La storia di Bologna è indissolubilmente legata alla sua rete idrica, un sistema ingegnoso di canali e chiuse che ha permesso alla città di prosperare economicamente e di espandersi urbanisticamente.

Le Chiusi e i Canali: Il Cuore dell'Idraulica Bolognese

Grazie a queste due chiuse e alla deviazione delle acque lungo un reticolo di circa sessanta chilometri, Bologna poté espandersi e affermarsi come importante centro economico.

La finestrella di Via Piella è l’affaccio ripristinato ad uso turistico sul canale delle Moline, prosecuzione del canale di Reno.

Un sistema di canali perfetti, ancora oggi esistente ma quasi completamento interrato e poco visibile per i turisti.

Tombinare fiumi e canali permette di costruire e urbanizzare di più. Una pratica molto comune in tutt’Italia, della quale però negli ultimi anni si sta comprendendo la pericolosità: corsi d’acqua che continuano a scorrere sotto il cemento, in un letto ristretto, talvolta non reggono alle precipitazioni improvvise.

La Cisterna di Valverde: Un Capolavoro di Ingegneria Rinascimentale

Questa cisterna rinascimentale, progettata nel 1563 dall’architetto palermitano Tommaso Laureti, fu concepita per captare l’acqua dalla collina di Valverde.

L’imponente sala ottagonale, sormontata da una cupola, presenta nel piano di calpestio otto piccole vasche, collegate a quattro cunicoli che penetrano la collina di arenaria.

Le Terme di Porretta: Un'Oasi di Benessere

Attestate giĂ  a partire dal XII secolo, le Terme di Porretta sono famose per le proprietĂ  benefiche delle loro acque termali, caratterizzate da acqua salsobromoiodica.

Dopo il declino alla fine degli anni Settanta, un nuovo gruppo investitore sta concependo un articolato progetto di rilancio.

Grazie a questo riconoscimento, 35000 euro saranno devoluti per il suo restauro e fruizione.

I Mulini della Valle del Savena: Testimonianze di un Passato Industrioso

Questa piccola guida vi accompagnera’ alla scoperta dei tesori della Valle del Savena e cioe’ i Mulini o Molini, se alle parole di origine greca preferite quelle latine, anche se un linguaggio piu’ tecnico imporrebbe l’utilizzo del termine ” Opifici”.

Mi sono sempre posto una domanda: si dice Molino o Mulino ? Dalle fonti storiche Molino deriva dal latino “molinium”, cioe’ molere = macinare, mentre Mulino e’ di origine greca ed indica il fabbricato oppure meglio l’ Opificio che contiene il Molino.

Qualche burlone ha scritto che deriva da Mulo perche’ il mulo dopo lo schiavo azionava le mole per macinare. Oggi si possono dire entrambi i nomi. Mugnaio, per esempio, deriva sempre dal latino “Molinarium” (Colui che macina con la mola) poi e’ diventato “Molnarium” ed infine “Mugnaio”: in tedesco si dice Muller ed in inglese Miller sempre da Molere.

Nel V° secolo a.c. compare il progenitore del molino; consisteva in un grande sasso al centro con sopra una specie di grande mattarello fatto a ruota, che girava in cerchio sulla stessa pietra, macinando e riducendo in farina ogni cosa.

Il medioevo e’ stato il vero palcoscenico della comparsa della ruota idraulica moderna.

Il Sàvena e’ un corso d’acqua a carattere torrentizio che nasce nel territorio di Firenzuola ed e’ il maggior affluente dell’Idige che confluisce poi nel fiume Reno.

L’anno 1.176 rappresento’ una svolta nella storia di Bologna. Nel maggio di quell’anno si era svolta la battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa con la vittoria della Lega Lombarda, cui aderiva Bologna; rassicurati dalla sconfitta dell’imperatore, i bolognesi decisero sia la costruzione della seconda cerchia detta “dei Torresotti” o “dei mille”, sia la canalizzazione delle acque del Savena verso Bologna.

Con la crescita demografica della citta’ cresceva il numero delle bocche da sfamare: occorreva piu’ frumento per produrre piu’ pane, e dunque c’era bisogno dell’energia prodotta dalle acque per muovere le macine dei mulini da grano.

Nell’arco di pochi decenni Bologna si procuro’ una grande quantita’ di acque canalizzando prima quelle del Savena (chiusa di S. Ruffillo), poi quelle del Reno (chiusa di Casalecchio).

In poco piu’ di un secolo le scarse acque del canale di Savena alimentarono circa 30 mulini da grano.

Come scrive Adriano Simoncini in un articolo dal titolo “I Mulini della valle del Savena” pubblicato sul giornale ” Il Punto” n. 4 dell’anno 2000:“Gli antichi mulini ad acqua, appartati nelle forre e nelle anse di rii e fossi, sono ancora pieni di fascino, se appena conservano un qualcosa delle secolari strutture. La botte, le macine, i catinai. Anche chi non li ha mai visti all’opera contempla con l’istintiva emozione che suscitano le testimonianze dell’inesorabile trascorrere del tempo. Perchè ancora fino a meta’ degli anni ’50 la vita contadina ferveva intorno ai mulini, numerosi su ogni torrente montano. Fra le due guerre, solo nella Valle del Savena funzionavano 36 mulini ad acqua: dal Mulino di Ca’ di Mengoni, il piu’ alto (m.

Tabella dei Mulini

Comune Mulino Periodo di AttivitĂ 
Bologna Del Gomito Secolo XVII o precedenti - 1958
Bologna Castiglione o della Misericordia 1286 - 1948
Bologna Di Frino Secolo XVII - 1964
Bologna Parisio Secolo XVII - 1979
Pianoro Pian di Macina Prima del 1797 -1980
Loiano Scascoli Prima del 1681 - 1958
Monzuno Dell’Allocco 1874 su struttura del’ 500 - 1982
San Benedetto Val di Sambro Mengoni Prima del 1884 - 1952
Monghidoro Dello Spirito 1797 - 1961

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