La calce, materiale da costruzione utilizzato fin dall'antichità, sta tornando protagonista nel settore degli intonaci grazie alle sue preziose caratteristiche, prima fra tutte il comportamento igroscopico.
Intonaco: Definizione e Storia
L'origine del nome "intonaco" deriva dal latino "tunicare", che significa "vestire", e da una forma supposta "intunicare", ovvero "coprire con la tonaca". Il termine si è affermato nel XIV secolo per indicare il rivestimento applicato al muro a scopo protettivo. L'intonaco è il rivestimento di superfici più diffuso fin dall'antichità, con testimonianze che raccontano di mattoni crudi ricoperti da intonaco nel palazzo Cosroe I Anushirvan, in Mesopotamia, risalente al V secolo a.C.
Vitruvio, nel periodo romano, definisce le modalità di realizzazione dell'intonaco a più strati, definendo la composizione del primo strato, il "rinzaffo", del secondo strato di arenato e del terzo strato, detto marmorato che abbina alla funzione di protezione anche quella di finitura. Da allora, ed ancora oggi, l'intonaco è il rivestimento più diffuso grazie alla sua facile applicazione ed alla sua economicità che ne permettono il rinnovo frequente.
Le Funzioni dell'Intonaco
L'operazione di intonacatura eseguita all'interno delle abitazioni permette di ottenere superfici murarie lisce e quindi adatte a ricevere tinte o carta da parati. La stesura dell'intonaco rende omogenee pareti sulle quali sono stati fatti passare impianti, dense di fori, tracce, tubazioni... l'intonaco corregge i (leggeri) fuori piombo ed i fuori squadra. L'intonaco interno ha la funzione di assorbire l'umidità superficiale delle pareti che si forma perchè la temperatura scende sotto il punto di condensa. Un buon intonaco deve evitare i fenomeni di gocciolamento.
Quello che dovremo pretendere da un intonaco è, quindi, un ottimo rado di igroscopicità, ossia una ottima capacità di assorbire e disperdere lentamente, sia verso l'esterno sia verso l'interno, l'eccesso di umidità relativa presente nell'ambiente.
Come si Applica un Intonaco
Un intonaco fatto a regola d'arte consiste in almeno tre strati: lo strato inferiore (rinzaffo sottile) ha lo scopo di fornire l'indispensabile aderenza alla muratura degli strati successivi di intonaco; il secondo strato, l'intonaco vero e proprio, dello spessore di 15/ 18 mm (intonaco grezzo) svolge i compiti propri all'intonaco (potere traspirante, igroscopico, idrorepellente, resistenza etc) infine lo strato ultimo, dallo spessore di qualche millimetro (intonaco fine) viene lisciato con frattazzo o pennello e diventa la base per l'ultimo trattamento di pittura.
Quello che cambia, nel caso di un intonaco tradizionale a calce, è la granulometria della sabbia utilizzata per intonacare che è sabbia grossa per lo strato di intonaco grezzo, mentre è sabbia fine nell'ultimo strato di intonaco fine.
Intonaco a Calce o a Cemento?
L'intonaco a base calce assolve egregiamente a queste esigenze, a differenza dell'intonaco a base cemento la cui igroscopicità è drammaticamente più bassa. Purtroppo la maggiore facilità nella stesura di un intonaco a base cemento e quindi il minor costo ha generato una enorme diffusione degli intonaci cementizi negli ultimi 50 anni a discapito della calce.
I problemi di formazione di condensa e muffa che si stanno verificando a seguito del maggiore isolamento nella costruzione degli edifici sta facendo riscoprire gli intonaci a base calce su cui molti produttori hanno iniziato ad investire, sebbene ancora vi sia, da parte degli applicatori, un notevole attrito a causa della maggiore difficoltà di applicazione e dei tempi più lunghi richiesti.
L'intonaco a base di calce, applicato in parete, funziona come un disinfettante naturale: grazie alla sua capacità di assorbire l'acqua superficiale dalle pareti toglie nutrimento a spore, batteri e muffe evitandone la prolificazione. Inoltre è caratterizzato da altissima traspirabilità e porosità, altro elemento sfavorevole alla formazione di muffe.
