Anche la macchina più performante non può funzionare a dovere se tutti i suoi componenti non sono ben lubrificati e oliati con uno specifico olio idraulico. Gli ingranaggi, per scorrere e fare il loro lavoro, hanno bisogno di essere trattati in modo opportuno con lubrificanti specifici.
Gli oli lubrificanti non sono tutti uguali. Gli oli idraulici sono prevalentemente oli minerali e sintetici. I diversi tipi di olio, oltre a lubrificare le parti meccaniche, possono proteggerle dall’usura e dalla corrosione, grazie a diverse proprietà come il fatto che sono idrorepellenti.
Viscosità e Indice di Viscosità
L’ideale è una viscosità che consenta, allo stesso tempo, di far funzionare a perfezione il macchinario e di mantenere un film lubrificante sulle parti interessate. La viscosità riguarda i fluidi e ne indica, precisamente, la resistenza allo scorrimento. Uno stesso fluido presenta caratteristiche di viscosità che mutano al variare di pressione e temperatura. Quindi, lo stesso olio sottoposto a riscaldamento vedrà diminuire progressivamente la propria viscosità con l’aumentare della temperatura.
Per questo motivo, gli oli lubrificanti devono essere valutati non solo in base alla loro viscosità ma anche in base al loro indice di viscosità. L’indice di viscosità (I.V.) indica quanto un olio lubrificante è in grado di mantenere inalterata la propria viscosità a diversi livelli di temperatura. Valori bassi indicano una scarsa tenuta, valori alti indicano una maggiore capacità di mantenere la viscosità. Da questo punto di vista gli oli migliori sono senza dubbio gli oli sintetici e quelli minerali ad alto indice di viscosità.
La viscosità degli oli lubrificanti si misura secondo gli standard ISO VG.
Quale Olio Lubrificante Scegliere?
La prima scelta è sempre l’olio della viscosità indicata nel manuale del macchinario o del motore. Non improvvisare mai, chiedici eventualmente un consiglio: su utilenseriaweb trovi i migliori oli lubrificanti!
Olio di Glicerina per Martinetti Idraulici
L'olio di glicerina è il prodotto ideale per il governo dei macchinari ad azione idraulica. In enologia trova il suo più importante impiego come alternativa al liquido di sollevamento originario nei martinetti per torchi idraulici costruiti precedentemente al 1984 e che quindi sono dotati di collari in cuoio o gomma (non poliuretano). Questi martinetti nascono per l'utilizzo con olio idraulico per sollevamenti, tuttavia viene ormai ampiamente preferito l'olio di vaselina o di glicerina. Pertanto l'impiego dell'olio di glicerina, insieme alla vaselina, nasce dall'esigenza di sostituire la presenza dell'olio idraulico per sollevamenti nei vecchi martinetti.
Caratteristiche dell'olio di glicerina:
- Olio di glicerina 30 BE' bidistillato
- Confezione da 1 kg
- Adatto ai martinetti dei torchi idraulici
Olio Idraulico vs. Olio per Ingranaggi
L’olio idraulico e l’olio per ingranaggi/cambi sono due diversi fluidi che rientrano nella categoria dei lubrificanti. La formulazione di questi oli lubrificanti varia in modo significativo in base alle loro applicazioni nelle attrezzature. Per ottenere elevate prestazioni e durata della macchina, sono necessarie formulazioni di olio ottimali per adattarsi alle applicazioni.
La funzione principale dell’olio per ingranaggi è di proteggere il dente degli ingranaggi che lavorano ad alta pressione e ad alte velocità. Gli oli per ingranaggi, disponibili in diverse gradazioni e viscosità ( ISO VG ), vengono utilizzati per lubrificare i punti di contatto degli ingranaggi con i movimenti di scorrimento e di rotazione utilizzati in attrezzature industriali, automobili e altri macchinari. L’olio presenta proprietà anti-attrito, allo stesso tempo raffredda e rimuove il calore che si origina con l’attrito tra le parti.
L’olio idraulico è un lubrificante che trasferisce la potenza attraverso attuatori idraulici azionati appunto dall’olio in pressione grazie alla pompa idraulica e alle servovalvole: esempi di attuatori possono essere bracci di escavatori, freni idraulici, sistemi di servosterzo, ascensore, ecc. Gli elementi chiave delle prestazioni negli oli idraulici di qualità sono la loro resistenza all’ossidazione sotto pressione e alle alte temperature di esercizio.
