I raccordi idraulici sono elementi essenziali per la realizzazione di un impianto idraulico. Per questo motivo, fornire una breve guida sulle caratteristiche dei raccordi idraulici potrebbe essere utile a quanti si trovano in difficoltĂ nellâeffettuare questa scelta. Come dicevamo, il mercato offre tantissimi tipi di raccordi per tubature.
Tipologie di Tubazioni Idrauliche
Nel corso degli anni, grazie alla continua innovazione del settore ed al continuo perfezionamento di tecniche produttive, sono state definite varie tipologie di tubazioni per alcuni utilizzi standard. Come potete intuire, la quantità di misure e materiali con cui sono prodotti i raccordi idraulici disponibili sul mercato è enorme.
Tubi in Propilene
I tubi idraulici in propilene presentano una serie di aspetti che li rendono lâopzione ideale per il proprio impianto idraulico; al contempo, presentano anche svantaggi che possono farti propendere per altre soluzioni.
- Non trasferiscono odori e sapori: i tubi in propilene non alterano il sapore dellâacqua, non trasmettendogli sapori o odori.
- Sono scarsamente resistenti al calore: se contengono una sostanza che raggiunge i 90° i tubi in propilene tendono a dilatarsi.
Tubature Idrauliche in Ferro Zincato e in Rame
Quelle realizzate in questo materiale sono infatti piĂš costose delle alternative di cui ti parleremo in questo articolo. è completamente termoresistente ed è particolarmente resistente: il rame è un materiale particolarmente resistente agli urti, al tempo e al calore. Lâunico limite delle tubature idrauliche in ferro zincato risiede in una maggiore difficoltĂ di creazione di giunture e collegamenti, a causa della sua minore flessibilitĂ rispetto ai materiali precedentemente menzionati.
Impianto Idraulico: Adduzione e Scarico
In un precedente articolo abbiamo trattato il tema dellâimpianto idrico, idraulico o idrosanitario domestico, di adduzione e scarico delle acque reflue in generale. Lâimpianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno wc, lavabo, bidet, doccia- la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, lâacqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per lâigiene personale.
Nel sostituire o costruire ex-novo un impianto idrico (o idraulico) è peculiare - onde prevenire e ridurre al minimo gli errori - la conoscenza della normativa tecnica per operare in completa sicurezza.
Normativa di Riferimento
Ricordiamo che gli impianti domestici devono essere progettati âa regola dâarteâ, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformitĂ alle norme tecniche armonizzate europee. La norma UNI 9182 del 2014, specifica i criteri tecnici ed i parametri da considerare per il dimensionamento delle reti di distribuzione dellâacqua destinata al consumo umano, i criteri di dimensionamento per gli impianti di produzione, distribuzione e ricircolo dellâacqua calda, i criteri da adottare per la messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dellâacqua non potabile e le limitazioni per il suo impiego. Si applica a impianti di nuova costruzione, a modifiche e riparazioni di impianti giĂ esistenti. La norma UNI EN 12056 del 2001, divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per lâevacuazione delle acque meteoriche.
Componenti e Materiali
Ogni edificio, abitazione o appartamento deve essere provvisto di una valvola dâarresto (sferica, a saracinesca) che regoli lâapprovvigionamento esclusivamente ai locali oggetto dâinteresse. Tale valvola di arresto deve, per quanto possibile, essere installata allâinterno dellâedificio, in una posizione accessibile al di sopra del pavimento e in prossimitĂ del punto di ingresso della tubazione di approvvigionamento o distribuzione che fornisce lâacqua ai locali. Non devono essere usati tubi o raccordi contenenti piombo. Lâappendice A fornisce un elenco non esaustivo dei materiali accettabili. Tra questi abbiamo rame, materiali ferrosi (ghisa, acciaio zincato e inossidabile) e materiali plastici (PVC, PE-HD, PE-MD, PE-X, PP). I contatori dellâacqua dispositivi che consente di misurare il volume di acqua erogato ad una utenza - devono essere accessibili per esigenze di lettura e manutenzione, in posizione orizzontale o verticale e protetti da eventuali danni accidentali. Se ubicati in zone soggette al rischio di gelo, devono essere adeguatamente isolati.
Dimensionamento dell'Impianto
La norma UNI 9182 del 2014, descrive ambo le tipologie, rimandando alla UNI 806 per approfondimenti circa il procedimento semplificato. Entrambi i metodi assegnano agli apparecchi sanitari unâunita di carico (espressa in litri al secondo), la cui somma, corretta attraverso un fattore di contemporaneitĂ (lâerogazione contemporanea di tutti i dispositivi è poco probabile), permette il calcolo della portata di progetto (QD). Si evitano cosĂŹ eventuali problematiche causate da un sottodimensionamento o sovradimensionamento delle rete idrica. Nel caso di edifici residenziali è raccomandato lâutilizzo del metodo semplificato, secondo la procedura contenuta allâinterno della norma UNI EN 806 parte 3 del 2008. A partire dallâultimo punto di prelievo, si determinano le unitĂ di carico per ogni sezione dellâimpianto. La determinazione delle portate nei punti di prelievo viene effettuata mediante il prospetto 2 della UNI EN 806- 3. Iniziando dallâultimo punto di prelievo dellâapparecchio piĂš distante, vengono determinate le singole unitĂ di carico (UC) per ogni sezione dellâimpianto, dalla cui somma si ottiene la portata totaleQT.
