La Misericordia di Bagno a Ripoli ha festeggiato nel 2019 i suoi primi 50 anni dalla fondazione. In occasione di questo importante anniversario, ripercorriamo insieme, con foto e racconti, gli eventi che hanno caratterizzato la sua storia.
Le Origini e la Fondazione
L’idea di istituire la Confraternita di Misericordia di Badia a Ripoli nasce nel 1968 quando nasce un nuovo spirito di aggregazione tra i giovani del Rione. “Quasi per caso entrò fra gli argomenti del dialogo tra alcuni amici trovatisi occasionalmente”, si legge nell’articolo di apertura del notiziario della Misericordia di Badia, edizione 1971. Proprio così, grazie alla forza e all’entusiasmo di quindici uomini, inizia a prendere forma l’opera di misericordia per il soccorso e l’assistenza.
Dopo l’alluvione del 1966, in tutta Firenze è tangibile la necessità di nuovi luoghi dai quali ricominciare, spazi che permettano l’aggregazione e la ricostruzione. La Confraternita di Badia a Ripoli risponde a queste necessità.
Il 24 Maggio 1970, viene inaugurata la sede in Piazza di Badia a Ripoli e grazie all’implemento del numero di soci attivi e di richieste di soccorso, il 15 Agosto dello stesso anno, la Misericordia inaugura la sua seconda ambulanza.
Primi Anni di Attività e Sviluppo
Fin dai primissimi anni di vita dell’associazione, sono stati integrati nuovi servizi di solidarietà ed aiuto, oltre al soccorso sanitario. L’8 dicembre 1975 viene avviato il servizio notturno dalle 23:00 alle 7:00 del giorno successivo.
Il 6 maggio 1976 ai piani più alti di Firenze viene avvertita una leggera scossa, lontana eco del terremoto che aveva devastato il Friuli. Due giorni dopo la Confraternita fu in grado di organizzare il primo invio di soccorsi, raccolti con il contributo spontaneo di tutta la popolazione. Fin dai primi viaggi fu possibile stabilire un contatto diretto con due paesi Artegna e Montenars. A settembre i fratelli vennero a conoscenza che due famiglie di Buia avevano necessità di una roulotte.
Martirano Lombardo è un piccolo paese in provincia di Catanzaro. Alla consorella di Misericordia di questo paese la Misericordia di Badia a Ripoli dona una propria ambulanza perché possa avviare i propri servizi di ambulanza, come prima associazione di volontariato della Calabria.
Dopo l’intervento del 1976 in Friuli, nel 1978, l’associazione riesce ad ufficializzare la presenza del servizio di Protezione Civile, all’interno della Misericordia di Badia.
Il 23 Novembre del 1980 la terra trema ancora, in Irpinia. Le zone della Campania centrale e della Basilicata vengono colpite da un terribile terremoto di magnitudo 6.9.
Nel maggio 1981 diventa operativa l’emoteca mobile per la raccolta del sangue. La prima raccolta è organizzata presso la parrocchia di Ponte a Ema e da quel momento l’emoteca verrà utilizzata intensamente per molti anni.
Nel Luglio 1981 apre la sezione Ricorboli-La Colonna della Misericordia di Badia in via Marsuppini, proprio accanto alla Chiesa di Ricorboli. La nuova sezione permetterà di rendere più veloci gli interventi delle ambulanze nella zona di Piazza Ferrucci.
Innovazione nel Soccorso Sanitario
Qualche anno dopo, nel 1982, dei giovani medici decidono di attuare una vera e propria rivoluzione all’assistenza sanitaria offerta fino a quel momento dalla Confraternita di Badia. Fino a pochi anni prima infatti, non si parlava di soccorso sanitario ma più esattamente di trasporto, dal luogo dell’emergenza fino agli ospedali. Alcuni Fratelli della Misericordia di Badia a Ripoli, neo laureati in medicina, decidono di offrire il proprio tempo e le proprie capacità da impiegare nel primo soccorso.
