La scienza in Cina ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del paese, specialmente durante la dinastia Ming (1368-1644), periodo in cui si assistette a una notevole crescita demografica.
Sviluppo Agricolo e Tecnologico sotto i Ming
La diffusione delle tecniche di coltivazione intensiva permise una crescita costante della produzione di cereali, alimenti, materie prime e manufatti domestici. Intorno alla metà del XVI secolo, il modello della piccola azienda familiare specializzata si diffuse nell'entroterra cinese, un'evoluzione iniziata durante la dinastia Song (960-1279).
Con lo sviluppo dei mercati nazionali e internazionali, molte famiglie contadine iniziarono a dipendere dai mercanti per l'approvvigionamento di cereali e a vendere prodotti come seta, cotone, agrumi o zucchero per ottenere denaro. Negli ultimi anni, alcuni studiosi hanno sottolineato come, durante il periodo Ming, la Cina sia stata teatro di sviluppi dinamici che trasformarono la società e conferirono al paese un ruolo centrale nell'economia mondiale.
È stato affermato che nessun sostanziale progresso tecnico si sarebbe più verificato nell'agricoltura cinese dal tempo degli Yuan (1279-1368). Dwight H. Perkins ha messo a confronto il Trattato completo di amministrazione agricola (Nongzheng quanshu) del 1639 e il Compendio delle opere e dei giorni (Shoushi tongkao) del 1742, con il Trattato di agricoltura (Nongshu) scritto da Wang Zhen nel 1313, concludendo che tutte le innovazioni tecniche più significative erano già diffuse in Cina alla fine del XV secolo.
L'Intensificazione Agricola e l'Idraulica
Nel periodo tardo-imperiale, lo sfruttamento sempre più intensivo del suolo rappresentò la tendenza principale dello sviluppo agricolo. Li Bozhong (1998) e Shiba (1998) hanno documentato il costante aumento della produttività della terra per tutto il corso delle dinastie Ming e Qing, anche in una regione progredita come il Jiangnan, raggiunto attraverso un accurato abbinamento della tecnologia idraulica e della topografia. Con l'espansione e la diversificazione del commercio, l'evoluzione dei mercati offrì sempre maggiori opportunità di sfruttare il vantaggio relativo, consentendo a regioni sino a quel momento isolate l'accesso ai mercati nazionali e internazionali.
La qualità del sistema d'irrigazione superava le possibilità di controllo dei singoli individui e dipendeva dallo Stato, dai grandi proprietari locali e dagli sforzi congiunti degli agricoltori locali. Invece di gestire direttamente una vasta e ben equipaggiata azienda agricola, i grandi proprietari terrieri del periodo Ming preferivano affittare la maggior parte delle loro terre, scegliendo come locatari non i piccoli proprietari con capitali da investire (come nell'Inghilterra del Settecento), ma i contadini più esperti.
La tendenza verso la miniaturizzazione delle imprese implicava un forte apprezzamento della competenza e dell'esperienza individuali. Un proverbio recitava: "È meglio avere dei buoni affittuari che una buona terra", sottolineando l'importanza della diligenza e della cura nella gestione agricola.
La ricchezza delle fonti scritte consente un'accurata ricostruzione dello sviluppo delle nuove tecniche e della loro diffusione al tempo dei Ming. L'ampiezza del dibattito allora in corso può essere desunta da un'unica opera, composta negli stessi anni della caduta della dinastia: la smisurata compilazione critica dello statista Xu Guangqi (1562-1633), pubblicata postuma nel 1639 con il titolo Trattato completo di amministrazione agricola; Xu cita nel complesso oltre duecento fonti, appartenenti in gran parte all'epoca Ming.
Durante la dinastia Ming, la conoscenza delle avanzate tecniche di coltivazione del riso descritte in alcune opere dei periodi Song e Yuan, quali il Trattato di agricoltura (Nongshu) di Chen Fu del 1149 e il Trattato di agricoltura di Wang Zhen del 1313, si propagò dal Jiangnan alle altre regioni della Cina, a causa in parte dell'emigrazione e in parte della diffusione della stampa, iniziata nel XVI secolo; queste opere tecniche erano spesso abbondantemente illustrate, in modo da divenire accessibili anche agli analfabeti.
Tra i contributi più significativi all'innalzamento dei rendimenti, realizzati durante la dinastia Ming (ma in parte anche all'inizio del periodo Qing), vi furono la ricerca di migliori varietà di riso e di altre specie coltivate, moduli di coltivazione più avanzati, miglioramenti al sistema di controllo delle acque e metodi di concimazione più efficaci.
