Super Mario, Mario o, come originariamente doveva chiamarsi, Jumpman, è l’idraulico più famoso del mondo. Berretto rosso, salopette blu, guanti bianchi e, soprattutto, gli immancabili baffi, vera firma dell’amatissimo Mario. Uno stile inconfondibile che da ben 41 anni riempie i cuori dei giocatori di tutto il mondo.

L'Inizio di una Leggenda

Siamo nel lontano 1981, il mondo è completamente diverso da come lo conosciamo noi oggi, e Shigeru Miyamoto si appresta a creare un personaggio che presto diverrà immortale. Nasce Super Mario, un idraulico italiano ma nato in Giappone, un personaggio buffo e amabile sin dal primo momento. «Nella mia mente, Mario è uno di quei personaggi del Vaudeville dei vecchi tempi. Un uomo pieno d’energie e vivace che si diverte a fare cose stravaganti».

Un titolo che è entrato sicuramente nella leggenda è Donkey Kong, il capolavoro, datato 1981, oltre che essere un caposaldo del media è il palco della prima apparizione del nostro idraulico. All’epoca, però, il nostro saltatore non possedeva ancora il nome con cui l’intero globo lo conosce. Nel 1981, infatti, l’idraulico più famoso del mondo portava il nome di Jumpman, il saltatore. Ma le discrepanze col presente non si fermano qui: Super Mario, all’epoca, è persino figlio unico.

Ma il nostro baffuto saltatore non è sempre stato baffuto, e nemmeno è sempre stato saltatore. Nel 1995, infatti, venne pubblicato Yoshi’s Island per Super Nintendo, nel titolo è presente una curiosa versione di Mario in miniatura. Niente baffi, niente salopette e nemmeno i balzi di cui solo lui è capace, ma solo un visetto glabro e un grosso pannolino; l’immancabile cappello però è lì saldo in testa. Ecco Baby Mario, il simpatico frugoletto, però, non avrà un ruolo grandemente approfondito in questo capitolo della serie.

Per essere approfondito il personaggio di Baby Mario, infatti, bisognerà attendere l’annata 2005/2006, epoca d’oro di Nintendo DS.

L'Ascesa al Trono di Nintendo

Ma è nel 1985, anno in cui viene creato il gioco Super Mario Bros, che trova, finalmente, collocazione come indiscusso “re” di Nintendo. Da allora la sua ascesa non si è più interrotta.

In due anni (per la precisione dal 1981 al 1983) il nostro italiano baffuto e salterino ha cambiato lavoro; se in Donkey Kong, per coerenza rispetto all’ambientazione proposta, “Jumpman” era un carpentiere, in Mario Bros., data l’abbondanza di tubature, cunicoli e strutture sotterranee presenti, è diventato idraulico. Per l’arrivo del mondo fungoso e di due figure chiave del franchise occorre aspettare il 1985, quando in Super Mario Bros. l’attenzione si sposta da New York al Mondo Fungoso, dove la principessa Toadstool (poi diventata Peach) finisce nelle grinfie del malvagio Bowser. E il resto, come si dice, è storia.

Qual è la caratteristica principale di Mario, oltre al suo design? Se dovessimo sceglierne una, dovremmo per forza di cose indicare il salto. Elemento portante del primissimo capitolo della serie, è il principale strumento a disposizione del giocatore per interagire col mondo: vuoi scovare un potenziamento nascosto in un mattoncino? Salta fino a toccarlo col pugno; vuoi sbarazzarti di quel mostro malefico che ti viene incontro? Saltagli in testa. Questo superpotere, all’apparenza così poco super, si è evoluto negli anni fino ad arrivare alle splendide acrobazie che abbiamo potuto eseguire in Super Mario Odyssey. Il sogno di Miyamoto di creare un personaggio ricorrente, senza dubbio, si è realizzato.

Oltre i Videogiochi: Cinema, TV e Merchandising

Super Mario, però, non è solo videogiochi ma anche cinema. Spostandoci nel 1993 troveremo infatti la pellicola Super Mario Bros., un film tanto odiato quanto carino. Ad interpretare il nostro simpatico connazionale abbiamo uno dei più grandi attori internazionali del secolo scorso, il compianto Bob Hoskins (1942-2014). Il film si presenta con tutte le caratteristiche delle riduzioni cinematografiche dei videogiochi più conosciuti di qualche anno fa. Approssimazione, scarsa cura, elementi inutilmente ritoccati e forzature di ogni sorta. La pellicola è terribile? Tutto sommato, però, tenuta presente l’epoca da cui salta fuori (si pensi a Street Fighter, il film, del 1994) è un’opera del tutto godibile. Anzi, tutti gli amanti dell’idraulico italiano dovrebbero guardarlo almeno una volta nella vita, se non altro per farsi una grassa risata.

Ma non solo! Il film ripropone in modo fedelissimo le fantasiose ambientazioni del gioco nonché la leggendaria colonna sonora. È nel 1989 invece che viene prodotta una serie di cartoni animati dedicati a Mario ed alle sue avventure. La serie ha parecchio successo sia per la gradevolezza e vivacità dei contenuti, sia perché offre approfondimenti sui vari personaggi.

Ma non finisce qui, Mario è stato ed è anche cartoni animati con la sua serie andata in onda sulle reti Fininvest tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. La serie dedicata all’eroe baffuto si chiamava Super Mario - Le avventure di Super Mario ( in lingua originale The Super Mario Bros. Super Show!), ispirata al videogioco Super Mario Bros. 2.

Super Mario è tante cose, videogiochi innanzitutto, ma anche cinema, televisione, musica se vogliamo e tanto, tantissimo merchandising.

Diventa perfino, recentemente, protagonista di una serie di set LEGO che permettono di ricreare un percorso analogo al videogioco.

Mario Oggi: Un Eroe Senza Tempo

A dispetto degli orpelli di cui si fregiano cavalieri, combattenti, pirati, scaccia- zombie e chi più ne ha più ne metta… i quali popolano i più moderni e sofisticati videogames, Mario ha continuato ad assicurarsi un posto privilegiato nelle attività ludiche di adulti e bambini. In uno scenario dove è possibile creare ambienti e giochi immersivi assolutamente coinvolgenti ed in cui si parla persino di sviluppo del gioco con realtà aumentata, Mario è deciso a non perdere il suo appeal ed a restare uno degli eroi preferiti di sempre.

La sua fortuna sembra tutt’altro che esaurita: chi può dire per quanti anni ancora Mario rimarrà sulla cresta dell’onda? Non lo si può incontrare per strada, eppure tutti lo conoscono. Non è una persona in carne ed ossa, ma è probabilmente l’incarnazione stessa della parola “videogioco”.

In fondo rappresenta quello che un po’ tutti vorremmo sentirci dire e cioè che eroe può essere chiunque!

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