Hai mai avuto spiacevoli attacchi di dissenteria dopo i pasti? Avvertire l'urgenza di recarsi in bagno, subito dopo aver mangiato, è una condizione che riguarda molte più persone di quanto si pensi. Si tratta di una situazione legata a quello che viene scientificamente chiamato riflesso gastrocolico, derivante dal fatto che, quando viene sollecitato lo stomaco, per esempio, attraverso l’ingestione di alimenti, si muove anche l’intestino.
Il riflesso gastrocolico è dunque un normale riflesso fisiologico che si manifesta poco dopo aver mangiato. È un riflesso fisiologico deputato al controllo della motilità del tratto gastrointestinale inferiore dopo aver mangiato.
Come Funziona l'Apparato Digerente
Per capire meglio il problema esposto può essere utile innanzitutto spiegare come si formano le feci. L’apparato digerente è generalmente suddiviso in un “tratto superiore” e un “tratto inferiore”. Per comodità, si divide l’apparato digerente in un “tratto superiore”, composto da bocca, esofago, stomaco e intestino tenue (a sua volta suddiviso in duodeno, digiuno e ileo), e in un “tratto inferiore”, composto dall’intestino crasso (comprendente cieco, colon, sigma, retto).
La parte superiore è responsabile della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutrienti e dell’acqua contenute negli alimenti, mentre la parte inferiore è destinata a completare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali. Se attraverso l’urina prodotta dai reni eliminiamo le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, con le feci, attraverso la defecazione, ci liberiamo dei prodotti di scarto che si producono dopo che l’intestino ha “assorbito” tutto ciò che di utile esiste per l’organismo negli alimenti.
Le diverse sezioni dell’apparato digerente sono come degli ingranaggi: funzionano in modo perfettamente sincronizzato grazie a meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale. Le diverse porzioni dell’apparato digerente, attraverso meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale, agiscono in modo perfettamente sincronizzato. Ed è proprio in questo meccanismo sincronizzato che entra in gioco il riflesso gastrocolico, un elemento chiave per il coordinamento di stomaco e intestino. Non è molto noto al grande pubblico, ed è un riflesso involontario.
Cos'è il Riflesso Gastrocolico?
Il riflesso gastrocolico, già noto nel 1800, è un meccanismo automatico che controlla la motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto. Il riflesso gastrocolico è, come detto, un meccanismo fisiologico automatico. Quando si ingerisce un cibo e lo stomaco inizia a lavorare, c’è una “spinta” al movimento intestinale.
Dopo aver mangiato si manifesta una risposta naturale dell'intestino, ossia il riflesso gastrocolico. Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico permette di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto. Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico ha lo scopo di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto, promuovendo la peristalsi (contrazioni ritmiche spontanee della parete dell’apparato digerente) e facilitando la progressione degli alimenti in fase di digestione verso l’intestino tenue e crasso e, quindi, verso l’ano.
La defecazione coinvolge le ultime porzioni dell’intestino, il colon e il retto, cui giungono i resti dei cibi dopo l’assimilazione dei principi nutritivi effettuata nell’intestino tenue. Una volta che le scorie sono arrivate al colon, cominciano due diversi movimenti (peristalsi) della muscolatura di questa porzione intestinale. La peristalsi lenta non fa avanzare il contenuto dell’intestino, ma serve soprattutto a rimescolarlo. A far procedere le feci verso l’ampolla del retto, dove poi queste vengono “accumulate”, prima di essere espulse, è invece la peristalsi propulsiva, che comincia nella zona del colon trasverso (in pratica nella zona più alta dell’addome).
Mentre la peristalsi lenta si ripete diverse volte in un’ora, la peristalsi propulsiva si verifica solo due o tre volte al giorno. A stimolarla sono soprattutto lo sforzo fisico e i pasti. In genere, in chi soffre di stitichezza la peristalsi propulsiva è più rara o comunque meno efficace nella sua funzione di spinta delle feci verso l’ampolla rettale, una specie di contenitore che, quando si riempie, attraverso specifici recettori nervosi trasmette il segnale di ripienezza al cervello, che stimola la muscolatura dell’ano e quindi consente l’emissione delle feci.
Il controllo della contrazione gastrointestinale da parte del riflesso gastrocolico è multifattoriale e coinvolge meccanismi muscolari, nervosi e ormonali. Il controllo della contrazione gastrointestinale da parte del riflesso gastrocolico è di tipo multifattoriale e coinvolge meccanismi muscolari, nervosi, e ormonali. Anche il sistema nervoso enterico (ovvero l’insieme delle strutture nervose presenti nella parete intestinale) risponde al riflesso gastrocolico, inducendo un’alternanza di contrazione e rilassamento della muscolatura liscia di tutto il colon e, soprattutto, del sigma allo scopo di spingere la massa fecale con particolare decisione verso il tratto rettale. Quando le feci si accumulano a livello del retto, la pressione sullo sfintere dell’ano aumenta e il riflesso gastrocolico si completa stimolando la defecazione (che viene, quindi, automaticamente promossa ogni volta che si mangia).