Differenza tra Olio Idraulico 46 e 68
Su Wikipedia troviamo che la viscosità è una grandezza fisica che misura la resistenza di un fluido allo scorrimento. La viscosità è legata all’attrito tra le molecole del fluido: tale attrito varia al variare della temperatura e della pressione a cui è sottoposto il lubrificante. Pertanto all’aumentare della temperatura abbiamo come conseguenza la diminuzione della viscosità.
Ad esempio, un olio idraulico ISO VG 46 dopo circa 30 minuti di utilizzo in un impianto idraulico vedrà diminuire la propria viscosità fino a ISO VG 32. A seguito di questo fenomeno si avrà una conseguente diminuzione dell’efficienza del circuito idraulico e una maggiore usura dei componenti (pompa, servo valvole, ecc.). Questo principio è valido in generale per tutti i lubrificanti e tutte le gradazioni di viscosità. Capiamo perciò perché è importante utilizzare lubrificanti che limitino questo fenomeno. A parità di viscosità si consiglia quindi di utilizzare oli ad Alto Indice di Viscosità.
Attenzione! Una miglior capacità di resistere a questa riduzione di viscosità causata dalla temperatura la possiamo riscontrare in due tipologie di lubrificanti differenti: olio totalmente sintetico e olio minerale ad alto indice di viscosità.
Tipi di Cric Idraulici
Il cric idraulico a bottiglia si sviluppa in verticale e viene azionato da una leva inseribile. Il fulcro del funzionamento risiede in una valvola che apre e chiude il circuito dell' olio, mettendolo in pressione per alzare il pistone o scaricandolo per abbassarlo. Il pistone, a sua volta, può essere a più segmenti o telescopico.
Il cric idraulico a carrello è sicuramente il più utilizzato nelle officine meccaniche, ma nella sua versione molto più compatta (e di portata minore) è perfetto anche per i cultori del fai da te. L' applicazione della forza fa carico su un braccio mobile montato su ruote, due delle quali orientabili. Tramite il manubrio viene posizionato sotto il veicolo in istanti, è proprio il manubrio ad essere l' elemento fondamentale che permette le azioni di sollevamento e discesa. Progettato per essere un attrezzo efficiente e al contempo pratico e veloce, prevede la valvola dell' olio posizionata direttamente sul manubrio, ciò consente l' apertura e la chiusura tramite una semplice rotazione. Sempre per risultare più comodo possibile, è stato elaborato con la sezione del manubrio asportabile, in modo da consentire nell' eventualità, un trasporto agevole.
Come Usare il Cric per Auto in Sicurezza
Ecco alcuni consigli per utilizzare il cric in modo sicuro:
- Presta la massima attenzione a non sovraccaricare il braccio del cric. Nel momento in cui il martinetto raggiunge il massimo carico possibile, la valvola di sicurezza calibrata si apre per impedire un ulteriore sollevamento.
- Mai utilizzare il cric su una superficie irregolare o ricoperta di pietrisco, il rischio che si corre è che il veicolo possa scivolare rovinosamente, danneggiando gravemente l' operatore e chi si trova intorno. Al contrario, il cric deve sempre essere utilizzato su superfici ben stabili, pulite e perfettamente piane; il piattello di sollevamento e il punto di appoggio del veicolo devono necessariamente essere ben allineati in verticale e paralleli.
Gli errori sulla scelta del cric spesso derivano da una frettolosa valutazione basata anche sul prezzo più economico, è invece fondamentale prestare la giusta attenzione per acquistare un cric idraulico efficiente, sicuro e adatto alle nostre esigenze. Ricordiamo che per rispecchiare le vigenti normative europee deve essere sempre presente sul prodotto il marchio CE e la certificazione di un ente preposto alla sicurezza, ad esempio TUV o GS, si tratta di importanti certificazioni che garantiscono le prestazioni minime di sicurezza in caso di sovraccarico accidentale.
É preferibile che la capacità di sollevamento del cric sia pari ad almeno il 70% della massa del veicolo da sollevare.
Volendo aumentare la stabilità delle operazioni di sollevamento è consigliabile utilizzare dei cavalletti, adoperandoli nel modo corretto avrai la garanzia della massima sicurezza. Una soluzione più impegnativa, ma efficace è procedere ad uno spurgo attenendosi alle istruzioni riportate nel manuale d' uso. Ti ricordiamo che in ogni caso, dopo un lungo periodo di inutilizzo è sempre consigliabile azionare il cric a vuoto prima di utilizzarlo con i veicoli.
