I Sumeri, fondatori delle prime grandi città della storia, videro la memoria leggendaria di Ur, Uruk, Làgash, Èridu, Umma, Nìppur, ricorrere nelle Sacre Scritture.
La Prima Civiltà e l'Idraulica
Tra le antiche civiltà della Mesopotamia, la civiltà dei Sumeri sembra essere la prima a svilupparsi, con reperti artistici ritrovati nelle città di Uruk (odierna Warka) e Ur, databili a partire dal 4.000 a. C. In queste città si concentrò la più importante produzione artistica e architettonica dell'ovest asiatico. A quei primi centri urbani seguì la fioritura delle città di Agadè, Lagash e Mari. Già intorno al III millennio a. C. il loro sviluppo politico artistico e culturale raggiunse uno splendore superiore a qualsiasi altra popolazione contemporanea.
Ai Sumeri si attribuiscono alcune delle prime e più importanti invenzioni dell'uomo:
- La geometria, inizialmente impiegata per misurare i campi.
- L'astronomia, mediante la quale venne elaborato il primo calendario basato sul mese lunare di 29 o 30 giorni.
- Il primo uso della scrittura, in tavolette pittografiche, secondo la formula degli ideogrammi, che gradualmente subirono una stilizzazione fino al sistema di scrittura cuneiforme.
- L'idraulica, che permise l'impiego di una complessa rete di canali per l'irrigazione dei campi.
Comunemente associamo la storia degli acquedotti alla civiltà greco-romana mentre la ricerca di soluzioni adeguate all’individuazione e al trasporto dell’acqua, risale ad epoche molto più remote. Il problema dell’approvvigionamento idrico è stato affrontato dalle più antiche culture con sistemi empirici, con lo sviluppo di tecniche adeguate alle caratteristiche del territorio e dell’ambiente circostante.
Le Città Sumeriche
Il popolo dei Sumeri era organizzato in città-stato, autonome e indipendenti, governate da un re (detto lùgal) che era anche grande sacerdote (èn) e giudice supremo. L'insieme delle antiche città sumeriche non arrivò mai a costituire un unico stato, ciò ha comportato scontri frequenti e sanguinosi tra città vicine in lotta per la supremazia. I Sumeri furono più volte sottoposti a invasioni da parte dei popoli circostanti e a partire dal 1800 a.C. vennero soppiantati nel potere dai Babilonesi.
Le città sumeriche, come tutte le città mesopotamiche, avevano una struttura concentrica e la maggioranza degli edifici erano costruiti in mattoni. Cinte da potenti mura rafforzate da numerose torri, muri a scarpa e contrafforti, erano dotate di un solido sistema di difesa, sorvegliato da guardie e soldati. Generalmente, le città più grandi erano difese da almeno due cinte murarie, una più esterna, che divideva la città della campagna, e una più interna che divideva la periferia (dove si trovavano i quartieri popolari e si svolgevano le attività quotidiane) dal centro politico e religioso rappresentato dalla cittadella.
All'interno della prima cerchia muraria si sviluppavano strade, piazze e sorgevano le abitazioni e le botteghe. Le abitazioni comuni erano costruzioni semplici, realizzate solitamente con materiali deperibili come argilla cruda, legno, ecc. Le botteghe erano simili alle abitazioni, per materiali e forme, ma dotate di spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività produttive e commerciali. Di queste non è rimasto quasi nulla, tranne qualche traccia nel terreno.
Secondo l'antica concezione mesopotamica la città apparteneva a una divinità e soltanto al servizio del dio protettore e nella sua venerazione la comunità poteva prosperare. Per questo la città stessa era considerata sacra, e ospitava al suo interno una vasta area completamente dedicata alla divinità. Dentro la cerchia muraria più interna, infatti, sorgeva la cittadella: il quartiere sacro dotato di monumentali palazzi-tempio di proporzioni gigantesche: le ziggurat che per gli antichi Sumeri indica "montagne di dio".
Attorno alla ziggurat, sempre nel quartiere sacro, sorgevano palazzi ed edifici amministrativi, piazze, strade, zone attrezzate e predisposte al culto e cerimonie religiose, altri edifici religiosi. Costruito con materiali non deperibili, come il mattone, il quartiere sacro offre le testimonianze e i reperti meglio conservati oltre alla maggiore concentrazione di opere d'arte ritrovate dagli scavi archeologici.
L'Uso del Mattone
Il materiale da costruzione tipico di questa civiltà è il mattone, fondamentale invenzione che ha permesso la realizzazione di intere città. I Sumeri nei loro lavori di edilizia non usavano la pietra, scarsamente presente nel loro territorio. Presso i grandi fiumi era invece molto abbondante l'argilla, con la quale vennero realizzati i mattoni e altri prodotti. Il mattone aveva molti vantaggi: era un elemento piuttosto leggero e di dimensioni modeste, era molto più facile da ottenere rispetto ai blocchi di pietra, consentiva una rapida produzione in serie. Si rivelò quindi molto pratico per le costruzioni, anche quelle di dimensioni notevoli, come le ziggurat o le mura difensive delle città.