L’8 dicembre 1984 si inaugura l’Ambulatorio specialistico della Misericordia in Piazza di Badia a Ripoli, realizzato grazie soprattutto alla donazione di una sorella della Misericordia di Badia a Ripoli: Elda Fissi. Era una sorella prematuramente scomparsa che dedicava il suo tempo libero ad aiutare in molti modi le famiglie del quartiere, anche accompagnando a scuola i bambini che avevano i genitori impegnati in altre attività. La sua prematura scomparsa è stata inaspettata come inattesa è stata la sua donazione alla Misericordia di Badia a Ripoli.
Impegno nella Protezione Civile
Il 1985 comincia con una incredibile gelata. La temperatura scende a ben 23 gradi sotto zero fino ad arrivare a ghiacciare l’Arno. La Protezione Civile (PC) di questa Misericordia, collaborando con le altre associazioni, ha partecipato ad altri interventi durante i periodi invernali, anche recentemente.
Il 19 luglio 1985 eravamo in pieno clima estivo e molti fratelli erano in vacanza. Improvvisamente alle 12:25 una valanga di 150.000 metri cubi d’acqua e fango su un fronte di 50 metri, a seguito del cedimento di un fronte di un bacino investe cancellandoli un albergo, villette e due piccole fabbriche a Stava di Cavalese. Dalla Misericordia di Badia a Ripoli partono due squadre composte da fratelli esperti e giovani alla prima esperienza di protezione civile. In tempi molto rapidi i nostri fratelli raggiungono il luogo del disastro e si mettono all’opera ininterrottamente in aiuto dei vigili del fuoco e dei militari.
La necessità di una nuova sede, più ampia, che potesse ospitare tutti i Soci e i numerosi servizi offerti dalla Misericordia di Badia, si inizia a percepire fin dai primi anni ’80.
L’evoluzione della Misericordia di Badia a Ripoli non finisce qui. Infatti, pochi anni dopo, nel 1996, vengono realizzati nuovi edifici ideati dal celebre architetto Giovanni Michelucci, già noto per la Chiesa dell’Autostrada del Sole, la Stazione di Santa Maria Novella e altri importanti progetti. L’architetto muore prima di vedere realizzate le proprie idee per gli ambulatori e la cappella all’interno della Misericordia.
Interventi in Emergenze Nazionali
Nel marzo del 1991 su richiesta della Prefettura di Brindisi una squadra di protezione civile della Misericordia di Badia a Ripoli, con la colonna mobile delle Misericordie Toscane, interviene a Brindisi al momento dello sbarco di migliaia di profughi albanesi. Appena arrivati le Misericordie Toscane montano un ospedale da campo, un centro radio e le diverse strutture operative, ivi comprese quelle dedicate alla distribuzione di vestiario e generi vari.
Era il 27 Maggio 1993 quando scoppiò un’autobomba in Via dei Georgofili, nel cuore della città, uccidendo cinque persone e ferendone cinquanta. L’esplosione danneggiò inoltre anche parte del patrimonio degli Uffizi. Fu un doloroso attacco ad uno dei simboli più significativi dell’identità italiana. Per Firenze e per l’Italia intera è stato indubbiamente un durissimo colpo, al quale però tutta la cittadinanza ha dovuto reagire. La Misericordia di Badia a Ripoli conserva in sede, tra i ricordi di maggiore significato, il Fiorino d’oro conferito dal comune di Firenze in riconoscimento dell’opera prestata dopo la tragica esplosione del 1993.
L’8 Dicembre 1996 sono inaugurati i nuovi locali che ospiteranno il nuovo poliambulatorio specialistico della Misericordia di Badia. La realizzazione di questo nuovo progetto ha permesso all’associazione di migliorare impianti e attrezzature e rendere più efficaci le prestazioni mediche offerte alla popolazione del quartiere e non solo.
La mattina del 26 settembre 1997 un terremoto interessa zone dell’Umbria e delle Marche. Le Misericordie Toscano sono presto allertate. Alle 13 da Badia partono in totale di 12 fratelli e sorelli impegnati sul posto.