Gli agricoltori e gli agronomi Ming erano particolarmente interessati allo studio dei concimi e dei fertilizzanti. Tutte le opere di agricoltura composte nel periodo Ming si soffermano a lungo sugli effetti dei vari tipi di fertilizzanti e sui tempi e sui modi in cui usarli; lo sviluppo del commercio e dell'industria manifatturiera rese disponibili nuove varietà di concime.
Il Fiume Giallo (Hwang Ho): Cuore e Sfida della Civiltà Cinese
Il Fiume Giallo, noto in Cina semplicemente come "il fiume" (ho), è il secondo fiume più importante del paese. Con un bacino di un milione di kmq e una lunghezza stimata di circa 5 mila km, il fiume ha svolto un ruolo cruciale nella storia e nello sviluppo della civiltà cinese.
Il corso del fiume può essere diviso in tre parti: il corso superiore, dalle sorgenti fino a Chung-wei; il corso medio, da Chung-wei fino al bacino di Hwai-k'ing; e il corso inferiore, da Hwai-k'ing fino alla foce.
La quantità di materiale trasportato in sospensione dall'acqua è enorme, conferendo al fiume il suo caratteristico colore giallo. Questo materiale, eroso dalle zone di loess, viene trasportato al mare, raggiungendo il massimo nelle piene estive.
Il bacino del Fiume Giallo è abitato da circa 100 milioni di Cinesi. È nel corso inferiore che appare la prima civiltà storica della Cina. Nelle paludi e nelle foreste, i Cinesi acquisirono coscienza della loro storia attraverso un lungo e penoso lavoro di bonifica agraria.
Il bacino del Hwang ho, date le difficoltà di attraversarlo e la facilità di scavarvi abitazioni nelle pareti verticali del loess, ha contribuito a fissare in residenze stabili le prime popolazioni cinesi. Considerato però nel suo complesso, esso ha costituito per tutta la Cina piuttosto una barriera che una via di comunicazione o di attraversamento.
La Sfida delle Inondazioni
Una serie di racconti attribuisce al leggendario imperatore Yü lavori prodigiosi di sistemazione del fiume, che ha costituito in ogni tempo e forma ancor oggi il tormento degli uomini di stato e degli agricoltori cinesi. I ricchi depositi alluvionali rialzano continuamente il letto del fiume.
I tecnici cinesi, dopo una secolare esperienza, hanno studiato un metodo razionale di dighe, lontane di qualche km. dalle due sponde del fiume nel suo corso normale, in modo da permettere un sufficiente sfogo alle piene. Molti milioni di dollari erano spesi ogni anno per questa opera di protezione.
Malgrado questi lavori secolari, nessun fiume ha variato più spesso il suo corso inferiore in modo così imponente come il Fiume Giallo. Uno dei compiti più importanti che attendono la Cina è quello di lottare con un piano d'insieme contro il formidabile pericolo delle inondazioni, utilizzando anche le cognizioni e i mezzi della scienza idraulica europea; coordinando questa sistemazione con quella dei fiumi del Ho-pe (Chih-li), del fiume Hwai e del Grande Canale.
Hangzhou: Un Esempio di Sviluppo Idraulico e Culturale
Le origini di Hangzhou come città risalgono a oltre 2.200 anni fa, quando divenne un importante centro commerciale durante la dinastia Qin (221-206 a.C.). Tuttavia, il suo periodo d’oro arrivò sotto la dinastia Song (960-1279), quando fu elevata a capitale imperiale e divenne una delle città più prospere e sofisticate.
Uno dei tesori più preziosi di Hangzhou è il Lago dell’Ovest, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011. Questo lago iconico, circondato da colline verdeggianti, pagode storiche e giardini classici, è stato per secoli una fonte di ispirazione per artisti e letterati.
Il Gran Canal Beijing-Hangzhou, è il canale più lungo e antico del mondo, con una storia che risale a oltre 2.500 anni fa. La sezione di Hangzhou è particolarmente affascinante grazie al suo connubio tra paesaggi pittoreschi, edifici storici e l’atmosfera vibrante di una città moderna.
Un tempo vitale per il commercio e il trasporto di beni preziosi come il riso e la seta, oggi il canale è un’importante attrazione turistica. Uno dei punti più suggestivi è il Ponte Gongchen, il più antico e iconico della zona, mentre il vicino Museo del Gran Canale racconta la storia e l’impatto culturale di questa meraviglia.
Oggi, il Gran Canale di Hangzhou è non solo un’importante eredità storica, ma anche un luogo di ritrovo per residenti e turisti, che lo percorrono in barca o a piedi lungo i margini, godendo del perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.
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