Tutti noi abbiamo visto, o magari anche avuto in casa, una paperella di gomma: uno dei giocattoli più "pop" e diffusi di sempre, grazie alle sue forme e all'allegro colore giallo che la rende immediatamente visibile in mezzo al caos delle nostre giornate. È di quelle classiche, gialle, con le quali i bambini adorano giocare mentre fanno il bagno.
Sulla mia scrivania, da sotto il monitor del PC, mi fissa una paperella di gomma. Per gli appassionati di Douglas Adams, autore della geniale Guida Galattica per Autostoppisti l’associazione è immediata. “Non si è mai veramente soli quando si ha una paperella di gomma,” sosteneva. Ecco, quindi. La paperella mi tiene compagnia mentre lavoro.
Le Origini e l'Evoluzione della Paperella di Gomma
Le prime paperelle di plastica comparvero già alla fine del 1800, grazie al lavoro di Charles Goodyear, inventore della gomma vulcanizzata e fondatore dell'omonima azienda di pneumatici. I materiali usati le rendevano pesanti, non in grado di galleggiare: solo negli anni '30 del Novecento furono commercializzate paperelle "vuote", utilizzabili come pistole d'acqua (ideate dalla inventrice Eleanor Shannahan nel 1931) e quelle galleggianti per il bagno, commercializzate dalla Disney in accordo con una azienda produttrice di lattice.
Ancora oggi questi oggetti sono molto diffusi, anche per collezione: secondo il sito Guinness World Record, la più grande raccolta di papere è quella di Charlotte Lee, una donna statunitense che nel 2021 possedeva 5 631 differenti esemplari.
Fonti:
- "The history of the rubber duck", St. Neots Museum
- "Largest collection of rubber ducks", Guinness World Record
Il Caso dei Friendly Floatees: Paperelle per la Scienza
Tutto cominciò il 10 gennaio 1992 con delle paperelle, quelle di plastica che servono per il bagno dei bambini, quelle che in inglese si chiamano Friendly Floatees. Ma non alcune paperelle: una nave intera. Una nave cargo, che tra le tante cose trasportava settemiladuecento confezioni contenenti, per la precisione, una paperella gialla, un castoro rosso, una tartaruga azzurra e una ranocchia verde.
Nel 1992, la nave portacontainer Ever Laurel, di proprietà della compagnia Evergreen Marine (la stessa della famosa Ever Given, che bloccò il canale di Suez nel 2021) stava viaggiando da Hongkong verso gli USA. Durante una tempesta, la nave perse diversi container tra cui alcuni contenenti giocattoli Floatees, animali di gomma galleggianti: si trattava in totale di 28800 giocattoli di plastica, divisi in 4 gruppi di 7 200 tra paperelle gialle, castori rossi, tartarughe blu e rane verdi.
Per quanto simpatiche, queste paperelle costituirono ovviamente un danno ambientale, aggiungendosi alle tonnellate di rifiuti plastici giornalmente riversate nei mari dall'uomo. Nello specifico, i ritrovamenti di Floatees dei primi due anni furono confrontati già nel 1994 con i modelli oceanici esistenti e con le evidenze di esperimenti su piccola scala (bottiglie rilasciate per scopi scientifici negli anni '60) e di un'altra grande dispersione accidentale in mare di 61000 scarpe Nike, nel 1990.
Nel 1992 una nave cargo partì da Hong Kong diretta a Tacoma, negli Stati Uniti. Durante il viaggio la nave s’imbatté in una violenta burrasca e perse un container in cui erano stipati ben 28.000 Friendly Floatees, giocattoli galleggianti. Dopo l’incidente, i giocattoli si divisero in tre gruppi: il primo andò alla deriva verso l’Alaska, il secondo verso l’Oceania, mentre il terzo, dopo aver condiviso parte del viaggio col secondo gruppo, si sarebbe diretto verso il Cile. Il primo gruppo, dieci mesi dopo l’incidente, raggiunse le coste di Sitka, in Alaska, dove furono trovati il 16 novembre 1992 da Dean e Tyler Orbison.
I movimenti delle Floatees furono registrati dal computer OSCUR (Ocean Surface Currents Simulation, Simulazione delle correnti della superficie oceanica).
Conosciamo il punto esatto in cui avvenne l’incidente: 44°7’ N, 178°1’ E. Sappiamo il giorno, 10 gennaio 1992, ma non l’ora.
