Tra i vari personaggi che costellano la storia del mondo del gaming, Mario (e suo fratello Luigi, ovviamente) è quello più longevo. In tanti avranno capito già di chi stiamo parlando. Sì, perché non è solo il protagonista di un videogioco. È uno dei simboli della cultura popolare internazionale. Parliamo ovviamente di Mario, o Super Mario.

Se chiediamo ad una qualsiasi persona che non ha mai avuto a che fare con i videogiochi quale sia il primo personaggio che viene in mente quando si parla di questo tema, quasi sicuramente penserà a Mario. Qualcuno magari indicherà anche l’archeologa Lara Croft, ma al 99% il primo pensiero sarà all’idraulico in tuta rossa e salopette blu. È così forte la sua popolarità che, in più occasioni, il nomignolo “Super Mario” è stato affibbiato a diversi personaggi omonimi che, per l’opinione pubblica, eccellevano nel loro campo. Si va dal calciatore Mario Balotelli al ciclista Mario Cipollini. Dal calciatore Mario Gomez al campione di hockey Mario Lemieux.

Le Origini: Da Jumpman a Mario

La storia di Mario, e di suo fratello Luigi, inizia nel lontanissimo 1981: la prima apparizione dei due idraulici, che all’epoca erano però due carpentieri, risale al primo gioco della serie Donkey Kong ideata dal genio di Shigeru Miyamoto. In realtà, il vero quarantesimo anniversario del personaggio fu due anni fa. La prima apparizione fu nel videogioco Donkey Kong, nel 1991. Nacque dalla mente di Shigeru Miyamoto. Ma, all’epoca, non si chiamava Mario, ma era solo Jumpman. Uomo che salta, in italiano. Non era idraulico, ma carpentiere.

Mario (che prende il nome di un imprenditore italo-statunitense, Mario Segale) e Luigi devono salvare una bella ragazza prigioniera di uno scimmione cattivo che lancia botti verso di loro per bloccarne il percorso. All’epoca Mario si chiamava “Jumpman“, e non era ancora una star. Non si infilava nelle fogne, ma era chiamato a liberare la fidanzata Pauline dalle grinfie di Donkey Kong, un gorilla ispirato ovviamente al King Kong conosciuto a cinema 50 anni prima. In realtà, al posto di Mario ci sarebbe dovuto essere Popeye, Braccio di Ferro, chiamato a liberare la fidanzata Olivia dal suo nemico Bluto. Ma la Nintendo perse i diritti per realizzare l’adattamento del celebre fumetto e dell’omonimo cartone e fu costretta a cambiare identità ai personaggi.

Come detto, il suo esordio sulla scena videoludica risale al 1981: 40 anni di onorata carriera, trascorsi a saltare su tubi, funghi, tartarughe e altre misteriose creature. Con il passare degli anni, la storia e la “vita” di Mario e Luigi si sono legate indissolubilmente a quella di Nintendo. Al lancio di ogni nuova console, la casa nipponica abbinava un nuovo capitolo della saga di Mario e Luigi, ai quali si aggiungevano di volta in volta nuovi personaggi. Sono così arrivati la Principessa Peach e Bowser; Yoshi e Wario e molti altri ancora.

Fu nel 1983, tuttavia, che uscì Mario Bros. Dal successo di Donkey Kong, la casa videoludica giapponese Nintendo, decise di realizzare uno spin off dedicato proprio a quell’anonimo Jumpman. Al personaggio fu però dato un nome, Mario, appunto, preso in prestito dall’imprenditore immobiliare Mario Segale, che aveva affittato uno dei suoi immobili alla sede di Washington dell’azienda nipponica. Fu cambiato lavoro, da carpentiere a idraulico, e gli fu dato un fratello di nome Luigi (da cui il “Bros” del titolo), vestito di tuta verde e salopette blu, per permettere partite con due giocatori nelle sale da gioco in cui era inizialmente distribuito il titolo. Fu un successo clamoroso, tanto che Mario divenne la mascotte ufficiale della Nintendo. E lo è tuttora. A lui sono stati dedicati tantissimi altri giochi.

L'Ascesa di un'Icona: Super Mario Bros. e Successivi Sviluppi

Il videogioco Super Mario Bros. è stato pubblicato da Nintendo per la Nes (Nintendo Entertainment System) il 13 settembre del 1985. Ma 35 anni fa nessuno immaginava che sarebbe diventato uno dei giochi per console più amati e uno dei titoli che risollevarono l'industria dopo la famosa crisi del 1983. Il successo iniziale si è consolidato nei decenni. I videogiochi figli di Super Mario sono decine, e quasi ogni anno esce un titolo nuovo. Il personaggio è un'icona conosciuta anche fuori dai videogiochi grazie ai prodotti del suo franchise.

