La calce, pur essendo stata soppiantata dal cemento negli ultimi 50 anni per via della sua più facile lavorabilità , sta vivendo una rinascita nel settore degli intonaci, grazie alle sue preziose caratteristiche, tra cui spicca il comportamento igroscopico.
Intonaco a Calce: Salute e Igiene
Beninteso, sono disponibili sia intonaci a base cemento che a base calce. Tuttavia, si consiglia vivamente di preferire la calce, poiché il miglioramento in termini di comfort abitativo che essa offre è davvero significativo.
Definizione e Storia dell'Intonaco
L'origine del termine "intonaco" è affascinante: deriva dal latino "tunicare", ovvero "vestire", e da una forma ipotetica "intunicare", che significa "coprire con la tonaca". Questa denominazione si è affermata nel XIV secolo per indicare il rivestimento applicato ai muri a scopo protettivo.
L'intonaco è il rivestimento di superfici più diffuso fin dall'antichità . Alcune fonti narrano di mattoni crudi ricoperti di intonaco nel palazzo Cosroe I Anushirvan, in Mesopotamia, risalente al V secolo a.C., realizzato con lo stesso impasto dei mattoni, ma reso più fluido con l'aggiunta di acqua.
Vitruvio, in epoca romana, definì le modalità di realizzazione dell'intonaco a più strati, stabilendo la composizione del primo strato, il "rinzaffo", del secondo strato di "arenato" e del terzo strato, detto "marmorato", che univa alla funzione di protezione anche quella di finitura. Da allora, l'intonaco è il rivestimento più diffuso grazie alla sua facile applicazione e alla sua economicità , che ne permettono il rinnovo frequente.
Funzioni dell'Intonaco
L'intonacatura all'interno delle abitazioni permette di ottenere superfici murarie lisce, adatte a ricevere tinte o carta da parati. La stesura dell'intonaco rende omogenee pareti che presentano impianti, fori, tracce e tubazioni, correggendo anche eventuali (lievi) fuori piombo e fuori squadra.
L'intonaco interno ha la funzione di assorbire l'umidità superficiale delle pareti che si forma quando la temperatura scende sotto il punto di condensa, evitando così il gocciolamento. Pertanto, un buon intonaco deve avere un ottimo grado di igroscopicità , ovvero la capacità di assorbire e disperdere lentamente l'eccesso di umidità relativa presente nell'ambiente, sia verso l'esterno che verso l'interno.
Come si Applica l'Intonaco
Un intonaco realizzato a regola d'arte prevede almeno tre strati: lo strato inferiore (rinzaffo sottile) garantisce l'aderenza alla muratura degli strati successivi; il secondo strato, l'intonaco vero e proprio, con uno spessore di 15/18 mm (intonaco grezzo), svolge le funzioni di traspirabilità , igroscopicità , idrorepellenza e resistenza; infine, lo strato ultimo, di pochi millimetri (intonaco fine), viene lisciato con frattazzo o pennello e funge da base per la pittura.
Nel caso di un intonaco tradizionale a calce, la differenza risiede nella granulometria della sabbia utilizzata: grossa per lo strato di intonaco grezzo e fine per l'ultimo strato di intonaco fine.
Intonaco a Calce o a Cemento?
L'intonaco a base calce soddisfa egregiamente queste esigenze, a differenza dell'intonaco a base cemento, la cui igroscopicità è notevolmente inferiore. La maggiore facilità di stesura e il minor costo dell'intonaco a base cemento hanno portato a una sua enorme diffusione negli ultimi 50 anni, a discapito della calce.
Tuttavia, i problemi di condensa e muffa che si verificano a seguito del maggiore isolamento negli edifici stanno riportando in auge gli intonaci a base calce, sui quali molti produttori hanno iniziato a investire, sebbene permanga una certa resistenza da parte degli applicatori a causa della maggiore difficoltà di applicazione e dei tempi più lunghi richiesti.