È presente in tutti gli esseri umani, ma la sensibilità e l’intensità della risposta variano da persona a persona. Questi meccanismi operano entro 15-20 minuti dall'inizio del pasto, e si attivano indipendentemente dalla quantità di cibo ingerito. Nei bambini è spessissimo molto attivo (ti sei mai chiesto perché i neonati fanno la cacca subito dopo aver mangiato?
Quando il Riflesso Gastrocolico Diventa un Problema
Se quindi il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico, normale, che aiuta la digestione, perché a volte diventa un problema? Diversi fattori possono però interferire, rallentandolo, sul normale processo di svuotamento intestinale. L’orologio biologico, si sa conta. Ci sono ritmi e tempi che l’organismo naturalmente sfrutta per tenersi in forma.
Ad esempio, per la maggior parte delle persone la prima colazione rappresenta la “riaccensione” dei movimenti intestinali e ciò facilita il bisogno di andare in bagno, anche per la presenza del riflesso gastrocolico. Dal momento che il riflesso gastrocolico è più attivo al mattino e subito dopo i pasti, se si soffre di stitichezza può essere utile sfruttare questo “timing fisiologico” per favorire le evacuazioni. Per esempio, bambini e anziani, che tendono a soffrire più spesso di costipazione, dovrebbero cercare di cogliere lo stimolo fecale subito dopo aver fatto colazione, senza rimandare. C’è chi ha bisogno di accendere una sigaretta, la mattina, per sentire l’intestino muoversi. C’è chi, invece, deve correre in bagno dopo il caffè o comunque dopo una colazione robusta.
Per esempio, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nota anche come sindrome del colon irritabile, è un classico esempio di disturbo legato a un’alterazione del riflesso gastrocolico. Le persone con IBS hanno una risposta esagerata al riflesso gastrocolico. Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute. Insomma, sono davvero tanti i fattori che possono influire sul riflesso gastrocolico, che in alcuni casi può anche un indice di patologia, come, ad esempio, in caso di sindrome da colon irritabile o di “riduzione” della motilità dello stomaco in caso di diabete, con conseguente stitichezza. Ovviamente, sta al medico indagare le cause delle alterazioni di ritmi intestinali potenzialmente correlate al riflesso gastrocolico. In caso di sintomi che si mantengono nel tempo, solo il curante può indicare il da farsi.
Altre Patologie e Fattori Influenzanti
Altre patologie che possono interferire con il riflesso gastrocolico includono:
- Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, IBD). Altre malattie che possono influenzare il riflesso gastrocolico sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)
- La celiachia.
- Il diabete.
- Problemi infiammatori al fegato e al pancreas.
- La presenza di calcoli alla cistifellea (colecisti).
MICI e celiachia spesso si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente diarrea cronica o ricorrente. Le prime due patologie, generalmente, si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente insorgenza di diarrea cronica o ricorrente. Altre condizioni che possono accentuare o inibire il riflesso gastrocolico sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Patologie come colite ulcerosa e morbo di Crohn causano infiammazioni croniche del colon e dell'intestino tenue. I diverticoli intestinali (piccole introflessioni “a sacchetto” che si formano nella parete dell’apparato digerente e, in particolare, nel colon) possono, invece, sollecitare il riflesso gastrocolico quando si infiammano.
Oltre alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), tra le principali patologie da considerare in questi casi c’è anche l’alterato funzionamento di fegato e pancreas, con difetto di produzione o liberazione nel duodeno rispettivamente degli acidi biliari e/o degli enzimi pancreatici indispensabili per la digestione di grassi, proteine e carboidrati. Nel caso si sospettino malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e malattia di Crohn, un test di laboratorio chiave per la diagnosi è la misura dei livelli di calprotectina fecale, una proteina che aumenta notevolmente nelle feci in presenza di infiammazione intestinale. Anche l’intolleranza a latte e lattosio (determinata da deficit dell’enzima lattasi, necessario per digerire questo zucchero) può causare gonfiore addominale, meteorismo, aumento della motilità intestinale e diarrea nelle persone più sensibili.
Anche fattori psicologici come stress e ansia possono influenzare il riflesso gastrocolico. Il riflesso gastrocolico può essere influenzato anche da fattori psicologici. In particolare, stress e ansia possono aumentare la produzione di succhi gastrici e la sensibilità di stomaco e intestino alla presenza di cibo al loro interno.