Generazione di Calore
Lâimpianto idraulico domestico deve essere provvisto di un generatore di calore (caldaia, pompa di calore) che permette di scaldare lâacqua portandola ad una temperatura tale da poter essere utilizzata secondo le varie necessitĂ dâuso. La stanza da bagno deve essere progettata e realizzata in maniera conforme ai requisiti igienico-sanitari, definiti dal d.m. se sprovviste di apertura allâesterno è proibita lâinstallazione di apparecchi a fiamma libera (es.
Impianti di Scarico
Per âImpianti di Scaricoâ si intende quellâinsieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate provenienti dagli apparecchi sanitari ad uso domestico. Le reti di scarico devono consentire lâevacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
Acque Reflue
Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivitĂ domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06). Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno. Moltissimi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma In Europa e quindi anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 50%- con relativa connessione ad unâunica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2). Il sifone, elemento di raccordo tra lâapparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nellâedificio.
Pressioni e Ventilazione
Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravitĂ spingono verso il basso comprimendo lâaria. La configurazione piĂš semplice è unâunica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso dâaria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa. I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressivitĂ dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale.
Dilatazione Termica
Qualunque materiale sottoposto a riscaldamento o a raffreddamento è soggetto al fenomeno di dilatazione o contrazione termica, ovvero le sue dimensioni mutano al variare della temperatura. Questo richiede dei particolari accorgimenti progettuali onde evitare possibili danni allâimpianto. Gli impianti idrosanitari a sviluppo limitato e con un certo numero di curve hanno una elasticitĂ naturale in grado di assorbire le contrazioni o allungamenti delle tubature dovute alle dilatazioni termiche. Questi compensatori naturali altro non sono che dei cambi di direzione nel circuito delle tubazioni, attuato inserendo speciali raccordi a gomito (45 o 90°) o a T. In alternativa esistono sul mercato i c.d. compensatori artificiali, ovvero dei dispositivi meccanici che hanno la capacitĂ di de...
Tubi Oleodinamici
Nei sistemi idraulici, i tubi oleodinamici rappresentano elementi fondamentali, che sono impiegati nel trasporto dell'olio idraulico sotto pressione tra i vari componenti. Essi garantiscono il flusso vitale del fluido che aziona i dispositivi idraulici allâinterno di una vasta gamma di macchine ed attrezzature utilizzati in diversi settori industriali e commerciali. I tubi oleodinamici si differenziano fra loro non solo per il materiale con cui vengono realizzati, ma anche per precise caratteristiche tecniche come la pressione, il tipo e la temperatura di fluido che devono gestire, il diametro etc. I tubi oleodinamici si dividono principalmente in tubi oleodinamici flessibili e tubi oleodinamici rigidi ad alta pressione.
Strati dei Tubi Oleodinamici
- Strato di rinforzo: fornisce resistenza alla pressione interna del fluido impedendo cosĂŹ la dilatazione del tubo.
- Termoplastica: Offre maggiore resistenza chimica e all'abrasione rispetto alla gomma, con minor peso.
- Metallica: Realizzata con fili in acciaio, offre elevata resistenza alla pressione e flessibilitĂ .
La caratteristica principale deitubi flessibili trecciati consiste nellâavere uno strato di rinforzo composto da una o piĂš trecce metalliche avvolte intorno al tubo interno. A differenza dei tubi flessibili trecciati, i tubi flessibili spiralati presentano un rinforzo interno realizzato con una o piĂš spirali di filo metallico ad alta resistenza, normalmente realizzato in acciaio ad alta resistenza. I tubi per oleodinamica trovano impiego in svariati settori industriali e applicazioni proprio grazie alla loro flessibilitĂ e adattabilitĂ in vari tipi di contesti.
Manutenzione e Test
Generalmente la vita media dei tubi oleodinamici può variare da 5 a 10 anni e dipende da una serie di fattori che bisogna tenere in considerazione. In Promatec ci occupiamo, su richiesta del cliente, di una serie di attivitĂ e servizi proprio rivolti alla manutenzione e test dei tubi oleodinamici. Lo facciamo attraverso una serie di strumenti e macchinari presenti nel nostro HQ. Uno dei servizi piĂš richiesti è il processo di flussaggio mediante lâausilio di una Flushing Machine presente nel nostro HQ munita di misuratore di particelle e PLC. Attraverso un banco di collaudo (fino a 1400 bar), eseguiamo inoltre test a scoppio o a determinate pressioni, per valutare la resistenza dei tubi flessibili raccordati e assicurare sempre un prodotto efficiente, performante e sicuro. I tubi oleodinamici rappresentano dunque un componente essenziale allâinterno di moltissimi sistemi idraulici e macchinari, fornendo tutta la potenza necessaria per un funzionamento efficiente e sicuro di varie tipologie di applicazioni.
