Investire nell’efficienza energetica della propria abitazione oggi è ancora più conveniente. Il Decreto Rilancio ha reintrodotto la possibilità di godere dello sconto immediato in fattura al posto della detrazione fiscale del 50 o del 65%, come accade per il Superbonus.
Con il Decreto Rilancio è stata ripristinata per il “normale” Ecobonus la possibilità per i privati di chiedere uno sconto immediato in fattura. La novità introdotta dal Decreto Rilancio significa che invece di portare in detrazione Irpef la quota riconosciuta per le spese agevolate in 10 anni , è possibile chiedere in alternativa uno sconto sulla fattura da parte del prestatore dei lavori (installatore, impiantista, idraulico, serramentista, ecc): lo sconto è del 65% o del 50% della spesa per l’Ecobonus o Bonus Ristrutturazione (a seconda degli interventi), mentre è del 100% per il Superbonus (non è riconosciuto il 10% aggiuntivo che vale per la detrazione fiscale).
In pratica, si riceve subito l’agevolazione in un’unica tranche e non si aspettano 10 o 5 anni per recuperarla. Questa diventa tra l’altro l’unica opzione praticabile quando non si ha capienza nell'Irpef per usufruire della detrazione oppure se si opera in un regime agevolato che non consente di scaricare le spese.
Lo sconto in fattura era già stato introdotto nel 2019 con il Decreto Crescita (Legge 28 giugno 2019, n° 58), ma dal primo gennaio del 2020 era stato sospeso per i privati e concesso solamente per i lavori sulle parti comuni dei condomìni, a causa delle difficoltà riscontrate nell’applicazione concreta dell’agevolazione: non era prevista, in quel momento, la possibilità per gli installatori di poter cedere il credito a un altro soggetto e risultava quindi poco conveniente per loro anticipare le somme, che poi avrebbero recuperato in ben dieci anni.
Come Funziona lo Sconto in Fattura per Ristrutturazioni e Bonus Casa?
Sconto in fattura ristrutturazioni e Bonus Casa: funziona o non funziona? Diciamo che funziona. Con riferimento alla modalità di esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura, si ricorda che lo sconto deve essere applicato in relazione a ciascuna fattura (anche in caso di sconto parziale) e la restante parte non coperta da sconto deve essere pagata utilizzando, nei casi previsti dalla norma, il bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Ad esempio, nel caso di opzione per lo sconto in fattura a fronte di spese per interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 16-bis del TUIR, per i quali spetta una detrazione del 50 per cento, qualora i lavori agevolabili siano fatturati con due documenti di spesa distinti, è necessario - per fruire dell’agevolazione - applicare lo sconto (nella misura massima del 50 per cento) su ognuno dei predetti documenti e pagare con bonifico bancario o postale le restanti parti.
Questa è la nota n.18 riportata a pagina 10 della circolare 19/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate. Una nota che sembra essere sfuggita ai meno attenti, ma che ci permette di capire che lo sconto in fattura ristrutturazioni è “limitato” e che, anche nei piccoli cantieri transennati al 110, non è tutto rose e fiori. Ci sono troppi limiti che rendono i cantieri complicati!
Limiti e Complicazioni dello Sconto in Fattura
Se ti stai chiedendo “come funziona lo sconto in fattura ristrutturazioni nei cantieri che prevedono lavori con il Bonus Casa?” o “come ottenere lo sconto in fattura ristrutturazioni senza troppi problemi?”, continua pure a leggere. In meno di 5 minuti scoprirai quali sono i limiti che fanno funzionare male questa misura alternativa alla detrazione fiscale diretta e qual è la soluzione per garantire ai clienti sicure detrazioni fiscali. Magari già ti sei trovato in situazioni “scomode” e sei qui a leggere è perché vuoi vederci chiaro, perché forse ti sfugge qualcosa (come la nota n.18) e non vuoi ritrovarti in una spiacevole situazione.
La nota n.18 della circolare sta facendo discutere non poco. E per meglio comprendere la situazione, ecco un esempio: sostituzione caldaia al 50%. Restiamo nel perimetro del Bonus Casa, con un importo totale diviso tra acconto e saldo. Ora, secondo la nota delle Entrate, se il fornitore concede al cliente uno sconto dovrà applicarlo allo stesso modo in entrambe le fatture. E iniziano i problemi!
