In Italia, i dati e i rilevamenti evidenziano una difficoltà nel reperire persone qualificate per mestieri "manuali", che richiedono competenze artigianali, concrete e perizia manuale.
La Richiesta Elevata di Idraulici ed Elettricisti
Se si prova a cercare figure professionali come idraulici ed elettricisti, si riscontra che sono talmente richiesti che un tribunale ha recentemente stabilito che non era credibile la giustificazione di un idraulico che dichiarava di non poter pagare gli alimenti alla moglie, proprio a causa dell'elevata domanda per la sua professione. Questi professionisti sono costantemente impegnati, passando da un lavoro all'altro, e anche durante i periodi di crisi, il lavoro non è mai mancato, poiché i problemi idraulici, elettrici e di manutenzione domestica sono inevitabili.
Le persone non possono vivere senza servizi igienici funzionanti, elettricità e automobili efficienti, rendendo l'intervento di un professionista un obbligo difficilmente rimandabile. Inoltre, la professione di meccanico offre opportunità di lavoro su una varietà di motori, non solo quelli delle automobili.
Implicazioni Economiche della Scarsità di Artigiani
A causa della limitata concorrenza, con un numero relativamente basso di artigiani rispetto alla domanda, molte di queste categorie di lavoratori applicano tariffe elevate, ulteriormente incrementate dai ricarichi sui materiali, aumentando così il guadagno. Tuttavia, non è chiaro perché, nonostante l'alto numero di disoccupati, non ci siano più persone che intraprendono queste professioni artigianali.
L'Importanza delle Competenze Manuali nell'Era Tecnologica
Saper lavorare con le mani rappresenta una sicurezza per il futuro, data la crescente dipendenza dalla tecnologia, che porta a una progressiva incapacità e a un numero sempre maggiore di persone che non sanno utilizzare un cacciavite. In caso di problemi, blackout o difficoltà di vario genere, le competenze informatiche non sono sufficienti per risolvere direttamente il problema.
Vantaggi Aggiuntivi dei Mestieri Artigianali
- Risparmio di denaro per interventi domestici e sulla propria auto.
- Possibilità di un futuro lavorativo stabile e sicuro.
Considerazioni sull'Orientamento Professionale e l'Istruzione
Certo, per intraprendere questi mestieri un pochino di impegno bisogna mettercelo e di sicuro per gli “scoraggiati”, che nemmeno lo cercano più un lavoro e ingrossano le file dei disoccupati, sarà difficile prodigarsi in tale sforzo sovraumano per loro, ma chi ancora il lavoro lo cerca magari può farci un pensierino.
È importante considerare che studiare e approfondire è più efficace quando c'è la volontà di farlo. E a quei genitori che pensano che il figlio o la figlia debbano per forza studiare dopo le scuole dell’obbligo, pure se ha scarsi risultati e pochissima voglia, mi permetto di dire: meglio che imparino un mestiere che condannarli all’inedia scolastica.
L'Etica nel Lavoro Artigianale: Una Visione Futura
Ragionando poi in termini di fantascienza si potrebbe magari diventare un artigiano/professionista etico cioè che fa pagare i propri interventi anche a seconda del reddito del cliente e di quale è l’attività lavorativa dei clienti stessi. Quindi far pagare di più ai ricchi o a coloro che non fanno nessuna attività a favore degli altri e dell’ambiente e fare pagare di meno a chi ha redditi bassi e a chi si prodiga per il prossimo e la natura, quindi anche per la sopravvivenza dei professionisti stessi.
Per il momento questa terribile minaccia dell’etica non c’è, si continua tranquillamente a spellare i clienti e fare concorrenza ai dentisti sulle parcelle.
Reazioni dal Settore: Il Caso dei Termoidraulici Lecchesi
Sul territorio una reazione arriva dal presidente dei termoidraulici lecchesi di Confartigianato, Oscar Buzzoni.«Facciamo ordine sulla questione - esordisce - visto che con la crisi la nostra categoria ha perso fra il 30 e il 40% del fatturato».
Buzzoni non ci sta: «Non nego che ci sia del nero ma spezzando una lancia a favore della categoria dico che spesso una delle prime cose che i clienti ci dicono è che l’Iva non la vogliono pagare».
Convenienza reciproca quindi? «No - aggiunge - perché io, che di notte dormo molto sereno, trovo che fatturare facendosi pagare il giusto sia sempre la cosa migliore. E invito i miei associati a fare altrettanto, tanto più che siamo obbligati a rilasciare dichiarazioni di conformità che richiedono regolarità nei pagamenti. Addirittura a volte i clienti pretendono le dichiarazioni senza pagare l’Iva, non siamo noi gli irregolari».
E sul fatto che la categoria non conosce crisi chiarisce: «La sentenza della Cassazione si basa su un’idea di mercato di qualcuno seduto su alti scranni, statistiche raccolte chissà come alla mano, definisce in ripresa. Noi siamo legati all’edilizia e stiamo ancora arrancando nella crisi. Inoltre ci sono differenze fra i territori. Io, ad esempio, sto in Valsassina dove di recente tre importanti imprese edili hanno chiuso, con un forte contraccolpo su noi dell’indotto. Al contrario, ci sono situazioni nella parte sud del Lecchese di imprese che fortunatamente stanno andando bene. Ma in generale si sta faticando».E la Valsassina è anche terra di seconde case «dove se uno deve comprare la caldaia nuova o i pannelli solari lascia perdere e lo fa nella prima casa, altra differenza fra territori». Edilizia a parte, sui privati «non va meglio.
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