La Calce: un Disinfettante Naturale
L'intonaco a base di calce, applicato alle pareti, funge da disinfettante naturale: grazie alla sua capacità di assorbire l'acqua superficiale, sottrae nutrimento a spore, batteri e muffe, impedendone la proliferazione. Inoltre, è caratterizzato da altissima traspirabilità e porosità , fattori sfavorevoli alla formazione di muffe.
Calce: Storia, Chimica e Tecnica
La calce è il legante classico dei materiali da costruzione dell'antichità .
Chimica della Calce
La calce viene preparata mediante cottura di rocce calcaree (CaCO3). Queste, per decomposizione termica, si dissociano in ossido di calcio (Ca0) e anidride carbonica. Il processo avviene rapidamente verso i 1000°C. La massa porosa della calce formatasi, posta a contatto con acqua, si trasforma in idrossido di calcio, Ca(OH)2, capace di indurire lentamente all'aria.
Calce Viva e Calce Spenta
La trasformazione dell'ossido in idrossido di calcio avviene con un forte sviluppo di calore, per questo il primo viene chiamato calce "viva" e il secondo calce "spenta". L'idrossido di calcio, mescolato con acqua e sabbia, è in grado di formare una malta capace di indurire lentamente all'aria.
Presa e Indurimento
Inizialmente, la malta perde la sua plasticità originale (presa) a seguito dell'evaporazione di una parte dell'acqua di impasto. Successivamente, si verifica un lento e progressivo indurimento per la precipitazione di cristalli di CaCO3, a causa della reazione dell'idrossido di calcio con l'anidride carbonica dell'aria.
Come per il gesso, anche per la calce, il prodotto finale dell'indurimento è identico alla materia prima di partenza.
Velocità di Indurimento
La resistenza meccanica a compressione di una malta di calce raggiunge valori di circa 10 MPa molto lentamente. Aggiungendo pozzolana alla calce, la malta indurisce più rapidamente, soprattutto a contatto con l'acqua. Infatti, a seguito delle reazioni dell'idrossido di calcio con l'allumina e la silice della pozzolana si formano prodotti insolubili in acqua (silicati e alluminati di calcio idrati) che contribuiscono considerevolmente all'indurimento della malta. In sostanza, in presenza di una pozzolana, la calce si trasforma da legante aereo in idraulico.
La Pozzolana
L'impiego della pozzolana per il miglioramento delle malte di calce nei confronti dell'azione dell'acqua fu una delle scoperte più rivoluzionarie degli antichi Romani nel settore delle costruzioni. Soprattutto nelle opere idrauliche e marittime, ma anche in quelle esposte all'azione della pioggia, l'impiego della pozzolana nelle malte a base di calce comportò un miglioramento in termini di prestazioni meccaniche e di durabilità , come testimoniato dallo stato di conservazione di molte opere costruite oltre 2000 anni fa.
Il Primo Calcestruzzo
Una miscela di calce e pozzolana può indurire in presenza di acqua e in assenza di aria, consentendo lo sviluppo del primordiale calcestruzzo (calcis structio) impiegato spesso dai Romani come riempimento all'interno di paramenti in mattoni delle cosiddette murature a sacco. In assenza di pozzolana, la sola calce, al di fuori del contatto con l'aria, non avrebbe potuto indurire in modo altrettanto efficace.
La Calce Idraulica
Nel trattamento termico a circa 900-1000°C di una marna calcarea, miscela naturale di calcare e argilla, si forma l'ossido di calcio che successivamente si combina con la silice e l'allumina dell'argilla formando prodotti (silicato bicalcico e alluminato monocalcico) capaci di indurire con l'acqua.
Nel prodotto cotto restano non combinate parti degli ossidi di calcio, di silicio e di alluminio. Con aggiunta di acqua in quantità stechiometricamente controllata si può convertire l'ossido di calcio non combinato in idrossido di calcio e pertanto, alla fine del processo, la calce idraulica contiene una miscela di Ca(OH)2, silicato bicalcico (Ca2SiO4), alluminato monocalcico (CaAl2O4), oltre a silice e allumina non combinati.
Il prodotto così ottenuto si comporta da legante idraulico soprattutto per la presenza del silicato e dell'alluminato di calcio, ma anche per la presenza di silice e allumina non combinate (e amorfe) capaci di reagire con l'idrossido di calcio.