Grazie al successo di Mario e della sua console Nes (acronimo di Nintendo Entertainment System), il Giappone risollevò dal baratro l’industria videoludica e salì sul gradino più alto del podio a scapito degli statunitensi. Rimanendoci per moltissimo tempo. Regina del mondo videoludico divenne la Nintendo, azienda di Kyoto nata nel 1889 per produrre carte da gioco e approdata negli anni ’70 nel campo del gioco elettronico. Chi scrive ricorda quando, anni addietro, ancora nei primi anni ’90, dedicare tempo a qualsiasi videogame era volgarmente tradotto da molti con l’espressione “giocare alla Nintendo”. C’erano i concorrenti, ovviamente. Ma i principali erano comunque giapponesi. Tra loro, la Sega, marchio di altre fortunatissime console. Ma la Nintendo era la regina incontrastata. Un successo ottenuto grazie a Mario. E grazie ad una politica aziendale indirizzata principalmente ai più piccoli, con giochi adatti a loro.

Mario è anche uscito dal suo “universo” per approdare in altre avventure: l’idraulico baffuto ha vestito i panni del pilota (in Mario Kart), del giocatore di tennis (in Mario Tennis) o del giocatore di golf (in Mario Golf). Insomma, un personaggio versatile che, in questi ultimi anni, è anche sbarcato su smartphone. Nintendo ha rilasciato, sia per Android sia per iPhone, Mario Run, Mario Kart e Dr.

Curiosità e Leggende su Super Mario

Girano anche alcune leggende e dicerie legate a Super Mario, e non deve stupire: anche i videogiochi possono vantare un ricchissimo folklore. Quelle sul videogioco più conosciuto al mondo non potevano mancare.

Il Cognome di Mario

Chi ha avuto la sfortuna di vedere il film del 1993 sa bene che i due fratelli idraulici si chiamano Mario Mario e Luigi Mario. Questa è anche la versione attuale della Nintendo e del creatore Shigeru Miyamoto, ma non è sempre stato così. Inizialmente il cognome di Mario era semplicemente una teoria dei fan, e nemmeno troppo strampalata. Se i personaggi si chiamavano Mario Bros., cioè fratelli Mario, allora si poteva dedurre che Mario fosse anche il cognome.

Inizialmente però la Nintendo non confermò questa versione. Ufficialmente Mario e Luigi non avevano un cognome. Ancora nel 2012 Miyamoto spiegava che era tutta colpa del film (in realtà la teoria esisteva già) ma che come Mickey Mouse non ha un cognome, nemmeno lo avevano Luigi e Mario. La cosa strana è che, in occasione del trentesimo anniversario della saga, Miyamoto ha fatto dietrofront. Salendo sul palco del Super Mario 30 Festival a Shibuya, Tokyo, ha detto che Mario Mario è il suo vero nome. Forse perché a volte è meglio arrendersi ai fan, che combatterli.

Ma anche sul nome proprio c'è stato un piccolo mistero. Le leggenda vuole che il personaggio, in origine chiamato Jumpman o con altri nomi provvisori, sia diventato Mario in onore di Mario Segale. Nel libro Game Over: How Nintendo Zapped An American Industry, Captured Your Dollars, and Enslaved Your Children (1993) David Sheff scrive che Segale nei primi anni '80 aveva affittato alla Nintendo un magazzino a Washington che era divenuto il quartier generale della Nintendo negli Stati Uniti.

Gli affari non decollavano, ma Segale un giorno si presentò pretendendo l'affitto arretrato. Dopo quell'incontro la Nintendo ottenne altro tempo, ma lo staff notò una vaga somiglianza con Jumpman, a quel tempo un personaggio di Donkey Kong. Cominciarono a chiamarlo Mario e il resto è storia. Difficile da confermare, però. Per gli scettici il tutto sembra un po' troppo romantico per essere vero. Segale (morto nel 2018)è sempre fuggito dai riflettori e la Nintendo non si sbottonava. Anche in questo caso alla fine è stato Miyamoto a confermare cinque anni fa che sì, Mario Mario si deve a Mario Segale.

L is Real 2401

Un altro mistero è (stato) l'assenza di Luigi dal videogioco Super Mario 64. Uscito nel 1996 con la nuova console Nintento 64, è stato un grandissimo successo: per la prima volta Mario e i livelli erano in 3D. E Luigi? Dove era finita la spalla dell'eroe? L'assenza del fratello dal gioco era talmente inconcepibile che presto si è cominciato a favoleggiare di segreti per evocarlo. E nel gioco alla fine è stata trovata una statua con una scritta (qui non leggibile) che alcuni hanno interpretato come un indizio della presenza di Luigi. Da una certa angolazione sembra di leggere L is Real 2401, mentre da un'altra si legge Eternal Star.

