Ansedonia, un'esclusiva località turistica situata sull’omonimo promontorio a sud est del Comune di Orbetello, custodisce importanti testimonianze dell'ingegneria romana. In particolare, le opere idrauliche realizzate in questa zona testimoniano l'abilità dei Romani nel gestire le risorse idriche e nel proteggere le infrastrutture portuali.

Il Porto di Cosa e le Sfide dell'Insabbiamento

Ai piedi del colle su cui sorse la colonia romana di Cosa (273 a.C.) fu realizzato un porto dotato di imponenti infrastrutture ancor oggi in parte visibili. Alle spalle dell’approdo portuale era un’ampia laguna costiera di cui il lago di Burano è un residuo. Tutta l’area circostante il porto fu attrezzata con imponenti infrastrutture, per creare un ricovero sicuro per le imbarcazioni (moli e frangiflutti in blocchi di calcare), e per evitare l’insabbiamento del porto stesso e della laguna retrostante.

Per evitare l'insabbiamento del porto e per garantire un costante ricambio d'acqua, furono implementate diverse soluzioni ingegneristiche.

Lo Spacco della Regina

Presso Ansedonia, verso il limite meridionale del bellissimo Monte Argentario, in una zona che, insieme con Orbetello, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e le isole, rappresenta una delle aree marittime più interessanti e suggestive, si trova una grande parete rocciosa che cela un luogo magico, dal silenzio profondo e dall’atmosfera irreale.

Alla base del promontorio si trovano i resti di un porto, che quando fu costruito era dotato di grandi e imponenti infrastrutture, ancora oggi in parte visibili. Una grande fenditura del promontorio di Ansedonia, il cosiddetto Spacco della Regina, fu dotata di paratie mobili di cui sono ancora visibili gli incassi nella roccia. Le porte lignee erano aperte a seconda della stagione per immettere o far defluire acqua dal bacino portuale ed evitare così il ristagno delle acque e l'accumulo dei detriti.

Nello spacco della Regina troviamo tre ambienti intervallati da tre stretti cunicoli. Sono ancora perfettamente visibili gli antichi colpi di scalpello che hanno modellato questi ambienti.

Vicino alla Tagliata si trova lo Spacco della Regina: una fenditura naturale della roccia, che in tempi remoti svolgeva le funzione della Tagliata, poi una frana la rese inagibile e venne probabilmente riutilizzata per celebrare riti religiosi. L'ingresso è stretto e buio, sarebbe utile avere una torcia, tuttavia superati i primissimi metri, la luce che penetra (in modo molto suggestivo) dalla fenditura in alto, è sufficiente a fornire un'illuminazione apprezzabile.

Questo luogo ha dato vita a molte leggende per la sua particolarità e si dice che in passato fosse frequentato dalla regina etrusca di Ansedonia che amava fare il bagno in quel luogo solitario, fino a che un giorno non fece più ritorno da lì. Una seconda versione narra che fu rapita dai pirati saraceni di Solimano I, fortunatamente la regina riuscì a scappare e trovare riparo proprio nella grotta.

Tra le dubbiose verità, c’è però una storia che attraversa lunghi secoli e stimola il mistero e la fantasia, rimanendo fedele alle sue versioni: la protagonista è una giovane ed enigmatica regina etrusca di nome Ansedonia.

La giovane regina fin da piccola era costretta ad uno stile di vita che fosse all’altezza del ruolo che ricopriva nella società e che quindi le impediva di svolgere qualsiasi attività di svago e libertà rispetto agli altri bambini, che erano considerate impensabili per una nobile; talvolta però le era consentito di uscire dalla reggia per dilettarsi in qualche passeggiata e fu proprio durante una di queste libere uscite che si imbatté in un luogo di straordinaria bellezza: una conca naturale con acqua talmente limpida che la giovane Ansedonia non seppe resistere all’impulso di tuffarsi lasciandosi abbracciare dall’acqua. Da quel giorno la regina scelse quel luogo come unica meta delle sue passeggiate. A quei tempi però il bagno in luoghi aperti era considerato oggetto di scandalo per una donna qualsiasi e quindi figuriamoci per una regina. Fu così che le malelingue subito si scatenarono: si diffuse la convinzione che la regina fosse discepola di streghe e demoni e che in quel posto venissero celebrati riti satanici. Forse stanca di queste maldicenze, un giorno la regina Ansedonia non fece più ritorno a casa e così si pensò complice e vittima di quei riti malefici, alimentando il mito che fosse scomparsa per sempre in quelle acque misteriose.

Su una cosa però tutte le storie convergono: si narra anche che questo sia il luogo dove la stessa Ansedonia abbia nascosto un tesoro misterioso che non è mai stato trovato.

La Tagliata Etrusca: Un Errore di Denominazione

Nel secolo II a.C. fu realizzato un nuovo sistema di drenaggio che sostituì il precedente. Tale apprestamento, noto con il nome di "Tagliata", consiste in un canale artificiale scavato nella roccia, in parte in galleria e in parte a cielo aperto, per oltre 80 metri di lunghezza. La Tagliata Etrusca sorge ai piedi del versante sud-est del colle di Ansedonia, dove in antichità si trovava il porto della città di Cosa, un modesto scalo marittimo, di cui sono ancora visibili (oltre alla suddetta Tagliata) i resti semisommersi dal mare di moli e frangiflutti.

Ma torniamo alla Tagliata Etrusca e diciamo subito che nel nome si nasconde un errore, si tratta infatti di una magnifica opera di ingegneria idraulica romana… e non etrusca! Venne realizzata per ottimizzare il flusso ed il riflusso delle acque dal porto, in modo da evitarne l'insabbiamento.

La Tagliata Etrusca è un’opera di ingegneria idraulica che permetteva di evitare l’insabbiamento del porto attraverso canali tagliati nella roccia. Una tecnica utilizzata per migliorare il flusso e il riflusso delle acque.

Dopo averla ammirata dal basso, una scalinata vi permette di salire sul fianco del promontorio rivolto al mare, ed osservare gli incassi delle paratie con cui si apriva e chiudeva il canale.

Integrazione con l'Ambiente Lagunare

Contemporaneamente nella laguna fu costruita una peschiera di forma rettangolare e divisa in due scomparti. Isolata dalla laguna nella parte nord orientale mediante una diga, dipendeva, per la circolazione delle acque e per il controllo della sua salinità, dalla Tagliata e da una sorgente d’acqua situata ai piedi del promontorio.

Altre Attrazioni ad Ansedonia

  • Chiesa di San Biagio, edificio religioso costruito su di un antico mausoleo romano.
  • Antica Città romana di Cosa (273 a.C.), ubicata in posizione dominante sul mare. All’interno di questa straordinaria area archeologica vi è il Museo Archeologico Nazionale di Cosa.
  • Torre di San Pancrazio, costruita nella seconda metà del ‘500 dagli spagnoli per intensificare il sistema difensivo dello Stato dei Presidi.
  • Torre di San Biagio, antica torre senese a picco sul mare.

Per chi ama l’avventura e il mistero sicuramente questo è il luogo ideale da visitare, non solo per perdersi nell’incantevole bellezza e potenza della natura, ma anche per stimolare la fantasia e, perché no, provare a trovare quell’agognato tesoro che ormai, attraversando lunghi secoli, ha scosso gli animi di moltissimi avventurieri.

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