Il colpo d'ariete è un fenomeno che si verifica quando una corrente d'acqua in un tubo viene improvvisamente interrotta, causando un'ondata di pressione molto forte. Questo può danneggiare tubature e pompe.

La soluzione di 12 lettere per la definizione "Il fenomeno noto anche come urto idraulico" è 'Colpo D Ariete'.

Cos'è il Colpo d'Ariete?

Il colpo d’ariete è un fenomeno idraulico che si presenta in una condotta quando un flusso di liquido in movimento al suo interno viene bruscamente fermato dalla repentina chiusura di una valvola. È come uno schiocco improvviso che mette a dura prova le strutture idrauliche.

In altre parole, si tratta di una vera e propria onda d’urto che va ad impattare contro una parete.

Conseguenze del Colpo d'Ariete

Il colpo d’ariete può causare lo scoppio di tubature; nel caso di tubature domestiche non si verifica lo scoppio di queste ma nel corso del tempo, potrebbe provocare danni alle giunzioni nonché elevata rumorosità e forti vibrazioni sia nelle tubazioni che nelle strutture.

Il colpo d’ariete si propaga nelle tubature ma va a danneggiare quegli organi più delicati come la parte cilindrica dei serbatoi (o bollitori). Molto più pericoloso è il caso in cui il colpo d’ariete si verifichi negli impianti industriali.

Prevenzione del Colpo d'Ariete

Per prevenire la comparsa del colpo d’ariete, è consigliabile installare degli ammortizzatori, come viene suggerito in particolare dalla norma UNI 9182:2014 “Impianti di alimentazione e distribuzione dell’acqua fredda e calda. Criteri di progettazione, collaudo e gestione”.

L’art. 15 della norma UNI 9182:2014 “Impianti di alimentazione e distribuzione dell’acqua fredda e calda.

Ariete Idraulico: Un'Applicazione Specifica

L'ariete idraulico si presta per piccoli impianti di sollevamento d'acqua, ad es. per uso potabile od agricolo, purché beninteso si disponga d'una certa caduta e d'una portata esuberante.

Lo schema di un ariete idraulico è indicato nella seguente figura.

Dalla condotta d'arrivo, l'acqua defluisce attraverso la valvola a; fino a che questa, trascinata dalla velocità d'efflusso, repentinamente si chiude. Ciò determina una sovrapressione (colpo d'ariete) che provoca l'apertura d'una seconda valvola a′, attraverso la quale una certa quantità d'acqua entra quindi in un serbatoio d'aria, che regolarizza il flusso nella condotta premente. La valvola a si riapre, sotto l'azione d'una molla opportunamente regolata; e il ciclo di funzionamento dell'apparecchio ricomincia.

Essendo Q la portata scaricata dall'apparecchio, q la portata sollevata, h l'altezza di carico a monte (al di sopra della valvola d'arresto a), h′ l'altezza di sollevamento (rispetto alla stessa valvola a).

Rischio Idrogeologico in Italia

L'idrogeologia è la disciplina delle scienze geologiche che studia le acque sotterranee, anche in rapporto alle acque superficiali. Nell’accezione comune, il termine dissesto idrogeologico viene invece usato per definire i fenomeni e i danni reali o potenziali causati dalle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee.

In Italia il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza. Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio ai dissesti idrogeologici, rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia (distribuzione dei rilievi) complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi.

Il tempo che intercorre tra l’inizio della pioggia e il manifestarsi della piena nel corso d’acqua può essere dunque molto breve. Il rischio idrogeologico è inoltre fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo.

Alluvioni: Un Aspetto del Rischio Idrogeologico

Si intende quindi la probabilità di subire allagamenti in seguito all’esondazione di un corso d’acqua. L’alluvione è l’allagamento di un’area dove normalmente non c’è acqua.

A originare un’alluvione sono prevalentemente piogge abbondanti o prolungate. Le precipitazioni, infatti, possono avere effetti significativi sulla portata di fiumi, torrenti, canali e reti fognarie. Un corso d’acqua può ingrossarsi fino a esondare, cioè straripare o rompere gli argini, allagando il territorio circostante.

Non tutti i corsi d’acqua, però, si presentano e si comportano allo stesso modo. Le fiumare, per esempio - diffuse nell’Italia meridionale - diventano veri e propri fiumi solo quando piove molto. Al diminuire delle precipitazioni, il livello delle acque può ridursi fino a lasciare il letto asciutto.

Altri corsi d’acqua addirittura non si vedono perché coperti artificialmente per lunghi tratti: sono i fiumi tombati. Per questi, come per le reti fognarie, l’incapacità di contenere l’acqua piovana in eccesso può determinare allagamenti. In generale, forti precipitazioni hanno effetti più gravi nei centri urbani.

Previsione e Prevenzione delle Alluvioni

Il rischio alluvione è molto diffuso in Italia. Le aree che possono essere interessate dallo straripamento di fiumi di grandi dimensioni sono individuate dal Pai - Piano di assetto idrogeologico - realizzato dall’Autorità di Bacino o dalla Regione. Il Comune elabora il Piano di protezione civile tenendo conto delle informazioni del Pai e di eventuali altri studi sulle aree a rischio.

Più grande è il corso d’acqua, più aumenta la capacità di previsione. L’innalzamento del livello delle acque in un fiume di grandi dimensioni - come l’Arno, il Tevere o il Po - è infatti un fenomeno che avviene lentamente, da diverse ore a più giorni. Ciò consente un monitoraggio costante e soprattutto azioni di prevenzione.

Al contrario, il livello delle acque di piccoli fiumi o torrenti può crescere molto rapidamente, lasciando tempi di intervento ridotti. In questi casi - come per le fiumare, i fiumi tombati e le reti fognarie - non sempre siamo in grado di prevedere eventuali allagamenti, tanto meno quando e dove si verificheranno.

Le previsioni meteo, da cui dipendono le previsioni delle alluvioni, ci indicano infatti solo la probabilità di precipitazioni in un’area vasta, non la certezza che si verifichino in un punto o in un altro.

Oltre alla manutenzione periodica di corsi d’acqua e reti fognarie, è possibile realizzare opere per diminuire la probabilità che si verifichi un’alluvione o per ridurne l’impatto (per esempio, la costruzione di argini). Tuttavia gli effetti di un’alluvione si riducono soprattutto con provvedimenti che impediscono o limitano l’espansione urbanistica nelle aree alluvionabili.

Altri strumenti sono i sistemi di allertamento, che permettono l’attivazione della protezione civile locale, la pianificazione e le esercitazioni.

Il Sistema di Allertamento Nazionale

Le previsioni dei fenomeni meteorologici e dei loro effetti al suolo sono raccolte e condivise dalla rete dei Centri funzionali, cardine del Sistema di allertamento nazionale gestito dal Dipartimento della Protezione Civile, le Regioni e le Province Autonome.

Sulla base di queste informazioni, ciascuna Regione e Provincia Autonoma valuta le situazioni di pericolo che si potrebbero verificare sul proprio territorio e, se necessario, trasmette le allerte ai sistemi locali di protezione civile. Spetta poi ai Sindaci attivare i Piani di protezione civile, informare i cittadini sulle situazioni di rischio e decidere quali azioni intraprendere per tutelare la popolazione.

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