Esempio Pratico: Sostituzione Caldaia e Sconto in Fattura
Diamo spazio ai numeri e immaginiamo che il totale sia di 6.ooo euro, di cui 2.000 in acconto e 4.000 a saldo: lo sconto, pari alla detrazione del 50%, dovrà essere applicato in entrambi i documenti, per un importo dovuto di 1.000 euro (acconto) e 2.ooo euro (saldo).
Il problema sorge nel caso in cui il fornitore chiede di farsi pagare interamente l’acconto, scaricando tutto lo sconto sul saldo. Il rischio è quello di compromettere il diritto alla detrazione e dai “piani alti”, in virtù di quanto definito proprio dalla nota riportata nella circolare in questione, potrebbe arrivare uno “STOP!”
Invece, nessun problema in caso di fattura unica! In parole molto semplici, con lo sconto in fattura ristrutturazioni sono previsti trattamenti diversi in base alla fatturazione.
Vincoli e Partecipazione di Diversi Fornitori
Sconto in fattura ristrutturazioni Bonus Casa: dov’è l’autonomia di scelta sulle spese a Sal e in base ai vari periodi d’imposta che la stessa Agenzia delle Entrate richiama nella circolare 23/E/2022? Il pagamento integrale con bonifico del primo acconto negherebbe la possibilità di procedere tramite lo “sconto” su tutte le altre fatture. Di conseguenza, e questo è un passaggio delicato, lo sconto integrale nell’acconto vincolerebbe le spese successive. C’è qualcosa che non quadra!
E se dovesse esserci un intervento Bonus Casa che prevede la partecipazione di diversi fornitori, peggio che andar di notte! Magari c’è l’idraulico, il tecnico che si occupa della pratica edilizia, l’asseveratore, l’impresa edile e… non è detto che tutti siano d’accordo a concedere lo sconto in fattura ristrutturazioni.
Cessione del Credito: Un'Alternativa?
Per la parte di bonus non scontata in fattura, il contribuente potrebbe scegliere la cessione del credito d’imposta. Però, ecco che spuntano i vincoli sulla cessione parziale del credito! E in particolar modo, ecco il vincolo del “codice di intervento” che deve essere lo stesso. Sembra una strada senza via d’uscita.
Una chance per cedere solo una parte del Bonus c’è: far ricadere le spese in anni diversi o in diversi stati di avanzamento lavori. Ma quanto è difficile gestire un intervento del genere? Tanto!
Aggiornamenti Recenti: Legge di Bilancio 2023 e DL Milleproroghe
La Legge di Bilancio 2023 aveva già apportato diverse modifiche al numero di agevolazioni edilizie, andando a cancellare il bonus facciate e ridimensionando le percentuali del Superbonus 110% in maniera progressiva fino al 2025 (dal 90% di quest’anno si arriverà al 65%). Molte altre agevolazioni erano state prorogate anche se con percentuali e tetti massimi di spesa un po’ diversi. Restano fruibili il bonus ristrutturazione, il sisma bonus, il bonus verde e il bonus mobili ed elettrodomestici, ma cambiano le modalità.
Da quest’anno in poi, infatti, non sarà più possibile ottenere la detrazione al momento del pagamento né cedere il proprio credito a un ente esterno. Tutte queste agevolazioni saranno richiedibili al momento della dichiarazione dei redditi e verranno rateizzate nel corso di 5 o 10 anni (a seconda del bonus in questione).
Lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura è arrivato anche per gli interventi antisismici, di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico e effettuati in condominio. Potranno ancora richiedere l’erogazione del bonus attraverso lo sconto in fattura o la cessione del credito solo i contribuenti che hanno dato inizio ai lavori nel 2022. Il decreto Milleproroghe del 23 febbraio ha fissato anche una data di scadenza per la presentazione della domanda all’Agenzia delle Entrate: il 31 marzo 2023.
Chi non ha potuto presentare la CILA o CILAS entro il 17 febbraio 2023, non può più usufruire di questi strumenti, ma potrà richiedere il bonus al momento della dichiarazione dei redditi.
Sconto in Fattura con Caldaie a Condensazione e Pompe di Calore Riello
Con le caldaie a condensazione e le pompe di calore Riello puoi richiedere fino al 65% di sconto in fattura sugli interventi di riqualificazione energetica.
