiche creature. Gli avvistamenti registrati sono contenuti in un fascicolo detenuto dal Corpo Forestale dello Stato. Secondo voce di popolo le creature che abbondano nelle fiabe e leggende popolari sembrano preferire l’Appennino Tosco-Romagnolo.

Ad esempio San Pietro in Bagno e Bagno di Romagna. Per facilitare gli avvistamenti, in quest’ultima località, è stato predisposto un sentiero ad hoc nel Parco dell’Arminia. Stiamo parlando del Bosco incantato di Gnomo Mentino, pieno di querce, carpini e aceri e dove ci si trova immersi tra casette di legno e sculture suggestive, proprio come in una fiaba.

L’alchimista medioevale Paracelso, nel 1493, descrisse per primo la figura dello gnomo, derivando il nome dal greco “gnosis”, conoscenza. Piccoli ma saggi, sapienti e tecnicamente molto abili, convivono con noi in ogni cultura e il rapporto con loro è spesso contrastato.

Dalle favole fratelli Grimm ai racconti di Tolkien tutti da bambini ci siamo nutriti della loro immagine ma poi, crescendo, li abbiamo relegati ai margini del nostro immaginario, sempre più scettico e pragmatico. Gli gnomi incarnano un grande legame con una terra ed una natura che noi abbiamo ormai smesso di rispettare, incapaci di sentirne le sofferenze che quotidianamente le infliggiamo.

Leggenda vuole che, nel Natale del 1782 un gruppo di gnomi giunti errabondi dalla gelida Norvegia, si stabilì nel bosco dell’Arminia chiedendo ed ottenendo ospitalità dagli abitanti di Bagno di Romagna.

Ovviamente gli gnomi infreddoliti rimasero incantati dalle deliziose temperature delle tre fonti termali che ancora oggi sgorgano a quarantacinque gradi che alimentano anche i fanghi termali. Oggi, nei pressi dell’antico borgo di Bagno di Romagna, dai giardini pubblici di via Savio, parte il sentiero che si snoda per due chilometri attraverso un fitto bosco e che conduce al regno di Gnomo Savio, dove tutto può succedere, a patto di essere “puri di cuore” riuscendo a ritrovare quella magia naturale che solo i bambini hanno e che crescendo tutti perdiamo.

Il picnic degli gnomi è un’altra meravigliosa esperienza sensoriale offerta dal Percorso. Gnomi, fate, elfi, orchi e streghe. Personaggi che popolano fiabe e leggende della tradizione, ma anche i boschi di una zona ben precisa del nostro Paese.

Incontri Ravvicinati: Avvistamenti Documentati

Fantasia o realtà? Che cosa dice? Abbiamo guardato dentro quel fascicolo. Il suo contenuto? In alcuni casi fa sorridere, in altri no. Inquieta la fotografia scattata da G.F., banchiere di Cesena, in viaggio di notte con la moglie per raggiungere la sua baita all'interno della Foresta della Lama, nell'Appennino forlivese.

Costretto a fermare l'auto e a scendere dalla vettura per montare le catene da neve ha visto “qualcosa”, un essere dalla sembianze umane, carponi e intento a mangiare neve. La sua fotografia, nel fascicolo della Forestale è classificata come “elfo” per via delle orecchie allungate che si intravedono.

La foto è sfocata, il negativo mai consegnato, ma secondo alcune fonti "il testimone sarebbe una persona seria e attendibile". Che poi quello sia proprio un elfo, tutto da dimostrare. Potrebbe essere un caso di pareidolia (la tendenza istintiva e automatica a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate) o un fotomontaggio.

C'è anche chi è convinto che si tratti di un poltergeist, lo spirito di un ragazzino morto anni prima ucciso da un mugnaio e che si aggira senza pace nella zona. La foto del fantomatico Elfo contenuta nel fascicolo della forestale. E ne fornisce una descrizione “da manuale”, anche troppo: sembianze umane e abbigliato con casacca azzurra, pantaloni marroni, stivali di pelo beige, cappello rosso e barba bianca.

Il Sentiero degli Gnomi: Un'Esperienza per Tutta la Famiglia

DOVE SI TROVANO? Ma perché in caso di avvistamento si va alla Forestale? Se avete figli o nipotini che vi fanno domande su gnomi, e folcloristici personaggi che popolano il sottobosco, c’è un posto nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che fa per voi, e soprattutto per loro: il sentiero degli gnomi.

