Questo articolo esamina le opere idrauliche provvisorie, le loro tipologie e la normativa di riferimento in Italia, con un focus particolare sulla gestione del demanio idrico e le responsabilità degli enti locali.

Gestione del Demanio Idrico e Trasferimento di Competenze

La gestione del demanio idrico è stata trasferita alle Regioni e agli enti locali come previsto dal Decreto legislativo 31/03/1998, n. 112, art. 89. In particolare, sono stati trasferiti i compiti di polizia idraulica e di pronto intervento di cui al Regio Decreto 25/07/1904, n. 523 e al Regio Decreto 09/12/1937, n. Regione Lombardia ha delegato ai Comuni le funzioni per adottare provvedimenti di polizia idraulica riguardanti il reticolo idrico minore (Legge regionale 05/01/2000, n. 1, art. 3, com. D.P.R. 1959, n.

Riferimenti Normativi Chiave

Di seguito alcuni riferimenti normativi rilevanti:

  • Regolamento medesimo.
  • Circolare Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n.
  • Circolare Min. LL.PP. 1987, n.
  • Legge 21 ottobre 1994, n.
  • P.C.M. 13 dicembre 1995, n.
  • Decreto Min. II.TT. Min. LL.PP. di legge sulla costruzione e sull’esercizio di dighe e traverse.

Tipologie di Opere Idrauliche

Le opere idrauliche comprendono:

  • Dighe (fig. 1)
  • Traverse fluviali (fig. 2)
  • Dighe di laminazione (fig. 3)
  • Casse di espansione in linea (fig. 4)
  • Serbatoi idrici artificiali fuori alveo (fig. 5)
  • Briglie fluviali (fig. 6)
  • Casse di espansione in derivazione (fig. 7)
  • Invasi interrati (fig. 8)
  • Serbatoi pensili (fig. 9)
  • Opere per la navigazione (fig. 10)
  • Serbatoi e depositi industriali (fig. 11)
  • Bacini di decantazione (fig. 12)

Definizioni importanti:

  • Dighe:siano dighe o traverse le briglie fluviali (fig. torrente. navigazione (fig. 10); i serbatoi e depositi industriali (fig. 11); i bacini di decantazione (fig. 12);
  • Casse di espansione:casse di espansione in derivazione (fig. innescanti o tratti di argine fusibili” (cfr. Circolare P.C.M. aprile 1999, n. DSTN/2/7311). o invasi interrati (fig. 8) o pensili (fig. 9).
  • Dighe di laminazione:“laminazione” - fig. si verifica solo per portate elevate).
  • Argini:linea” e gli argini che ne costituiscono le sponde (fig. 4).

Normativa Tecnica e di Esercizio

Le normative regolamentano vari aspetti:

  • esercizio degli sbarramenti di ritenuta (cfr. 1994, n. 584, art. regolamentare delle dighe di ritenuta (cfr. 1994, n. 584, art. decantazione o lavaggio di residui industriali” (figg. Circolare Min.LL.PP. n. finalità ed il regime della loro utilizzazione” (fig. Parimenti (cfr. Decreto Min. LL.PP.
  • criteri progettuali (cfr. Decreto Min. II.TT. le caratteristiche geometriche (es. l’altezza) e quelle dell’invaso.

La Legge 21 ottobre 1994, n. definisce “le dighe di ritenuta o traverse il cui sbarramento sia superiore a 15 metri di altezza o che determinino un volume di invaso superiore a 1˙000˙000 di metri cubi” [c.d. superiore a 1˙000˙000 di metri cubi” [c.d. individua le dighe di competenza statale. Regioni e Province autonome, la stessa Legge 21 ottobre 1994, n. Circolare P.C.M. 1995, n. Decreto Min. II.TT. Legge 21 ottobre 1994, n. da quella indicata sulla normativa precedente. Decreto Min. LL.PP. eventuali sottostrutture di tenuta)”. Decreto Min. LL.PP. interamente) agli aspetti normativi e regolamentari.

Adempimenti e Controlli

Il D.P.R. 1° novembre 1959, n. definisce i criteri per la classificazione delle dighe. Decreto Min. II.TT. 2014. Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. definisce “sbarramento di qualsiasi altezza e capacità di invaso”. D.P.R. 1° novembre 1959, n. Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n. Circolare Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n. Circolare P.C.M. dicembre 1995, n. fini di protezione civile (Circolare Min. LL.PP. 1987, n. Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. Legge 21 ottobre 1994, n. Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. Circolare P.C.M. dicembre 1995, n.

Altri adempimenti includono:

  • predisporre il progetto di gestione dell’invaso (D.Lgs. D.Min. D.Lgs. aprile 2006, n. D.L. 6 dicembre 2011, n. complementari e accessorie degli sbarramenti (D.L. 2011, n. Decreto Min. II.TT. (Circolari della D.G. 13 febbraio 2018, n. 6 novembre 2019, n. controllo svolte dallo stesso” (cfr. Legge 1° agosto 2002, n. soppressione del RID (cfr. Legge 24 novembre 2006, n. 286, art. derivi dall’utilizzazione dell’acqua un profitto rilevante. incostanti e incerti. D.P.R. 1° novembre 1959, n. Legge 21 ottobre 1994, n. art. 2, comma 2). minori. 1956, n. 862, c.d. Legge 18 dicembre 1959, n. Legge 2 giugno 1961, n. 454, c.d. "primo Piano Verde" - art. piena. D.P.R. 1° novembre 1959, n. Circolari Min. 28 agosto 1986, n. 4 dicembre 1987, n. 13 dicembre 1995, n. 19 marzo 1996, n. DSTN/2/7019. nelle zone dell’alveo adiacenti gli sbocchi degli scarichi”. di rischio. Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. DSTN/2/22806 chiamava i Prefetti.

