La messa a terra è un elemento fondamentale per la sicurezza degli impianti elettrici e idraulici, proteggendo le persone dal rischio di folgorazione. In Italia, la progettazione, realizzazione e collaudo degli impianti elettrici sono regolamentati da normative specifiche, con particolare attenzione alla messa a terra.
Quadro Normativo di Riferimento
Per la progettazione degli impianti elettrici, in Italia, sin dal 1990 era in vigore la Legge 46/90, ora sostituita dal D.M. 37 del 22 gennaio 2008 (G.U. n. 61 del 12/03/2008) e dal D.L. 25 giugno 2008 n 112, "Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11 quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici"; questo stabilisce quali siano i soggetti abilitati a progettare e realizzare le principali tipologie di impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano attenersi tali soggetti. Fondamentale nella progettazione, realizzazione e collaudo di un impianto elettrico sono le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) a metterlo in regola.
Il collegamento della messa a terra di una casa è obbligatorio dalla normativa vigente (D.Lgs. n. 81/2008, Decreto ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, norma CEI 64-8/4). Gli impianti elettrici in bassa tensione alimentati da un Ente elettrocommerciale devono comprendere un impianto di messa a terra (sistema TT) in quanto necessario per la protezione dai contatti indiretti.
Obblighi di Legge e Funzioni della Messa a Terra
La messa a terra è obbligatoria per tutti gli impianti elettrici di appartamenti e uffici, sia in edifici condominiali che singoli. Quando l'appartamento si trova in un palazzo, la messa a terra deve essere connessa all'impianto dell'edificio. Questo è valido anche se l'appartamento è gestito da una società ed è adibito a uso ufficio.
Le aziende sono tenute ad avere tutta la documentazione degli impianti presenti, che dovranno essere a norma di legge per questioni relative alla sicurezza.
Tale sistema di sicurezza assicura una protezione contro la folgorazione e i conseguenti danni che questa potrebbe provocare a una persona.
La messa a terra, oltre a essere obbligatoria, è di grande importanza per la sicurezza e il suo dimensionamento deve essere effettuato da un tecnico competente in materia.
Gli scopi principali della messa a terra sono:
- Protezione contro i contatti indiretti: Quando l'isolamento di un apparecchio si deteriora e un involucro esterno si trova in tensione, con un contatto accidentale una persona potrebbe essere investita dal passaggio di corrente verso terra.
- Intervento dell'interruttore differenziale: In caso di guasto verso terra l'interruttore differenziale, ossia il salvavita, interrompe l'energia elettrica in caso di una dispersione.
- Protezione delle persone e dell'impianto da tensioni elettriche di altra origine.
- Impedire l'accumulo di elettricità statica e prevenire scariche elettrostatiche pericolose per le apparecchiature elettriche.
Impianto di Messa a Terra: Componenti e Funzionamento
L'impianto per un'utenza privata comprende uno o più dispersori di terra, collocati appunto nel terreno, come picchetti in rame o acciaio. In caso di guasto accidentale la messa a terra assicura l'intervento automatico dell'interruttore differenziale. Di solito gli impianti elettrici sono ben protetti e isolati per cui il pericolo di una scarica elettrica è minimo, ma, nel caso ad esempio degli elettrodomestici, se si verifica un guasto si corrono rischi.
Spesso, insieme all’impianto di messa a terra agiscono in sinergia altri dispositivi come l’interruttore differenziale o salvavita che serve a garantire la massima sicurezza di un impianto elettrico. Se si effettua una manutenzione di quest’ultimo, la messa a terra protegge da un pericolo di scossa durante i lavori.
Poi un’altra funzione è quella di evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche (il passaggio di cariche elettriche tra diversi materiali). E’ il caso della carrozzeria di un automobile che, in giornate con l’aria secca, si carica elettrostaticamente e quando tocchiamo la portiera prendiamo una piccola scossa.
Esiste una normativa che rende obbligatoria la messa a terra di tutti gli impianti e parti metalliche di un edificio in modo che tutto lo stabile sia messo in sicurezza anche qualora un fulmine lo colpisca. E’ per evitare ciò che con la messa a terra del ponteggio si disperdono in un apposito pozzetto tutte le masse elettriche.
Simbolo della messa a terra: Questo simbolo è utilizzato per identificare i terminali di messa a terra e i punti di collegamento negli impianti elettrici.

La Messa a Terra in Condominio
In un condominio la messa a terra deve interessare anche tutti gli impianti presenti e le parti metalliche dell'edificio, come l'ascensore, le tubazioni dell'impianto idraulico e termico ecc. In questi casi la messa a terra deve essere predisposta sia per ogni appartamento sia per il palazzo. La messa a terra di ciascun appartamento deve essere connessa a quella del palazzo.
