Per tutelare i lavoratori impiegati in attività particolarmente faticose e pesanti, il decreto legislativo 67/2011 ha introdotto, dal 1° gennaio 2008, una disciplina che consente di anticipare l'età pensionabile. La normativa per i lavori usuranti è attivabile dai soli lavoratori dipendenti (sia del settore privato che del pubblico impiego) che abbiano svolto nell'arco della propria vita lavorativa talune attività individuate nell'articolo 1 del Dlgs 67/2011. Questa disciplina è stata mantenuta, seppur con alcune modifiche, dalla Legge Fornero del 2011 ed è stata recentemente oggetto di alcune migliorie ad opera delle ultime due legge di bilancio (del 2017 e del 2018).

Pesanti, logoranti e spesso svolti in situazioni rischiose, i lavori usuranti richiedono un impegno psico-fisico particolare in termini di attività svolte, intensità e tempo impiegato. Si tratta di mansioni fonte di stress e che comportano potenziali rischi per la salute. I lavoratori che svolgono questo tipo di attività sono tutelati dalla legge su vari fronti, tra cui quello pensionistico.

Quali sono i lavori usuranti?

I lavori usuranti sono definiti dal Decreto Legislativo 67/2011 come mansioni pratiche che richiedono un notevole impegno fisico. Secondo l’articolo 2 del decreto del ministero del lavoro del 19 Maggio 1999, i lavori usuranti sono quelli svolti da chi è stato impiegato in gallerie, cave, miniere o comunque in spazi ristretti; i palombari; i lavori in cassoni ad aria compressa; ad alte temperature; chi ha lavorato a stretto contatto con l’amianto; chi ha lavorato il vetro cavo.

Nello specifico, secondo il decreto del Ministero del Lavoro del 19 maggio 1999, questi lavori includono attività svolte in gallerie, cave, miniere, spazi ristretti e lavori in cassoni ad aria compressa o ad alte temperature. Inoltre, fanno parte di questa categoria anche coloro che lavorano a contatto con materiali come l’amianto e il vetro cavo, i conducenti di veicoli destinati al servizio pubblico di trasporto collettivo e i lavori svolti dai palombari. Tra le altre attività lavorative riconosciute dalla legge come usuranti ci sono anche i lavoratori impiegati in catene di montaggio e coloro che guidano veicoli pesanti.

Ecco l’elenco completo dei lavori usuranti:

  • "lavori in galleria, cava o miniera”, mansioni svolte in sotterraneo.
  • “lavori nelle cave”, mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale.
  • “lavori nelle gallerie”, mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento.
  • “lavori in cassoni ad aria compressa”.
  • “lavori svolti dai palombari”.
  • “lavori ad alte temperature”, mansioni che espongono ad alte temperature.
  • “lavorazione del vetro cavo”, mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio.
  • “lavori espletati in spazi ristretti” e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale.
  • “lavori di asportazione dell’amianto”.
  • lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”.
  • conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Si tratta dunque di lavori che vengono realizzati in particolari situazioni, anche rischiose, che richiedono un impegno psico-fisico maggiore in termini di quantità di tempo e intensità.

Ogni tot la lista dei lavori usuranti viene aggiornata e tra le nuove figure ci sono per esempio gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, i conduttori di gru, i facchini, gli addetti allo spostamento merci e assimilati, gli infermieri e le ostetriche, i macchinisti ferroviari, i muratori, gli addetti alle pulizie, i badanti ecc.

A questo elenco si aggiungono nuove categorie di lavori usuranti, così come indicato dal decreto del 5 febbraio 2018. Il pensionamento anticipato è ora previsto per diverse migliaia di lavoratori, i quali potranno usufruire di una serie di benefici come la pensione in anticipo.

  • infermieri e ostetriche
  • maestre/i di asili nido e scuole dell’infanzia
  • macchinisti ferroviari
  • muratori
  • camionisti
  • conduttori di gru, autogru su autocarro, cestelli con piattaforma aerea, carrelli industriali, altri macchinari per la perforazione di costruzioni o, in generale, per movimentazioni delicate di materiali pesanti o per la costruzione di edifici e simili
  • facchini
  • addetti alle pulizie
  • badanti
  • addetti alla raccolta di rifiuti
  • conciatori di pelli
  • operai agricoli, lavoratori che svolgono particolari attività nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento (dal lavoro manuale all’utilizzo di macchine complesse in condizioni usuranti),e braccianti agricoli
  • marittimi
  • addetti alla pesca
  • addetti a lavori siderurgici e lavoratori del vetro, sottoposti a condizioni lavorative di particolare delicatezza, complessità e difficoltà.

Lavoratori Notturni

Accanto ai lavori gravosi, tra i lavori usuranti riconosciuti rientrano anche quelli notturni. Questi includono i dipendenti che hanno lavorato almeno 78 giorni all’anno in turni notturni, che beneficiano della cosiddetta “quota 97,6” per i fini pensionistici. Coloro che hanno svolto tra 72 e 78 giorni di turni notturni all’anno possono usufruire della “quota 98”. Per chi ha lavorato tra 64 e 72 giorni all’anno in turni notturni, è previsto un aumento di due anni nei requisiti per la pensione di anzianità, con la possibilità di beneficiare della “quota 99,6”.

