Può capitare di trovarsi in giro e avere bisogno di andare in bagno: in molte città sono disponibili le toilette pubbliche, sia gratuite che a pagamento, per sopperire proprio a queste esigenze. Tuttavia, la maggior parte delle persone preferisce evitarle, se non proprio in caso di emergenza.
La Classifica dei Bagni Pubblici Europei
Un nuovo sondaggio effettuato da Shower To You ha preso in analisi oltre 8.000 recensioni di bagni pubblici nelle principali città europee, tra quelle pubblicate su Google Maps. I dati così raccolti hanno portato alla nascita della classifica dei peggiori bagni pubblici in Europa, per scoprire quali sono le città che hanno una miglior igiene in fatto di toilette messe a disposizione per cittadini e turisti. Se in fondo all’elenco troviamo Bucarest (Romania), con un punteggio complessivo di 8,70 su 10, nella Top 10 c’è anche una città italiana.
Shower to you ha condotto un approfondito studio sulla pulizia dei bagni pubblici nelle città europee, analizzando ben 8.000 recensioni di servizi igienici pubblici raccolte su Google. La graduatoria completa si presenta come segue:
- Riga, con un punteggio totale di 3,44 su 10
- Madrid con 4,23 su 10
- La Valletta con 4,47 su 10
- Stoccolma con 4,67 su 10
- Varsavia con 4,97 su 10
- Vienna con 5,49 su 10
- Lisbona con 5,50 su 10
- Praga con 5,60 su 10
- Bratislava con 5,71 su 10
- Roma con un punteggio totale di 5,77 su 10, occupando la decima posizione.
Roma si è distinta come la città più affascinante d’Italia, ottenendo il primo posto nella classifica nazionale. La Capitale è acclamata come un museo all’aperto, amata dai residenti e dai turisti per i suoi numerosi monumenti antichi e le pittoresche strade che raccontano storie senza fine. Roma incarna una ricca tradizione, cultura e storia che la rendono unica. Va notato che la cucina romana, con piatti deliziosi come la carbonara, la gricia, l’amatriciana, i fritti e molto altro, contribuisce al suo prestigio.
L'App "Where Is The Toilet"
Tutti abbiamo avuto urgente bisogno di un bagno fuori dalle confortevoli mura di casa. Google Maps da solo non sa rispondere alla domanda che tormenta in questi casi: dove posso trovare un toilet vicino a me? Creata a ottobre 2023 dallo youtuber Andrea Baggio, in arte Jaser, per calmare le ansie urbane: "Da sempre io ho avuto l'esigenza dei bagni", racconta nel video di presentazione dell'app. "Ovunque vado, se so che c'è un bagno disponibile, vicino e ben messo, mi sento molto più tranquillo". Un'esigenza più che comprensibile.
Come Funziona la Ricerca di un Bagno
Il concetto di base è semplice: c'è una mappa e dei "punti di interesse" segnati. Tre colori, tre icone: verde con un rotolo di carta igienica per i bagni ad accesso libero, gialla con una tazzina se è richiesta una consumazione per usarlo, viola con il simbolo del dollaro per i vespasiani a pagamento. Grazie alla geolocalizzazione si possono visualizzare quelli nelle proprie vicinanze e, se necessario, filtrare per una delle tre tipologie, ma anche per i servizi disponibili (se c'è un fasciatoio o se è accessibile per le persone disabili) e il voto medio nelle recensioni.
Sulla pagine del luogo d'interesse c'è un bottone per segnalare le informazioni errate. Clicca, scrivi cosa è sbagliato e speri che la notizia fuorviante sia presto corretta.
Come Recensire un Toilet
Basta una breve occhiata per capire se in caso di necessità useremmo quel bagno. Quanti dettagli vuole leggere un futuro utilizzatore? Quali sono le caratteristiche fondamentali che determinano se quel bagno lo useremo o se è meglio aspettare di arrivare in un luogo sicuro come casa?
Come si Crea un "Punto di Interesse"?
Una storia diversa, invece, è quello di creare un punto di interesse che non esisteva prima. In basso a destra clicchiamo sull'icona per aggiungere un toilet nuovo, "preleviamo la posizione" (cioè scegliamo dove metterci sulla mappa), poi aggiungiamo le informazioni di base: come si chiama quel bagno, segnaliamo che si può accedere solo dopo una consumazione e aggiungiamo un dettaglio su quali servizi.
