La stitichezza, nota tecnicamente come stipsi, è la difficoltà ad espletare le proprie evacuazioni. Per essere considerata fisiologica, una regolare attività intestinale prevede che si vada di corpo da un minimo di tre volte alla settimana ad un massimo di non più di tre volte al giorno. Avere un apparato digerente sano significa eliminare regolarmente le feci per allontanare scorie e tossine dal corpo.

Cause della stitichezza

Le cause possono essere molteplici e sono spesso legate a cambiamenti nella dieta o nello stile di vita. Il termine “stipsi” deriva dal greco “styphein” che significa “stretto” e, in generale, fa riferimento alla difficoltà di evacuare, che può avere un impatto notevole sulla qualità della vita dei soggetti che ne soffrono. Generalmente, infatti, si parla di stipsi se non si espletano le funzioni intestinali almeno tre volte a settimana, ma questa non è assolutamente una regola generale.

Di solito la stipsi occasionale (o transitoria) si presenta in particolari circostanze. Un improvviso cambiamento della regolarità intestinale può, per esempio, derivare dall’avvio di una terapia con farmaci o integratori che possono favorire la stitichezza (antipertensivi, integratori a base di ferro, ecc.) oppure da un cambio di abitudini alimentari, come può accadere in vacanza durante un viaggio. La stitichezza può colpire chiunque, ma vi sono alcuni fattori che possono aumentare le probabilità di insorgenza di tale condizione.

Una delle principali cause della stitichezza cronica è seguire una dieta povera di fibre (presenti principalmente nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali), ricca di grassi animali (per esempio di carne, latticini e uova) e zuccheri (contenuti principalmente nei dolci). L’assunzione di alcuni farmaci, anche per altre patologie, può indurre la stitichezza come effetto collaterale. Molte persone che soffrono di stipsi hanno la tendenza a ignorare o reprimere lo stimolo a defecare quando si presenta per la paura di provare dolore durante l’evacuazione.

Altre cause di stitichezza possono essere:

  • Viaggi
  • Gravidanza
  • Ragadi ed Emorroidi
  • Farmaci
  • Disturbi della motilità del colon
  • Inerzia del colon
  • Disfunzione del pavimento pelvico
  • Abuso di lassativi
  • Disturbi ormonali
  • Malattie particolari
  • Perdita di Sali corporei
  • Compressione meccanica
  • Danni nervosi

A volte, all'origine potrebbe esserci una condizione patologica sottostante, come per esempio un'ostruzione intestinale, che non consente normale il passaggio delle feci. Ciò richiede cure mediche prima che diventi un'emergenza medica. Inoltre, alcune persone trattengono le feci o si rifiutano fisicamente di fare la cacca a causa dell'ansia per l'uso del bagno. Anziché concentrarsi su un determinato numero di giorni, è importante considerare i sintomi che derivano dal non defecare per un lungo periodo di tempo. Non riuscire ad espellere le feci non colpisce esclusivamente il sistema digestivo, ma anche il corpo nel suo insieme.

Stitichezza e feci dure

Si dicono feci dure quando sono molto asciutte e difficili da espellere. Compaiono in seguito a stitichezza (chiamata anche stipsi), un disturbo che comporta la saltuarietà dell’evacuazione: le feci, rimanendo nell’intestino, si disidratano, si asciugano, diventano quindi più dure e difficili da espellere. A causare stitichezza e feci dure, di solito, è la sedentarietà e l’alimentazione scorretta, povera di fibre, con scarso apporto di liquidi.

La stitichezza è una delle cause principali delle feci dure. Questo disturbo è caratterizzato da mancanza di liquidi nell’apparato gastroenterico e dalla diminuzione dei movimenti nell’intestino. Come detto, tra le cause principali vi sono alimentazione e stili di vita scorretti. L’attività fisica gioca un ruolo cruciale anche nella stitichezza: fare poca attività fisica, o non farne per nulla, può causare perdita di tonicità dell’intestino che si rilassa eccessivamente, rendendo difficoltoso il transito intestinale.

Se, nonostante l’adozione di stili di vita e dieta corretti, le feci dure permangono per diversi giorni, la loro causa potrebbe dipendere da qualche patologia o disturbo. Se le feci dure compaiono per pochi giorni o si manifestano sporadicamente, non c’è bisogno di contattare con urgenza il medico, anche se è consigliabile parlargliene, in modo che possa consigliare come comportarsi per risolvere il disturbo. Il trattamento delle feci dure dipende dalla loro origine. In generale, è sufficiente migliorare l’alimentazione e lo stile di vita, assumendo più fibre, più acqua e muovendosi di più per favorire sia la tonicità sia la motilità intestinale.

Complicazioni della stitichezza

La stitichezza può causare il ristagno delle feci nell’intestino e nel retto, formando una massa talmente dura che la normale azione del colon non è sufficiente per espellerla. In alcuni casi lo sforzo fa fuoriuscire dall’ano una piccola parte della parete intestinale. Questo disturbo, detto prolasso rettale, può causare la secrezione di muco dall’ano. In condizioni normali l’unica terapia possibile è l’eliminazione della causa del prolasso, ad esempio dello sforzo o dei colpi di tosse.