Calce: Storia, Chimica e Tecnica
La calce è il classico legante dei materiali da costruzione dell'antichità. Viene preparata mediante cottura di rocce calcaree (CaCO3). Queste, per decomposizione termica, si dissociano in ossido di calcio (Ca0) e anidride carbonica. Il processo avviene rapidamente verso i 1000°C. La massa porosa della calce formatasi, posta in contato con acqua, si trasforma in idrossido di calcio, Ca(OH), capace di indurire lentamente all'aria.
Poiché la trasformazione dell'ossido nell idrossido di calcio avviene con un forte sviluppo di calore, il primo veniva e viene ancora chiamato calce "viva" ed il secondo calce "spenta". L'idrossido di calcio, mescolato con acqua e sabbia, è in grado di formare una malta capace di indurire lentamente all'aria.
Inizialmente la malta perde la sua plasticità originale (presa) a seguito dell'evaporazione di una parte dell'acqua di impasto. Successivamente si verifica un lento e progressivo indurimento per la precipitazione di cristalli di CacO, a causa della reazione dell'idrossido di calcio con l'anidride carbonica dell'aria.
La resistenza meccanica a compressione di una malta di calce raggiunge valori di una decina di Mpa molto lentamente. Aggiungendo pozzolana alla calce, la malta è in grado di indurire più rapidamente, soprattutto a contatto con l'acqua. Infatti, a seguito delle reazioni dell'idrossido di calcio con l'allumina e la silice della pozzolana si possono formare prodotti insolubili in acqua (silicati e alluminati di calcio idrati) che contribuiscono considerevolmente all'indurimento della malta.
L'impiego della pozzolana, per il miglioramento delle malte di calce nei confronti dell'azione dell'acqua, fu una delle scoperte più rivoluzionarie degli antichi Romani nel settore delle costruzioni: soprattutto nelle opere idrauliche e marittime, ma anche in quelle semplicemente esposte all'azione della pioggia, l'impiego della pozzolana nelle malte a base di calce comportò un miglioramento in termini di prestazioni meccaniche e di durabilità come è testimoniato dallo stato di conservazione di molte opere costruite oltre 2000 anni fa.
La Calce Idraulica
Nel trattamento termico a circa 900-1000° di una marna calcarea, miscela naturale di calcare e argilla, si forma l'ossido di calcio che successivamente si combina con la silice e l'allumina dell'argilla formando prodotti (silicato biocalcico e alluminato monocalcico) capaci di indurire con l'acqua. Con aggiunta di acqua in quantità stechiometricamente controllata si può convertire l'ossido di calcio non combinato in idrossido di calcio e pertanto, alla fine del processo, la calce idraulica contiene una miscela di Ca(OH), silicato bicalcico (CasSiO.), alluminato monocalcico (CaAlzO4), oltre a silice e allumina non combinati.
Il prodotto così ottenuto si comporta da legante idraulico soprattutto per la presenza del silicato e dell'alluminato di calcio, ma anche per la presenza di silice e allumina non combinate (e amorfe) capaci di reagire con l'idrossido di calcio.
La produzione di calce idraulica ha affrancato i costruttori dalla disponibilità di pozzolana, non sempre localmente reperibile, per la produzione di malte idrauliche meccanicamente più resistenti e capaci di indurire anche senza essere a contatto dell'aria. La calce idraulica, la cui produzione industriale è iniziata nel XVIII secolo, può essere considerata il precursore del moderno cemento portland.
Calce Idraulica Naturale NHL 3.5
La CALCE IDRAULICA NATURALE NHL 3.5 è impiegata nella preparazione in cantiere di malte per muratura e intonaci per interni ed esterni. Le caratteristiche meccaniche, l'elevato grado di porosità e il basso contenuto di sali idrosolubili delle malte realizzate con la CALCE IDRAULICA NATURALE NHL 3.5 ne consigliano l'uso nel restauro, nelle ristrutturazioni e nella Bioedilizia.
Caratteristiche Principali della Calce Idraulica Naturale NHL 3.5:
- Elevata traspirabilità
- Ottima compatibilità con materiali tradizionali
- Basso contenuto di sali solubili
- Resistenza alla formazione di muffe
- Idonea per bioedilizia e restauro storico
Prodotti a Base Calce
Esistono diversi prodotti a base calce disponibili sul mercato:
- Grassello di Calce: Calce spenta (idratata) ottenuta dalla cottura di pietra calcarea con impurità inferiori al 10%.