Sostituisce la Pozzolana
La produzione di calce idraulica ha affrancato i costruttori dalla disponibilità di pozzolana, non sempre localmente reperibile, per la produzione di malte idrauliche meccanicamente più resistenti e capaci di indurire anche senza essere a contatto dell'aria.
Precursore del Cemento
La calce idraulica, la cui produzione industriale è iniziata nel XVIII secolo, può essere considerata il precursore del moderno cemento portland. Attualmente, la produzione di calce idraulica con il processo sopra descritto è stata abbandonata e quasi totalmente rimpiazzata da prodotti ottenuti miscelando il cemento portland con una notevole percentuale di un filler (materiale inerte macinato finemente), generalmente calcareo, e piccole quantità di additivo aerante.
Diffidare dalle Imitazioni
La "diluizione" del cemento con il filler consente di ottenere prestazioni fisico-meccaniche (porosità , resistenza, modulo elastico ecc.) molto simili a quelle della calce idraulica originale, mentre lo sviluppo di aria (in forma di microbolle) conferisce alla malta le caratteristiche di plasticità necessarie per l'applicazione su superfici verticali (intonaci). Il comportamento è simile, ma non si tratta di calce!
Tipologie di Calce
Esaminiamo ora i prodotti a base di calce disponibili:
- Il grassello di Calce: Si riferisce generalmente alla calce spenta (idratata), ottenuta dalla cottura di pietra calcarea con impurità inferiori al 10%. Tradizionalmente, la calce veniva spenta in cantiere nella "buca della calce". Oggi, il grassello viene commercializzato allo stato semiliquido, in sacchi di plastica.
- Il latte di calce: Si ottiene diluendo il grassello fino a ottenere uno sciroppo denso, utilizzato per la tradizionale pittura a calce.
- La calce idrata in polvere: Si ottiene frantumando, idratando e macinando finemente la pietra calcarea dopo la cottura. Viene venduta in sacchi di carta che devono essere conservati in ambienti asciutti e ben ventilati.
- La calce idraulica in polvere: Si ottiene dalla cottura di pietre calcaree contenenti argilla. L'indice di idraulicità , determinato dal rapporto argilla-calcare, classifica la calce in base alla sua capacità idraulica: debolmente idraulica, mediamente idraulica, propriamente idraulica, eminentemente idraulica. Una calce idraulica artificiale, o cemento diluito, non può garantire la traspirabilità essenziale per edifici bioecologici.
È importante ricordare che la calce idraulica inizia la presa non prima di un'ora dall'inizio dell'impasto e la completa entro 48 ore, mentre la presa è stabilizzata dopo sei mesi.
Kerakoll Biocalce
Tra gli intonaci a base calce disponibili sul mercato, si consiglia BIOCALCE di KERAKOLL, un intonaco certificato, eco-compatibile, di pura calce naturale NHL 3.5 a norma EN 459-1, per intonacature altamente traspiranti. La composizione naturale di questo intonaco lo rende un prodotto ideale nel GreenBuilding e permette di evitare l'inquinamento domestico, garantendo bassissime emissioni di sostanze organiche volatili e la diminuzione degli inquinanti indoor.
ICN - Intonaco di Calce Naturale
ICN - Intonaco di Calce Naturale è un intonaco speciale a base di calce idraulica di Wasselonne NHL 2, studiato per la protezione, il recupero ed il restauro conservativo traspirante di murature, anche eterogenee, in laterizio, roccia di tufo e pietre naturali. È un formulato specifico con elevata permeabilità alla diffusione del vapore acqueo, destinato al riempimento, al rinzaffo, alla realizzazione di intonaci di fonda e alla finitura rustica di nuove o vecchie murature, sia interne che esterne.
Preparazione del Supporto
I supporti da intonacare devono essere stabili, puliti, consistenti, privi di parti deboli, polvere, proliferazioni batteriche, efflorescenze saline, oli, grassi, cere, residui di precedenti lavorazioni, ecc. Se necessario, eseguire una pulizia preventiva del supporto mediante idrolavaggio a pressione o sabbiatura.
