Scoprire di essere intolleranti al lattosio potrebbe inizialmente disorientarvi e portarvi a pensare: “E adesso cosa mangio? La mia alimentazione cambierà radicalmente!“.Noi vi rispondiamo: “Non è detto”. Scorrete il mouse e scopriamo insieme cosa comporta una dieta senza lattosio, quali alimenti evitare e quali i benefici per il vostro fisico.
Cos'è l'Intolleranza al Lattosio?
Il lattosio, conosciuto anche come “zucchero del latte”, è uno zucchero presente nella maggior parte di latte e derivati. Essere intolleranti al lattosio significa non riuscire a digerire completamente questo zucchero. Infatti la lattasi, che di norma troviamo nei villi intestinali del duodeno, scinde il lattosio nei suoi due composti più semplici: il galattosio e il glucosio. Quando non viene prodotta dall’organismo, o lo è in quantità insufficiente, questa scomposizione dello zucchero risulta impossibile o, per lo meno, deficitaria.
Di conseguenza il lattosio si accumula nell’intestino crasso, dove dà luogo a fenomeni di fermentazione ad opera dei batteri presenti nella flora batterica intestinale.
Essere intolleranti al lattosio significa essere incapaci di digerire e assimilare questo specifico zucchero. L'intolleranza può essere totale o parziale a seconda di quale (e quanta) sia la carenza enzimatica dell’organismo. Se l’enzima manca completamente, l’intolleranza darà sintomi più violenti.
Tutte le persone che soffrono di intolleranza al lattosio non sono in grado di digerire e assimilare completamente e correttamente il principale zucchero del latte perché manca loro l’enzima che ha il compito di farlo: la lattasi. Tra queste sgradevoli conseguenze si annoverano disturbi gastrointestinali tipici - diarrea, nausea accompagnata sovente da vomito, gonfiore addominale - ma anche mal di testa, dermatiti, senso di spossatezza.
Quante persone soffrono, nel mondo, di intolleranza la lattosio? Tantissime! Circa sette individui su dieci senza distinzione tra uomini e donne. In Italia si stima che circa la metà della popolazione sia carente in parte o del tutto di enzima lattasi. Sebbene il disturbo compaia più frequentemente nei bambini, non è raro che, però, i sintomi si avvertano in età adulta o la diagnosi arrivi tardivamente.
Tipologie di Intolleranza al Lattosio
A proposito di forma, questa intolleranza, che nasce dalla totale o parziale mancanza dell’enzima lattasi nell’intestino di chi ne soffre, può insorgere in età adulta, o (più comunemente), nei bambini.
- Intolleranza al lattosio genetica o primaria: Si tratta in assoluto della tipologia più comune, che insorge di solito entro i due anni di vita a causa di una progressiva riduzione della lattasi nell’intestino del bambino, più o meno dopo che ha termine l’allattamento al seno.
- Intolleranza secondaria o acquisita: In questo secondo caso, l’intolleranza al lattosio insorge come complicanza o conseguenza di altra condizione patologica. In genere l’incapacità dell’intestino tenue di produrre l’enzima lattasi si verifica a seguito di malattie infiammatorie intestinali, ad esempio il morbo di Crohn, o di altre intolleranze croniche come la celiachia. A volte anche interventi chirurgici o “banali” gastroenteriti virali acute possono inibire la produzione di lattasi.
- Intolleranza al lattosio congenita: Questa condizione è la più rara, fortunatamente, e si verifica quando la mancanza di enzima lattasi si trasmette per via ereditaria da entrambi i genitori. Il bambino/a viene al mondo già incapace di digerire il latte materno.
Alimenti da Evitare
Se si è soggetti a tale condizione i consigli alimentari da seguire dipendono dal grado di intolleranza e variano da individuo a individuo. Di seguito una lista prodotti che un soggetto intollerante dovrebbe assolutamente evitare:
- Latte, formaggi (freschi e stagionati), gelati, panna, formaggi spalmabili
- Dolci preparati con burro e latte, creme a base di latte
- Pane al latte
- Cioccolato (anche fondente)
- Burro, Margarine
Erroneamente, si tende a pensare che basti eliminare il latte di mucca dalla propria dieta o da quella del bambino, se l’intolleranza si manifesta in età infantile, per risolvere tutto. Peccato che il lattosio sia comunque presente in altri latti (ad esempio di capra, sebbene in concentrazioni inferiori, e naturalmente nel latte materno), e in tutti i latticini o nei cibi e nelle bevande che li contengano.