- Latte di Calce: Diluizione del grassello per ottenere uno sciroppo denso, utilizzato per la tradizionale pittura a calce.
- Calce Idrata in Polvere: Ottenuta tramite frantumazione, idratazione e macinazione della pietra calcarea cotta.
- Calce Idraulica in Polvere: Ottenuta dalla cottura di pietre calcaree contenenti argilla.
Intonaco 700 Bio-Intonaco di Fondo a Base di Calce Idraulica Naturale NHL 3,5
INTONACO 700 viene usato come intonaco di fondo a mano o a macchina su murature in mattoni e/o pietra, vecchie e nuove.
Consigli Pratici per l'Applicazione di Intonaci di Calce Naturale
L'articolo vuole dare indicazioni pratiche e utili per l'applicazione degli intonaci di calce naturale, sia aerea sia idraulica. Ancora oggi, nonostante i produttori di intonaci di calce siano notevolmente aumentati, c'è molta diffidenza nel suo uso. Il manufatto romano e quello veneziano venivano prodotti nel giro di mesi, per poter lasciar ben maturare lo strato precedente prima di applicare il successivo.
Se una malta tradizionale contiene circa il 20-22% di acqua di impasto gli intonaci monostrato ne contengono fino al 28%. I tempi di idratazione naturale del legante non viene rispettato perché il materiale si miscela mentre viaggia nei tubi dell’applicatore e quindi è necessario mettere più acqua e additivi bagnanti e fluidificanti per trasportare il materiale per 20 metri e oltre di tubo. Questa maggiore quantità di acqua comporta un maggiore ritiro fisiologico della malta, una volta applicata, con crepe e distacchi dal supporto.
La parti di muro che devono essere risarcite, perché ammalorate, saranno ricostruite con la stessa malta di calce utilizzata per gli intonaci. Intervenendo in questo modo, evitiamo di procurare danni e di innescare future patologie ad un muro, come ad esempio lo sviluppo dei sali, cosa invece che succede facilmente quando impieghiamo malta cementizia per riparare vecchi muri. Il cemento venduto oggi contiene sempre discrete quantità di sali, che derivano dalle impurità delle materie prime impiegate per la produzione.
Se vogliamo rendere idraulica la malta di grassello e sabbia, non dobbiamo far altro che aggiungere la polvere di cocciopesto. Figura 3: Polvere di cocciopesto, usata come “additivo” per idraulicizzare la malta di calce aerea. Questa additivazione è sempre consigliata quando ci si trova davanti a superfici poco consistenti, come muri antichi, oppure difficili per l’aggrappaggio, quali il cemento armato.
Durante la stagione fredda, un modo per accelerare la presa della malta di calce aerea, per realizzare spigoli e guide, è quello di additivare il contenuto del sacco di malta grezza con qualche cazzuola di calce idraulica naturale. Questa piccola additivazione è più che sufficiente per far indurire guide e spigoli nel giro di poche ore, permettendo agli applicatori di lavorare senza avere tempi morti.
Palladio Calce Natura NHL 5
PALLADIO CALCE NATURA NHL5 è prodotta per calcinazione di calcari marnosi. Il processo produttivo, del tutto tradizionale, non prevede aggiunta di alcun materiale estraneo che modifichi la composizione naturale delle rocce di partenza. Alla cottura, segue lo spegnimento e la maturazione prima di procedere alla macinazione e infine al confezionamento.
PALLADIO CALCE NATURA NHL 5 viene impiegata nella preparazione in cantiere di malte per muratura e intonaci interni ed esterni. Nel Restauro Architettonico e nel recupero di edilizia storica, le caratteristiche meccaniche, la porosità e il basso contenuto di sali solubili, assicurano completa compatibilità di PALLADIO CALCE NATURA NHL 5 con i materiali da costruzione tradizionali (murature in pietra, mattone pieno, terra cruda ecc).
