Il presente articolo si focalizza interamente sugli aspetti normativi e regolamentari relativi alle sponde idrauliche.
Quadro Normativo di Riferimento
Il quadro normativo di riferimento include diversi decreti, leggi e circolari che definiscono le responsabilità e le procedure per la costruzione, l'esercizio e la gestione degli sbarramenti idraulici.
- D.P.R. 1° novembre 1959, n.
- Legge 21 ottobre 1994, n.
- Circolare Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n.
- Circolare Min. LL.PP. 1987, n.
- P.C.M. 13 dicembre 1995, n.
- Decreto Min. II.TT.
- Decreto Min. LL.PP.
- Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art.
- D.L. 6 dicembre 2011, n.
- Decreto Min. II.TT. 2014.
- Legge 1° agosto 2002, n.
- Legge 24 novembre 2006, n. 286, art.
Tipologie di Sbarramenti
La normativa si applica a diverse tipologie di sbarramenti, tra cui:
- Le dighe (fig. 1).
- Le traverse fluviali (fig. 2).
- Le dighe di laminazione (fig. 3).
- Le casse di espansione in linea (fig. 4).
- I serbatoi idrici artificiali fuori alveo (fig. 5).
- Le casse di espansione in derivazione (fig. 6).
- Gli invasi interrati (fig. 8).
- I serbatoi pensili (fig. 9).
- I serbatoi e depositi industriali (fig. 11).
- I bacini di decantazione.
Definizioni e Classificazioni
La normativa definisce chiaramente le caratteristiche che determinano la classificazione di uno sbarramento, includendo:
- L’altezza.
- Le caratteristiche dell’invaso.
La Legge 21 ottobre 1994, n. definisce "grandi dighe" gli sbarramenti "di qualsiasi altezza e capacità di invaso".
La Legge 21 ottobre 1994, n., indica che sono considerate grandi dighe quelle "superiore a 1˙000˙000 di metri cubi”.
Gestione del Rischio Idraulico
Un aspetto cruciale della normativa riguarda la gestione del rischio idraulico a valle degli invasi.
Le circolari e direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri (P.C.M.) forniscono indicazioni operative per la gestione delle emergenze e la mitigazione dei rischi.
- Circolare P.C.M. 7 aprile 1999, n.
- Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n.
- Direttiva P.C.M. relativa al “rischio diga”.
È fondamentale predisporre il progetto di gestione dell’invaso (D.Lgs. aprile 2006, n.) e valutare attentamente i rischi per le popolazioni, le attività e le infrastrutture a valle.
Piani di Emergenza delle Dighe (PED)
La redazione dei Piani di Emergenza delle Dighe (PED) è un obbligo normativo fondamentale.
La Direttiva P.C.M. demanda alle Regioni la redazione dei PED, definendo le linee guida per la loro elaborazione.
I PED devono includere:
- Misure preventive.
- Assistenza e soccorso della popolazione.
- Definizione delle aree a rischio derivante dalla propagazione dell'onda di piena.
La predisposizione dei PED è integrativa dei Piani di emergenza di protezione civile.
Autorità Competenti
Diverse autorità sono coinvolte nella gestione delle sponde idrauliche e nella sicurezza degli sbarramenti. Tra queste:
- La D.G. Dighe del MIT.
- L’Ufficio Tecnico per le Dighe (U.T.D.).
- Le Regioni e le Province autonome.
- I Comuni.
- Le Prefetture.
La Direttiva Dighe attribuisce alle Regioni e Province autonome la responsabilità di definire nel dettaglio le azioni di propria competenza in materia di rischio idraulico.
Comunicazione e Allerta
La comunicazione tempestiva e efficace è essenziale per la gestione delle emergenze.
La normativa prevede la definizione di soglie di allerta (es. il valore Qmin) e procedure di comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti (Gestore della diga, D.G. Dighe, U.T.D., Province, Sindaci).
L'obiettivo è di evitare allarmi inutili ed eccessivamente frequenti, garantendo che solo le persone effettivamente interessate dall’evento ne ricevano l’avviso.
Criticità e Azioni
In caso di stato di criticità per rischio idrogeologico, è fondamentale un'esplicita conferma delle condizioni di piena prevista o in atto.
La valutazione della D.G. Dighe e dell’U.T.D. è cruciale per la successiva attivazione dei rispettivi Piani di emergenza.
Tabella Riepilogativa Soglie Allerta
| Soglia | Descrizione | Azione |
|---|---|---|
| Q < Qmin | Portata scaricata al di sotto della soglia minima | Nessuna comunicazione obbligatoria |
| Q > Qmin | Portata scaricata superiore alla soglia minima (stato di attenzione scarico diga) | Comunicazione ai soggetti interessati |
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