Direttiva Dighe e Gestione del Rischio Idraulico

La "Direttiva Dighe" (Direttiva P.C.M. Direttiva P.C.M. rischio idraulico a valle degli invasi stessi. Circolare Min. LL.PP. dicembre 1987, n. Circolare P.C.M. 1996, n. Direttiva P.C.M. Direttiva P.C.M. Circolare Min. LL.PP. dicembre 1987, n. Circolare P.C.M. 1996, n. Direttiva P.C.M. La Direttiva P.C.M. Circolare P.C.M. 1996, n. Direttiva P.C.M. scaricata nella fase crescente. Direttiva P.C.M. Direttiva P.C.M. Direttiva P.C.M. P.C.M. Direttiva P.C.M. dei territori a valle. del MIT (D.G. interessate. portate scaricate a valle. portate scaricate a valle. Direttiva P.C.M. nel Piano di laminazione stesso. relative al “rischio diga”). ecc.)”. di attenzione scarico diga” (Q > Qmin). il valore Qmin. idraulico a valle”. per le popolazioni, le attività e le infrastrutture a valle. distintamente. allarmi) eclatanti. portata scaricata). comunicazione. la comunicazione al di sotto di una soglia di portata stabilita. diversi soggetti. prossimi sviluppi dell’evento che ha generato l’allerta. Altri soggetti (la D.G. alla luce delle proprie specifiche competenze e informazioni. proprio contributo di valutazioni e ragguagli. direttamente Province e Sindaci dei territori interessati. rapidità le misure previste dai Piani di emergenza. emergenza da attivare a livello provinciale, ai sensi dell'art. D.Lgs. n. "Codice della protezione civile"). solo alla D.G. danni immediatamente rilevabili. possibile, il Gestore invia alla D.G. Dighe e all’U.T.D. responsabile. La D.G. Dighe e l’U.T.D. nell’area del sisma. civile), ricevute le comunicazioni del Gestore o della D.G. Dighe, attuano le azioni di rispettiva competenza. all’attivazione di ciascuna fase. anche dalla “messa in pratica” fattane dalla D.G. generale del Documento di protezione civile. Direttiva, è segnalato con una nota. la D.G. regionali, Enti locali).

La comunicazione deve essere concordato. Gestore della diga. sufficientemente motivate. “rischio idraulico a valle”. valle”, è sempre un avviso di criticità del CFD. dichiarato stato di criticità per rischio idrogeologico. esplicita conferma delle condizioni di piena prevista o in atto. idraulica e U.T.D. dell’evento”. diga” che di “rischio idraulico a valle”). di evitare allarmi inutili ed eccessivamente frequenti. dall’evento ne ricevano l’avviso. valutazione della D.G. Dighe e dell’U.T.D. successiva attivazione dei rispettivi Piani di emergenza. organizzazione e alle proprie peculiari competenze e conoscenze. dell'evento.

Piani di Emergenza Diga (PED)

I piani di emergenza delle dighe (PED) e l’Autorità idraulica. Legge 21 ottobre 1994, n. dall’ipotetico collasso dello sbarramento”. carattere generale. cioè ciascuna Regione li redige limitatamente al suo territorio. territori di competenza”. preventive, l’assistenza ed il soccorso della popolazione”. territorio. derivante dalla propagazione della citata onda di piena”. della Regione. integrativa dei Piani di emergenza. pericolosità e di rischio cui fare riferimento. l’evento”. civile. Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. effettivamente redatti. soggetti interessati. alle Regioni la redazione dei PED. non hanno compilato nemmeno un PED. di redigere i PED. “Regione” anche il Gestore della diga. redazione dei PED? sono mostrate pronte a dare una risposta. dei PED, bene farebbero i Sindaci a farsene promotori. della definizione del PED complessivo. Ufficio Tecnico per le Dighe). diga”. Chi è e cosa fa l’Autorità idraulica?

Autorità Idraulica e Competenze

L’Autorità idraulica è definita dal R.D. 27 luglio 1904, n. R.D. 9 dicembre 1937, n. della pericolosità. D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 89. Direttiva medesima. fenomeni in atto, le azioni di propria competenza. competenza esclusiva in materia, di definirle nel dettaglio. idraulico. alla Direttiva Dighe, è stata piuttosto eterogenea. dei Piani di emergenza delle dighe (PED). quelli regionali e quelli del reticolo minore). bonifica. intervento idraulico in capo alla STER o al Comune. Autorità idraulica siano suddivise tra soggetti differenti. di bonifica. di piena e di pronto intervento idraulico. funzione. R.D. luglio 1904, n. funzione di autorità di controllo. da parte della Prefettura competente. di una piena, naturale o artificiale. completo e meritevole di approvazione.

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