Tabella dei Ritrovamenti dei Friendly Floatees
| Luogo | Data del Ritrovamento | Note |
|---|---|---|
| Coste delle Hawaii | Nello stesso anno (1992) | Primi giocattoli ritrovati |
| Alaska | Successivamente (1992) | Trovati da cercatori sulle coste |
| Coste Atlantiche degli USA e Gran Bretagna | Anni 2000 | Ben 15 anni dopo l'incidente |
Amsterdam Duck Store: Un'Esplosione di Colore e Allegria
In una delle vie più affollate del centro di Amsterdam, dove si viene principalmente per fare shopping, c’è un’attività alquanto singolare. L’Amsterdam Duck Store è un negozio che vende solo anatre. Una immensa, colorata, festosa, divertente e irriverente distesa di anatroccoli si staglia sulle pareti e in ogni angolo di questo store.
Dietro a quello che può sembrare solo un negozio di oggettistica spiritosa, c’è un concetto di arte visiva e una famiglia che ci ha creduto nel realizzarlo. Barbara de Vlam, proprietaria e fondatrice dell’Amsterdam Duck Store possedeva un negozio di articoli per bambini, quando sua figlia le propose di vendere alcune papere di gomma. La richiesta di anatre da parte dei clienti aumentò gradualmente così che i pezzi della collezione aumentarono fino a decidere di aprire un negozio che vendesse esclusivamente paperelle.
Il concept del negozio lo ha inventato Barbara, suo fratello ha disegnato il logo e ha realizzato il sito web. La cognata si occupa tutt’ora delle vendite online e il marito di Barbara offre servizi di consulenza. Insomma una famiglia intera che ci ha creduto ed è stata ripagata, perchè quella del Duck Store è una vera e propria mania.
Non so se sia vero, ma quello di cui sono certa è che entrando in questo negozio le persone immediatamente sorridono come se, al posto di anatre da bagno, siano in vendita piccoli frammenti di gioia. Credo che Barbara sia perfettamente riuscita nel suo intento e una causa così nobile non può che portare fortuna a chi la coltiva giorno dopo giorno.
La Paperella Gigante di Florentijn Hofman
Sì, è proprio una paperella da bagno, gigante che da oramai sei anni sta facendo il giro del mondo e in questi giorni si aggira nella baia di Hong Kong. In realtà la gommosa paperella è un’opera d'arte pop dell'artista olandese Florentijn Hofman, che con le sue creazioni ha oramai sorpreso mezzo mondo, suscitando curiosità ed entusiasmo tra gli abitanti delle città ospitanti.
"Viviamo tutti sullo stesso pianeta. I mari sono il nostro stagno, qui dobbiamo nuotare e quindi dobbiamo anche prendercene cura, mantenendoli puliti". "Lo scopo - aggiunge l'artista - è connettere le persone, prendersi cura della realtà. Non dobbiamo credere che tutto ci sia dovuto, che il nostro spazio urbano sia immutabile.
Il progetto di Hofman nasce nel 2009 con un pacchetto di installazioni battezzato Z33. Rubber Duck, ovvero papera di gomma, allora era alta un metro meno dell'attuale, nel 2010 la paperella cambia e arriva a 16 metri e mezzo e parte per un nuovo tour in varie città portuali fluviali nordeuropee dell'entroterra tra i confini tedeschi e olandesi. Fino ad arrivare nel 2012 a varcare gli oceani arrivando nei porti di Osaka, Sydney, San Paolo, Amsterdam.
Rubber Duck Debugging
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, il rubber duck debugging è quel processo che consiste nel cercare la soluzione a un problema spiegandolo passo passo e con semplicità a qualcuno che non ne sa nulla, animato o meno (in The Pragmatic Programmer, libro in cui compare l’espressione, l’oggetto in questione era per l’appunto una papera di gomma). Questo costringe a osservare il problema da un altro punto di vista e spesso la chiave per trovare una soluzione sta proprio lì, in un cambio di prospettiva.
Per noi i venditori di papere professionisti è motivo d’orgoglio il fatto che le paperelle di plastica coinvolte nel naufragio erano solo 7200 rispetto ai 28.000 animaletti galleggianti totali, ma tutti ricordano solo loro e questo dimostra che le papere di gomma conquisteranno il mondo!
TAG: #Bagno
