La Fontana di Trevi, uno dei monumenti più iconici di Roma, affonda le sue radici in una storia millenaria, intrecciando ingegneria romana, arte barocca e leggende popolari.
Le Origini Antiche: L'Acquedotto Vergine
L’acqua Vergine (Aqua Virgo) fu portata a Roma da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C. Tale acquedotto pesca l’acqua da una zona densa di sorgenti acquifere nei pressi del corso del fiume Aniene, 10 chilometri a est di Roma (località “Salone”, prima dell’attuale Lunghezza). Da qui portava l’acqua alla Fontana di Trevi, poi alle Terme di Agrippa, mentre una diramazione portava a Trastevere.
Durante il VI secolo, all’epoca delle guerre gotiche (535 - 553 d.C.) la maggior parte degli acquedotti a Roma era in completo stato di abbandono. Anche l’acquedotto dell’Acqua Vergine, subì danni derivati dall’assedio dei Goti. I 14 acquedotti ancora funzionanti hanno subito gravi danni su ordine di Vitige, re degli Ostrogoti, quando nel 537 d.C.
Probabilmente, le caratteristiche dell’acqua priva di calcio fece si che l’acquedotto si sia conservato per così tanto tempo. Durante il medioevo molte fontane monumentali vennero smantellate al fine di recuperarne i materiali e per l’approvvigionamento dell’acqua vennero realizzati un gran numero di pozzi.
Il Rinascimento e i Primi Interventi Papali
Il primo progetto venne realizzato nel punto terminale dell’acquedotto dell’Acqua Vergine nel 1410. Nel 1453 papa Niccolò V, nell’ambito di un vasto programma di rinnovamento della città di Roma, diede incarico a Bernardo Rossellino e Leon Battista Alberti, architetto ed intellettuale rinascimentale, di restaurare la fontana realizzando una nuova mostra su Piazza di Trevi.
NICOLAVS V. PONT. MAX. POST ILLVSTRATAM INSIGNIBVS MONUMEN. VRBEM DVCTVM AQVAE VIRGINIS VETVST. COLLAP. REST.
Il Barocco e il Genio di Bernini
Durante il suo papato, Urbano VIII (della famiglia Barberini) commissionò nel 1640 la realizzazione di una serie di monumenti nella città di Roma e nel Lazio all’architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini. Dopo la facciata della chiesa di Santa Bibiana ed il baldacchino nella Basilica di San Pietro, gli venne commissionata nel 1640 c.a.
Innocenzo X affidò quindi all’architetto Francesco Borromini il trasporto dell’acqua Vergine fino a Piazza Navona e la progettazione di una mostra monumentale di fronte al palazzo Pamphili.
La Realizzazione della Fontana Monumentale: Nicola Salvi e Pietro Bracci
Dall’inizio del XVIII secolo il tema della fontana di Trevi viene discusso a lungo e vennero indetti diversi concorsi da parte dell’Accademia di San Luca. I lavori ripresero grazie ad un concorso bandito nel 1731 dal papa Clemente XII (famiglia Corsini) per la realizzazione della fontana monumentale. I lavori iniziarono nel 1732.
Le sculture furono prima affidate a Giuseppe Pannini, poi a Pietro Bracci. una seconda volta nel 1744, dopo la morte sia di Salvi, Maini e Clemente XII. una terza volta nel 1762.
La Facciata del Palazzo Poli: Un Capolavoro Integrato
La facciata del Palazzo Poli, realizzata nel XVIII secolo come sfondo monumentale della Fontana di Trevi, rappresenta uno straordinario esempio di integrazione tra architettura e arti decorative. Il primo livello della facciata del Palazzo Poli, situato immediatamente sopra il complesso scultoreo della Fontana di Trevi, rappresenta una sintesi magistrale di rigore architettonico e simbolismo decorativo. La struttura è scandita da paraste e cornici che definiscono uno schema simmetrico, enfatizzando la verticalità della facciata. Gli elementi architettonici, come le finestre sormontate da timpani alternati (triangolari e curvi), conferiscono ritmo e profondità al prospetto, armonizzandosi con l’intero complesso.
Situato a sinistra del primo livello, questo bassorilievo raffigura Marco Vipsanio Agrippa, il generale e architetto romano che supervisionò la costruzione dell’Acquedotto Vergine nel 19 a.C. Sopra il bassorilievo di Agrippa, questa statua allegorica simboleggia l’abbondanza portata dall’acqua.
Sul lato destro del prospetto, il bassorilievo raffigura la leggenda della scoperta dell’Acqua Vergine, una fonte individuata dai soldati romani grazie alla guida di una giovane vergine. Collocata sopra il bassorilievo della scoperta dell’acqua, la statua rappresenta la salubrità e la purezza che l’acqua apporta.
L'Attico del Palazzo Poli: Coronamento Architettonico e Simbolico
L’attico del Palazzo Poli, posizionato sopra il primo livello della facciata, rappresenta il coronamento architettonico e simbolico del complesso monumentale della Fontana di Trevi. L’attico si sviluppa come un elemento conclusivo, concepito per enfatizzare l’asse centrale del complesso. La composizione è dominata dallo stemma papale di Clemente XII, posto al centro della struttura, un chiaro riferimento al pontefice che commissionò la realizzazione della fontana.
