VILLA Carcina (in dial. Vila Carsina, in lat.) è un comune situato a 249 metri sul livello del mare (altezza massima 1156, minima 233) nella bassa Valtrompia, estendendosi su entrambi i versanti vallivi, a cavallo del fiume Mella, all'imbocco della valle. Il comune dista 12 km da Brescia, alla quale è collegato con la strada provinciale n. 345 della Valle Trompia.
Lo Stemma del Comune
Lo stemma del comune è composto dalla corona, dallo scudo, dall'elemento decorativo e dal motto.
- La corona che sormonta lo scudo è formata da un cerchio d'argento aperto da quattro pustelle (tre visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta aperta da sedici porte (nove visibili) ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero.
- L'elemento decorativo è composto da due rami, alla destra dello scudo di quercia ed a sinistra del medesimo di carpino bianco. I rami sono incrociati sotto lo scudo e annodati con un nastro di colore porpora.
- In testa allo scudo il motto: "In Labore et virtute". Nello scudo sono rappresentati a sinistra, su fondo verde, un ingranaggio bianco contenente un incudine con martello ed a destra, su sfondo bianco, uno stabilimento con ciminiera fumante.
Frazioni del Comune
Il comune è composto da cinque frazioni:
- Villa (capoluogo)
- Cogozzo
- Cailina, sviluppatasi al largo della sponda destra del Mella
- Carcina, cresciuta al largo della sponda sinistra
- Pregno, che, sorta su di un argine nel mezzo, ha garantito da sempre un servizio di "ponte" tra le due sponde.
Territorio e Popolazione
Il comune occupa una superficie di 14,42 kmq, per la maggior parte (10,54 kmq) agraria-forestale e il resto (3,88 kmq) in fondovalle e nei declivi collinari, quasi del tutto occupata da insediamenti industriali ed abitativi.
Ecclesiasticamente il territorio comprende le parrocchie di Villa (SS. Emiliano e Tirso), Carcina (S. Giacomo Maggiore), Cailina (S. Michele) e Cogozzo (S. Antonio ab.), che fanno parte della zona XI Bassa Valtrompia, della Diocesi di Brescia.
Abitanti (Villesi, Villani, Villacarcinesi; nomignolo: Vilanc):
| Anno | Abitanti |
|---|---|
| 1931 | 4371 |
| 1936 | 4608 |
| 1951 | 6284 |
| 1961 | 7251 |
| 1971 | 8278 |
| 1981 | 9684 |
| 1991 | 10.120 |
| 2001 | 10.024 |
| 2005 | 10.485 |
Il toponimo è composto dai nomi locali Villa e Carcina. Il comune si è formato per R.D. del 29 dicembre 1927 n. 2665 entrato in vigore il I febbraio 1928, attraverso l'accorpamento o fusione del comune di Villa Cogozzo con il comune di Carcina: il decreto precisa che «la sede del nuovo comune è stabilita in frazione di Villa, tenuto conto, oltre che della sua posizione centrale, anche del fatto dichiarato dal Podestà di Villa Cogozzo, che persone benemerite di tale Comune si sono offerte di costruire a loro spese in detta frazione un conveniente edificio da adibirsi a Municipio».
Eventi Storici Significativi
L'attività del nuovo Comune si concentra sulla realizzazione dell'impianto dell'illuminazione elettrica nelle frazioni, sull'ampliamento del cimitero di Villa e l'avvio ai lavori dell'acquedotto per tutte le frazioni del Comune, completato nel 1934. Nello stesso anno viene avviata la costruzione di un ponte sul Mella fra Carcina e Cailina.
Negli anni '30 vengono costruite molte case per impiegati e operai nonché alcune strutture di servizio (scuola materna, cinema, sede del fascio, ecc.) che contribuiranno notevolmente al miglioramento residenziale e urbanistico del comune.
Nel 1934 il 20% della superficie dell'intero comune risulta occupato da strade, piazze, fabbricati e cortili annessi, letto del fiume Mella, che in questa zona è larghissimo, canali industriali, torrenti e stabilimenti industriali.
Il 28 ottobre 1931 viene inaugurato il nuovo edificio dell'asilo infantile di Villa costruito su progetto dell'ing. Santo Bevilacqua. Nel 1933 nasce l'Associazione carabinieri. Nel gennaio 1938 viene inaugurato il Dopolavoro aziendale delle Trafilerie, con biblioteca, gioco di bocce, sala conferenze.
Scoppiata la seconda guerra mondiale non mancano proteste pubbliche come quella inscenata nel luglio 1941 da un buon numero di donne con bambini, davanti al Municipio, a protesta della mancanza della farina gialla.
Il 25 aprile, data dell'insurrezione generale, gli aerei alleati, per impedire la ritirata delle truppe tedesche, danneggiano con 8 bombe la trave principale del ponte sul Mella a Pregno, e provocano la morte di Angela Pedrini di Pregno; il 26 aprile vengono occupati da Eugenio Montini e Giordano Buffoli il Municipio e la Casa del fascio.
Nei giorni successivi il CLN s'insedia sul Municipio ed assume tutti i poteri; si procede alla organizzazione di un servizio d'ordine armato.
La rinascita democratica vede in pochi mesi delinearsi le forze politiche ed amministrative prevalenti, rappresentate dai partiti democristiano, comunista e socialista.
L'amministrazione comunale è impegnata a migliorare l'illuminazione pubblica, realizzare le fognature e migliorare gli acquedotti di Villa, Carcina e Cogozzo, provvedere all'allargamento e asfaltatura delle strade, ai lavatoi pubblici, realizzare con la legge Tupini case per i dipendenti comunali, erigere gli edifici scolastici di Cogozzo e di Cailina (1949) ed ampliare quello di Carcina.
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