Cos’è lo sconto in fattura? È la modalità, alternativa alla compensazione negli anni previsti dalla detrazione, di ricevere il credito d’imposta come contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo del fornitore.
| Componenti e tecnologie | Aliquota di detrazione |
|---|---|
| Serramenti e infissi | 50% |
| Schermature solari | |
| Caldaie a biomassa | 65% |
| Caldaie a condensazione classe A | |
| Riqualificazione globale dell’edificio | |
| Caldaie a condensazione classe A+ Sistema termoregolazione evoluto | |
| Generatori di aria calda a condensazione | |
| Pompe di calore | |
| Scaldacqua a PDC | |
| Coibentazione involucro | |
| Collettori solari | |
| Generatori ibridi Sistemi di building automation Microcogeneratori |
Causale bonifico: Lavori volti al risparmio energetico ai sensi art. 1, co. 344-347, L. 27/12/2006, n.
Conosciamo insieme cosa è lo sconto in fattura detrazione 50% e quali sono i vantaggi che si ottengono utilizzando questo bonus che lo stato mette a disposizione. Ottieni subito la detrazione ristrutturazione sconto in fattura con Edil Idraulica!
Grazie alla detrazione puoi beneficiare di diversi interventi di ristrutturazione, ovvero 50% su manutenzione straordinaria, risanamento e restauro conservativo, ristrutturazione nel campo dellè edilizia, manutenzione ordinaria ed il 65% sull’efficientamento energetico.
Dettagli sull'Applicazione dello Sconto in Fattura
Cos’è il bonus ristrutturazione? Si tratta della detrazione con sconto in fattura che permette di ottenere rimborso del 50% dei costi sostenuti per determinate tipologie di interventi.
Cosa si ottiene con la detrazione ristrutturazione sconto in fattura? Ottieni subito con lo sconto in fattura la detrazione del 50% con il vantaggio dello sconto diretto in fattura invece della detrazione fiscale in 10 anni.
Lo sconto in fattura su quali interventi è applicabile? L’articolo 121, comma 2, evidenzia gli interventi che possono godere dello sconto in fattura e della cessione del credito:
- Efficienza energetica
- Installazione di impianti fotovoltaici
- Recupero del patrimonio edilizio
- Recupero o restauro della facciata
- Adozione di misure antisismiche
- Installazione colonnine per la ricarica
In pratica, lo sconto in fattura interessa:
- Bonus Ristrutturazioni: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia compresi gli interventi sulle parti comuni dei condomini.
- Ecobonus al 110%
- Ecobonus al 50% e al 65%: è possibile effettuare l’installazione del cappotto termico, pannelli solari, della caldaia a condensazione, sostituire infissi ecc.;
- Bonus Facciate
- Colonnine di ricarica per auto elettriche
- Sismabonus: su tutti quegli edifici che rientrano nelle zone sismiche 1, 2 e 3
Sono esenti dallo sconto in fattura il bonus mobili e il bonus verde.
Cosa è ammesso nella detrazione 50 ristrutturazione sconto in fattura? E’ ammesso dal bonus ristrutturazione l’acquisto dei materiale quali: pavimenti, rivestimenti, ceramiche, porte, finestre, parquet, termoarredo, edilizia.
Come sarà eseguito lo sconto in fattura detrazione 50%? Il totale dell’ordine sarà scontato del 50% con la cessione del credito, che non avrà costi di gestione della pratica.
Cosa rientra nella ristrutturazione al 50? Con la detrazione 50 ristrutturazione sconto in fattura spendi la metà e scegli subito i materiali per la tua casa, scegli il meglio tra pavimenti, arredobagno, porte, rivestimenti, tutto delle migliori marche, alta qualità, grazie alla cessione del credito!
In quali casi non è applicabile lo sconto in fattura? Lo sconto in fattura non è applicabile agli arredi (tra cui le cucine) o i pavimenti per esterno.
Qual’è il limite massimo per la detrazione? C’è un limite massimo fissato per unità abitativa pari a 96.000 euro per unità immobiliare, per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici condominiali.
Esempio di Sconto in Fattura
Poniamo di dover restaurare il porticato e di spendere 4.000 € a cui corrisponde una detrazione pari a 2.000 euro (50%). L’impresa, applicando uno sconto in fattura pari a 2.000 euro, ti chiederà di liquidare i rimanti 2.000 €. Ne segue che l’impresa maturerà un credito d’imposta pari a 2.000 euro, pari allo sconto applicato.
Qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione del credito? Mediante lo sconto in fattura, l’impresa che realizza i lavori ti anticipa la spesa detraibile, quindi viene pagata solo la metà e l’impresa può o meno decidere di cedere il credito alle banche o diversamente ad altri intermediari.
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