Come Funziona lâImpianto Idraulico: Schema e Componenti
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo. Troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto. Gli schemi e le immagini del modello 3D dellâimpianto sono state realizzate con un software BIM per impianti MEP, che ti consente di integrare il modello 3D degli impianti direttamente nel tuo progetto architettonico. In questo modo risulta piĂš immediato verificare eventuali interferenze ed agevolare la collaborazione tra le varie discipline che entrano in gioco in un qualsiasi progetto.
Funzionamento di Base
In linea generale, lâimpianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie: adduzione e distribuzione dellâacqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio; scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica. Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc). La parte dellâimpianto che si occupa di condurre lâacqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di Adduzione e Distribuzione
Lâimpiego efficace dellâacqua allâinterno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dellâacqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo allâinterno della struttura. In genere, lâimpianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualitĂ dellâacqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dellâacqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. Ă essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dellâacqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso lâalto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densitĂ (PEAD), in rame o in PVC.
Per lâimpianto di distribuzione dellâacqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per lâacqua calda ed uno per lâacqua fredda.
Per dimensionare lâimpianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unitĂ di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono lâimpianto. Per avere tutte le informazioni sul dimensionamento dellâimpianto di adduzione, distribuzione e scarico, leggi âCome progettare lâimpianto idrico sanitarioâ.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. Ă essenziale che lâangolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, lâinstallazione di dispositivi come sifoni e ventose previene lâingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Tipologie di Impianti di Scarico
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
- Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perchÊ offre il vantaggio di una maggiore igienicità . Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc. Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a âperaâ, aâ Uâ, oppure a âSâ, che ospita sempre una piccola quantitĂ dâacqua in grado di impedire il ritorno e lâuscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano lâintasamento.
Lâimpianto di scarico è costituito da:
- Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore allâ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
- Tubazione orizzontale, con pendenza superiore allâ1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
- Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nellâimpianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto dâispezione.
- Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature Igieniche dellâImpianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono lâimpianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per lâacqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dellâacqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore allâ1% per convogliare lâacqua in un pozzetto ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa dâacqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa dâacqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa dâacqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a unâaltezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore allâ1%.
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad unâaltezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dellâacqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire lâisolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore allâ1%.
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di piĂš recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore dâacqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore allâ1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dellâacqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. Ă provvisto di miscelatore monocomando per lâerogazione dellâacqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. Ă giĂ fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore allâ1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dellâacqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacitĂ da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Valvole Idrauliche a Sfera
Le valvole idrauliche a sfera rappresentano l'alternativa piĂš comune che si può riscontrare all'interno di un impianto idraulico. Lâelemento principale è costituito dallâotturatore che presenta un foro cilindrico: quando la valvola è aperta, la sezione cilindrica si dispone coassialmente al tubo permettendo il passaggio del fluido (la sezione cava dellâotturatore può essere sia di diametro inferiore che di diametro pari a quello del tubo su cui è installato, con benefici e problematiche diverse riguardanti le perdite di carico e la pulizia della valvola); viceversa, quando la valvola è chiusa, il passaggio è ostruito dallâotturatore e il fluido non è in grado di scorrere. Le valvole idrauliche a sfera, essendo un componente altamente diffuso, sono componenti noti e lo studio ha permesso di svilupparle in vari campi e materiali. I materiali piĂš comuni sono i materiali metallici: gli ottoni rappresentano lo stato dellâarte per pressioni contenute mentre, a pressioni elevate, possono risultare piĂš idonei altri materiali metallici quali gli acciai inossidabili. La geometria e lâampia diffusione di questo tipo di componenti le rende idonee per il processo di forgiatura, per quanto riguarda i materiali metallici. Tale processo è un metodo di produzione industriale di deformazione plastica che consente la modellazione morfologica del materiale dopo che questo è stato portato in temperatura (al di sopra della temperatura di ricristallizzazione) tramite lâutilizzo di un maglio o di una pressa.
FunzionalitĂ delle Valvole Idrauliche
Le valvole idrauliche costituiscono un componente fondamentale degli impianti in cui si veicola acqua.
- Intercettazione del flusso: sono valvole utilizzate o in posizione completamente aperta o in posizione completamente chiusa. In caso contrario si manifestano fenomeni di danneggiamento che possono portare al cedimento del componente.
- Regolazione del flusso: sono complementari ed antitetiche alle precedenti.
Sulla base di queste funzionalità è facile intuire lâimportanza della scelta corretta della valvola per i fini che si vogliono ottenere.
