Ogni anno, con l'arrivo del caldo e dell'estate, si riaccende il dibattito sul fare il bagno dopo aver mangiato. Molti ricordano le raccomandazioni dei genitori e dei nonni di aspettare le famose 3 ore prima di tuffarsi in acqua, ma cosa dice la scienza?

Si Può Fare il Bagno Dopo Mangiato?

Secondo una credenza diffusa, bisognerebbe attendere almeno 3 ore - il tempo medio della digestione - prima di tuffarsi in acqua dopo aver mangiato. Ma fare il bagno dopo mangiato fa male? La risposta è no. Non ci sono infatti prove scientifiche che sostengano la correlazione tra il bagno dopo mangiato e un ipotetico malore, come conferma anche la International Life Saving Federation (l'organizzazione mondiale per la sicurezza in acqua).

Fare il bagno dopo mangiato, dunque, non fa male, e non ha senso costringere i bambini ad aspettare tante ore prima di immergersi nuovamente in acqua.

Cosa Può Succedere se Si Fa il Bagno Dopo Mangiato

Il timore di molti è che fare il bagno subito dopo aver mangiato possa causare una congestione, ovvero un blocco digestivo dovuto allo sbalzo termico tra il caldo della spiaggia e il freddo dell'acqua. Questo provocherebbe un minor afflusso di sangue all'apparato digerente, con il conseguente rallentamento del processo digestivo. In realtà, il nostro corpo è perfettamente in grado di digerire anche in acqua, quindi la possibilità che si sia soggetti a una congestione è molto remota.

Non solo: la congestione si manifesterebbe comunque lentamente, lasciandoci il tempo di tornare a riva in sicurezza. Un rischio più concreto, anch'esso legato allo shock termico, è di avere una sincope. L'improvviso cambio di temperatura può portare infatti ad una reazione del sistema nervoso che determina un calo di pressione, con il conseguente rischio di svenimento, o in casi più gravi di arresto della circolazione.

È per questo motivo che è sconsigliato tuffarsi direttamente in acqua se si è molto accaldati - è il motivo per cui i nuotatori fanno una doccia fredda prima di una gara. Soprattutto in caso di acqua particolarmente fredda, è importante immergersi gradualmente, così da scongiurare lo shock termico.

Come Funziona la Digestione

La digestione è un processo biologico complesso e fondamentale, che vede diversi organi lavorare in concerto. Tra questi, lo stomaco, l'intestino, il fegato e il pancreas collaborano nella metabolizzazione degli alimenti, trasformandoli in molecole utilizzabili per la produzione e lo stoccaggio di energia.

In situazioni di riposo circa il 25% del volume di sangue pompato dal cuore viene distribuito al tratto gastrointestinale. Questa percentuale aumenta durante la digestione, a discapito di altri organi, a dimostrazione dell'intensa attività che avviene per assicurare la corretta metabolizzazione del cibo.

Se dopo aver mangiato facciamo attività fisica, come nuotare o correre, o entriamo in contatto con basse temperature come possono essere quella dell’acqua del mare o quella di una bevanda ghiacciata, la situazione cambia.

La "Congestione" e l’Annegamento: Facciamo Chiarezza!

Il termine "congestione" indica un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Dopo aver consumato un pasto, stomaco e intestino necessitano infatti di molto ossigeno, trasportato attraverso il flusso sanguigno, per poter digerire e trasformare il cibo ingerito.

L'idea della "congestione" associata all'idea di nuotare dopo aver mangiato non corrisponde esattamente a una definizione medica consolidata. Infatti, questa espressione indica un "accumulo di sangue nei tessuti", il che non ha una relazione diretta con la digestione. La questione centrale si focalizza sulla ridistribuzione del flusso sanguigno tra i vari organi durante la digestione.

Con un flusso sanguigno potenzialmente ridotto, l'ossigeno disponibile per i muscoli e lo stomaco potrebbe diminuire. Questa circostanza secondo alcuni potrebbe causare crampi, contrazioni involontarie e spasmodiche dei muscoli scheletrici. La realtà è che, anche dopo un pasto abbondante, il nostro corpo ha una quantità sufficiente di sangue per garantire la funzionalità di tutti gli organi, pertanto il rischio di malessere è abbastanza remoto.