Benefici di una Dieta Senza Lattosio
I benefici della dieta senza lattosio sono molteplici. Eliminando i prodotti a base di lattosio è possibile ridurre anche il gonfiore addominale, spesso causato da una cattiva digestione provocata dai latticini. A migliorare è anche la digestione, più rapida e priva di reflusso o sensazioni di acidità.
Dopo poco tempo, infatti, sarà possibile osservare una pelle meno grassa e più luminosa. Inoltre, è stato scientificamente provato che il consumo di latticini provoca un aumento dei livelli ematici di un ormone chiamato insulina-17, che è legato alla comparsa dell’acne. La dieta senza lattosio, al contrario, non ha alcun impatto negativo sull’acne.
Il rischio di sviluppare allergie viene significativamente ridotto, il che può essere molto importante per i bambini. Infine, migliora anche la salute delle ossa e dei denti, riducendo il rischio di osteoporosi e carie dentale.
Controindicazioni di una Dieta Senza Lattosio
Così come una dieta che prevede il consumo alimenti senza lattosio presenta numerosi vantaggi, essa comporta altrettanti punti a sfavore. L’inserimento di latte e derivati all’interno di un’alimentazione variegata aiuta sicuramente a soddisfare i fabbisogni nutrizionali giornalieri di alcuni nutrienti considerati “essenziali”.
Eliminare il latte dalla dieta, infatti, ci espone a carenze di calcio e di vitamina D, necessari per l’apparato scheletrico. Significherà, inoltre, privarsi anche di sali minerali, vitamina A, fosforo e magnesio, con conseguenti affaticamento e sonnolenza.
È pertanto fondamentale riuscire a consumare altri cibi per compensare l’assunzione di questi nutrienti. Oltre a verdura e pesce, è importante inserire carne e legumi al fine di evitare pericolose carenze.
Diagnosi di Intolleranza al Lattosio
Diagnosticare un’intolleranza al lattosio non è difficile, bastano un paio di test per avere una conferma rapida e attendibile. Il primo test disponibile è il breath test (test del respiro), anche definito H2 test o test all’idrogeno.
Il breath test è assai attendibile, se ben eseguito, ma ovviamente non ci informa di che tipo è la nostra intolleranza al lattosio, e non è possibile eseguirlo sui bambini piccoli e sui lattanti. Per loro, e per sapere se la carenza di enzima lattasi sia primaria o meno, si consiglia il test genetico, che si esegue facilmente con un tampone buccale.
Seguire una dieta povera di fibre il giorno precedente. Significa che sono permesse la carne (meglio se bianca), il pesce, le uova, mentre si raccomanda di evitare il consumo di ortaggi, di legumi, di cereali integrali, di frutta fresca e secca, di insaccati e di latticini, nonché di bevande alcoliche per gli adulti.
Se vi state chiedendo come si guarisce dall’intolleranza al lattosio, sappiate che se è presente nella sua forma primaria non guarisce, perché non è possibile ripristinare la produzione dell’enzima lattasi una volta che la predeterminazione genetica che ne impone lo stop sia in atto.
Se la diagnosi è, invece, di intolleranza al lattosio secondaria e transitoria, dovrete rinunciare completamente a tutto ciò che contenga lattosio per alcuni mesi - il tempo varia dai 3 ai 9 mesi - fino a completa remissione dei sintomi.
Alimenti Alternativi Senza Lattosio
Chi scopra di avere una intolleranza al lattosio permanente, dovrà infatti modificare in modo permanente la propria dieta quotidiana, eliminando tutti quegli alimenti e quelle bevande che contengano la sostanza “incriminata”. Ovviamente prendere nota di questa nutrita lista di alimenti vietati non implica che dobbiate rinunciare a tutti i prodotti caseari in blocco e al latte, specialmente se si parla di bambini/e. Al contrario, ormai non c’è grande gruppo industriale che non proponga linee di prodotti di origine lattiero-casearia privi di lattosio.