Il microbiota intestinale, l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, gioca un ruolo cruciale nella regolazione della funzionalità digestiva e intestinale. Un ulteriore elemento in gioco di notevole rilevanza è il microbiota intestinale, vale a dire l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, in equilibrio tra loro e con l’organismo umano, contribuendo a regolare la funzionalità digestiva e intestinale. Ogni alterazione significativa della flora batterica (disbiosi) può determinare l’infiammazione della mucosa che riveste la parete intestinale, sollecitando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti con conseguente insorgenza di mal di pancia, gonfiore addominale, flatulenza e diarrea con evacuazioni frequenti. Alterazioni significative della flora batterica (disbiosi) possono infiammare la mucosa intestinale, stimolando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento di acqua e nutrienti, con conseguenti dolori addominali, gonfiore, flatulenza e diarrea.
L’assunzione di lassativi in caso di stipsi può influenzare il riflesso gastrocolico. Anche l’assunzione, in caso di stipsi, di un lassativo stimolante (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile), che “irrita” le terminazioni nervose presenti nelle pareti dell’intestino tenue e crasso, può sollecitare il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione. I lassativi stimolanti (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile) irritano le terminazioni nervose delle pareti intestinali, sollecitando il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.
Cosa Fare? Consigli Utili
Ecco alcune misure che possono aiutare a gestire la diarrea improvvisa che insorge dopo i pasti e migliorare il benessere intestinale. Si tratta di consigli generali, che vanno adattati alla specifica situazione di ognuno di noi.
- Idratazione: la diarrea può causare perdita di liquidi e di molti elettroliti (sali minerali), quindi è essenziale mantenersi ben idratati. Bere acqua, tisane senza caffeina, brodo leggero o succhi di frutta per reintegrare i fluidi persi.
- Dieta BRAT: nei primi giorni dopo l’insorgenza della diarrea, potrebbe essere utile seguire una dieta BRAT, composta da banane, riso, mela e toast. Questi alimenti sono blandi e possono aiutare a rafforzare le feci.
- Farmaci da banco: alcuni farmaci da banco possono ridurre la frequenza e la consistenza delle feci.
Per contribuire a promuovere il benessere intestinale, in associazione a una dieta varia e bilanciata, sarà utile assumere fermenti lattici. Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare la microflora intestinale alterata. I cibi da evitare e quelli da preferire saranno diversi a seconda della nostra personale tollerabilità.
Un elemento cruciale è l’assunzione di una quantità adeguata di fibre prebiotiche, almeno 25 grammi al giorno. Un aspetto chiave riguarda l’assunzione di una sufficiente quantità di fibre (almeno 25 grammi al giorno), che possono essere ottenute da frutta e verdura crude o cotte, cereali, pane, riso e pasta integrali e, se necessario, anche attraverso integratori alimentari di crusca o fibre idrosolubili come i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). Se necessario, si possono utilizzare integratori di crusca o fibre idrosolubili come frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS).
Se si soffre di stitichezza, bere caffè al mattino può essere utile, poiché questa bevanda stimola la motilità intestinale e favorisce l’evacuazione. Se si tende a soffrire di stitichezza, può essere utile bere caffè al mattino, poiché questa bevanda sembra favorire la motilità intestinale e lo stimolo fecale in molte persone. Al contrario, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica, è meglio evitare il caffè. Naturalmente, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica vale il discorso inverso.
Un altro suggerimento per combattere la stitichezza è consumare banane a colazione, preferibilmente non troppo mature, poiché sono ricche di fibre e potassio, che aiutano a regolare la peristalsi intestinale. Un altro accorgimento anti-stipsi è mangiare a colazione banane, preferibilmente non troppo mature: sono ricche di fibre e di potassio, elemento che contribuisce al corretto controllo nervoso della peristalsi intestinale.
Invece di tre pasti abbondanti, meglio distribuire il cibo in 4-5 piccoli pasti. Le bevande fredde, soprattutto durante i pasti, possono sollecitare il riflesso gastrocolico in modo anomalo. L'attività fisica regolare favorisce una motilità intestinale equilibrata, prevenendo sia la stitichezza che l'eccessiva evacuazione post-prandiale.
Per capire invece se, all’origine di questi disturbi, c’è un problema di celiachia è necessario effettuare una biopsia intestinale e/o ricercare specifici anticorpi nel sangue.
Tuttavia, quando lo stimolo diventa insolitamente forte, urgente o frequente, o è associato ad altri sintomi gastrointestinali, è opportuno consultare il medico.
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