PALLADIO CALCE NATURA NHL 5 è adatta al confezionamento di malte per allettamento di muratura in laterizio, pietra, mattone pieno, per la realizzazione di intonaci di fondo e di finitura di elevata traspirabilità e lavorabilità caratterizzati da assenza di reattività nei confronti dei solfati, consente la regolazione igrometrica degli ambienti riducendo i rischi di condensa e di comparsa di muffa.
Calce Aerea vs. Calce Idraulica: Le Differenze
Mauro Menaldo, Product manager di Fassa Bortolo per il sistema risanamento, racconta le origini della calce aerea e di quella idraulica naturale, indicandone le caratteristiche e spiegando come scegliere la malta giusta per gli interventi di restauro e la realizzazione di edifici più confortevoli e rispettosi dell'ambiente.
La calce aerea (essendo un legante di tipo aereo per l’appunto) può indurire o, per meglio dire far presa, esclusivamente in aria, mentre la calce idraulica (essendo un legante idraulico che comunque differisce dal cemento perché richiede spegnimento prima della messa in opera) può far presa sia in aria sia in ambiente fortemente umido o in acqua. La calce aerea deriva dalla cottura (calcinazione) di pietre calcaree costituite prevalentemente da carbonato di calcio. La calce idraulica invece deriva dalla cottura di una “marna”, ossia una pietra calcarea sedimentaria ove, insieme al carbonato di calcio, sono presenti naturalmente percentuali di impurità terrose, argillose o ferrose contenenti cariche idrauliche.
La normativa UNI EN 459-1, che riguarda i leganti, classifica le calci aeree secondo la percentuale dell’idrossido o dell’idrato di calcio presenti: CL 70S-PL, CL 80S-PL o CL 90S-PL.
Entrambe vengono usate per la bioedilizia e il restauro storico, ma secondo quali criteri devono essere scelte? Un intonaco da bioedilizia si differenzia per la qualità e la raffinatezza delle materie prime che lo compongono. Invece, nel mix design di un intonaco destinato alla grande distribuzione, spesso vengono ridotte le percentuali di calce naturale, sia aerea sia idraulica, privilegiando il cemento che a livello meccanico consente di ottenere miscele similari ma qualitativamente inferiori.
Sistema Bio-Architettura Fassa Bortolo
Fassa Bortolo propone il Sistema Bio-Architettura composto da una linea in calce aerea e da una in calce idraulica naturale. La linea in calce aerea, PURACALCE, include prodotti per l’intonacatura interna ed esterna, tutti con certificazione ANAB e ICEA. Mentre per la calce idraulica, anch’essa certificata ANAB-ICEA, abbiamo la linea EX NOVO Bio-Restauro Storico.
Ad esempio, nel caso di un edificio nuovo in muratura che non prevede l’uso del cappotto per la coibentazione, conviene realizzare l’intonacatura interna in calce aerea perché mantiene l’ambiente più asciutto e più sano. Oltretutto, essendo la calce aerea fortemente alcalina, contrasta la proliferazione di funghi e muffe nel tempo.
Interventi di Restauro
In un intervento di restauro è fondamentale che i materiali impiegati siano il più simili possibili, per miscela e comportamento, a quelli originali, in quanto non devono provocare il degrado dell’opera ed è per questo che devono essere privi di sali solubili o sostanze che potrebbero peggiorare le condizioni del manufatto. Fassa Bortolo, per esempio, grazie al centro di ricerca interno Fassa I-Lab, è in grado di analizzare la miscela del materiale originale, per stabilire se è a base di calce aerea o se contiene calce idraulica naturale oppure se è cementizia, stabilendo anche la tipologia dell’inerte o dell’aggregato.
Bisogna fare attenzione a non applicare materiali che limitino la traspirabilità della muratura stessa causando poi problematiche derivanti dall’umidità di risalita capillare e impedendo ai sali di fuoriuscire a causa dello strato di intonaco. I materiali poi, devono avere comportamenti di elasticità simili a quelli degli originali, evitando così di provocare tensioni igrotermiche di facciata.
Per i materiali da restauro, Fassa Bortolo ha scelto la calce idraulica naturale NHL 3,5, con cui si ottengono miscele che sono più vicine agli impasti storici, anche se formati da calce aerea idraulicizzata.
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