"Mi piaceva l'idea di inserire una gamification all'interno di quest'app. Non volevo fosse solo un ‘apro, cerco e chiudo'. Volevo che fosse anche una forma di gioco", dice Jaser nel suo video di presentazione del progetto. Ecco perché censire e recensire bagni può farti guadagnare dei trofei.
Un'App Perfetta?
Non è un'app senza macchia: fra punti di interesse finti che possono essere creati senza problemi, un box delle recensioni che ogni tanto funziona male e il fatto che è necessario fare il login ogni volta che si apre l'applicazione, l'esperienza per l'utente non è sempre perfetta. Quello che conta, in fondo, è il numero di punti censiti in giro per le città. Utile non solo per chi va in giro e ha un'emergenza una volta ogni tanto, ma anche per chi soffre di condizioni di salute (una fra tante, il morbo di Chron) che rendono le uscite fuori casa stressanti e che quindi potrebbe beneficiare di un'app che segnala i bagni più vicini.
La Situazione a Roma: il Monitoraggio di Acos
Strutture vecchie, poca manutenzione, pulizia scadente. Una fotografia disarmante dei bagni pubblici è quella che viene scattata a Roma e che è riportata, nero su bianco, dall’Acos-Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale. Un monitoraggio indipendente - di recente pubblicazione - che rappresenta in toto un pugno nello stomaco, tenendo conto che nel 2025 ci sarà il Giubileo.
Il dossier, nello specifico, rivela che sono state svolte nell’autunno del 2022 ispezioni con il metodo del mystery client, una metodologia di verifica della soddisfazione del cliente, dell’applicazione degli standard aziendali e della qualità percepita dalla clientela. Settanta i servizi igienici destinati alla collettività nelle aree a maggiore vocazione turistica. Non solo: ogni toilette viene visitata due volte, per complessive 140 “visite”.
Il risultato? Venticinque sono i bagni che sono riferibili al dipartimento Tutela ambientale: dieci “ex Ama”, otto in muratura, sette nei parchi pubblici. Poi sono dodici i bagni “turistici”: di tali impianti sono stati verificati 11 P.Stop e la toilette all’interno del Tourist Infopoint (Pit) di Fori Imperiali. Controlli pure su 20 bagni nelle stazioni del trasporto pubblico locale. Nello specifico, 18 nella metropolitana e due nelle stazioni della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo. Tredici i servizi igienici monitorati in altrettanti mercati rionali al coperto.
Innanzitutto, viene spiegato che la gestione dei bagni pubblici a Roma è parcellizzata. Il sito istituzionale di Roma Capitale non ha una sezione ad hoc su questo servizio, inoltre è assente una lista delle toilette pubbliche distribuite sul territorio.
Dal dossier emerge che i bagni sono trovati aperti nel 61 per cento delle ispezioni, il 24 per cento delle volte sono apparsi abbandonati, nel 14 per cento delle rilevazioni sono chiusi “per motivi non specificati”. In due casi non sono risultati rispettati gli orari di apertura.
La segnaletica identificativa della presenza di bagni pubblici è trovata con facilità nel 78 per cento delle ispezioni. Qualche problema si riscontra nei mercati, nei parchi e “in poche stazioni della metro (per lo più sulla linea B)”. Più carenze, invece, ci sono nell’indicazione degli orari di apertura.
Analizzando da qui in poi i soli servizi rilevati aperti, l’attesa per accedere è inferiore ai 3 minuti (94 per cento). Il 34 per cento delle toilette controllate è a ingresso gratuito. In quelle rimanenti a pagamento “la possibilità di accedere con moneta elettronica (carta di credito, bancomat, app) si è rilevata solo nei P.Stop e nel Pit di Fori Imperiali”. In linea di massima, è riscontrata la carenza di macchine cambiamonete in prossimità degli ingressi dei bagni a pagamento privi di presidio, “primi tra tutti quelli nelle stazioni Tpl”. Quanto alla presenza di personale di custodia dei bagni, è assente in tutti quelli delle stazioni Tpl, “nel 79 per cento dei mercati e in due P.Stop; la videosorveglianza, invece, “è stata agevolmente individuata dagli ispettori dell’Agenzia nel 27 per cento delle rilevazioni, prevalentemente nei P.Stop”.