Secondo un’antica credenza il Bosco dell’Armina a Bagno di Romagna, sarebbe abitato dagli gnomi.Per i più piccoli rappresenta un’occasione per poter curiosare tra casette e personaggi di questo mondo incantato, e per gli adulti una possibilità di tenersi in forma a stretto contatto con la natura.

Il percorso è breve, ma ci sono alcune salite di una certa pendenza, e considerando le asperità, non è adatto a portare passeggini; fattori da tenere in considerazione per chi ha limitazioni legate all’accessibilità.

Il bello del sentiero degli gnomi, oltre alla piacevole immersione naturalistica nello scenario di cui fa parte, è sbirciare le installazioni che vi si trovano disseminate, talvolta anche alzando lo sguardo sui tronchi d’albero.

Le prime in cui ci si imbatte sono l’ufficio postale, con una sezione apposita per la corrispondenza con Gnomo Bagnolo (una sorta di autorità del posto), la miniera, e la cava delle pietre calde.

Bagno di Romagna, come suggerisce anche il nome, è un’area termale, un borgo medievale nel cuore dell’appennino particolarmente rinomato per soggiorni benessere.

Le infrastrutture gnomesche (molto “infra”), spaziano in vari ambiti: la scuola, il mulino castagnolo, la fonte della lunga vita, la grotta dell’acqua calda, l’antico pozzo dei desideri, la gnomoteca, l’ostello dello gnomo stanco, e soprattutto: l’osteria del buon bere ma non troppo …

Durante la passeggiata nel bosco puoi incontrare l’osteria del bere ma non troppo! Abbiamo notato come la biblioteca sia assai più piccola degli edifici destinati al bere, al mangiare o al divertimento, come ad esempio “la balera della gnoma scatenata”.

Su quest’ultima abbiamo pronosticato un futuro cambio di gestione, come spesso avviene in attività del settore, riaprendo, per motivi di marketing, col nome di “la balera della gnocca scatenata”.

Non abbiamo invece notato quartieri a luci rosse; in compenso abbiamo sentito un gruppo di famiglie che, percorrendo una deviazione dal sentiero principale, stava con circospezione mettendo in guardia i propri bambini sul prestare una certa attenzione perchè quella era la zona degli “gnomi assassini”.

Dunque se udite fruscii fra i cespugli, potrebbe essere uno scoiattolo o… uno gnomo!Ma come riconoscerlo?Chi è cresciuto con il cartone animato David gnomo amico mio, o ricorda le favole con protagonisti questi piccoli personaggi, ne avrà sicuramente un’idea. Un pannello lungo il sentiero ne dà comunque indicazione.

La descrizione è ispirata alla segnalazione del 2001 da parte di Pier Luigi Ricci, guida del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che sostenne di averne “visto” uno, le cui sembianze erano appunto quelle.

Per gli esemplari femminili viene invece indicato:Gnoma: Tenera e graziosa, berretto a punta, blusa, gonna lunga fino alle caviglie e comode pantofole.

L’accesso al sentiero degli gnomi a Bagno di Romagna è gratuito, e con un po’ di fortuna può esserlo anche il parcheggio.Ma soprattutto, è il viaggiare con la fantasia a non costare nulla, e tra ponticelli di legno e sculture in pietra lo abbiamo fatto anche noi.

Dopo aver apprezzato una certa organizzazione tra i diversi mestieri e i servizi per la comunità, ci siamo chiesti come questa venisse gestita, e su quale modello di società si basasse.

Non poteva vigere l’anarchia, perchè non avrebbero raggiunto un coordinamento simile. In scenari del genere prevarrebbe la legge del più forte, e qui, la legge della jungla non si applica… (semmai la legge delle foreste Casentinesi!).

Abbiamo scartato anche il tribalismo, perchè come minimo avremmo scorto nuclei diversi, in raggruppamenti distinti, con strutture “pubbliche” ripetute per ognuno.

Abbiamo ipotizzato una sorta di monarchia: una struttura piramidale con una figura al vertice a fare da sindaco, da re, o da capo villaggio, tipo i Puffi; oltretutto è presente anche un castello.

Passando davanti al consiglio dei saggi, ci siamo poi fatti un’idea di come gli gnomi prendano le decisioni.È infine venuto per noi il momento di tornare alla macchina… a proposito: sapete come si spostano gli gnomi?

Descrizione degli Gnomi Secondo Pier Luigi Ricci

Caratteristica Descrizione
Altezza Circa 25 centimetri
Barba Bianca
Copricapo Rosso a punta
Casacca Blu
Pantaloni Verdi
Cintura e stivali In feltro

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