I sumeri hanno inventato e utilizzato due tipi di mattone:
- Il mattone crudo: realizzato con argilla prima lavorata, mescolata a paglia, poi sagomata e compattata con i piedi e infine essiccato al sole.
- Il mattone cotto: si otteneva cuocendo il mattone crudo nel forno. Il mattone cotto era più solido di quello crudo, più impermeabile e resistente.
I sumeri iniziarono a usare i mattoni molto presto, anche se nel periodo più antico, per la difficoltà di reperire la legna da ardere necessaria a cuocerli, facevano uso soprattutto di mattoni crudi, limitando quelli cotti nelle fondamenta e in alcune parti strutturali. Poi il mattone cotto venne impiegato con più frequenza, nelle costruzioni più importanti come i palazzi pubblici, le ziggurat, ecc.
Più tardi, per aumentare la resistenza e la compattezza delle strutture murarie, impararono ad incollare i mattoni con malta di calce e bitume. Introdussero anche nuovi tessuti murari con i mattoni posti a file alternate di piatto e file di taglio, ottenendo la tipica muratura con disegno a lisca di pesce.
L'impiego del mattone però imponeva alcune regole: ad esempio gli edifici potevano essere costruiti solo su un terreno perfettamente piano. Inoltre le costruzioni in mattoni potevano essere facilmente spazzate via ogni volta che avvenivano le inondazioni. Quindi prima di iniziare la costruzione si creavano dei basamenti o dei terrapieni. Per ottenere costruzioni molto alte era necessario costruire forme molto stabili e solide: per questo la muratura aveva spessori molto grossi, limitando all'interno il numero delle stanze e la loro ampiezza. Il profilo dei muri esterni inoltre era 'a scarpa' cioè più largo in basso e più stretto in alto. Sempre per non compromettere la stabilità gli edifici avevano poche aperture verso l'esterno: quindi realizzavano porte e finestre erano poche e strette.
Per illuminare e arieggiare i locali interni, considerando anche il clima molto caldo, venivano creati dei cortili interni. Per le coperture di solito si usava un tetto piano, raramente veniva realizzato il tetto a spioventi. Negli edifici più importanti realizzarono in mattoni anche l'arco e la volta. Per le coperture degli ambienti piccoli, ad esempio le torri si usava anche la cupola. Gli archi e le volte a botte erano usati soprattutto per gli acquedotti e per i ponti.
Con l'argilla e i mattoni crudi i Sumeri realizzarono soprattutto le costruzioni dei quartieri popolari, sia per le abitazioni che per gli edifici produttivi e commerciali. Nelle abitazioni più comuni per le coperture utilizzarono la terra battuta su un fondo di stuoie e uno strato di sterpi.
Periodizzazione dell'Arte Sumerica
In base ai reperti archeologici la civiltà sumerica si divide in 5 periodi fondamentali:
- Periodo Protostorico: dal 3500 al 2900 a.C. ca.
- Periodo Protodinastico: dal 2900 al 2350 a.C. ca.
- Periodo Akkadico: dal 2350 al 2200 a.C. ca.
- Dinastia di Lagash: dal 2150 al 2120 a.C. ca.
- Periodo Neosumerico: dal 2120 al 2004 a.C. ca.
Periodo Protostorico
Durante il IV millennio a.C., superando la struttura del villaggio neolitico, nella Mesopotamia meridionale si svilupparono i primi centri urbani e si formarono le prime città-stato. In questo momento vennero attuati tre principali tipi di trasformazione: organizzativo, tecnologico, demografico.
Lo stato si organizzò con la gerarchizzazione del lavoro. Tutte le attività dello stato erano controllate dal tempio-palazzo in cui risiedeva il re-sacerdote. Si sviluppò la tecnologia agricola con sistemi di canalizzazione e bonifica dei terreni, nuovi tipi di aratri e strumenti di lavoro. Di conseguenza si poteva ottenere un raccolto molto abbondante e le eccedenze alimentari venivano immagazzinate per essere ridistribuite alla popolazione secondo regole precise. Questo sistema garantì una certa ricchezza del popolo e incentivò lo sviluppo del commercio.
L'incremento demografico provocò la concentrazione di numerosi abitanti nei grandi centri urbani. Una delle città sumere più popolose era Uruk, odierna Warka, in Iraq.