Visto che sopra l'iscrizione c'è una stella, la spiegazione più semplice è che L is Real 2401 sia dovuta a una forma di pareidolia, più che a un easter egg. Ma la convinzione era così forte, e giravano così tante leggende in merito, che Ign - Imagine Games Network mise una taglia di 100 dollari: un premio per chiunque avesse trovato Luigi nel gioco. Non è stato mai trovato, e Luigi comparve solo nel remake, Super Mario 64 Ds, uscito nel 2004. Il colpo di scena è di questa estate. Il codice sorgente del gioco originale è stato rilasciato online e spulciandolo è saltato fuori Luigi. Perché allora nel gioco non c'era?

Creepy Mario

Infine ci sono i creepypasta, leggende dell'orrore inventate deliberatamente con protagonista il nostro beniamino. Una parte del fascino di queste storie è che i giochi della serie non fanno leva su contenuti horror: è solo un idraulico dalle fattezze stereotipate che saltella, che paura potrà fare?

Abbiamo allora le classiche storie di una cartuccia "maledetta" (in genere Super Mario 64), dove il giocatore nota cose sempre più inquietanti man mano che procede. Oppure c'è una storia alternativa di Super Mario 128, nome di alcuni progetti della Nintendo per Gamecube che non si sono mai concretizzati. Nel creepypasta il narratore svela di aver giocato al prototipo, e racconta che la Nintendo aveva cercato di tenere testa alla concorrenza dando al gioco toni più dark. Ma aveva esagerato: Mario viene addirittura decapitato e trova una lapide con la scritta Innocenza.

Il bello è che partendo da queste storie alcuni smanettoni hanno creato versioni non ufficiali di Super Mario che permettono di rivivere (in parte) i brividi della lettura. Dopo decenni di avventure, il nostro eroe decide ora di intraprendere una nuova carriera… come arbitro di basket!

Super Mario Basket Blitz

C’è però un piccolo dettaglio: Mario sembra essere ancora un po’ ebbro dalle abbondanti feste di Natale. Tra pandori, panettoni e qualche bicchiere di troppo di succo di funghi fermentati, il nostro eroe non è nella sua forma migliore…

Nel nuovo e stravagante capitolo della saga Nintendo, Super Mario Basket Blitz, il Regno dei fUnghI SParsi organizza una partita di basket con squadre composte dai suoi abitanti più noti: Luigi, Peach, Bowser, e persino Toadette. Mario, incaricato di arbitrare la partita, sembra perfetto per il ruolo. Durante la partita tra il Team Luigi 100 e il Team Go Bowser, Mario inizia a fischiare sfondamenti del tutto casuali. Luigi salta per segnare un canestro? “Sfondamento!” urla Mario, indicando Bowser come la vittima. Bowser ruggisce, confuso, ma Mario fa spallucce. Poco dopo, è Bowser a fare una schiacciata devastante. Mario interviene di nuovo: “Sfondamento!” E stavolta la colpa è di Luigi.

Il pubblico sugli spalti è incredulo. Toad e Goomba, due fan sfegatati, si guardano perplessi. “Ma cosa sta facendo Mario?!” chiede Toad, agitando una bandiera. Goomba scuote la testa: “Non ne ho idea, ma sta rovinando il match!” Nel frattempo, gli allenatori delle due squadre, Pelly e Scartoz, perdono del tutto la pazienza. Pelly, visibilmente furiosa, si alza dalla panchina: “Mario, stai scherzando?! Questo non è un circo!” Scartoz, con il volto rosso di rabbia, minaccia di abbandonare il torneo: “Se non arbitri come si deve, dichiaro la sconfitta a tavolino!” Ma Mario, con un sorriso furbetto, continua imperterrito. Perfino Peach, di solito calma e composta, perde la pazienza e lancia una palla contro l’arbitro. Alla fine , il Team Go Bowser, vince di 8 sfondam…ehm 8 punti! Scartoz salta di gioia e abbraccia i suoi giocatori, gridando: “Una vittoria è una vittoria!” Dall’altra parte, però, il Team Luigi è furioso. Pelly schiuma rabbia, mentre Luigi si lamenta: “Questo è un furto! Mario ha rovinato tutto!” Peach scuote la testa indignata, mentre Yoshi cerca di calmarli.

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