Inoltre è da notare che la temperatura delle acque, specialmente in estate, non è solitamente abbastanza bassa da causare tali complicanze. Per quanto riguarda il rischio di annegamento post-prandiale, non ci sono prove concrete che lo collegano direttamente al consumo di un pasto. Sebbene la digestione possa influenzare la distribuzione del flusso sanguigno nel corpo, casi estremi come l'annegamento sono rari e sono spesso influenzati da altri fattori.

Organizzazioni di rilievo mondiale come l'Organizzazione Mondiale della Sanità non forniscono avvertenze specifiche sul nuoto dopo i pasti. Ciò suggerisce che, sebbene la digestione possa avere effetti temporanei sul nostro benessere, non rappresenta un rischio immediato quando si tratta di sicurezza in acqua.

Dopo Quante Ore Si Può Fare il Bagno Dopo Mangiato

Se è vero che non c'è bisogno di aspettare le fatidiche tre ore prima di fare il bagno, ci si potrebbe chiedere se ci sia comunque un tempo minimo da attendere. La risposta, in questo caso, è: dipende da cosa e quanto si mangia. La durata della digestione non è infatti sempre uguale: un pranzo a base di carboidrati oppure di pesce e verdura si digerisce in circa un’ora, mentre alimenti ricchi di proteine e grassi animali, come la carne rossa, possono richiedere fino a 4-5 ore di digestione.

Poiché però non è possibile stabilire con precisione il tempo di digestione, vale sempre la regola di mantenersi leggeri, prediligendo pasti a base di carboidrati, frutta e verdura, e valutare come ci si sente sia prima di immergersi sia una volta in acqua.

Consigli Utili

  • Evitare di abbuffarsi quando si è in spiaggia.
  • Prestare attenzione in caso di correnti particolarmente forti.
  • Immergersi gradualmente in acqua, soprattutto se è fredda.
  • Evitare l'attività sportiva subito dopo aver mangiato, in particolar modo se si è esagerato con le quantità.

Miti e Leggende

Chi vieta di fare un bagno dopo mangiato sostiene spesso che durante la digestione il sangue tenda ad affluire verso lo stomaco, riducendo quindi l’afflusso sanguigno ai muscoli di gambe e braccia. La teoria è che quindi se ci si immerge in acqua c’è il rischio di non avere le forze sufficienti per muoversi e tenersi a galla, né per contrastare la temperatura dell’acqua, solitamente inferiore di diversi gradi rispetto a quella corporea. In realtà, il nostro organismo non crea mai uno sbilanciamento così drastico nella circolazione sanguigna.

È vero che durante la digestione - il processo che dura circa 4 ore dal momento in cui abbiamo mangiato a quello in cui il cibo è transitato per buona parte del sistema digerente - si rileva un maggiore afflusso di sangue verso lo stomaco e l’intestino, ma questo non è mai tale da compromettere la nostra capacità di muoverci.

Non è chiaro da dove abbia avuto origine la credenza sui crampi o la congestione dopo mangiato se si va a nuotare, ma il sito dell’Enciclopedia Britannica ipotizza un legame con il manuale dei Boy Scout d’America pubblicato nel 1911. Tra le indicazioni, il libro sosteneva che i più giovani avrebbero sicuramente sofferto di crampi se avessero fatto il bagno prima che il loro pasto fosse digerito.

Dati Statistici

Nelle statistiche sulle morti per annegamento messe a disposizione dalle autorità sanitarie di diversi paesi, come gli Stati Uniti e l’Australia, non si trovano informazioni su decessi in acqua causati da un bagno effettuato troppo a ridosso di un pasto. Secondo i dati ISTAT, tra il 2012 e il 2017 in Italia sono morte oltre 2.200 persone per annegamento, con un’incidenza più marcata per i maschi.

Nuotare dopo avere mangiato non è quindi di per sé pericoloso se non si sono assunti alcolici o altre sostanze che alterano la propria percezione e capacità fisica, ma questo non significa che si debbano commettere imprudenze.

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