  • Coprostasi: è conseguenza del ristagno e dell'indurimento delle feci negli ultimi tratti dell'intestino. La massa fecale solida e immobile che ne risulta (fecaloma) rende estremamente difficile il passaggio del materiale fecale e può provocare un'ostruzione.
  • Perforazione intestinale: se le feci in eccesso si accumulano nell'intestino, potrebbero esercitare troppa pressione sull'intestino. Ciò può causare la perforazione o la lacerazione dell'intestino, mettendo in comunicazione l'interno del lume con la cavità peritoneale o un altro organo vicino. La perforazione intestinale è una gravissima complicazione che tende a presentarsi all'improvviso e in modo drammatico, con un forte dolore addominale seguito dai segni dello shock.

In caso di stitichezza e forti dolori, non ci sono dubbi: è opportuno rivolgersi ad un medico per impostare un piano terapeutico. Anche se può essere estremamente fastidiosa, la stitichezza di per sé non è un problema serio. Comunque, se essa si manifesta improvvisamente, può essere il campanello di allarme e l’unico sintomo di un problema importante quale il cancro del colon-retto. La stipsi nel tempo può essere all’origine di complicanze come le emorroidi (dovute a sforzo eccessivo) o a ragadi (dovute al passaggio di feci dure che stirano gli sfinteri anali).

Rimedi per la stitichezza

Per cercare di trattare la stipsi, il primo accorgimento da seguire è quello di modificare le proprie abitudini alimentari scorrette. Si può cominciare, per esempio, incrementando l’apporto di frutta e verdura, che sono ricche, oltre che di vitamine e sali minerali, anche di fibre, così come i cereali integrali. Altrettanto importante è seguire una corretta idratazione: bere una quantità sufficiente di liquidi (acqua e bevande non zuccherate, come le tisane) contribuisce ad ammorbidire le feci e, di conseguenza, favorisce la loro evacuazione. praticare una regolare attività fisica, come camminare velocemente o andare in bicicletta. Infine, se la stipsi è secondaria ad altre malattie, bisogna invece in primo luogo intervenire su quelle con cure mirate.

Tipi di lassativi

  • Lassativi di massa: questi lassativi, come lo psyllium, la crusca, i semi di lino e la metilcellulosa, sono integratori di fibre vegetali in grado di aumentare il volume delle feci.
  • Lubrificanti ed emollienti fecali: questi agiscono rendendo le feci untuose, morbide e lubrificate per consentirne un passaggio più agevole nell’intestino e attraverso l’ano.
  • Lassativi osmotici: sono costituiti da sostanze che richiamano acqua nell’intestino. Le feci aumentano così di volume e diventano morbide e questo ne accelera il transito, favorendo l’evacuazione.
  • Lassativi stimolanti: agiscono stimolando le contrazioni ritmiche dei muscoli dell’intestino e diminuendo l’assorbimento di acqua ed elettroliti dal colon.

I lassativi più comuni si possono acquistare in farmacia, nei supermercati e in erboristeria, senza la prescrizione medica. In commercio, esistono diversi tipi di lassativi che agiscono con meccanismi differenti e sono classificati proprio in base al funzionamento.

La decisione di assumere un lassativo ed eventualmente quale scegliere dovrebbe essere presa da un medico: i lassativi per uso orale sono in commercio in forma liquida, di compresse, di polvere e di granuli idrosolubili. Gli integratori di fibre, in generale, sono considerate i più sicuri, ma sono in grado di interferire con l’assorbimento di determinati farmaci. Questi lassativi aumentano la massa delle feci e vanno assunti con l’acqua. Assorbono l’acqua presente nell’intestino e ammorbidiscono le feci.

Esempi di lassativi disponibili:

  • DulcoSoft® Bustine Predosate
  • DulcoLax® Compresse rivestite
  • DulcoSoft® Soluzione orale
  • DulcoLax® Supposte
  • DulcoSoft® Irregolarità e Gonfiore

È necessario porre particolare attenzione se la stipsi compare all’improvviso in persone adulte con una familiarità per i tumori intestinali, soprattutto se associata a sangue nelle feci e dimagrimento ingiustificato. Nel corso della visita, il medico curante o il gastroenterologo procederà con l’anamnesi, chiedendo quindi al paziente informazioni circa la sua storia medica, lo stile di vita, l’alimentazione e le abitudini intestinali. Procederà, poi, con l’esame fisico, volto a controllare i parametri vitali (temperatura corporea e pressione sanguigna) e valutare l’eventuale presenza di dolorabilità o gonfiore nell’addome.

Partendo da questo quadro clinico, il medico potrà valutare la somministrazione di una terapia (se ritiene di aver accertato la causa scatenante) oppure richiedere ulteriori esami e test di laboratorio per indagare a fondo sullo stato di salute del paziente. Infine, per trattare la stipsi nei neonati è fondamentale arricchire la loro alimentazione di acqua, succhi di frutta diluiti e frutta (più o meno sminuzzata).

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