Qualora il presente impianto elettrico non sia in linea con la normativa vigente, puoi rivolgerti all'amministratore per chiedere di regolarizzare la situazione. Di tale pratica si deve occupare l’assemblea del Condominio attraverso il suo Amministratore.In un impianto di messa a terra possono far parte anche gli elementi strutturali metallici degli edifici; essi sono contenuti nel calcestruzzo delle fondazioni e dei pilastri di elevazione.
Verifiche Periodiche e Documentazione Necessaria
La verifica di messa a terra dell'impianto elettrico condominiale è obbligatoria secondo la normativa d.p.r. del 22 ottobre 2001, n.
La verifica impianti messa a terra è un controllo periodico obbligatorio previsto dal D.P.R. 462/01. Tale attività è Obbligatoria con cadenza Biennale o Quinquennale a seconda del tipo di impianto elettrico presente in azienda.
La verifica messa a terra può essere effettuata dagli Organismi abilitati dal Ministero delle attività produttive sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI, oppure da ASL e ARPA. Non sono valide le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici o altri soggetti non compresi nel elenco pubblicato dal Ministero competente. Dunque, l’elettricista di fiducia non può in alcun modo effettuare il servizio di verifica. Egli può eseguire solo la normale manutenzione degli impianti di messa a terra e dare segnalazioni su eventuali problemi o un consiglio su come migliorare le prestazioni, ma non ha l’autorizzazione per effettuare le verifiche periodiche.
Per effettuare le verifiche sono richiesti determinati documenti come la dichiarazione di conformità (rilasciata al titolare degli impianti dalle aziende che effettuano le installazioni), la denuncia dell’impianto di terra ed eventualmente il progetto (qualora questa documentazione sia richiesta dal tipo di attività svolta).
Per la verifica degli impianti di terra con obbligo di progetto, sono necessarie:
- Relazione tecnica specialistica;
- Elaborati grafici;
- Tabelle e diagrammi di coordinamento delle protezioni (per le protezioni dai guasti a terra).
Per la verifica degli impianti di terra senza obbligo di progetto, invece, sono sufficienti solo gli elaborati grafici.
Sanzioni per Mancanza di Verifica
La mancanza totale o parziale della documentazione comporta per il datore di lavoro specifiche sanzioni. Nello specifico, il D.Lgs. 106/09 stabilisce che coloro che trascurano l’esecuzione delle verifiche sugli impianti di terra possono essere soggetti a sanzioni amministrative, con un range che va da 1.000 a 4.800 euro, e penalmente, con la possibilità di incorrere in un periodo di reclusione compreso tra 2 e 4 mesi.
Ristrutturazione e Rifacimento Impianto Idraulico
Stai ristrutturando un appartamento e devi rifare l'impianto elettrico della casa? Per legge l'impianto deve essere realizzato secondo le norme ed equipaggiato con quello di messa a terra e l'interruttore differenziale.
Materiali Utilizzati
La normativa prevede che i cavi elettrici abbiano l’isolante che ha un colore diverso in base alla loro funzione, solitamente il cavo della messa a terra che è giallo e verde. La normativa della messa a terra prevede che i cavi elettrici abbiano l'isolante di un colore diverso in base alla loro funzione. Sicuramente ti è capitato di vedere il classico cavo della messa a terra che è di due colori giallo e verde.
Realizzazione di un Impianto di Messa a Terra
Per fare la messa a terra bisogna utilizzare strumenti isolati professionali, ideati per eseguire lavorazioni di tipo elettrico.
Per realizzare un impianto di messa a terra è necessario un progetto realizzato da un ingegnere competente che avrà anche il compito di certificare l’impianto (è obbligatorio per legge).
Rifacimento dell'Impianto Idraulico: Quando è Necessario?
Il rifacimento dell’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati. E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi.
Segnali di Allarme e Ispezioni Regolari
I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose.
Tipologie di Impianti di Adduzione dell'Acqua
Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione. L’impianto idrico in derivazione è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali. L’impianto idrico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.
Aspetti Normativi e Autorizzazioni
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati. Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore. In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.
Detrazioni Fiscali per la Ristrutturazione
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
Tabella riassuntiva delle verifiche periodiche
| Tipo di Impianto | Luoghi | Periodicità |
|---|---|---|
| Impianti elettrici | Cantieri, luoghi a rischio incendio o esplosione, locali ad uso medico | Ogni 2 anni |
| Impianti elettrici | Luoghi diversi da quelli con verifica biennale | Ogni 5 anni |
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