Se il lavoro notturno è svolto per meno di 78 giorni l'anno, i valori di età e di quota pensionistica sono aumentati di due anni se il lavoro notturno annuo è stato svolto per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 e di un anno se le giornate annue in cui si è svolto il lavoro notturno sono state da 72 a 77.

Il riconoscimento del lavoro notturno come usurante ai fini pensionistici, però, richiede che l’attività sia svolta per almeno la metà della vita lavorativa. In alternativa, il lavoro notturno deve essere stato praticato per almeno 7 anni negli ultimi 10 prima della pensione.

Pensione anticipata per i lavori usuranti

Affinché un’attività sia considerata usurante dal punto di vista pensionistico, deve essere svolta per almeno la metà della vita lavorativa del dipendente. In alternativa, per quanto riguarda il lavoro notturno, questo deve essere stato praticato negli ultimi 10 anni prima della pensione per almeno 7 anni.

Per quanto riguarda la pensione anticipata per i lavori usuranti, le condizioni sono le seguenti: le donne possono andare in pensione anticipata con almeno 41 anni e 10 anni di contributi, mentre gli uomini con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi. In alternativa, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi.

Hanno diritto alla pensione anticipata anche i lavoratori che sono impegnati in mansioni faticose o che svolgono lavoro notturno, sia nel settore pubblico che privato che rientrano nei criteri dei lavori usuranti e presentino i seguenti requisiti: almeno 61 anni e 7 mesi di età, un minimo di 35 anni di anzianità contributive e il raggiungimento della “quota 97,6”.

Requisiti

Il lavoratore deve mostrare il possesso congiunto di questi tre requisiti:

  • un’età non inferiore a 61 anni e 7 mesi;
  • un’anzianità contributiva di almeno 35 anni;
  • il raggiungimento del quorum della quota 97,6.

A questi due requisiti ne vanno aggiunti altri. Nel caso si tratti di pensioni con decorrenza entro il 31 dicembre 2017, almeno sette anni degli ultimi dieci devono essere stati di attività lavorative usuranti. Per le pensioni con decorrenza dal primo gennaio 2018 in poi, invece, il beneficio è riconosciuto a chi abbia svolto lavori usuranti almeno la metà della vita lavorativa.

Lo stesso vale per i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età per un periodo di almeno 12 mesi, anche non continuativo. Anche in questo caso, le leggi prevedono determinati benefici relativamente al conteggio dell’anzianità e alle maggiorazioni per lavori usuranti, tra cui la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Si rammenta infine che anche nel 2025 le categorie dei lavoratori usuranti e notturni, come sopra individuate, possono accedere alla pensione anticipata al compimento di 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica, se hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Dal 1° gennaio 2019 è prevista l'applicazione di una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

Tabella riassuntiva dei requisiti per la pensione anticipata

Tipo di Pensione Condizione
Pensione Anticipata 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (indipendentemente dall’età anagrafica)
Pensione di Vecchiaia 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi

APE Sociale

Per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti è stata confermata l’APE sociale, introdotta con la Legge di Bilancio 2017. Si tratta di un’agevolazione che consente di accedere a un’indennità per i lavoratori in difficoltà, purché abbiano almeno 63 anni di età.

L’APE sociale, introdotta con la Legge di Bilancio 2017 (Legge 232/2016), prevede la possibilità di pensionamento anticipato a 63 anni, con un importo ponte fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione convenzionale.

Come presentare la domanda

Per conseguire il beneficio del pensionamento con le quote di cui al dlgs 67/2011 gli interessati devono presentare una apposita domanda alla sede INPS entro il 1° Maggio dell’anno precedente a quello in cui si maturano i requisiti agevolati volta ad ottenere il riconoscimento di lavoro usurante. Per cui entro il 1° maggio 2025 devono produrre la domanda i lavoratori che perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi nel 2026.

La domanda deve essere presentata all'Istituto previdenziale presso il quale il lavoratore e' iscritto, e deve essere corredata da copia o estratti della documentazione prevista dalla normativa vigente al momento dello svolgimento delle attivita' usuranti e dagli elementi di prova in data certa da cui emerga la sussistenza dei requisiti necessari per l'anticipo del pensionamento (cfr: Circolare del Ministero del Lavoro 22/2011).

Si ricorda che la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti può essere presentata anche da lavoratori dipendenti che raggiungono il requisito contributivo minimo cumulando la contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi (es. commercianti o artigiani). In tal caso i requisiti anagrafici ed il quorum sono innalzati rispettivamente di un anno ciascuno e la decorrenza della pensione avviene trascorsi 18 mesi dal perfezionamento dei requisiti. Come accennato resta comunque aperta la possibilità di ottenere, se piu' favorevole, la pensione con i requisiti previsti generali dalla Riforma Fornero.

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