Anni 2000: Ulteriori Sviluppi e Servizi
L’11 settembre 2000 presso la Misericordia di Badia a Ripoli le ambulanze attrezzate con Infermiere a bordo sostituiscono le ambulanze con medico a bordo (CEMM). In collaborazione con gli infermieri del 118 nel corso dell’anno 2001 sono organizzate nuove iniziative formative. Tra queste il corso formativo residenziale tenuto a Metato, nella foresta di Vallombrosa, dedicato ai fratelli e sorelle impegnati nei servizi di emergenza.
Su esplicita richiesta del Comune di Sorano, in provincia di Grosseto, e di molti cittadine dello stesso paese nasce una Sezione della Misericordia di Badia a Ripoli. Ci viene spiegato che tra le varie associazioni di volontariato toscane, la Misericordia di Badia a Ripoli è stata individuata come l’esempio da imitare e ripetere.
Il 31 ottobre a San Giuliano di Puglia, in Molise colpisce il terremoto portando nuove vittime e distruzione. Ancora una volta i fratelli di Badia rispondo prontamente.
Il Gruppo Donatori Fratres “Fabrizio Camaiti” della nostra Misericordia ha finanziato la costruzione di un pozzo di acqua potabile in Burkina Faso, nel 2008. Il pozzo che la Misericordia ha contribuito a realizzare è detto “a largo diametro”, utilissimo per il sostentamento degli abitanti dei villaggi.
Il 6 aprile giorno del terremoto dell’Aquila la Misericordia di Badia a Ripoli viene prontamente attivata dai Vigili del Fuoco di Firenze. La misericordia di Badia ha stipulato un accordo con i Vigili del Fuoco e fa parte della colonna mobile dei Vigili del Fuoco di Firenze con 1 ambulanza, 1 mezzo fuoristrada ed un mezzo logistico.
Eventi Recenti e la Pandemia di COVID-19
La terra trema nuovamente in Italia, in modo prepotente e pauroso. È il 24 Agosto e nel cuore della notte, tutta la penisola assiste a una forte scossa di terremoto, con epicentro Accumoli, piccolo paesino del reatino. Poche ore dopo, i soccorsi iniziano già ad arrivare nelle zone colpite, nonostante la consistente difficoltà nel raggiungere gli aggregati di case più isolati. La maggior parte dei ponti sono crollati e le strade ostruite dalle macerie. Il nucleo di Protezione Civile di Badia a Ripoli viene attivato, assieme a quello di molte altre associazioni di volontariato. I nostri volontari partono alla volta dei luoghi distrutti dalle numerose scosse che poi si sono susseguite nei giorni successivi al 24 Agosto.
La notte del 26 febbraio 2020, la nostra ambulanza di emergenza con infermiere a bordo “ India 3”, è stata attivata dal 118 per effettuare il trasferimento nel reparto di malattie infettive dell’OSMA del primo paziente fiorentino, risultato poi positivo al Covid-19. Anche il nostro gruppo di Protezione Civile ha partecipato attivamente durante i duri mesi di pandemia tramite il servizio “giro pasti”, coordinato dalla sala operativa comunale di Protezione Civile, con cui veniva consegnato il vitto e farmaci a persone isolate per Covid-19 e la consegna alle strutture sanitarie Toscane di respiratori ritirati dalle nostre squadre all’aeroporto di Linate. La nostra Protezione Civile ha operato con squadre di presidio e supporto presso il Centro Tecnico Federale Coverciano, diventato luogo ospitante malati di Covid-19. Questo servizio è stato svolto dal giorno di apertura fino al 15 maggio 2020, in cui il centro ha chiuso.
La Misericordia dell'Antella: Un Breve Sguardo
È il 3 ottobre 1852 quando nella Pieve di Santa Maria all’Antella viene canonicamente eretta la Venerabile Compagnia di Misericordia. A fondarla, sulle ceneri della Compagnia del Ss.mo Sacramento, è don Giuseppe Scappini, dal 20 febbraio 1835 Pievano dell’Antella. Le cronache dell’epoca mettono in risalto che don Scappini è un uomo coraggioso, intraprendente, pio, sensibile all’evolversi dei tempi, anche con una certa preveggenza. Nel libro dei Capitoli della nuova Compagnia come motto scelto dal fondatore si trovano le parole dell’Apostolo: «Figlioli miei, non amiamo in parole o colla lingua, ma coll’opera e con verità» (1 Giovanni 3,18).