Tale sviluppo fu sostenuto da uno straordinario incremento culturale rappresentato da un lato dall'invenzione della scrittura, dall'altro dallo sviluppo dell'arte. Fiorisce infatti l'arte figurativa nella scultura, nel rilievo, nella glittica (tecnica di intaglio delle pietre dure e preziose). Di quest'epoca sono anche i primi esempi di architettura monumentale religiosa. I complessi monumentali di Uruk (attuale Warka), testimoniano la grandiosità dell'architettura di questa fase.
Nell'arte di questo periodo si privilegiano temi legati ai cicli della natura, ai lavori agricoli e alle divinità protettrici della vita e della fertilità. Oltre a statue, rilievi, oreficeria e sigilli, appartengono a questo periodo importanti esempi di architettura monumentale.
Architettura Protostorica Sumera: Complessi Monumentali di Uruk
Nell'antica città di Uruk sono stati rinvenuti grandiosi complessi monumentali che costituiscono i quartieri sacri dedicati alle divinità sumeriche, come quello della dea Inanna e del dio Anu. Si tratta di numerosi edifici realizzati tra la fine del IV e l'inizio del III millennio a.C.
Il Problema dell'Approvvigionamento Idrico
Forse le prime tecniche costruttive legate al trasporto dell’acqua sono nate in Mesopotamia: possiede “cunicoli” idraulici estesi 300 mila chilometri. Questa immagine documenta l’esplorazione di un “qanat” nei terrirori desertici della Tunisia, dove le popolazioni locali, circa tremila anni fa, concepirono tunnel chilometrici alti circa 170 cm e larghi poco meno di un metro. Cunicoli che avevano la funzione di captare dalle sorgenti e trasportare altrove l’acqua, facendola pervenire alle camere di decantazione e alle vasche limitrofe colture agricole, orti e abitazioni.
Dai libri di storia, specie da quelli scolastici abbiamo appreso che la civiltà mesopotamica e quella sumera, erano solite costruire condotte sotterranee (o simili), per certi tratti realizzate in mattoni e coperte da volte, indispensabili per il drenaggio e per lo scolo del liquido vitale.
Non a caso, i qanat dell’Iran, la cui invenzione risale al I millennio a. C., sono stati realizzati in maniera formidabile tant’è vero che ancor oggi forniscono i 3/4 del fabbisogno d’acqua del Paese. Pensate che formano una rete sotterranea estesa per 300 mila km. Ma come sono fatti i “quanat”? Sono costituiti da un complesso sotterraneo di cunicoli verticali, molto simili ai pozzi, però collegati da un canale sotterraneo, molto stretto, scavato a misura d’uomo, generalmente basso, con una lieve pendenza sul fondo. Tali opere cunicolari furono concepite - a detta degli esperti - nella Mesopotamia per attingere l’acqua da una falda acquifera in modo da trasportare efficientemente il liquido in superficie, senza necessità di pomparlo o aspirarlo.
In definitiva i “qanat”, alcuni dei quali sono ancor oggi in funzione ad esempio in Tunisia, furono creati per fornire trasportare acqua da una fonte agli insediamenti umani o per l’irrigazione di suoli aridi e caldi.
Il Legame tra Acqua e Uomo
Agli albori della civiltà, l’uomo è sempre stato dipendente dalle acque, dalla loro disponibilità, a volte insufficiente a volte eccessiva, senza mai poterle controllare. Ci sono evidenze di imponenti canalizzazioni costruite dai Sumeri in Mesopotamia ad uso irriguo. La scienza idraulica trovò però massima espressione all’epoca romana.
Idraulica e Agricoltura
Poter irrigare i campi ed evitare che gli stessi venissero sommersi dalle inondazioni, gli uomini del neolitico si trovarono di fronte a problemi nuovi, risolti con tecniche che hanno lasciato una traccia e sono riconoscibili ancora oggi. Più avanti, il crescere delle comunità e delle loro esigenze, pose alle antiche popolazioni problematiche idrauliche sempre più complesse.
I Sumeri, come tutti sanno, svilupparono la loro civiltà tra il corso dell'Eufrate e quello del Tigri. Dal momento che l'Eufrate scorre ad un'altezza maggiore rispetto al Tigri, per collegarli furono costruiti tre canali navigabili. In questo modo le merci potevano passare dall'Eufrate al Tigri e viceversa, nonostante gli oltre cento chilometri che li separavano.
Del resto, nel territorio semiarido in cui vivevano, il controllo delle acque doveva essere per i sumeri un problema primario. Tutti i cittadini, infatti, erano chiamati a svolgere lavori di manutenzione dei canali in determinati periodi dell'anno. I canali erano essenziali non solo per l'agricoltura. Molti erano navigabili e fungevano da vere e proprie strade. Altri, invece, avevano lo scopo di segnare i confini.
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