Inoltre, sono disponibili anche i prodotti “veg”, come le bevande, i gelati e le creme a base di bevande vegetali, tra cui la soia, la mandorla, cocco e riso. Si possono consumare con una certa tranquillità anche molti formaggi a pasta dura - del tipo grana, pecorino, provolone ecc. - purché a lunga stagionatura (meglio se oltre i 20 mesi). Ma il consiglio migliore, soprattutto per i bambini/e intolleranti, è quella di provare con piccole quantità e osservare la reazione dell’organismo.
Oltre alla dieta-terapia, per chi abbia una intolleranza permanente al lattosio, è possibile ovviare alla mancanza della lattasi assumendo degli enzimi che fanno il “lavoro” al suo posto. Si tratta di integratori da assumere un po’ prima dei pasti (o del pasto) in cui riteniamo di poter trovare il lattosio.
Tabella: Esempi di Formaggi Naturalmente Privi di Lattosio
| Tipo di Formaggio | Caratteristiche |
|---|---|
| Parmigiano Reggiano DOP | Stagionatura prolungata |
| Grana Padano | Stagionatura prolungata |
| Pecorino Stagionato | Almeno 36 mesi di stagionatura |
| Provolone Dolce e Affumicato | Lunga stagionatura |
Latte Delattosato: Cos'è e Quando Sceglierlo
Il latte delattosato è un prodotto modificato nel quale il lattosio viene scisso in glucosio e galattosio, due enzimi più facilmente assimilabili per l’organismo, come nel caso del latte Zymil. Il latte delattosato si ottiene attraverso un processo di idrolisi enzimatica del lattosio che viene effettuata su latte vaccino.
Il latte che viene sottoposto a questo processo risulta avere un sapore più dolce e delicato, perché sia il galattosio sia il glucosio hanno un elevato potere dolcificante rispetto allo zucchero originario, ma ciò che è importante dire è che i valori nutrizionali del latte delattosato sono identici a quelli assicurati dal latte per quanto riguarda contenuto di calcio e proteine. L’unica differenza è che il latte delattosato è molto più leggero e ad alta digeribilità.
Possono ricorrere al latte delattosato coloro che dopo la diagnosi del medico ottenuta attraverso test e indagini sanno di soffrire di un’intolleranza al lattosio, ma è anche un tipo di latte che può essere consumato da chiunque.
Falsi Miti sul Latte Senza Lattosio
Con il diffondersi delle intolleranze alimentari, e in particolar modo di quella al lattosio, sono anche aumentati i falsi miti sui nuovi prodotti pensati e messi in commercio per consentire ai soggetti intolleranti di gustare il latte e molti dei suoi derivati senza lattosio. Tra le molte notizie errate entrate in circolazione c’è anche quella che il latte senza lattosio, in quanto particolarmente dolce, faccia ingrassare, ma in realtà non è vero, anzi può aiutare le persone intolleranti ad alleviare fino ad annullare i fastidi dovuti alla mancata assimilazione del lattosio.
Effetti Collaterali del Latte Senza Lattosio
Anche il latte senza lattosio ha dei possibili effetti collaterali che riguardano principalmente l’apparato gastrointestinale. Mentre il latte senza lattosio è progettato per coloro con intolleranza al lattosio, un’eccessiva assunzione potrebbe portare a un sovradosaggio di lattosio. Alcune persone potrebbero assumere latte senza lattosio credendo di avere un’intolleranza al lattosio, quando in realtà potrebbero essere affette da altre allergie o intolleranze non diagnosticate.
Le interazioni tra il latte senza lattosio e i farmaci sono un aspetto importante da considerare. Alcuni farmaci potrebbero essere influenzati dalla presenza del lattosio nel latte senza lattosio o dalle reazioni digestive che esso può causare. Per evitare qualsiasi problema è consigliabile consultare un medico o un farmacista. Essi possono fornire informazioni specifiche sulle possibili interazioni tra il farmaco e il lattosio presente nel latte senza lattosio.
Alternative al Latte Tradizionale
Il latte vegetale è un’ottima alternativa al latte tradizionale. È disponibile in diverse varianti come latte di mandorle, latte di soia, latte di cocco e latte di avena. Queste opzioni sono naturalmente prive di lattosio e offrono una vasta gamma di nutrienti. Un’ulteriore soluzione innovativa sono gli integratori enzimatici come LATTASI PLUS. Questi integratori contengono l’enzima lattasi che aiuta a digerire il lattosio. Questi integratori possono essere assunti prima dei pasti contenenti lattosio per facilitare la digestione.
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