Ulteriori Sistemi di Sollevamento
Gli impianti di sollevamento oleodinamici e pneumatici sono essenziali in numerosi settori, dall'industria pesante alle officine meccaniche. Gli impianti oleodinamici utilizzano l'olio come fluido di trasmissione, garantendo potenza e controllo preciso nei movimenti. Gli impianti pneumatici utilizzano aria compressa per il sollevamento, offrendo una soluzione pulita e veloce.
Ecco altri tipi di sistemi di sollevamento:
- Pompe idropneumatiche
- Martinetti idraulici comandati a distanza
- Sollevatori idraulici a carrello
- Sollevatori idraulici a bottiglia
- Elevatori e transpallets
- Ponti sollevatori
Valvole Idrauliche per Carrelli Elevatori
Ci sono tante tipologie di valvole idrauliche per carrelli elevatori quanti sono i modi per azionarle. In TVH abbiamo una grande scelta di valvole idrauliche ed accessori adatti per carrelli elevatori:
- Valvole direzionali
- Regolatori idraulici
- Componenti di valvole idrauliche
Proponiamo valvole idrauliche adatte per carrelli elevatori di qualsiasi marchio e modello, tra i quali: Atlet, Ausa, Balkancar, Baoli, BT, Caterpillar, Cesab, Clark, Coventry Climax, Crown, Daewoo, DanTruck, Doosan, Fenwick, Fiat, Halla, Hangcha, Heli, Hyster, JCB, Jungheinrich, Kalmar, Komatsu, Lansing, Linde, LOC, Manitou, Mitsubishi, Montini, Nichiyu, Nissan, Nuova Detas, OMG, Rocla, Shinko, Sisu, Steinbock, Still, Stocklin, Tailift, TCM, Toyota, Unicarriers, Utilev, Yale
Tipologie di Cric: Una Panoramica
Di derivazione francese - a sua volta mutuato dal medio-alto tedesco “kriec” e dal medio basso tedesco “krich” - viene talvolta tradotto in italiano come “cricco”, ma più spesso gli viene preferito il termine “martinetto”. Comunque lo si voglia chiamare, la sostanza non cambia. Si tratta di un’attrezzatura tecnica arcinota e molto diffusa: quotidianamente utilizzata nelle officine meccaniche, nelle carrozzerie, nei centri gomme e, nella sua forma più elementare, presente nel bagaglio di pressoché qualsiasi automobile o autocarro.
Ne esistono diverse tipologie. Una prima distinzione è tra cric meccanico, idraulico o pneumatico. In tutti e tre i casi il funzionamento avviene secondo il principio della leva: è infatti la pressione esercitata su quest’ultima a consentire il sollevamento del mezzo. A fare la differenza è il modo in cui è generata l’azione.
- Cric Meccanico: Viene applicato il cosiddetto “principio della vite senza fine”. L’attrezzatura è composta da una base che poggia a terra e da una testa di sollevamento da posizionare nel punto di ancoraggio sotto il telaio del veicolo.
- Cric Idraulico: Viene genericamente utilizzato per il sollevamento di pesi maggiori e ad altezza superiori. Il funzionamento di questo tipo di martinetto si basa sull’applicazione della legge di Pascal (o della meccanica del comportamento dei fluidi) secondo cui esercitando una pressione in un punto di un fluido contenuto, tale pressione viene trasmessa in ogni altro punto del fluido.
- Cric Pneumatico: È ideale per sollevare i mezzi di trasporto più pesanti (come camion, bus, camper, trattori e così via). L’azione di sollevamento si ottiene in questo caso grazie alla pressione dell’aria. In due tipologie: a cuscino d’aria oppure oleopneumatici-idropneumatici. Nel primo caso, il martinetto è dotato di cuscinetti che, riempiti d’aria, permettono di sollevare il veicolo.
Un’ulteriore sostanziale distinzione riguarda la forma del cric:
- Cric a Pantografo: Sfrutta per il sollevamento il sistema meccanico descritto. È il più semplice sia dal punto costruttivo che in termini di utilizzo e quindi, non a caso, è anche quello normalmente fornito in dotazione dai costruttori di veicoli.
- Cric a Carrello: È invece molto diffuso nelle officine: ha il telaio rigido e ruote che ne permettono con facilità manovre e spostamenti. È di solito dotato di un martinetto per il sollevamento (idraulico o pneumatico) e di un braccio articolato con piastra per il sollevamento.
- Cric a Bottiglia: Si distingue da quello a carrello per il fatto di avere una base fissa. Entrambe queste due tipologie di cric hanno portata e capacità di sollevamento superiori rispetto al modello a pantografo.
- Binda Meccanica o Cric a Cremagliera: Per prestazioni fuori misura.
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