Collocata sul lato sinistro dell’attico, questa statua allegorica simboleggia la ricchezza e la fertilità della natura. Rappresentata con un cesto di frutti, evoca l’abbondanza garantita dall’acqua. Situata immediatamente a destra della Statua dell’Abbondanza di Frutti, raffigura la fecondità della terra, con una composizione che richiama elementi vegetali e strumenti agricoli. Al centro dell’attico domina lo stemma papale di Clemente XII, pontefice che commissionò i lavori della Fontana di Trevi. Lo stemma, scolpito da Filippo Valle, è decorato con la tradizionale tiara e le chiavi incrociate, simboli del potere spirituale e temporale del papato.
Collocata sul lato destro dello stemma, questa statua celebra l’autunno come stagione di abbondanza e raccolto. Sul lato esterno destro dell’attico, questa statua rappresenta la serenità e la bellezza della natura. La figura è concepita per bilanciare visivamente l’insieme e completare il ciclo simbolico delle stagioni e della prosperità.
Il Gruppo Scultoreo Centrale: Oceano e i Tritoni
Il gruppo scultoreo centrale della Fontana di Trevi, concepito come fulcro narrativo e simbolico dell’intero monumento, rappresenta una straordinaria sintesi di dinamismo, allegoria e maestria scultorea. Al centro del gruppo scultoreo si erge la maestosa Statua di Oceano alta 5,8 metri, realizzata su progetto iniziale di Giovanni Battista Maini da Pietro Bracci.
Oceano, divinità delle acque, è raffigurato in piedi su una grande conchiglia a forma di carro, trainata da due cavalli marini. La statua, alta e imponente, rappresenta il dominio assoluto delle acque. La sua postura solenne e il volto ieratico evocano autorità e controllo, simbolizzando il legame tra il divino e la forza naturale dell’acqua.
Alla sinistra di Oceano, un tritone tenta di domare un cavallo agitato, raffigurato con le zampe anteriori sollevate e la criniera al vento, in un movimento dinamico e drammatico. Questa scena simboleggia l’aspetto impetuoso e incontrollabile del mare. Sul lato destro, un secondo tritone guida un cavallo calmo, che si muove con eleganza e compostezza. Questo elemento bilancia visivamente e allegoricamente il dinamismo del cavallo agitato, rappresentando la tranquillità e l’armonia del mare quando è placato.
Il gruppo scultoreo centrale della Fontana di Trevi esprime una complessa narrazione simbolica legata all’acqua. La figura di Oceano, al centro, rappresenta il potere universale delle acque, mentre i due tritoni e i cavalli incarnano la dualità del mare: forza indomabile e risorsa vitale. Le sculture si integrano perfettamente con il contesto architettonico e con il movimento incessante dell’acqua, amplificando l’impatto visivo e simbolico del monumento.
La Tradizione del Lancio della Monetina
La tradizione del lancio della monetina è conosciuta in tutto il mondo, e nessun turista può non sottostare alla romantica tradizione. Chi visita Roma dovrà lanciare una monetina nella vasca centrale, mettendosi di spalle, con la mano destra sulla spalla sinistra e con gli occhi chiusi. Questa è la tradizione non più in uso ed oggi poco conosciuta, ma non meno romantica.
Se il fidanzato deve partire per lavoro o per il servizio militare, le ragazze gli fanno bere dell’acqua della fontana da un bicchiere nuovo per poi romperlo loro stesse. Oggi c’è la versione più soft, che evita il rischio di avere problemi con la polizia locale. I due innamorati dovranno bere insieme dalla cosiddetta “Fontanina degli Innamorati“, che si trova accanto all’asso di coppe, sulla destra del monumento.
Interventi e Curiosità Recenti
Nel 2014 venne fatto un intervento di pulizia della fontana e l’ammodernamento della piazza. Vennero inoltre consolidate le due facciate laterali del prospetto, impermeabilizzata la vasca e ristuccate le opere.
In due occasioni, a dieci anni di distanza l’una dall’altra, la fontana di Trevi si tinge di vernice rossa. Accade prima nel 2007, poi nel 2017. Graziano Cecchini, artista “futurista”, elude i controlli e versa del colorante rosso nella fontana. Rivendicherà le azioni come “Ftm Azione futurista 2007”. Viene definita dallo stesso autore come performance finalizzata a “scuotere gli animi, per una rinascita di Roma a livello artistico”. Per molti critici la performance è da assimilare ad un atto vandalico.
La Fontana di Trevi nel Cinema
Sono molte le scene che legano la fontana di Trevi al Cinema, sia italiano che internazionale. Nel 1960 il regista romano Federico Fellini gira una famosissima scena del film “La Dolce Vita” proprio nella fontana di Trevi. Nella scena l’attrice svedese Anita Ekberg entra con il suo vestito lungo e scuro nella grande vasca della fontana ed invita Marcello Mastroianni a seguirla con il suo famoso “Marcello, come here!
Come Raggiungere la Fontana di Trevi
La metro più vicina è la stazione di piazza di Spagna. Da qui si prosegue per via di Propaganda fino a Largo del Nazareno. Si attraversa via del Tritone e si imbocca via della Stamperia. Se si viaggia con i mezzi pubblici, la fermata più vicina è la San Claudio. Passano di qui il 492, 51, 52, 53, 62, 63, 71, 80, 83.
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