La prima riunione del Magistrato - l’organo che sotto la guida del Pievano amministra la Confraternita - si tenne il 12 dicembre 1852. La prima sede fu presso la Pieve stessa, ma già dopo un anno e mezzo di attività i locali ad essa concessi risultarono insufficienti ad accogliere la rimessa per la lettiga per il trasporto degli ammalati, mentre mancavano del tutto, e quindi andavano creati, locali adatti «ad ospitare i malati che non potevano essere portati allo Spedale» (Delibera del Magistrato del 2 febbraio 1854).
Nel 1855, solo dopo meno di tre anni dalla sua fondazione, la Misericordia è chiamata subito al suo “battesimo di fuoco” con la prima pandemia: il colera. I fratelli della Misericordia trasportavano gli appestati nei vari “ospedaletti” che furono creati ad hoc. Per debellare questa terribile epidemia, che colpì tutto il Granducato di Toscana, furono prese severe misure igieniche.
Nel 1908 il primo allaccio dell’energia elettrica, fornita dalla Società Mineraria Elettrica del Valdarno, per illuminare le stanze dello scrittoio, della compagnia e della lettiga.
Nel 1919 l’invio di due squadre nel Mugello al seguito di un tremendo terremoto e lo stanziamento di 200 lire per gli aiuti a quelle popolazioni. In un primo tempo si era pensato di acquistare il prefabbricato attiguo alla Pieve, di proprietà del Conte Bardi Serzelli.
Nel 1904, esattamente il 24 agosto, grazie alla Misericordia, che si fa carico di tutte le spese, all’Antella arriva il telefono, grazie all’inaugurazione dell’ufficio telefonico che sarà a disposizione della popolazione tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 14 alle 20. Incaricato della costruzione della cabina è il falegname Leopoldo Casini. Con un concorso la Misericordia assunse come centralinista Irene Morelli, con il compito di avvisare le persone che dovevano ricevere telefonate. Il numero di telefono era il 1465.
Dopo il telefono toccò ad un’altra innovazione, il tram, o meglio la tramvia. All’epoca l’Antella era completamente sprovvista di collegamenti con Firenze. Già nel 1902 il Magistrato deliberò di aderire al comitato pro tramvia - ogni secolo ha la sua tramvia e il suo comitato, si direbbe - tanto che più volte il Magistrato inviò centinaia e centinaia di lettere a varie famiglie della zona per smuovere l’opinione pubblica su questo tema. Addirittura il Correttore, il Pievano Ilario Maestrini, il 21 settembre 1913, arrivò a chiedere alla Misericordia di farsi carico della somma annuale necessaria per assicurare il servizio, ben 2mila lire, una cifra notevole per l’epoca, e di cui doveva farsi carico il Comune, che però non le stanzierà mai; un’opera «finalizzata al bene e al sempre più glorioso avvenire del nostro paese». Il Pievano non riuscirà a vedere la tramvia, perché morirà a causa della pandemia dell’epoca, la terribile spagnola, il 20 dicembre 1918, a soli 49 anni. Alla fine il Comune di Bagno a Ripoli si farà vivo, ma solo per richiedere un ulteriore aumento del concorso economico, in quanto la cifra necessaria sarà, in questa fase, di 6mila lire l’anno.
Sono anni difficili per la popolazione, tanto che nel 1932 si registra il più alto tasso di disoccupazione nel territorio parrocchiale dell’Antella, difficoltà che la Misericordia cercherà di arginare con sussidi specifici e l’apertura di appositi cantieri, dando anche dei soldi al Comune per dare lavoro ad alcuni di questi disoccupati.
Nella prima parte del Novecento dunque non sono mancati numerosi tentativi per snaturare e laicizzare la Misericordia. Con le adunanze del 5, 12 e 25 agosto 1944 la Misericordia, grazie a Mons. Leone Acommanni, Alfredo Casini, Roberto Becattini, nominati dal Comitato Toscano di Liberazione, risorge dalle ceneri dell’era fascista per dare nuova vita e linfa al sodalizio. Mons.