La segnaletica per bagni riservati a disabili “è stata constatata nel 75 per cento delle ispezioni, assente in qualche caso per i bagni in muratura e nei parchi, nella maggioranza dei casi per quelli dei mercati”.
Sul fronte comfort, pulizia e decoro il piatto “piange”. Nei bagni mancano i copriwater monouso (nei P.Stop si compare il disinfettante spray per le superfici). Nel 94 per cento dei casi ci sono i cestini per i rifiuti, ma solo l’uno per cento di questi consente la raccolta differenziata. Lo scopino pulisci tazza è individuato solo nel 55 per cento dei bagni; asciugamani a carta o ad aria e il sapone liquido si attestano, rispettivamente, al 73 per cento e al 75 per cento; in 14 casi rilevata la presenza del disinfettante per le mani. A seguire: carta igienica presente nell’80 per cento delle rilevazioni, con mancanze più acuite nei bagni dei mercati. La “zona fasciatoio” è stata annotata nel 21 per cento delle rilevazioni.
I sanitari sono funzionanti e completi “nell’80 per cento dei casi”. L’illuminazione è ritenuta adeguata, eccetto che al mercato Campo Marzio e a piazza del Colosseo. L’areazione e l’assenza di cattivi odori “si sono attestate all’87 per cento”. Scritte vandaliche ci sono nel 4 per cento dei servizi monitorati.
Bene la categoria P.Stop/Pit (80 per cento molto pulito; 13 per cento abbastanza pulito), mentre non puliti sono il 50 per cento dei bagni in muratura, il 46 per cento di quelli nei mercati, il 40 per cento delle toilette delle stazioni del Tpl. In sintesi, la valutazione sul decoro lascia a desiderare. Male i servizi delle stazioni del trasporto pubblico: scritte vandaliche e adesivi, trovati profilattici usati nel pavimento del bagno di Lodi (metro C), deiezioni sulle superfici verticali e sulle rubinetterie del bagno alla stazione Garbatella (metro B), rifiuti abbandonati nei lavandini a Piramide (metro B).
Nelle conclusioni, viene indicato che è necessaria la pubblicazione di un elenco delle toilette pubbliche sul sito istituzionale e sui siti del turismo. Mentre il confronto con alcune città europee è pietoso: a Berlino ci sono oltre 300 servizi igienici gestiti dal Länd, “senza contare quelli nelle stazioni della metropolitana”. A Parigi la Ville ne cura 6153.
Iniziative per il Miglioramento
Il Campidoglio vuole rendere finalmente fruibili (e decorosi) i bagni pubblici della Capitale, almeno quelli nelle aree più visitate, troppo spesso sporchi o proprio chiusi. A partire da quelli in muratura, realizzati all’interno di apposite strutture fisse. Per raggiungere questo obiettivo, anche in vista del prossimo Anno Santo, il dipartimento Ambiente dell’amministrazione capitolina ha varato una gara d’appalto per il «servizio per la conduzione di 15 strutture adibite a bagni pubblici in muratura presenti sul territorio comunale», con uno stanziamento complessivo quantificato in 1,35 milioni di euro.
I privati dovranno quindi occuparsi dei bagni pubblici di: piazza del Colosseo, largo Porta Cavalleggeri, passeggiata di Ripetta, salita del Pincio, piazza Risorgimento, piazzale Garibaldi (Gianicolo), parco Adriano (Castel Sant’Angelo), Basilica di San Paolo, Villa Ada (zona laghetto), Villa Lazzaroni, Villa Celimontana, Villa Pamphili, via Valle delle Camene e parco di Castel Fusano.
E la svolta, nelle strutture già gestite da ditte private, è evidente: dalla pulizia dei locali agli “accessori”, come sapone, fazzoletti di carta e asciugamani elettrici. È il caso, per esempio, del bagno pubblico di Villa Ada, ultimamente molto apprezzato dai frequentatori del parco nell’area del laghetto.
I privati che si aggiudicheranno la gara dovranno assicurare: apertura e la chiusura delle strutture, custodia dei locali, vigilanza e controllo della funzionalità degli impianti. Ma anche: svuotamento dei cestini portarifiuti, pulizia di pavimenti, porte, finestre, pareti e sanitari, rifornimento di carta igienica, carta asciugamani e sapone liquido, disostruzione degli scarichi, oltre ai servizi di assistenza agli utenti, tra cui la verifica dell’accessibilità per i disabili.
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