Applicazione
Il prodotto può essere impastato manualmente con miscelatore elettronico a basso numero di giri, oppure applicato a proiezione meccanica mediante macchine intonacatrici per prodotti premiscelati. Per applicazioni manuali, miscelare ICN aggiungendo 6,0-6,5 litri circa di acqua pulita per sacco da 25 kg in betoniera. Inserire prima l’acqua in betoniera, quindi aggiungere la polvere e miscelare per circa 2’-3’ minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi. Applicare il prodotto a cazzuola come un intonaco tradizionale. Il prodotto così impastato è utilizzabile entro 3 ore dalla sua miscelazione con acqua.
La predisposizione di paraspigoli, listelli di frazionamento, guide di livello, ecc. deve essere eseguita prima dell’applicazione dello strato di intonaco su tutta la parete. Per applicazioni a proiezione meccanica, applicare il prodotto in modo uniforme, in un unico strato, con uno spessore compreso tra 10 e 20 mm. È possibile sovrapporre strati successivi purché lo strato precedente non sia ancora completamente asciutto. Successivamente l’intonaco viene livellato e rifinito attraverso l’uso di staggia di alluminio. Le eventuali sbavature o materiale in eccesso vengono eliminate attraverso raschiatura e rabottatura delle superfici.
Quando l’intonaco deve essere effettuato su rapporti disomogenei o cambi costruttivi, interporre nell’intonaco la rete di armatura in fibra di vetro con appretto antialcalino ARMANET 10×10. La rete deve essere estesa di 30 cm circa oltre la linea di discontinuità tra i materiali ed essere applicata nello spessore dell’intonaco e non in completa aderenza alla muratura.
Caratteristiche Tecniche di ICN - Intonaco di Calce Naturale
- Colore naturale: beige nocciola chiaro
- Massa volumica della polvere: ~ 1350 kg/m3 - EN 1015-10
- Diametro massimo dell’aggregato: 2,0 mm
- Massa volumica della malta fresca: ~ 1750 kg/m3 - EN 1015-6
- Massa volumica della malta indurita: ~ 1450 kg/m3 - EN 1015-10
- Adesione: 0,15 N/mm2 (FP) B - EN 1015 - 12
- Contenuto di aria dell’impasto: 17% - EN 1015-7
- Resistenza a compressione: 2,0 N/mm2 CS II - EN 1015 - 11
- Resistenza a flessione: 1,0 N/mm2 - EN 1015 - 11
- Assorbimento di acqua per capillarità : W0 - EN 1015 - 18
- Coefficiente di permeabilità al vapore acqueo: 15 - EN1015 - 19
- Conducibilità termica: 0,47 W/mK (valore medio da prospetto; P=50%) - EN 1745, A
Avvertenze
Evitare l’applicazione con temperature inferiori a +5°C, in presenza di forte vento, pioggia e sotto l’azione diretta del sole o superiori a +35°C. Temperature inferiori a +8°C con alta percentuale di umidità relativa possono dare origine a fenomeni di carbonatazione superficiale. L’aspetto cromatico può variare in funzione delle condizioni ambientali di applicazione. Con elevate temperature si consiglia di bagnare con acqua il supporto prima dell’applicazione dell’intonaco; si consiglia di bagnare gli intonaci per qualche giorno dopo la posa al fine di evitare fenomeni di fessurazione ed elevata disidratazione che potrebbero causare perdita di resistenza meccanica dell’intonaco. Evitare l’applicazione su supporti gelati, polverosi, instabili ed inconsistenti. Eseguire spessori di rasatura compresi tra 10 a 20 mm per mano. Proteggere il prodotto applicato dal gelo,dalla pioggia e dalla rapida essicazione per le prime 24 ore dalla messa in opera. Prodotto ad uso professionale.
I dati e le prescrizioni riportate nella scheda tecnica sono indicative e basate sulle migliori esperienze pratiche e di laboratorio. Chi intenda farne uso è tenuto a stabilire se il prodotto sia adatto o meno all’impiego, considerando le diverse condizioni ambientali e di applicazione.
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