Il restauro dei mobili antichi si occupa della conservazione e del recupero di arredi di tutte le epoche e stili. Il mobile antico è un oggetto complesso frutto dell’abilità di artigiani, custodi di tecniche tramandate nei secoli. Come ogni manufatto antico, è un documento storico testimone ed espressione dell’epoca a cui appartiene.

A questo si aggiunge la sua storia personale vissuta a contatto con generazioni di uomini che quotidianamente lo utilizzavano. Il mobile, infatti, a differenza di un quadro o di una statua, viene di solito utilizzato da chi lo possiede. Questo porta all’usura e a rotture. Si possono leggere i mobili antichi come un insieme di segni che ci raccontano di tecniche e strumenti del passato.

Analisi Preliminare e Documentazione

Il nostro lavoro di restauro del mobile antico inizia con un sopralluogo per poter analizzare lo stato di conservazione e di conseguenza valutare il tipo di intervento da proporre al cliente. In laboratorio fotografiamo il mobile per documentarne lo stato di fatto e le varie fasi di intervento in modo da tenere traccia del prima e del dopo.

Interventi di Falegnameria

Solitamente la falegnameria ovvero le riparazioni di parti rotte, mancanti o in fase di rottura viene eseguita per prima. Questa è la fase del restauro in cui occorre fare ricorso alla manualità e abilità tecnica necessaria alla lavorazione del legno. Gli interventi più comuni riguardano la struttura del mobile ed hanno per lo più ad oggetto:

  • Sedie o poltrone con gli incastri rotti o instabili
  • Fessure e crepe nei fianchi o sui piani
  • Gambe o piedi staccati, spezzati o perduti
  • Superfici imbarcate che impediscono il corretto funzionamento di ante e cassetti
  • Impiallacciature e lastronature sollevate, scollate o mancanti
  • Guide dei cassetti consumate
  • Intarsi scollati o mancanti
  • Serrature rotte o senza chiave, maniglie o pomelli mancanti

Consolidamento e Ripristino

Il consolidamento riguarda l’incollaggio di tutte le parti staccate o sollevate. Una nota speciale merita il ripristino delle impiallacci e lastronati sollevate. Un lavoro minuzioso e accurato che mira a prendersi cura della preziosa pelle che riveste molti mobili di pregio. Nel restauro dei mobili antichi si usa la colla a caldo di origine animale.

Perché non usare una colla già pronta come ad esempio un Bostik?

Perché è la colla che veniva usata nei secoli scorsi prima dell’avvento dell’industria chimica e dell’invenzione dei prodotti già pronti come la colla vinilica. Nel restauro si rispettano i metodi di costruzione e i materiali usati nelle epoche passate e si utilizzano procedimenti reversibili.

Nella ricostruzione si applicano le varie tecniche per ripristinare le parti rotte o mancanti dell’opera. Nelle integrazioni si usano gli stessi legni presenti nell’originale stagionati e trattati con antitarlo.

Trattamento Antitarlo

Il legno può essere attaccato da tanti tipi di insetti o muffe. Le tarme del legno, o per usare un termine più corretto, i tarli sono insetti xilofagi che mangiano il legno letteralmente. Sono una delle principali cause di degrado e rovina del legno, ne indeboliscono la resistenza strutturale scavando gallerie e riducendo le fibre legnose in polvere. I mobili che hanno soggiornato in ambienti umidi e poco aerati possono avere sviluppato muffe e quell’odore poco piacevole di “chiuso”.

Pulitura e Sverniciatura

Nella ristrutturazione di un mobile antico la vernice rappresenta un aspetto cruciale. Col tempo le vernici si ossidano e ingialliscono compromettendo l’aspetto estetico del legno. Le vernici rovinate, con graffi o rigature, ammuffite o sbiancate sono frequenti. Davanti ad una vernice un restauratore serio si chiede di che tipo di vernice si tratta e se è meglio conservarla o rimuoverla.

Quando una vernice è in buone condizioni è possibile pensare ad una pulitura ovvero ad un intervento che toglie lo “sporco”e restituisce luminosità. Oppure si può assottigliare la vernice andando a rimuovere il primo strato rovinato, conservando il resto. Sono considerazioni importanti che incidono sul valore storico e quindi commerciale dell’opera.

In questa fase della ristrutturazione del mobile si usano solventi e altre sostanze chimiche professionali. Senza entrare troppo nello specifico, precisiamo che il restauratore specializzato si prepara da sè i propri sverniciatori attingendo alle proprie conoscenze di chimica del restauro. Questa è una buona pratica perchè permette di progettare interventi delicati e selettivi. Raramente si fa ricorso a prodotti già pronti all’uso come gli sverniciatori universali.

Chimica del Restauro

Tra i vari strumenti del restauro ci sono dei test (test di Feller) per “leggere” una vecchia vernice. Quando una vernice è in buone condizioni è possibile pensare ad una pulitura, ovvero ad un intervento che toglie lo “sporco” e restituisce luminosità, oppure si può assottigliare la vernice andando a rimuovere il primo strato rovinato, conservando il resto.

Lucidatura a Stoppino

Prima dell’arrivo delle vernici create dall’industria chimica nel Novecento il legno si proteggeva con vernici di origine naturale che ogni singolo artigiano si fabbricava da sè. A seconda della tipologia di mobile che ci si trova davanti i metodi di verniciatura sono gli stessi. Nel restauro dei mobili antichi la verniciatura più conosciuta e pregiata è lo stoppino realizzato con la gommalacca sciolta in alcol 99°.

Con il termine stoppino ci si riferisce alla tecnica messa a punto vero la fine del Settecento che prevedeva l’uso di un tampone per stendere e lavorare la vernice. E’ una tecnica laboriosa che richiede molto esercizio e d esperienza per essere eseguita a regola d’arte. La fatica è ben ripagata, infatti le superfici lignee verniciate a stoppino acquistano una lucentezza e una morbidezza non paragonabile a nessuna altra tecnica.

Esempio di mobile da bagno d'epoca

Eccezionale mobile da bagno d'epoca Vittoriana: un bel piano con bordo rifinito da una lastronatura in verticale di cm.138 profondo cm.60 dove troviamo due fori posti lateralmente di cm.Ø27 per l'inserimento di due lavelli con cassetta centrale con coperchio incernierato (cm.41x20) con all`interno un porta oggetti estraibile (portabottiglia, 2 porta bicchieri e una vaschetta). Quattro gambe elegantemente tornite, frontale in piuma di mogano: un bel cassetto centrale e due finti lateralmente (in corrispondenza dei fori). Sopra il piano, a rifinire la grande toilette, nella parte frontale e laterale troviamo un pannello paraschizzi in massello di mogano (h.25) con laterali smussati.

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