L'Abruzzo, terra di origine, un punto fermo nella vita di un uomo che ha fatto del corpo e della passione un'arte. Ma questa non è la storia di Rocco Siffredi. Questa è una storia che sfiora il mondo dello spettacolo, intrecciandosi con aneddoti politici e personali.
Il senatore, con radici ben piantate a Giuliano Teatino, nell'Appennino abruzzese, ha iniziato la sua vita lavorativa presto, con il padre emigrante in Germania e la zappa in mano fin da bambino.
Gli Inizi: Dalla Campagna Svizzera alla Politica
Il senatore parte dal primo approccio con la politica, quando ancora era solo un operaio in Svizzera: “Portavo gli emigranti abruzzesi a votare per Romeo Ricciuti, della Dc”.
Tutti democristiani? “No, il biglietto era gratis. Tornavamo con l’autobus carico di olio e vino”. Ma Ricciuti lo votavano veramente? “Non lo so, che mi frega a me”.
Brutti voti, stenti e tante privazioni: “Senza Vespa non si rimorchiava”. Così a 17 anni lascia il paesello: destinazione Svizzera. Trova lavoro, e non solo. Trova Isabelle: “Ero alla fermata dell’autobus elettrico, come si chiama?”. Filobus. “Quello. Arriva lei, mi sorride. Era bionda e bella. L’ho accompagnata a casa”.
L'Amore e la Famiglia: Un Pilastro nella Vita del Senatore
Tra pinte generose e una bourguignonne di carne, un’ombra che si allunga sui pensieri del senatore: Maria Jesús, la moglie. 62 anni, spagnola di Leòn, pescarese d’adozione.
Si scoprirà che in casa i pantaloni li porta lei. Ma è ancora presto.
Aneddoti e Confessioni: Un Viaggio nella Vita Privata
La Boschi? Qualcosa non torna. Scopriamo che ha iniziato le superiori a 16 anni, poi confessa di non averle mai finite. Perché a 16 anni? “Un incidente alla gamba, persi un anno”. Sì, ma ne manca un altro. “Bocciato in quarta elementare dalla signora Testa”. La prima maestra? “Quella chiattona”.
Immaginiamo il putiferio. “Macché, abbiamo solo parlato”. Di cosa? “Non lo so. Era svizzera, mica ci capivo un cazzo”.
Si è rifatto con gli interessi - dice - qualche giorno dopo: è stata la sua prima volta. È l’inizio di una carriera inarrestabile, almeno a parole: tedesche, francesi, spagnole.
Ma in Parlamento, la Boschi? “Meglio la Pinotti”. Come la Pinotti? “Bellissima, vista l’età”.
Parlo con tutti. Razzi è ecumenico: “Parlo anche coi grillini. Con Massimo sono grande amico”. Si scoprirà poi che Massimo è Alessandro Di Battista. “Ci facciamo le foto insieme”.
L'Ambizione Politica e il Rapporto con le Donne
Ancora l’iPhone, questa volta per mostrare il pantheon di amici e ammiratori in selfie fotocopia: Berlusconi, una ballerina, Inzaghi, ancora Berlusconi, Sophia Loren, il satrapo bielorusso Lukashenko. Senatore, sa chi è questo? “Quello dell’ex Urss. Dell’Azerbaijan, mi pare”. Lukashenko, il dittatore!
“Io parlo con tutti. Per questo gredo che…”. Razzi non osa, serve un’imbeccata. Che ministero vorrebbe? “Gli Esteri, parlo anche le lingue”.
Quando si allontana, lo sguardo del senatore cade sul bacino. Bello, eh?
Come in Svizzera: “Dove ci sono i contact-bar. Ci vai, conosci una ragazza. Poi se vi piacete si sale in camera. Ci si fa la doccia, senza malattie”. Lui certe cose le sa per sentito dire.
Lo ripete più volte, anche se nessuno glielo chiede. Ma quanto costa un contact ravvicinato al contact-bar? “Cento franchi, 80-85 euro a seconda del cambio”, risponde senza battere ciglio.
Per fortuna arriva Giorgia, una giovane fan: “Lei è quello di Crozza, quello che non sa l’italiano? Dai, andiamo dentro”. Lo prende sottobraccio e lo porta sotto il palo della lap-dance.
Per stemperare la tensione, si va di biliardino. Anche qui Razzi non è mai solo, i ragazzi gli si fanno incontro: vogliono un selfie “con quello di Crozza”.
Non sono le donne, ma la vanità il peccato del senatore: il successo si misura dal numero di persone che ti riconoscono per strada. Come Berlusconi: “Gli vogliono bene ovunque”. Dice Silvio, ma parla di sé.
Il Sogno del Reality Show e il Legame con la Famiglia
Ha rifiutato l’Isola dei famosi, non ha spiegato la vera ragione: “Sicuro che vincerei”. E allora? “È mia moglie. Maria Jesús non vuole. Dice che è faticoso… che devo prendere le medicine”.
Razzi è un leone addomesticato.
Prima di andar via, il senatore si avvicina con aria confidenziale. Ti aspetteresti un “fatti li cazzi tua” e invece: “Il matrimonio è una gabbia, ma mi ha dato due figli: uno idraulico, l’altro vende tv. Bravi ragazzi, non si avantano del padre senatore”.
Ci lasciamo di fronte all’albergo dove vive: “60 euro a notte in bassa stazione, 100 in alta”. Ma la prossima volta si va al night? “No, quando si è senatori, bisogna comportarsi seri.
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