Nel 1947 all’Antella si diffuse una grande epidemia di paratifo causata, si racconta, dal gelato avariato prodotto e venduto all’Antella nel giorno del Corpus Domini. Per disposizione delle autorità sanitarie i malati furono obbligatoriamente ricoverati all’ospedale. Questa emergenza porterà il Magistrato nell’adunanza del 29 giugno a prendere la decisione di andare verso l’acquisto di un’auto ambulanza. Si costituì quindi un comitato per reperire i fondi necessari e finalmente il 26 aprile 1950, alla presenza del Vicario Generale dell’Arcivescovo Cardinale Elia Dalla Costa, Monsignor Tirapani, e del Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Commendatore Crema, che terrà anche il discorso ufficiale, verrà inaugurata la prima auto ambulanza della Misericordia dell’Antella.
Il Commissario prefettizio, Antonio Dosio, redigerà un nuovo Statuto, più conforme agli statuti delle maggiori Misericordie confederate, che verrà approvato il 1 agosto 1955.
Nel maggio 1995 la Misericordia si dotò del suo giornale ufficiale, Il Ponte dell’Antella, testata giornalistica regolarmente iscritta al Tribunale di Firenze che da allora, ogni tre mesi, con le sue otto pagine a colori, informa prontamente i propri associati, oggi oltre 8mila iscritti.
Il 6 settembre 2020 in Piazza Ubaldino Peruzzi, alla presenza del Sindaco Francesco Casini e del Governatore Jacopo Bonciani, il Pievano e Correttore don Moreno Bucalossi benedice la nuova ambulanza Delta 48.
Il 17 febbraio 2021 il Correttore Nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, il Vescovo Franco Agostinelli, nella nostra cappella ha benedetto la Via Crucis donata dalla famiglia in ricordo di Elena Mariani, una consorella di una Misericordia fiorentina, molto conosciuta a Bagno a Ripoli, dove lavorava, donazione allargata alla memoria di tutti i Confratelli e Consorelle delle Misericordie d’Italia morti, come Elena, a causa del covid 19, facendo diventare tale via crucis un monumento nazionale per tutta la Confederazione. Il Presidente della Camera dei Deputati ha reso omaggio al loro sacrificio inviando una speciale corona di fiori.
Nel rispetto della vigente normativa in materia di enti del terzo settore la Confraternita ha assunto la denominazione completa di “Confraternita di Misericordia di S. La Confraternita è retta da un Magistrato (Consiglio) composto da 9 membri presieduto dal Governatore (Presidente) e assistito spiritualmente dal correttore (Pievano dell’Antella).
In alcuni documenti del 1361 risulta che questa Confraternita “fu detta e cominciata per lo beato Messere Santo Pietro Martire dell’Ordine dei Predicatori”. È questi Pietro da Verona, detto Martire perché assassinato nel 1252 a Barlassina, tra Milano e Como, in un agguato di catari e ghibellini, tipico di quell’epoca fitta di conflitti politico-religiosi a mano armata. Primo compito dei confratelli era certo il soccorso agli ammalati e la sepoltura dei morti in povertà.
«Nell’enciclica Redemptor Hominis ho affermato che “l’uomo è in certo senso la via della Chiesa”. Voi la percorrete in spirito di comunione e di fedeltà al vangelo e a tutta la Tradizione quando vi fate carico di ogni problematica della persona, ponendovi accanto all’uomo e attuando per esso “la misericordia del Padre”, resa visibile in Cristo e per mezzo di Cristo. Per tale motivo il vostro servizio si connota come volontariato cristiano. Infatti, anche se per molteplici aspetti la solidarietà e l’aiuto di altri cittadini generosi sono simili alla vostra azione, questa possiede una fisionomia specifica: quella cioè di servire il prossimo, custodendo e tenendo viva nella propria mente e nel proprio cuore la presenza di Gesù, e di vedere in ogni uomo sofferente il Cristo, il quale con parole persuasive insegna “Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatta a me”(Mt 25,40)».
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