La tecnica dei martinetti piatti è applicabile ai soli edifici in muratura. Tale tecnica è indispensabile al Progettista che si attinge a classificare sismicamente un fabbricato nel valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico. Per rimarcare l’importanza di questa tecnica sperimentale, si rileva che, tale prova viene menzionata al punto C8.5.3 della Circolare 21 gennaio 2019, N. 633.

A seguito della modifica del comma 2 dell’Art. 59 del D.P.R. 380/2001, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha pubblicato, lo scorso 03 dicembre 2019, la Circolare N. 633. Che ha per oggetto “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001″.

Principi di Funzionamento

Per determinare la misura dello sforzo in situ, basato sulla variazione dello stato tensionale in un punto della struttura, si utilizza un sottile martinetto piatto inserito all’interno di un taglio eseguito nel giunto di malta. Qui il carico sovrastante provoca una chiusura del taglio che viene rilevata misurando la convergenza tra coppie di punti posti in posizione simmetrica rispetto allo stesso.

Il sottile martinetto piatto viene messo sotto pressione in modo graduale tramite pompa idraulica specifica fino ad annullare la convergenza misurata in precedenza. In queste condizioni la pressione all’interno del martinetto è uguale, in prima approssimazione, alla sollecitazione preesistente nella muratura in direzione normale al piano del martinetto. La prova sulla muratura si considera ultimata quando, in seguito ad incremento di pressione nel martinetto, si ottiene il ripristino delle misurazioni iniziali.

Il martinetto è un sottile inserto di metallo, di diversa forma a seconda del tipo di muratura su cui effettuare il test, con porte di entrata e uscita che possono essere messe in pressione con olio idraulico. set di martinetti piatti, costituiti da due membrane in acciaio inox (o lamierini in acciaio/lega NiTi). Tali membrane sono saldate su telaio rigido e a forme variabili (rettangolari, semiovali, semicircolari).

Procedura di Esecuzione della Prova

Per eseguire la prova si parte dal taglio nella muratura. Si collocano le basi di misura a cavallo del giunto di malta da tagliare e si misurano le distanze tra i punti fissi prima di eseguire il taglio. Si esegue il taglio e si inserisce il martinetto piatto collegato al sistema idraulico. Viene gradualmente ripristinata la pressione fino a quando la convergenza delle basi di misura viene annullata.

La prova prevede l’esecuzione di due tagli paralleli nella muratura, ad una distanza di circa 40 - 50 cm, nei quali andranno inseriti i martinetti piatti. Tali martinetti paralleli, opportunamente messi in pressione con il sistema idraulico, applicano al campione di muratura interposto, uno stato di sollecitazione monoassiale. Le deformazioni risultanti nella porzione muraria, vengono misurate da un numero adeguato (almeno quattro coppie) di sensori di spostamento.

Considerazioni sui Risultati

Il ripristino delle distanze, antecedente al taglio, tra le basi di misura avviene raramente per lo stesso valore di sollecitazione applicato dal martinetto. Perché l’interpretazione dei dati è complessa, a causa di diversi fattori come la scelta dei punti di prova e la disomogeneità della muratura. Uno dei principali problemi è rappresentato dal basso contrasto, offerto dagli edifici di pochi piani, agente sulla zona di prova.

Esiste letteratura tecnica (ved. Riva, G, Binda et al) che tratta della correlazione dei risultati tra le prove con martinetti piatti e le prove soniche.

Per fornire al Professionista parametri meccanici reali, e confrontarli con quelli riportati nella Tabella C8.5.II della Circolare N.7/2019, è stata condotta N. I risultati della prova hanno stabilito che Il modulo elastico che è stato determinato in sito è pari a 912 N/mmq. Paragonato a quelli riportati nella Circolare N. 7/2019 per la muratura in questione (muratura a conci sbozzati con parametri di spessore disomogeneo) e che riporta due valori (min 1.020 - max 1.440 N/mmq) è sostanzialmente più basso.

Caratteristiche Tecniche dei Martinetti Idraulici

Tutti i martinetti oleodinamici si distinguono per essere a singolo effetto o a doppio effetto, essi si differenziamo per la modalità di rientro dello stelo, nel caso dei cilindri a semplice effetto avviene attraverso una molla interna o a gravità, nel caso invece dei cilindri a doppio effetto il rientro dello stelo avviene oleodinamicamente tramite la pompa.

  • CAPACITA' DI OLIO: la capacità di olio di un martinetto idraulica rappresenta la quantità di olio necessaria per effettuare tutta la corsa del cilindro, è strettamente legata alla scelta della pompa da utilizzare e più precisamente alla capacità del suo serbatoio.
  • DIAMETRO DEL FORO INTERNO: questo dato riguarda solamente un particolare tipo di martinetto che presenta un foro passante su tutta la lunghezza, nella maggior parte dei casi questi martinetti vengono utilizzati per applicazioni di tensionamento o di scalettamento.

Riferimenti Bibliografici

  • Binda L., Cantini L., Tiraboschi C., (2004a). Caratterizzazione e classificazione di murature storiche in zona sismica mediante prova con martinetti piatti.
  • Binda L., Saisi A., Zanzi L., (2004c). Report on Calibration and Testing Results. On-site investigation techniques for the structural evaluation of historic masonry buildings.
  • Riva G., Bettio C., Modena C., 2003. Valutazioni quantitative di caratteristiche meccaniche di murature in pietra mediante prove non distruttive. Materiali e Strutture, problemi di conservazione.

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